Siamo Fritti Domodossola: Un Viaggio tra Eccellenze Gastronomiche e Storie di Ripartenza

Prima di immergerci nel cuore di questo racconto, poniamoci una domanda fondamentale: quanto siamo realmente connessi con chi ci circonda? In un'era dominata da connessioni virtuali, la vera socialità, quella fatta di legami autentici e di vicinato, sembra affievolirsi. Eppure, sono proprio queste relazioni umane a renderci meno soli, a offrirci un supporto reciproco in un mondo sempre più frenetico e individualista.

Questa riflessione nasce da un'esperienza personale, l'ennesimo cambio di residenza, che mi ha portato a incontrare persone vicine e sconosciute, desiderose di creare connessioni significative. La conoscenza e la condivisione di esperienze sono fonti inesauribili di emozione e arricchimento. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la storia di Francesco Santorelli, un giovane napoletano che, con coraggio e determinazione, ha trasformato una difficoltà in un'opportunità, aprendo una pizzeria a Monza.

La Storia di Francesco: Dalla Disabilità alla Ristorazione

Francesco Santorelli, classe 1992, è un ragazzo napoletano che amava giocare a calcio con gli amici. A sei anni, un incidente stradale gli ha causato una seria disabilità motoria, un evento traumatico che ha segnato l'inizio della sua seconda vita. Fondamentale è stato il supporto della famiglia, ma soprattutto la sua determinazione e la sua voglia di socialità. Dopo alcune esperienze di sport individuale, il bisogno dello spirito di squadra lo ha portato a scegliere il basket in carrozzina.

Ma Francesco, da buon napoletano, ha anche una grande passione per la pizza. Così, non contento dei traguardi raggiunti, si è fissato un nuovo obiettivo: diventare ristoratore. Un progetto che lo ha portato all'apertura di una pizzeria a Monza: 'Mbriana Pizza & Food', inaugurata nel gennaio del 2022 insieme al cugino Giuseppe Corrado, un professionista con una solida formazione alberghiera e un'esperienza internazionale.

'Mbriana Pizza & Food' offre pizze e sfizi realizzati con materie prime selezionate campane e brianzole. Il locale è diventato un punto di riferimento per gli amanti della buona pizza e della convivialità, un luogo dove Francesco ha potuto esprimere la sua creatività e la sua passione per la cucina.

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Il Filo Conduttore: La 'Mbriana e i Legami di Vicinato

Complice di questa storia è la 'Mbriana, uno spirito benevolo della tradizione napoletana, portatore di serenità e buon auspicio, protettrice delle case e dei luoghi in cui è ben accolta. Una fata buona nata da un'antica leggenda partenopea, che sta accompagnando Francesco nella sua nuova avventura.

La storia di Francesco è un esempio di come i legami di vicinato possano nascere anche in contesti inaspettati. Il destino ha voluto che Francesco sia diventato un mio buon vicino di casa. Nonostante i molti impegni, abbiamo deciso di trovarci e raccontarci, magari accompagnati da un buon calice di vino e qualche specialità acquistata durante i nostri viaggi.

Si è soliti dire che tutto quel che ci accade ha un senso. E forse è proprio così. La storia di Francesco ci insegna che anche dalle difficoltà possono nascere grandi opportunità, e che la vera ricchezza sta nelle relazioni umane e nella capacità di condividere esperienze.

Il Distretto del Gusto a Carate Brianza: Un Esempio di Riqualificazione e Inclusione

Sempre nell'intento di ambientarmi e di conoscere interessanti realtà del territorio in cui da poco vivo, mi sono imbattuta in un'area industriale dismessa di ben 50 mila metri quadri situata a poca distanza dal centro di Carate Brianza: l'ex Formenti, ora Distretto del Gusto. Le atmosfere di quell'architettura industriale di un tempo, negli ultimi anni, oltre ad essere oggetto di recupero, hanno accolto e dato nuovi inizi a svariate attività artigianali, e non solo.

Un polo che non poteva non attirare la mia attenzione per la molteplice tipologia delle offerte produttive: due birrifici, due scuole con annessa bar-pasticceria e ristorante, entrambi didattici, un'osteria, una produzione di cioccolato e di succhi di frutta, e molto altro ancora.

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Tra le realtà più interessanti del Distretto del Gusto spiccano:

  • 'Il Buono di In-Presa': caffetteria e pasticceria didattica della scuola di formazione professionale della Cooperativa Sociale di In-Presa.
  • 'Saporinmente': ristorante didattico dell'Istituto alberghiero Don Carlo Gnocchi.

Questi due progetti rappresentano un esempio di come la ristorazione possa diventare uno strumento di inclusione sociale e di formazione professionale per giovani con difficoltà.

In-Presa: Una Scuola per Ricominciare

In-Presa è una cooperativa sociale nata da un'idea di Emilia Vergani, una donna che ha dedicato la sua vita all'educazione e al sostegno di adolescenti con grave dispersione scolastica o con difficoltà ad inserirsi nel circuito di istruzione di secondo grado per situazioni di abbandono scolastico o per disagi personali.

Il percorso formativo di In-Presa si basa sull'attenzione al singolo, sull'accoglienza di una famiglia, sul lavoro e poi sulla scuola. Gli studenti partecipano a svariati laboratori tecnici, tra cui quello gastronomico, con un orto didattico e con gruppi di studio che, oltre agli insegnanti, prevedono il supporto di un tutor.

'Il Buono di In-Presa' è la caffetteria e pasticceria didattica dove gli studenti mettono in pratica le competenze acquisite, con il costante supporto dei docenti di sala e dei maestri pasticceri. Dal fare nasce l'esigenza di imparare, questa è la formula di In-Presa.

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Saporinmente: Imparare Facendo

L'Istituto alberghiero Don Carlo Gnocchi di Carate Brianza è un istituto paritario nato nel 2008 con l'idea di unire le materie teoriche con quelle pratiche. Una didattica consolidata da solide basi culturali, che punta a far comprendere agli studenti quanto sia importante usare la testa per fare andare le mani.

'Saporinmente' è il ristorante didattico annesso alla scuola, dove gli studenti imparano facendo, ogni giorno, attraverso l'esperienza critica. Duecentoventi studenti che con la didattica e l'esperienza diretta rivalutano l'importanza della sala, perché la sala racconta ciò che avviene in cucina.

Un esempio autentico di genialità che ha permesso agli studenti di avvicinarsi al mondo reale della gastronomia, difficile ma appassionante, è la collaborazione con un maestro di cucina quale Claudio Sadler. Un incontro che ha portato alla realizzazione di una serata e di un menù elaborato con gli studenti.

Brianza: Bella ma Diffidente

La Brianza è una terra verde alle porte di Milano, conosciuta per la bellezza dei suoi territori e per la sua gente operosa. Un'area produttiva che nell'immediato evoca imprenditori di successo. Terra di tradizioni ma anche di chiusure.

Avvicinandomi a realtà produttive, ho trovato diffidenze raramente incontrate in altre parti d'Italia. Insieme alla moglie e cuoca Cinzia Degani, Maurizio ha dato una nuova svolta alla sua vita trasformando la casa in cui vive in un'azienda agricola, un agriturismo e una libera associazione di idee. "Amici della Ratta" a La Valletta Brianza in provincia di Lecco, la casa in cui vivono e lavorano Cinzia e Maurizio. Un ottimo punto di partenza, o di arrivo, per percorsi di conoscenza nel cuore verde della Brianza a poca distanza da Milano. Un'associazione culturale senza fine di lucro che promuove gli impulsi creativi e artistici delle persone.

Iniziare una nuova vita in Brianza e guadagnarsi la fiducia della sua gente non è sempre facile. Dopo quindici anni le persone cominciano ad avere fiducia perché possono vedere con i loro occhi che la loro non è stata una scelta solo di business, ma soprattutto una scelta di vita.

Maurizio fa parte del consiglio del Consorzio Agricolo e Agrituristico Lecchese Terrealte. Come mi ha raccontato la sera che ci siamo incontrati, nel 2000 è nata l'idea di vivere in Brianza, che poi, a distanza di qualche anno, si è concretizzata con la realizzazione di un agriturismo. Le maggiori difficoltà sono state ottenere i permessi dalla Provincia, le regole cambiavano di anno in anno, e i rapporti con il Parco Regionale di Montevecchia che, soprattutto all'inizio, vedeva la loro attività come invasiva di un'area naturale e non propositiva per la formazione di un turismo sempre più consapevole.

Da pubblicitario ad agricoltore, Maurizio segue i lavori in vigna e conferisce l'uva per la produzione del suo vino, il Ratin Russ. Soprattutto sono diventati imprenditori agricoli e, prima della terra, hanno imparato le regole imposte dalla burocrazia e i giusti modi per rapportarsi con le istituzioni. Poi collaborano con chi ne sa più di loro: l'azienda La Costa, che fa parte del loro Consorzio, oltre a dargli una mano nel vigneto, gli vinifica l'uva (loro, come ben sai, hanno la cantina e, soprattutto, un bravo enologo).

Cinzia, sua moglie, cura e segue la cucina. E' la passione per la cucina di Cinzia che li ha spinto ad affrontare questa scelta. Cinzia ha vissuto per molto tempo in Africa (dal Sud Africa alla Tanzania) per molti anni e si è trovata a dover cucinare in diverse situazioni dove non si reperiva sempre la materia prima o non era di qualità, ma non si è mai persa d'animo e ha sempre risolto tutte le situazioni. E' venuta così anche in contatto con culture e tradizioni diverse che hanno molto influenzato il suo modo di cucinare.

"Amici della Ratta" non è solo un agriturismo, ma anche una libera associazione di idee. Lasciano spazio ad iniziative culturali come la presentazione di libri, letture di poesie, organizzano mostre di pittura, fotografia e scultura oltre a, naturalmente, degustazioni di prodotti locali. Le proposte arrivano dai loro clienti e loro li assecondano volentieri in tutta libertà.

Isola Dovarese e il Caffè La Crepa: Un Viaggio nel Tempo

Isola Dovarese è un piccolo comune in provincia di Cremona immerso nelle campagne della pianura padana. Percorrendo questo territorio lo sguardo si rivolge ai fiumi Oglio e Chiese, agli antichi pontili e alle grandi distese verdi. Un'atmosfera suggestiva tipica di questa stagione autunnale, che riporta alla mente dipinti di Monet e Gauguin.

Un paese noto anche per il suo Palio, una manifestazione in costume d'epoca che rievoca il periodo di appartenenza allo stato Gonzaghesco. Tra i segni del tempo, si possono ammirare alcune insegne dalle atmosfere vintage. Tra queste, ce n'è una bombata in ferro smaltato bianco su cui, in caratteri eleganti, c'è l'indicazione del Caffè La Crepa.

Una trattoria ed enoteca della famiglia Malinverno dal 1832, inserita nell'Associazione locali storici d'Italia. Entrando, da subito, si respirano le classiche atmosfere legate all'Art Nouveau: ambienti in stile Liberty, sedie antiche e una stufa in maiolica. Un locale in passato conosciuto col nome di "Locanda del Ciclista", per i tanti percorsi cicloturistici presenti nella zona circostante.

Negli assaggi si nota un tentativo di alleggerire il gusto originale, una tendenza dei nostri tempi che condiziona anche l'aspetto visivo. Predominante comunque il territorio. Oltre alla classica giardiniera e ai salumi cremonesi, si distinguono preparazioni tipiche quali i Marubini; i gnòc a la mulinèra fatti con sola acqua e farina, ma arricchiti con ragù di coda di manzo e funghi; i tortelli di zucca, piatto classico delle t…

Abruzzo: Un Tesoro Gastronomico da Scoprire

La Guida ai ristoranti di Identità Golose rappresenta un punto di riferimento sicuro per scoprire insegne d'eccellenza in tutta Italia. In questa occasione ci conduce sulla costa Adriatica, in Abruzzo, una regione ricca di mete intriganti, tra colline, montagna e mare!

Tra i ristoranti abruzzesi segnalati, spiccano:

  • Il Palmizio (Alba Adriatica): Un locale dove il pesce è l'assoluto protagonista, prodotto lavorato il giusto, con tanto gusto, e così esaltato al massimo senza essere mai stravolto dalla chef Yelena Kovalyova, moglie del patron.
  • Zenobi (Colonnella): L'ultimo avamposto della cucina teramana e il primo di quella picena, una fusione imperdibile che solo una persona sensibile e caparbia come Patrizia Corradetti può tradurre in piatti genuini, schietti, che della semplicità non hanno altro che l'apparenza.
  • Aprudia (Giulianova): Una cucina “di soggetto”, di persona, di identità, che si schiera a favore del tempo e della stagionalità, del benessere dei propri ospiti e della felicità personale che lo chef vive nell'ideazione dei piatti.
  • Rotta "cucina e ristoro" (Giulianova Alta): Due menu degustazione, uno chiamato "Terra ferma", più di carne che di pesce, e l’altro "Orizzonte" per “guardare l’orizzonte attraverso una cucina d’istinto guardando il vento accarezzare il mare”.
  • D.One (Roseto degli Abruzzi): Un elegante microcosmo che si compone di ambienti recuperati con gusto raffinato. Elegante e al contempo solida è anche la cucina di Davide Pezzuto, che si muove su una linea di creativa golosità.
  • Vecchia Marina (Roseto degli Abruzzi): Un autentico inno all’Adriatico. Nessun manierismo, solo semplicità, esaltazione del pescato. È tradizione spogliata di ogni aspetto rustico, fino a diventare elegante.
  • Al Metrò (San Salvo Marina): Un indirizzo imperdibile per gli amanti della cucina di mare ma con una marcia in più. Qui lo chef Nicola Fossaceca traccia una linea ben definita che partendo dalla tradizione si spinge su nuove consistenze e sapori raccontando un Abruzzo di mare e di immediato entroterra a dir poco emozionante.
  • Bottega Culinaria: Un punto fermo, non lontano dalla costa dei trabocchi, ma volutamente distaccato per sganciare gli animi dalla frenesia e riconnetterli al vero, a un concetto autentico di cucina che nutre di sapori e di pensiero.

Dallo Zio a Rimini: Un Ristorante con Storia

Il ristorante Dallo Zio si trova in pieno centro storico a Rimini. Nasce precisamente nel 1965 da Saura Stianti e Giovanni Santolini, appunto lo Zio. Inizialmente nella struttura dove oggi si trova Dallo Zio, allora sorgeva sia il locale, sia l’abitazione dei fondatori. Al piano terra la trattoria, al primo piano le camere. Nel tempo e con gli anni, tutta la struttura è diventata un bellissimo ristorante che ha visto il suo ultimo rinnovo nell’estate del 2017. Nel 2003 il locale è stato acquisito da Giuliano ed Enrica che oltre alla cucina di mare, hanno affiancato anche quella di terra. Ai prodotti, provenienti esclusivamente dal territorio riminese vengono accompagnati i vini di selezionate cantine locali.

Dallo Zio è un luogo che si nota subito, già dall’esterno per via del colore caratteristico dell’edificio. Per il menù di pesce, se avete la possibilità di scegliere preferite il crudo del pescato del giorno e la degustazione di antipasti freddi, tra i caldi ho provato e adorato le mazzancolle al sale di Cervia e la polentina tradizionale con vongole poveracce sgusciate. I primi piatti sono una celebrazione della tradizione romagnola con passatelli, tagliatelle, ravioli, cappelletti, gnocchi e chi più ne ha più ne metta. Per il menù di carne parte con i salumi di “Mora Romagnola” di Marco Migani accompagnati dalla piadina. Per chi vuole provare qualcosa di caldo invece consiglio la polentina bramata con fonduta di mucchino di San Patrignano. Tra i primi anche qui troviamo le tagliatelle al ragù tagliato a punta di coltello, cotto a bassa temperatura, gli gnocchi di patate gialle con zucca e farine di castagne, cime di rapa, broccoli, strigoli, spinaci freschi e scaglie di formaggio di fossa. Seguono i passatelli e i cappelletti e poi i secondi di carne: tagliata di manzo, guance di mora romagnola stufate con Sangiovese, filetto di manzo alla brace e tanti altri piatti che solo a nominarli fanno venire l’acquolina.

In prima pagina, nel Menù del ristorante si trova un bellissimo elenco, quasi una dichiarazione d’amore, verso i prodotti e i produttori, rigorosamente della Romagna, da cui ci si rifornisce.

Per la cura dei particolari, per la sua incredibile atmosfera, per festeggiare qualcosa, per coccolarsi, per rilassarsi non solo lasciandosi servire, ma sentendosi parte di una famiglia in cui in cucina vengono preparate delizie pensando a te e alla tua serata.

Lo Zio era il nome, l’appellativo che avevano dato al precedente proprietario, colui che poi il ristorante l’ha creato.

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