Spaghetti alla Poverella: Storia, Tradizione e Preparazione di un Classico Napoletano

Gli spaghetti alla poverella, noti anche come "spavetto d'o puveriello" nel dialetto partenopeo, rappresentano una prelibatezza della cucina tradizionale napoletana. Questo piatto, semplice e veloce da preparare, è un simbolo di resilienza e creatività, radicato nella cultura e nella storia della cucina partenopea.

Un Piatto Nato dalla Necessità

La storia degli spaghetti alla poverella risale al dopoguerra, un periodo in cui era necessario arrangiarsi con poco a causa della difficoltà nel reperire ingredienti o dei loro costi proibitivi. Fino agli anni cinquanta, la fame è stata uno dei peggiori incubi delle classi meno abbienti, soprattutto quelle urbane. In quel contesto storico, le famiglie con poche possibilità economiche dovevano sfamarsi con ciò che avevano a disposizione, e gli spaghetti poveri nascono proprio in questo contesto storico. L’inventiva e la fantasia tipica del popolo meridionale hanno fatto sì che, mescolando ingredienti “poveri” e di facile reperibilità, si ottenessero piatti davvero succulenti ed anche equilibrati dal punto di vista nutrizionale.

La storia di questo piatto è abbastanza recente: furono inventati a Napoli nel secondo dopoguerra, mentre il contrabbando, non solo di sigarette, ma soprattutto di derrate alimentari, conosceva il suo periodo più florido. Era l’epoca in cui nascevano “criaturi niri niri” ed Eduardo De Filippo, nella sua “Napoli Milionaria”, alimentava la speranza che “adda passà ‘a nuttata” in una popolazione ormai allo stremo.

Le derrate più facili da reperire, almeno per il popolo, erano: pasta, uova e, forse, un po’ di strutto in sostituzione del “nobile” burro. E proprio dall’unione di questi tre semplici ingredienti viene fuori questo squisito piatto di pasta con il quale anche il “puveriello” si sente signore. La semplicità dell’esecuzione e il tempo di preparazione davvero breve hanno fatto sì che il piatto avesse una grande diffusione e sia presente sulle nostre tavole ancora oggi, sebbene la fame sia un lontano ricordo.

Ingredienti Semplici per un Piatto Ricco di Sapore

Gli spaghetti alla poverella incarnano l’essenza della cucina popolare napoletana: pochi ingredienti, poveri, per un gusto finale unico. La ricetta originale prevedeva che le uova venissero fritte nella sugna, ma se preferite, potete usare olio extra vergine di oliva per un piatto più leggero.

Leggi anche: Sapori Mediterranei in un piatto di pasta

Ecco gli ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di spaghetti
  • 4 uova intere
  • 3 abbondanti cucchiai di sugna (o olio extra vergine di oliva)
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Pecorino romano grattugiato (opzionale)

Preparazione Veloce e Facile

Preparare gli spaghetti alla poverella è un processo semplice e veloce, ideale per un pasto gustoso anche quando si ha poco tempo a disposizione.

  1. Cuocere gli Spaghetti: Lessare gli spaghetti abbastanza al dente in abbondante acqua salata.
  2. Preparare le Uova: Nel frattempo, far sciogliere molto dolcemente la sugna (o scaldare l'olio) in una capace padella dai bordi un po’ alti. Versare le uova intere nel condimento, facendo attenzione a non romperle. Salare a piacere. L’albume dovrà essere cotto, ma il tuorlo dovrà restare morbido.
  3. Amalgamare gli Ingredienti: Scolare gli spaghetti, versarli nella padella e “padellare” rigirandoli sempre.
  4. Completare il Piatto: Cospargere con un’abbondante spolverata di pepe nero e, se piace, con pecorino romano grattugiato. Servire subito, rompendo il tuorlo su ogni piatto per amalgamarlo alla pasta.

Il tempo di preparazione coincide con il solo tempo di cottura della pasta. Appena calata nell’acqua bollente si può infatti passare a cuocere le uova al tegamino, secondo la ricetta ‘originale’ nella sugna e oggi in alternativa in olio di oliva. Si tiene il tuorlo abbastanza morbido e si condisce con sale e pepe. Appena gli spaghetti sono al dente si trasferiscono in padella e si mescolano alle uova, che così si sbricioleranno un po’. Prima di servire, si insaporisce il tutto con Parmigiano grattugiato ed eventualmente altro pepe nero.

Varianti e Consigli per Personalizzare il Piatto

Gli spaghetti alla poverella sono un piatto versatile che si presta a diverse varianti e personalizzazioni.

  • Olio extra vergine di oliva: Per rendere gli spaghetti del poverello più leggeri, utilizzate dell’olio extra vergine di oliva al posto della sugna.
  • Acqua di cottura: Potete anche aggiungere un po’ di acqua di cottura della pasta per rendere il condimento più cremoso.
  • Conservazione: Se vi avanzano, potete conservare gli spaghetti in un contenitore ermetico in frigorifero per un giorno.
  • Peperoncino: Utilizzare un filo d'olio al peperoncino o aggiungere un pizzico di peperoncino in polvere per un tocco piccante.
  • Scorza di limone: Grattugiare un po' di scorza di limone per dare freschezza e profumo al piatto.
  • Erbe aromatiche: Aggiungere prezzemolo fresco tritato, basilico o altre erbe aromatiche per un tocco di freschezza.
  • Altri ingredienti: Olive nere, capperi, tonno sott'olio o altri ingredienti a piacere per arricchire il sapore del piatto.

Il Ruolo Essenziale dell'Olio

Visto il numero limitato di ingredienti, a incidere su questa pasta alla poverella è soprattutto l’olio. Proprio per questo è bene scegliere un olio extravergine di oliva di assoluta qualità. Un buon olio extravergine di oliva si riconosce innanzitutto dal colore, che può variare dal verde intenso al giallo dorato, ma non deve mai suggerire torbidezza. Il profumo deve essere fresco e fruttato, con sentori di erbe, mandorla, carciofo o pomodoro, a seconda della varietà di olive e del territorio. All’assaggio un olio di qualità presenta un equilibrio tra amaro e piccante, caratteristiche che indicano una buona presenza di polifenoli, potenti antiossidanti benefici per la salute. La consistenza di un buon olio è fluida e mai viscosa, lasciando una sensazione pulita al palato. Inoltre, un buon olio extravergine di oliva non deve presentare difetti, come odori di rancido, muffa o fieno, che tradiscono una cattiva conservazione o un processo di produzione non adeguato.

Leggi anche: Frittata Napoletana di Spaghetti

Il Contributo Nutrizionale delle Uova

Le uova giocano un ruolo decisivo nella ricetta degli spaghetti formaggio e uova. Se non altro, rappresentano il condimento principale, sostituendo la classica salsa al pomodoro degli spaghetti tradizionali. Tra l’altro, le uova non vengono sottoposte a chissà quale procedimento particolare, in quanto è sufficiente prepararle al tegamino. La presenza delle uova è giustificata dalla cremosità che sanno sprigionare, dal loro sapore e dalle proprietà nutrizionali. Le uova, inoltre, apportano proteine, sali minerali e vitamine. Basti pensare che un solo uovo contiene già una decina di grammi di proteine (quasi tutte concentrate nel tuorlo). La vitamina C, importante per il sistema immunitario, è del tutto assente ma in compenso troviamo buone dosi di vitamina K e di vitamina B12. La vitamina K regola la densità del sangue, prevenendo eventi trombotici, mentre la vitamina B12 è fondamentale per assorbire correttamente i carboidrati. Le uova contengono anche la vitamina D, che potenzia le difese contro batteri e virus. Discorso simile per il calcio, che agisce a favore delle ossa e previene patologie dell’apparato scheletrico, soprattutto negli anziani. Buone, infine, sono le dosi di selenio e fosforo, che giovano al cervello e al sistema immunitario. Le uova non sono particolarmente grasse. Contengono, però, il colesterolo, che può fare male al cuore, quindi è bene limitarne il consumo.

Quale Parmigiano Utilizzare?

Un altro ingrediente fondamentale degli spaghetti alla poverella è il Parmigiano Reggiano, che va grattugiato e applicato all’ultimo, quando ormai l’uovo si è completamente amalgamato alla pasta. Ma quale Parmigiano utilizzare? La questione riguarda la stagionatura. L’ideale è utilizzare un formaggio abbastanza stagionato da poter essere grattugiato con facilità, ma non così stagionato da non permettere un’amalgama perfetta con gli altri ingredienti. Un buon Parmigiano potrebbe essere quello stagionato 24 mesi. A tal proposito, vale la pena ricordare le proprietà del Parmigiano, che sono eccellenti e giustificano il ruolo che ricopre nel Made in Italy. Non è solo buono, ma anche nutriente. L’apporto di proteine è altissimo, superiore a quello di tutte le carni fresche e trattate. Stesso discorso per il calcio, che fa bene alle ossa. Il Parmigiano Reggiano contiene anche la vitamina D, fondamentale per il sistema immunitario. L’unico difetto è l’apporto calorico, che è piuttosto elevato: siamo sulle 400 kcal per 100 grammi. Va detto, però, che non si distacca molto da quello degli altri formaggi stagionati. Un altro pregio del Parmigiano è l’assenza di lattosio. La stagionatura cui è sottoposto, infatti, distrugge completamento questo zucchero del latte, dunque via libera per gli intolleranti al lattosio.

Una Variante Interessante: la Pasta alla Poverella Laziale

Gli spaghetti alla poverella, detti anche spaghetti alla poveraccia, sono una ricetta popolare. In virtù di ciò vengono declinati quasi di regione in regione, dando vita a varianti davvero eccezionali. La più famosa è la variante di pasta alla poverella laziale, che vede come protagonista non già il Parmigiano Reggiano, ma il Pecorino romano. Grazie a questa sostituzione il piatto assume un carattere più sapido e un po’ meno latteo, guadagnando in corposità ma perdendo un po’ in delicatezza. Ovviamente fate attenzione alla quantità, infatti se si esagera con il Pecorino l’uovo rischia di passare in secondo piano. Sul piano nutrizionale, invece, la presenza del Pecorino non sposta gli equilibri. Anche il Pecorino, a fronte di un apporto calorico medio-alto, apporta proteine, calcio e vitamina D. Inoltre, se il Pecorino è ben stagionato può essere consumato con grande tranquillità anche dagli intolleranti al lattosio.

Come Arricchire gli Spaghetti alla Poverella?

Gli spaghetti alla poverella possono essere arricchiti in molti modi, d’altronde l’olio, l’uovo e il formaggio stagionato sono ingredienti semplici, che si prestano a numerosi abbinamenti. Alcune versioni diffuse nel Lazio suggeriscono l’aggiunta della cicoria passata brevemente in padella. In questo modo il piatto assume un carattere più amarognolo e un colore più scuro, capace di dare vita a un’esperienza gastronomica positiva che merita di essere ricordata. La versione che vi presento qui, invece, prevede l’aggiunta di un po’ di pepe di Timut. Come molti sanno non è un vero pepe, bensì una bacca di colore rubino, che viene chiamata “pepe” in quanto ne ricorda i grani, sebbene il suo sapore è vagamente dolce e acidulo. Il pepe di Timut è utilizzato quasi esclusivamente per impreziosire i piatti salati. In alcune culture il pepe di Timut è considerato un farmaco naturale, in quanto esercita una funzione digestiva e battericida.

Spaghetti alla Poverella Senza Glutine

Per chi soffre di celiachia, è possibile preparare gli spaghetti alla poverella utilizzando pasta senza glutine. In commercio esistono diverse alternative a base di farina di mais, farina di riso o altri cereali senza glutine. Nella stragrande maggioranza dei casi si opta per un mix di farina di mais e farina di riso. Queste farine si sostengono a vicenda e si completano. Anche il sapore non differisce molto da quello ottenuto con le altre farine, inoltre questo tipo di farine sono anche meno grasse e più ricche di sali minerali.

Leggi anche: Ingredienti Spaghetti San Giuannid

FAQ sugli Spaghetti alla Poverella

  • Si può mangiare la pasta di sera?

    Sì, la pasta può essere consumata anche la sera. Se abbinata a condimenti leggeri risulta facilmente digeribile e può aiutare a rilassarsi grazie al triptofano, un amminoacido presente nei carboidrati che favorisce la produzione di serotonina, capace di produrre rilassamento.

  • Quanta acqua occorre per cuocere gli spaghetti?

    Per cuocere gli spaghetti è ideale utilizzare circa 1 litro di acqua per ogni 100 grammi di pasta. Questo garantisce una cottura uniforme e permette alla pasta di “muoversi” liberamente, evitando che si attacchi.

  • Perché non vanno spezzati gli spaghetti?

    Spezzare gli spaghetti ne altera la consistenza e la capacità di assorbire il condimento in modo uniforme. Inoltre, il rilascio di amido che segue alla rottura causa una perdita importante di sapore.

  • Quale formaggio usare per gli spaghetti alla poverella?

    Per gli spaghetti alla poverella si utilizza tipicamente il Parmigiano. Questo formaggio, con il suo sapore deciso, si sposa bene con la semplicità della ricetta, che prevede ingredienti poveri come olio e uova. Alcune varianti regionali, come quella del Lazio, prediligono però il formaggio Pecorino.

tags: #spaghetti #alla #poverella #antica #ricetta #romana