L'Ascesa del Sushi in Italia: Da Moda Passeggera a Pilastro della Cultura Gastronomica

Il sushi, un piatto a base di riso, aceto di riso, pesce fresco, verdure o alghe, ha conquistato il cuore e il palato degli italiani, trasformandosi da una semplice tendenza esotica a un elemento consolidato della dieta urbana. Quello che era iniziato negli anni Novanta come una moda esotica riservata alle grandi città è diventato un pilastro della dieta urbana. Ma come è avvenuta questa trasformazione? E cosa significa per la cultura gastronomica italiana?

Le Origini del Sushi: Un Viaggio dalla Cina al Giappone

La storia del sushi affonda le sue radici in un antico metodo di conservazione del pesce. Originario della Cina nel V secolo a.C., il processo prevedeva la pulizia e la salatura del pesce, che veniva poi inserito in barili di legno e coperto di riso. La fermentazione del riso aumentava l'acidità all'interno, preservando il pesce.

Con il passare dei secoli, questa tecnica si è evoluta, soprattutto con l'introduzione di ingredienti come l'aceto di riso, che ancora oggi è fondamentale nella preparazione del sushi. Intorno al 1400, durante il periodo Muromachi, il riso non veniva più scartato dopo la fermentazione, ma condito con aceto e servito insieme al pesce.

La Rivoluzione di Yohei Hanaya e la Nascita del Sushi Moderno

Il primo sushi bar risale all'inizio dell'Ottocento, quando Yohei Hanaya iniziò a servire al suo banchetto il "nigiri sushi", un bocconcino di riso aromatizzato all'aceto con sopra una fettina di pesce crudo. Il merito di Hanaya fu quello di aver ridotto drasticamente i tempi di preparazione del sushi tradizionale, permettendo al piatto di diffondersi rapidamente in tutto il Giappone.

L'Arrivo del Sushi in Italia: Un'Odissea Gastronomica

Il sushi ha iniziato a fare la sua comparsa in Italia negli ultimi decenni, grazie all'iniziativa di ristoratori giapponesi (e anche cinesi) che hanno deciso di investire nella propria cucina e cultura, esportandola nel Bel Paese. Alcuni pensavano fosse solo una moda passeggera, e invece, con gli anni, la cucina giapponese si è ampiamente diffusa anche a Napoli, dove numerosi ristoranti e sushi bar affollano i quartieri della città.

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Negli anni '90, i ristoranti cinesi hanno aperto la strada all'apprezzamento della cucina orientale in Italia. Ricordo ancora le dita che si ingarbugliavano tentando di impugnare le bacchette, che cadevano sfuggendo alla presa. Quei profumi caldi e agrodolci, allora così poco familiari. Ma questo accadeva in un paese di provincia, in un’era che senza internet ci impediva di sapere cosa accadeva fuori. La Pagoda, il primo ristorante cinese a Milano, aprì nel 1962, segnando l'inizio di un'era.

Così inizia l’era degli all you can eat, in gran parte gestiti da imprenditori cinesi. È in questo contesto storico che fanno la loro entrata in scena piatti della tradizione giapponese che oggi percepiamo familiari e confortevoli. Sushi, sashimi, tempura, udon saltati con verdure e gamberi, spiedini di pollo in salsa teriyaki, chirashi e… piatti un po’ meno tradizionali, come gli uramaki e… il Salmone.

Il Sushi "All You Can Eat": Un Fenomeno di Massa

La formula "All you can eat" ha incentivato ancor di più gli italiani ad avvicinarsi e apprezzare la cucina orientale. I prezzi dei menù non sono particolarmente economici - una pizza è sicuramente meno dispendiosa di un piatto di sushi - ma questa formula ha reso il sushi più accessibile a un pubblico più ampio. Negli ultimi anni, giovani e meno giovani sono letteralmente “impazziti” per il sushi.

L'Italia: Primo Paese in Europa per Consumo di Sushi

Il 18 giugno è stato il Sushi Day e improvvisamente abbiamo scoperto che nel cuore della patria della pasta e della pizza, il sushi ha trovato casa. L’Italia, infatti, è oggi il primo paese in Europa per consumo di sushi, superando giganti come Germania, Francia e Regno Unito, sia per numero di ristoranti pro capite che per frequenza di consumo. Un dato che, se letto superficialmente, può sembrare anomalo o addirittura provocatorio.

Secondo dati rilasciati da Coldiretti e confermati da ricerche Nielsen, nel 2024 il numero di ristoranti giapponesi (o presunti tali) in Italia ha superato quota 15mila. A Milano, Torino, Bologna e Roma, ce ne sono ormai più di pizzerie. Il fatturato del settore legato al sushi - tra ristorazione, delivery e grande distribuzione - ha toccato i 3 miliardi di euro. In alcuni supermercati, la sezione sushi occupa più spazio dei salumi.

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Il Sushi si "Italianizza": Un Incontro di Culture Gastronomiche

Quando la cucina cinese e quella giapponese sono state portate nel mondo occidentale ci sono stati delle… modifiche. Il nostro palato non era abituato a certi sapori tipici del lontano Oriente. Il palato occidentale apprezza colori e sapori più forti e vistosi di quello giapponese, ad esempio. Per questi motivi, i ristoranti si sono adattati e servono anche insospettabili piatti fusion!

Durante gli anni ’60 negli Stati Uniti hanno inventato un modo diverso di preparare i maki, che sono invece quelli originali. Sembra che la natalità di queta invenzione sia dello stato della California, nella little Tokyo di Los Angeles. Vi dicono nulla gli uramaki california? Quelli con dentro surimi o polpa di granchio, avocado e, a volte, cetriolo? Gli occidentali non vedevano di buon occhio il cibo di colore scuro come le alghe, a cui non erano per nulla abituati. Non lo trovavano attraente né avevano confidenza con il sapore. Anche gli ingredienti degli Uramaki sono spesso poco giapponesi.

Il sushi in Italia non è quasi mai giapponese. È una creatura meticcia, che deve più alla Cina che al Giappone, che si è adattata ai gusti locali (maionese, Philadelphia, frittura, salsa teriyaki), che ha fatto della contaminazione la sua forza. In questo, forse, non è molto diverso dalla nostra “tradizione”.

Il Salmone: Un Ingrediente Inaspettato

In realtà è abbastanza ovvio: il salmone non vive nel mar del Giappone né nei suoi fiumi. Il vero colpo di scena però c’è stato: alla fine, dagli anni ’90 il salmone è arrivato anche in Giappone, dove era ritenuto una sorta di new entry esotica. Oggi la Norvegia fa la parte del leone in questo mercato: è da lì che parte, infatti, il 60% del salmone esportato in tutto il mondo e l’80% di quello che va in Europa. Il Giappone non è comunque rimasto a guardare: nel 2014 il gruppo Mitsubishi ha fatto un’Offerta Pubblica di Acquisto al gruppo Cermaq, colosso dell’allevamento di salmone norvegese, per 1.1 miliardi di Euro.

Il Sushi: Un Cibo Identitario per una Generazione Globale

Mangiare sushi, per gli italiani, non è più un atto esotico. È diventato routine. Ha una sua grammatica estetica - la ciotola di soia, le bacchette, il wasabi - che ormai fa parte dell’immaginario pop. È instagrammabile, è leggero, è multitasking: perfetto per una pausa pranzo veloce, una cena tra amici, una serata da delivery. È, paradossalmente, un cibo identitario per una generazione che rifugge ogni identità rigida.

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