Introduzione
Lo spaghetto alla pecorara è un piatto che evoca sapori autentici e tradizioni radicate nel cuore dell'Abruzzo, in particolare nel territorio di Torano Nuovo. Questa ricetta, nata da una felice intuizione e custodita con orgoglio, rappresenta un vero e proprio simbolo culinario per la comunità locale. L'articolo che segue esplora la storia, gli ingredienti e le varianti di questo piatto prelibato.
Le Origini: La Famiglia De Amicis e la Sagra di Torano Nuovo
La paternità dello spaghetto alla pecorara è attribuita alla famiglia De Amicis di Torano Nuovo. Secondo la testimonianza degli eredi di Vincenzo De Amicis, fu proprio lui a ideare questa ricetta all'inizio degli anni '70. Vincenzo De Amicis era fermamente convinto dell'importanza di valorizzare i prodotti tipici locali e fu tra i promotori della sagra di Torano Nuovo.
La ricetta nacque quasi per caso, durante una sera d'agosto, al termine della sagra. Vincenzo De Amicis decise di unire gli ingredienti rimasti dagli stand, tra cui vino, salsiccia e pecorino, creando un connubio di sapori che si rivelò straordinario. Da allora, lo spaghetto alla pecorara è diventato l'unico primo piatto tipico della sagra di Torano Nuovo, ottenendo anche il riconoscimento di "prodotto tipico".
Per oltre 40 anni, la famiglia De Amicis ha portato avanti questa tradizione, proponendo lo spaghetto alla pecorara esclusivamente durante la sagra, dal 12 al 17 agosto. Questa scelta è dettata dal desiderio di onorare la memoria dell'inventore e di preservare l'autenticità della ricetta, che viene preparata solo nell'ambito locale in cui è nata. La famiglia De Amicis è molto orgogliosa e gelosa delle origini e della composizione del piatto. La ricetta base prevede l'uso della sola pasta prodotta dal pastificio di Fara San Martino De Cecco.
La Ricetta Originale: Un Tesoro Gastronomico Abruzzese
La ricetta originale dello spaghetto alla pecorara è un vero e proprio tesoro gastronomico abruzzese, tramandato di generazione in generazione. Come testimonia chi ha avuto la fortuna di assaggiarla, la pasta alla pecorara autentica è ben diversa dalla versione più comune, che spesso si limita a un semplice sugo di verdure e ricotta.
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La ricetta originale prevede l'uso di pasta fresca non all'uovo, preferibilmente anellini, un formato tipico della regione Abruzzo. Il condimento è ricco e saporito, preparato con ingredienti semplici ma genuini, che richiamano i sapori della campagna.
Ingredienti e Preparazione: Un Viaggio tra i Sapori Autentici
Sebbene esistano diverse varianti della ricetta, gli ingredienti fondamentali dello spaghetto alla pecorara sono:
- Pasta: Tradizionalmente si utilizzano gli anellini, una pasta fresca a forma di anello, ma si possono impiegare anche altri formati di pasta corta.
- Verdure: Melanzane, zucchine e peperoni sono le verdure più utilizzate, tagliate a cubetti e soffritte in olio extravergine d'oliva.
- Passata di pomodoro: Conferisce al sugo un sapore dolce e leggermente acidulo.
- Guanciale o carne macinata: Aggiungono un tocco di sapore e consistenza al piatto.
- Ricotta di pecora: Un ingrediente fondamentale, che dona cremosità e un sapore caratteristico.
- Pecorino grattugiato: Utilizzato per mantecare la pasta e per guarnire il piatto.
- Aromi: Basilico, cipolla, olive nere e, a piacere, funghi secchi.
La preparazione dello spaghetto alla pecorara prevede diverse fasi:
- Preparazione delle verdure: Lavare e tagliare a cubetti le melanzane, le zucchine e i peperoni.
- Soffritto: In una padella capiente, soffriggere la cipolla tritata in olio extravergine d'oliva. Aggiungere il guanciale o la carne macinata e far rosolare.
- Cottura del sugo: Aggiungere le verdure al soffritto e far cuocere per qualche minuto. Unire la passata di pomodoro, il basilico e gli altri aromi. Lasciar cuocere il sugo a fuoco lento per almeno 30 minuti, mescolando di tanto in tanto.
- Cottura della pasta: Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e bollente. Scolarla al dente e versarla nella padella con il condimento.
- Mantecatura: Mantecare la pasta con il sugo, aggiungendo la ricotta di pecora sbriciolata e il pecorino grattugiato.
- Servizio: Servire lo spaghetto alla pecorara ben caldo, guarnito con una spolverata di pecorino grattugiato e qualche fogliolina di basilico fresco.
Varianti e Interpretazioni: Un Piatto in Continua Evoluzione
Come spesso accade per le ricette tradizionali, lo spaghetto alla pecorara presenta diverse varianti e interpretazioni, che riflettono la creatività e le preferenze di chi lo prepara. Alcune varianti prevedono l'aggiunta di altri ingredienti, come funghi porcini, salsiccia sbriciolata o peperoncino. Altre varianti si differenziano per il tipo di pasta utilizzato, che può essere sostituito con altri formati di pasta corta, come penne, rigatoni o fusilli.
Una variante interessante è quella proposta durante la 51ª sagra di Torano Nuovo, in cui, in assenza degli spaghetti alla pecorara originali, è stato offerto uno spaghetto quadrato abruzzese con salsiccia e finocchietto, accompagnato da un ragù bianco e uno rosso.
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Nonostante le diverse varianti, l'essenza dello spaghetto alla pecorara rimane invariata: un piatto ricco di sapori autentici, che celebra i prodotti della terra e la tradizione culinaria abruzzese.
Lo Spaghetto alla Pecorara Oggi: Tra Tradizione e Innovazione
Oggi, lo spaghetto alla pecorara continua a essere un piatto molto apprezzato, sia in Abruzzo che al di fuori della regione. La sua fama è dovuta alla sua bontà, alla sua semplicità e alla sua capacità di evocare sapori e ricordi legati alla tradizione.
Molti ristoranti e trattorie abruzzesi propongono lo spaghetto alla pecorara nel loro menu, spesso rivisitato in chiave moderna, con l'aggiunta di ingredienti ricercati e presentazioni originali. Allo stesso tempo, numerose famiglie continuano a preparare lo spaghetto alla pecorara secondo la ricetta tradizionale, tramandandola di generazione in generazione.
Lo spaghetto alla pecorara rappresenta dunque un esempio di come un piatto tradizionale possa convivere con l'innovazione, mantenendo intatta la sua identità e il suo valore culturale.
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