Spaghetti a Mezzanotte: Un'analisi approfondita della commedia italiana degli anni '80

Spaghetti a Mezzanotte, film del 1981 diretto da Sergio Martino, si configura come un esempio emblematico della commedia italiana di quel periodo, un genere che, pur tra alti e bassi, ha saputo regalare momenti di puro divertimento e satira sociale. Spesso etichettato come commedia "scollacciata" o pochade, il film merita un'analisi più approfondita per comprendere appieno il suo valore, i suoi limiti e il perché, a distanza di anni, continua a suscitare interesse e discussioni.

Trama: Un Mosaico di Infedeltà e Situazioni Grottesche

La trama di Spaghetti a Mezzanotte ruota attorno a Savino Lagrasta, interpretato magistralmente da Lino Banfi, un avvocato pugliese trapiantato a Milano, perennemente diviso tra due donne: la moglie Celeste (Barbara Bouchet), una donna elegante e ossessionata dalla linea, e l'amante Zelmira (Alida Chelli), una popolana verace e passionale. Anche la moglie Celeste ha un amante, Andrea Soldani (Teo Teocoli). La vita di Savino è un susseguirsi di sotterfugi e acrobazie per destreggiarsi tra questi due rapporti.

Per festeggiare il compleanno del marito, Celeste organizza un party nella loro villa, nel corso del quale un misterioso individuo viene ucciso. Savino pensa di averlo ucciso lui, ma poi l'enigma si risolve e si festeggia con una spaghettata.

La narrazione si sviluppa attraverso una serie di equivoci, inseguimenti e situazioni paradossali tipiche della commedia degli equivoci. Savino cerca disperatamente di mantenere in equilibrio le sue relazioni, ma le sue goffe strategie e la sua incapacità di gestire la situazione lo portano inevitabilmente a scontrarsi con le conseguenze delle sue azioni. Il film, pur nella sua semplicità narrativa, dipinge un quadro satirico della borghesia italiana dell'epoca, con le sue ipocrisie, le sue nevrosi e la sua ossessione per l'apparenza.

Personaggi: Tra Stereotipi e Macchiette Riuscite

I personaggi di Spaghetti a Mezzanotte, pur rientrando in alcuni stereotipi tipici della commedia italiana, sono ben delineati e interpretati con brio dagli attori.

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  • Savino Lagrasta (Lino Banfi): L'avvocato mediocre, goffo e imbranato è la quintessenza della macchietta banfiana. Banfi, con la sua mimica inconfondibile e il suo dialetto pugliese, riesce a rendere Savino un personaggio irresistibilmente comico, pur nelle sue meschinità e contraddizioni. La sua interpretazione è il fulcro comico del film e uno dei principali motivi del suo successo.
  • Celeste Lagrasta (Barbara Bouchet): La moglie elegante e sofisticata, ossessionata dalla dieta e dalla forma fisica, rappresenta lo stereotipo della borghese milanese. Barbara Bouchet, con la sua bellezza algida e il suo charme, incarna perfettamente questo ruolo, conferendo al personaggio una certa ambiguità e un pizzico di perfidia.
  • Zelmira (Alida Chelli): L'amante popolana, verace e passionale, è l'antitesi di Celeste. Alida Chelli interpreta Zelmira con una carica di vitalità e una comicità più fisica e diretta, creando un contrasto efficace con la compostezza di Barbara Bouchet.
  • Andrea Soldani (Teo Teocoli): L'architetto moderno e amante di Celeste, interpretato da un giovane Teo Teocoli, introduce un elemento di modernità e di satira sociale. Il suo personaggio, seppur secondario, rappresenta un certo tipo di intellettuale borghese dell'epoca, un po' snob e distaccato.

Temi e Stile: Commedia degli Equivoci e Satira Sociale Leggera

Spaghetti a Mezzanotte si inserisce nel filone della commedia degli equivoci, un genere che si basa sulla creazione di situazioni paradossali e comiche attraverso malintesi, scambi di persona e coincidenze fortuite. Sergio Martino, regista esperto in diversi generi cinematografici, dirige il film con ritmo e dinamismo, sfruttando al meglio le capacità comiche degli attori e creando un'atmosfera leggera e spensierata.

Il film, pur non avendo ambizioni di critica sociale profonda, offre una lettura satirica della borghesia italiana degli anni '80. Vengono presi di mira l'ipocrisia, il tradimento, l'ossessione per l'apparenza e la difficoltà di comunicare all'interno della coppia. La comicità, spesso di grana grossa e basata su gag visive e dialoghi scanzonati, non rinuncia però a momenti di ironia più sottile e a qualche spunto di riflessione.

Come accennato nella recensione dell'epoca, il film si colloca nel "declino della pochade, commedia sentimentale alla francese". Questo riferimento sottolinea come il genere stesse evolvendo verso forme più popolari e meno raffinate, ma anche come Spaghetti a Mezzanotte, pur con i suoi limiti, riesca a mantenere un certo equilibrio tra comicità leggera e satira sociale, evitando di scadere nell'infantilismo eccessivo.

Accoglienza Critica: Dalla Bocciatura Iniziale alla Rivalutazione Successiva

Spaghetti a Mezzanotte, all'uscita nelle sale, non fu accolto in maniera entusiastica dalla critica. Come riportato dalla recensione citata, il film ricevette perlopiù recensioni negative, venendo considerato un esempio di "calo di idee" e "involgarimento di fondo" del cinema italiano. Si rimproverava al film una certa ripetitività nelle situazioni, una comicità troppo grossolana e una mancanza di originalità.

Tuttavia, negli anni 2000, il film ha conosciuto una rivalutazione, soprattutto grazie al crescente interesse per il cinema di genere italiano degli anni '70 e '80. Spaghetti a Mezzanotte è stato riscoperto come un esempio rappresentativo di un certo tipo di commedia popolare italiana, capace di strappare "quattro sane risate" grazie alla verve di Lino Banfi e alla presenza di attrici come Barbara Bouchet e Alida Chelli.

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Questa rivalutazione è dovuta anche a un cambiamento nel gusto del pubblico e della critica. Se inizialmente si cercava nel cinema italiano una comicità più sofisticata e autoriale, negli anni successivi si è apprezzata maggiormente la spontaneità e la genuinità di film come Spaghetti a Mezzanotte, capaci di divertire senza troppe pretese intellettuali.

Lino Banfi: Mattatore della Commedia all'Italiana

Il successo di Spaghetti a Mezzanotte è in gran parte dovuto alla presenza di Lino Banfi, uno dei più grandi interpreti della commedia all'italiana. Banfi, con la sua comicità fisica, il suo dialetto pugliese e la sua capacità di improvvisare, riesce a rendere ogni personaggio unico e memorabile. In Spaghetti a Mezzanotte, Banfi è al suo meglio, offrendo una performance energica e divertente che trascina l'intero film.

La sua interpretazione di Savino Lagrasta è un compendio di gag, smorfie e battute che hanno fatto la storia della commedia italiana. La sua gestualità, il suo modo di parlare e la sua capacità di interagire con gli altri attori creano un effetto comico irresistibile. Anche nei momenti più ripetitivi o prevedibili del film, la presenza di Banfi riesce a mantenere alto il livello di divertimento.

Come sottolinea la recensione, Spaghetti a Mezzanotte non raggiunge forse i livelli di Cornetti alla crema, considerato uno dei capolavori di Sergio Martino e della commedia "scollacciata". Tuttavia, il film si difende bene grazie soprattutto alla performance di Lino Banfi, che riesce a elevare un prodotto altrimenti mediocre e a renderlo un piccolo cult per gli amanti del genere.

Confronto con Altre Opere di Sergio Martino: Tra "Giovannona Coscialunga" e "Cornetti alla Crema"

La recensione citata paragona Spaghetti a Mezzanotte ad altre opere di Sergio Martino, in particolare a Giovannona Coscialunga disonorata con onore (1973) e Cornetti alla crema (1981). Questo confronto è utile per inquadrare il film all'interno della filmografia del regista e per comprendere l'evoluzione del genere della commedia "scollacciata" in Italia.

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Giovannona Coscialunga rappresenta uno dei primi successi di Martino nel genere, un film che, pur con una comicità più grezza e una trama più semplice, aveva saputo conquistare il pubblico grazie alla presenza di Edwige Fenech e a una serie di gag e situazioni piccanti.

Cornetti alla crema, invece, è considerato il capolavoro di Martino, un film più maturo e sofisticato, che pur mantenendo gli elementi tipici della commedia erotica, riesce a offrire una satira sociale più incisiva e una regia più curata.

Spaghetti a Mezzanotte si colloca in una posizione intermedia tra questi due estremi. Rispetto a Giovannona Coscialunga, il film è più elaborato nella trama e nei personaggi, ma rispetto a Cornetti alla crema, è meno ambizioso e più orientato al puro divertimento. Il confronto con queste altre opere di Martino aiuta a comprendere i punti di forza e di debolezza di Spaghetti a Mezzanotte e a collocarlo all'interno di un contesto cinematografico più ampio.

Asti: Una Location Inaspettata

Una curiosità legata a Spaghetti a Mezzanotte è che parte delle riprese esterne furono realizzate ad Asti nell'autunno del 1980. La città piemontese, per l'occasione, si trasformò in un set cinematografico a cielo aperto, coinvolgendo numerosi astigiani come comparse. Piazza Alfieri, il tribunale, i giardini pubblici e persino il cimitero municipale fecero da sfondo alle vicende dell'avvocato Lagrasta e dei suoi amori.

Tuttavia, il film non sfrutta appieno il potenziale di Asti come location. A parte qualche battuta sui tartufi e un vago riferimento al "cornutaccio di Asti", la città non viene caratterizzata in modo significativo e la sua identità rimane sullo sfondo. Come sottolineato da alcuni commentatori locali, Spaghetti a Mezzanotte avrebbe potuto essere girato in qualsiasi altra città di provincia senza perdere nulla della sua essenza.

Nonostante ciò, le riprese ad Asti rappresentarono un evento per la città e i suoi abitanti, che ebbero l'occasione di assistere da vicino alla realizzazione di un film e di incontrare attori famosi come Lino Banfi e Barbara Bouchet.

Eredità e Rilevanza di "Spaghetti a Mezzanotte"

Nonostante le critiche iniziali e i suoi limiti, Spaghetti a Mezzanotte ha saputo conquistare un posto nel cuore degli appassionati di commedia italiana. Il film rappresenta un esempio tipico di un certo tipo di cinema popolare, capace di divertire e intrattenere un vasto pubblico grazie alla semplicità della trama, alla comicità immediata e alla presenza di attori carismatici come Lino Banfi.

La rivalutazione del film negli anni successivi dimostra come il gusto del pubblico e della critica possa evolvere nel tempo. In una sola notte, tutti i nodi della vita di un avvocato libertino arrivano al pettine e, mentre la casa si riempie di ospiti, lui si trova a dover destreggiarsi tra la moglie fedifraga, l’amante calorosa ed un cadavere da occultare.

La pellicola si distingue per l'esilarante commedia incentrata sugli equivoci, i tradimenti e le diete ferree. La sceneggiatura del regista si affida completamente a un Banfi (Pasquale Zagaria) in stato di grazia che imbrocca quasi tutte le battute e non sta fermo un attimo, tanto che, dieta a parte, avrà davvero smaltito qualche chilo durante la lavorazione del film.

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