Sushi durante l'allattamento: si può mangiare? Una guida completa

L'allattamento al seno è un'esperienza trasformativa e un periodo delicato per una donna, in cui si instaura il primo legame con il proprio bambino. Le neomamme si interrogano spesso sulle buone pratiche da adottare a tavola per trasmettere al bambino tutte le sostanze necessarie alla sua crescita. In questo articolo, esploreremo la questione del consumo di sushi durante l'allattamento, fornendo informazioni chiare e basate su evidenze scientifiche.

Alimentazione in allattamento: cosa sapere

Durante l'allattamento, il fabbisogno di alcune vitamine e minerali raddoppia, ed è importante introdurli in quantità aumentata con la dieta. Anche le proteine e i grassi, soprattutto gli acidi grassi essenziali, giocano un ruolo fondamentale. L'assunzione di liquidi deve essere mantenuta a livelli ottimali per garantire una corretta idratazione e una produzione di latte adeguata.

A differenza della gravidanza, l'allattamento prevede regole meno rigide, permettendo alle mamme di concedersi qualche sfizio in più. Tuttavia, è importante prestare attenzione alla qualità e alla provenienza degli alimenti, per evitare rischi per la salute della madre e del bambino.

Sushi e allattamento: un tema dibattuto

Il consumo di sushi durante l'allattamento è un tema spesso dibattuto. Durante la gravidanza, il sushi è assolutamente da evitare per il rischio di infezione da Anisakis e altri parassiti che possono attraversare la placenta. Ma cosa succede durante l'allattamento?

Gli esperti concordano sul fatto che il sushi di solito non rappresenta un problema per il bambino allattato al seno, in quanto le infezioni alimentari non vengono trasmesse attraverso il latte materno. Tuttavia, la madre potrebbe essere a rischio di contaminazione da batteri come la Listeria monocytogenes, presente nel pesce crudo.

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Listeria monocytogenes: un rischio da non sottovalutare

La Listeria monocytogenes è un batterio molto diffuso nell'ambiente e potenzialmente pericoloso per l'uomo. La contaminazione avviene spesso per ingestione di cibi contaminati e può causare febbre, diarrea, dolori muscolari, nausea e vomito. Nei casi più gravi, può portare a complicazioni serie, soprattutto nelle persone immunocompromesse e nelle donne in gravidanza.

Anche se la listeriosi non viene trasmessa attraverso il latte materno, è importante che la madre eviti di contrarre l'infezione, in quanto potrebbe richiedere terapie farmacologiche non compatibili con l'allattamento al seno.

Linee guida per il consumo di sushi in allattamento

Se si desidera consumare sushi durante l'allattamento, è fondamentale seguire alcune precauzioni per ridurre al minimo il rischio di infezioni:

  • Accertarsi della provenienza del pesce: Scegliere ristoranti che utilizzano pesce di qualità e che proviene da fonti affidabili.
  • Verificare la corretta modalità di trattamento: Assicurarsi che il pesce sia stato correttamente abbattuto per eliminare eventuali parassiti.
  • Moderare il consumo: Attenersi al fabbisogno indicato dal proprio medico e non eccedere con le quantità.

Quale pesce evitare durante l'allattamento?

L'unico divieto per quanto riguarda il pesce in allattamento riguarda il pescato di grossa taglia, sia crudo che cotto, poiché può contenere elevate quantità di mercurio che possono nuocere al bambino nutrito al seno. Tra i grandi predatori di grossa taglia sconsigliati in allattamento vi sono:

  • Pesce spada
  • Sgombro reale
  • Pesce tegola
  • Nasello
  • Tonno rosso

Per quanto riguarda il tonno in scatola, se proveniente dagli oceani o da allevamenti controllati, la concentrazione di mercurio risulta ridotta e può essere consumato con moderazione.

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Benefici del consumo di pesce in allattamento

Se consumato con moderazione e proveniente da fonti sicure, il pesce può apportare numerosi benefici sia alla madre che al bambino allattato al seno. Il pesce è una fonte preziosa di:

  • Vitamina D: Essenziale per la salute delle ossa e del sistema immunitario.
  • Acidi grassi omega 3: Importanti per lo sviluppo del cervello e della vista del bambino.
  • Proteine: Fondamentali per la crescita e la riparazione dei tessuti.

Le linee guida dietetiche raccomandano alle donne in allattamento di consumare almeno 225 grammi di pesce o molluschi a settimana, scegliendo specie a basso contenuto di mercurio come il nasello, il merluzzo, l'aringa, il salmone e i gamberetti.

Alternative al sushi in allattamento

Se si desidera evitare il rischio di consumare pesce crudo, esistono numerose alternative gustose e sicure per soddisfare la voglia di cucina giapponese:

  • Maki vegetale: Rotoli a base di avocado, cetrioli, funghi shiitake o daikon in salamoia.
  • Nigiri di verdure: Polpette di riso sormontate da verdure fresche.
  • Inari: Riso per sushi conservato in un sacchetto di tofu fritto.

Inoltre, è possibile ricreare il tipico sapore della cucina giapponese utilizzando wasabi, zenzero e salsa di soia, che in allattamento possono essere consumati senza problemi.

Cosa mangiare durante l'allattamento: una dieta equilibrata

A prescindere dal sushi, una mamma che allatta ha bisogno di assumere molti nutrienti per soddisfare il proprio fabbisogno e quello del bambino. Una dieta ben bilanciata e un'ottima idratazione sono la chiave per una buona riuscita dell'allattamento al seno.

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Ecco un esempio di menù giornaliero equilibrato che potrebbe fare da linea guida per una neomamma in allattamento:

  • Colazione: Caffè o tè accompagnato da frutta fresca o una spremuta, insieme a una fetta di pane con burro e marmellata.
  • Spuntino: Yogurt con frutta fresca o frutta secca.
  • Pranzo: Combinazione di carboidrati, verdure e proteine (es: pasta con verdure e uova).
  • Merenda: Tisana idratante, fette biscottate con miele.
  • Cena: Associazione di proteine e verdure (es: pesce o carne con vegetali).

È importante concordare e controllare la dieta con il proprio medico o un esperto in nutrizione umana, evitando il fai da te e prestando attenzione a un'abbondante idratazione.

Cosa evitare durante l'allattamento

In linea di massima, non ci sono divieti assoluti sulla dieta da seguire durante l'allattamento al seno. Tuttavia, è opportuno seguire alcuni accorgimenti e prestare attenzione ad alcuni aspetti legati ad alimenti che potrebbero rilasciare tossine nel latte:

  • Verdure e frutta di provenienza sconosciuta o coltivazione privata
  • Funghi di raccolta privata
  • Pesce e carne di dubbia provenienza
  • Pesce di grossa taglia
  • Diete basate esclusivamente su cibi confezionati ricchi di additivi
  • Diete basate su integratori e rimedi fitoterapici
  • Consumo di alcolici, soprattutto in prossimità della poppata
  • Consumo eccessivo di caffè, tè o bevande energetiche
  • Cibi o nutrienti per i quali si ha un'allergia conclamata o sospetta
  • Consumo eccessivo di alimenti molto speziati
  • Consumo eccessivo di dolci e alimenti ricchi di colesterolo o grassi idrogenati

Falsi miti sull'alimentazione in allattamento

Soprattutto in passato, le coliche del neonato sono state spesso attribuite all'alimentazione materna. Tuttavia, non ci sono evidenze scientifiche che supportino questa teoria. Allo stesso modo, non è necessario eliminare dalla propria dieta alimenti come cavoli, broccoli o legumi, a meno che non si riscontrino reazioni allergiche o intolleranze nel bambino.

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