Spaghetti e Glifosato: Verità e Allarmismi

La questione della presenza di glifosato nella pasta è diventata un tema caldo, sollevando preoccupazioni tra i consumatori italiani. Ma qual è la reale portata del problema? Cerchiamo di fare chiarezza, analizzando i dati disponibili e smontando alcuni allarmismi ingiustificati.

Cos'è il Glifosato e Perché Fa Discutere

Il glifosato è un erbicida sistemico non selettivo, il più diffuso al mondo, utilizzato in agricoltura per eliminare le erbe infestanti. Brevettato nel 1974 dalla Monsanto (ora Bayer) con il nome commerciale di Roundup, è presente in numerosi formulati per l'agricoltura e il giardinaggio. Il suo basso costo e la sua efficacia lo hanno reso un diserbante molto popolare.

Tuttavia, la sua sicurezza è oggetto di dibattito. Nel 2015, lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dell'OMS ha classificato il glifosato come "probabile cancerogeno per l'uomo" (gruppo 2A), mentre altre agenzie, come l'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), non lo considerano tale alle dosi normalmente utilizzate.

Tracce di Glifosato nella Pasta: Cosa Hanno Rivelato le Analisi

Diverse analisi condotte su campioni di pasta hanno rilevato la presenza di tracce di glifosato in alcuni marchi. Una rivista ha analizzato 20 pacchi di spaghetti delle marche italiane più diffuse, riscontrando tracce della sostanza in 7 marchi: Eurospin, Lidl, Divella, Garofalo, Esselunga, Agnesi e Rummo.

È importante sottolineare che, in tutti i casi, i livelli di glifosato rilevati erano inferiori ai limiti consentiti dalla legge. Tuttavia, la presenza di questa sostanza, seppur in quantità minime, ha generato preoccupazione tra i consumatori.

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Provenienza del Grano: Un Fattore Determinante

La presenza di glifosato nella pasta è spesso legata alla provenienza del grano utilizzato per la sua produzione. Molti produttori di pasta importano grano da paesi come il Canada, dove l'uso del glifosato è più diffuso e le normative ambientali e alimentari sono meno rigide rispetto all'Italia e all'Unione Europea. In Canada, ad esempio, è consentito l'uso del glifosato in pre-raccolta per accelerare l'essiccazione del grano.

Un decreto legge del 2017 obbliga i marchi a indicare in etichetta la provenienza del grano, ma molti si rifugiano nella generica dicitura "Ue" o "non Ue", rendendo difficile per il consumatore risalire all'origine precisa della materia prima.

È interessante notare che tracce di glifosato sono state riscontrate anche in spaghetti prodotti con grano 100% italiano, come nel caso del marchio Agnesi. Questo dimostra che la contaminazione da glifosato non è un'esclusiva dei grani esteri, ma può verificarsi anche in Italia, seppur in misura minore.

La Lista dei Marchi e la Provenienza del Grano

Per fare chiarezza sulla provenienza del grano utilizzato dai diversi marchi di pasta, riportiamo una lista (basata sulle informazioni disponibili):

  • Agnesi - Italia
  • Alce Nero - Italia
  • Amato - Italia
  • Armando - Italia
  • Barilla (100% italiana) - Italia
  • Carrefour - Ue e non Ue
  • Conad - Italia e altri paesi Ue e non Ue
  • Conad verso Natura Bio - Italia
  • Coop - Ue e non Ue
  • Coop FiorFiore - Italia
  • De Cecco - Ue e non Ue
  • Del Levante - Ue e non Ue
  • Del Verde - Italia
  • Di Benedetto - Italia
  • Divella - Ue e non Ue
  • Esselunga - Italia e altri paesi Ue e non Ue
  • Esselunga bio spaghetti - Italia
  • Esselunga Top - Italia
  • Eurospin Tre mulini - Ue e non Ue
  • Fabianelli - Italia
  • Felicetti - Italia
  • Garofalo - Ue e non UE
  • Girolomoni - Italia
  • Giuseppe Cocco - Arizona
  • Granoro - Italia
  • I Tesori - Italia

È importante tenere presente che alcuni pastifici, come Rummo, hanno iniziato il processo di conversione all'impiego esclusivo di grano italiano.

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Glifosato e Salute: Quali Sono i Rischi Reali?

La presenza di glifosato nella pasta, seppur entro i limiti di legge, solleva interrogativi sui potenziali rischi per la salute. Come abbiamo visto, lo IARC ha classificato il glifosato come "probabile cancerogeno per l'uomo", ma altre agenzie non concordano su questa valutazione.

È fondamentale considerare che l'esposizione al glifosato attraverso la pasta è solo una delle possibili fonti di esposizione a questa sostanza. Il glifosato può essere presente anche in altri alimenti, nell'acqua e nell'ambiente.

Inoltre, la quantità di glifosato presente nella pasta è generalmente molto bassa e rientra nei limiti considerati sicuri dalle autorità competenti. Tuttavia, è comprensibile che i consumatori siano preoccupati e vogliano ridurre al minimo la propria esposizione a questa sostanza.

Alternative e Consigli per i Consumatori

Per ridurre l'esposizione al glifosato, i consumatori possono adottare alcune precauzioni:

  • Scegliere pasta prodotta con grano 100% italiano: Molti marchi indicano chiaramente in etichetta la provenienza italiana del grano.
  • Preferire pasta biologica: La pasta biologica è prodotta con grano coltivato senza l'uso di pesticidi e diserbanti, compreso il glifosato. Pasta Toscana, ad esempio, garantisce l'assenza di glifosato nella sua linea biologica.
  • Variare l'alimentazione: Consumare una varietà di alimenti provenienti da diverse fonti può aiutare a ridurre l'esposizione a singole sostanze.
  • Informarsi e leggere le etichette: Prestare attenzione alle informazioni riportate sulle etichette dei prodotti alimentari, in particolare alla provenienza degli ingredienti.

Il Ruolo della Politica e dell'Informazione

La questione del glifosato nella pasta solleva anche importanti questioni politiche e informative. È fondamentale che le autorità competenti effettuino controlli regolari e trasparenti sulla presenza di glifosato negli alimenti e che i consumatori siano informati in modo chiaro e corretto sui rischi e le alternative disponibili.

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Inoltre, è importante sostenere l'agricoltura italiana e le pratiche agricole sostenibili, che riducono l'uso di pesticidi e diserbanti.

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