Il caldo estivo invita a cercare sollievo in preparazioni fresche e dissetanti. La granita, con la sua consistenza granulosa e il suo gusto fruttato, rappresenta una scelta ideale. In questo articolo, esploreremo la ricetta dello sciroppo asprigno per granite, con un focus particolare sul tamarindo e sulle alternative per personalizzare il tuo dessert estivo.
Il Tamarindo: Un Frutto Esotico per una Granita Unica
Originario delle zone tropicali dell’Africa Orientale e dell’Asia, il tamarindo è un frutto esotico dal sapore che spazia dal dolce all’acidulo, a seconda del grado di maturazione. La sua forma particolare ricorda gli edamame, le fave o le noccioline. Oltre al suo gusto unico, il tamarindo vanta proprietà nutrizionali interessanti, essendo ricco di vitamina C, potassio, magnesio e fibre. Contiene anche betacarotene, precursore della vitamina A e antiossidante.
Nel nostro paese, il tamarindo è conosciuto soprattutto come sciroppo, mentre nella cucina asiatica la sua polpa viene utilizzata prevalentemente come spezia. All’estero, la polpa di questo baccello viene utilizzata prevalentemente per la preparazione di zuppe e salse, essedo molto gustosa e densa. Il tamarindo viene ottenuto partendo dalla lavorazione dalla polpa grezza fino ad arrivare ad un composto omogeneo, depurato da semi e filamenti. In Italia, lo troviamo spesso in forma di liquore, realizzato con sciroppo di tamarindo, gin e succo di limoni. Le foglie della pianta hanno proprietà curative. Grazie al processo di esportazione, il tamarindo è facilmente reperibile nel nostro paese.
Impieghi Culinari del Tamarindo
Il tamarindo è un ingrediente versatile, utilizzato in diverse cucine per arricchire il sapore di numerosi piatti:
- Gamberi saltati al tamarindo: Una fusione di sapori agrodolci, con una salsa a base di pasta di tamarindo, salsa di pesce, zucchero di canna e brodo.
- Mousse con panna e tamarindo: Un dessert leggero e cremoso, con un retrogusto tartarico.
- Pasta di tamarindo: Un condimento per esaltare piatti di carne e pesce.
- Chutney al Tamarindo: Un condimento ricco e speziato per accompagnare piatti di carne, pesce o vegetariani.
- Pad Thai: Un classico della cucina thailandese che utilizza il tamarindo per bilanciare i sapori.
Ricetta dello Sciroppo Asprigno al Tamarindo per Granita
Gli ingredienti per la granita al tamarindo sono semplici: ghiaccio e sciroppo di tamarindo. Lo sciroppo può essere acquistato al supermercato, anche se non è sempre facile da trovare. In alternativa, è possibile prepararlo in casa, seguendo questi passaggi:
Leggi anche: Fluifort: composizione, utilizzo e precauzioni
- Preparare l'acqua di tamarindo: Cuocere la polpa di tamarindo in abbondante acqua, scolare e filtrare bene.
- Creare lo sciroppo: Trasferite il liquido in una casseruola antiaderente (io ho usato la casseruola della Illa della serie Master chef) e aggiungete lo zucchero. Portate a bollore e fate bollire per 15-20 minuti. Otterrete uno sciroppo di sambuco liquido ma corposo. Versatelo ancora bollente nelle bottiglie di vetro e chiudetele. Lasciate raffreddare.
Una volta pronto lo sciroppo, è possibile preparare la granita utilizzando una gelatiera o il congelatore.
Metodi di Preparazione della Granita
- Con la gelatiera: Versare la base della granita nella gelatiera e seguire le istruzioni.
- In congelatore: Versare il composto in un contenitore e lasciarlo nel congelatore per almeno tre ore, mescolando ogni mezz'ora per rompere i cristalli di ghiaccio.
Varianti di Sciroppo per Granite: Esplorando Nuovi Gusti
La ricetta della granita al tamarindo può essere personalizzata con altri sciroppi, creando granite dai gusti svariati. Ecco alcune idee:
- Sciroppo alla fragola e ai mirtilli: Per una granita fruttata e acidula.
- Sciroppo alla menta o alla melissa: Per una granita rinfrescante e aromatica.
- Sciroppo di Sambuco: Il Sambuco è una pianta che conoscevo solo di nome pur avendola fotografata qualche volta e pur avendo sentito spesso nominare l'holundersaft, che è il nome tedesco che indica lo sciroppo di Sambuco. Il mio ex ragazzo infatti era di Bolzano e lì questo sciroppo si usa molto. La versione bolzanina prevede l'aggiunta di aceto di mele: prima o poi la proverò. Io però non l'avevo mai assaggiato e allora ho voluto fare questo esperimento. Ho la fortuna di aver trovato alcuni alberi al riparo dal traffico lungo il corso di un fiume e quindi non inquinati. Ho cercato qua è la la ricetta e quella che mi ha convinto di più è quella del blog "La ciliegina sulla torta", un blog molto bello e curato che vi consiglio caldamente di visitare. Lo sciroppo di Sambuco è freschissimo. Può essere un ottimo sostituto del the, a cui, secondo me, assomiglia un po'. Gustatevelo freddo con un cubetto di ghiaccio e dell'acqua gasata o unito a del prosecco, come aperitivo. Il Sambuco ha anche molte proprietà: è diuretico, tonico, antiossidante. Sciroppo di sambuco proprietà e benefici: il succo di sambuco o sciroppo di fiori di sambuco ha notevoli proprietà tra cui quella di essere un ottimo diuretico e secondo quella di avere proprietà diaforetiche e cioè di favorire la sudorazione, l'abbassamento della temperatura corporea e di favorire l'eliminazione delle tossine e pertanto è considerato un ottimo rimedio contro la febbre. Con lo sciroppo di sambuco si fa un cocktail dal nome spritz Hugo, una variante più fresca dello spritz all'Aperol . Esiste inoltre una birra ai fiori di sambuco. Con le bacche di Sambuco si può realizzare una confettura. Piccola curiosità: Sambuco è anche il nome di un agriturismo a Siena…:) dopo aver raccolto i fori freschi lontano dal traffico, preparare lo sciroppo di sambuco è semplice e il risultato è al di sopra di ogni aspettativa!Ingredienti:10-15 ombrelli o fiori di sambuco 1l di acqua 3 limoni non trattati 1kg di zuccheroCos’altro serve:1 barattolo di vetro a chiusura ermetica da circa 2l della garza 1 colino 1 casseruola capiente un cucchiaio di legno due bottiglie di vetroPreparazione dello sciroppo di sambuco:Pulite accuratamente i fiori cercando di togliere tutte le parti verdi e in gambi. Trasferite i fiori nel barattolo di vetro e unitevi i limoni tagliati a fette sottili. Coprite il tutto con l’acqua, mescolate bene. Chiudete il vaso e lasciate riposare per 24 ore.Il giorno dopo, adagiate un pezzo di garza su un colino capiente e versateci a poco a poco il contenuto della bottiglia. Quando avrete versato tutto il liquido, con un cucchiaio prendete i pezzi limone e i fiori e metteteli nella garza un po’ alla volta strizzando il più possibile in modo da far uscire tutto il succo e il sapore.. Trasferite il liquido in una casseruola antiaderente (io ho usato la casseruola della Illa della serie Master chef) e aggiungete lo zucchero. Portate a bollore e fate bollire per 15-20 minuti. Otterrete uno sciroppo di sambuco liquido ma corposo. Versatelo ancora bollente nelle bottiglie di vetro e chiudetele. Lasciate raffreddare.Come usare lo sciroppo di sambuco:Questo sciroppo va diluito 1:6 come proporzione (circa). Servitelo con una fetta di limone, un cubetto di ghiaccio e dell’acqua liscia o, ancora meglio gassata, oppure, come aperitivo, unitelo a del prosecco.Preparateci anche un cocktail!Con lo sciroppo di sambuco si prepara anche un cocktail molto in voga che si chiama Spritz Hugo (clicca per la ricetta).Si utilizza lo sciroppo al posto dell’Aperol o del Campari e una fettina di lime al posto della fetta di arancia. Si aggiungono delle foglioline di menta e si ottiene un cocktail gustoso e freschissimo.
Consigli per Gustare al Meglio la Granita
La granita andrebbe consumata subito dopo la preparazione, ma può essere conservata in frigo per un breve periodo. Per esaltare il sapore asprigno della granita, si può aggiungere una spruzzata di succo di limone o lime.
Sciroppi Asprigni Alternativi: Ciliegie, Amarene e Agrumi
Oltre al tamarindo e al sambuco, esistono altri frutti che si prestano alla preparazione di sciroppi asprigni per granite.
Ciliegie e Amarene
Il ciliegio (Prunus avium) è originario dell’Asia Minore e si diffuse in Italia nel 72 a. C. Esistono due principali specie: il ciliegio dolce (avium) e il ciliegio acido (cerasus). L’Italia è uno dei principali produttori di ciliegie a livello europeo.
Leggi anche: Composizione e Uso di Bisolvon
Le amarene, apprezzate per il loro particolare gusto asprigno, sono perfette per riequilibrare i picchi di dolcezza di ricette complesse. Rispetto alle amarene, le marasche sono frutti più piccoli, di un colore intenso vicino al nero, dal gusto amarognolo e polpa asciutta. Non sono particolarmente adatte al consumo al naturale, ma sprigionano tutta la loro bontà se utilizzate per la preparazione di confetture e sciroppi. Con il Maraschino, un distillato preparato con le marasche, si profumano macedonie, gelati, torte e tanti tipi di dolci e si creano cocktail famosi.
Agrumi Siciliani
La Sicilia è una terra ricca di agrumi, perfetti per la preparazione di sciroppi e granite. Le condizioni pedoclimatiche della Sicilia permettono di usufruire di frutti di ineguagliabile bontà, trasformati artigianalmente con le mani ed il cuore, sempre attenti alla salvaguardia della salute del consumatore finale, per venire incontro alla forte consapevolezza e attenzione per i prodotti alimentari che si portano in tavola.
Agrisicilia, azienda con esperienza trentennale nella trasformazione degli agrumi siciliani in marmellate, offre una varietà di marmellate e confetture con oltre 40 gusti differenti. Gli agrumi siciliani hanno un quid in più dato dal sole, dal mare, dall’aria salmastra e dalle particolari variazioni climatiche su cui influisce la presenza dell’ Etna alle cui pendici nascono i nostri immensi giardini della piana di Catania.
Tra le marmellate e confetture di agrumi siciliani, troviamo:
- Marmellata di Arancia di Ribera DOP Bio
- Marmellata di Arance con Cannella Bio
- Marmellata Sicilsole di Arance e Limoni Bio di Sicilia
- Marmellata Sicilsole di Arance Rosse di Sicilia I.G.P. Biologica
- Marmellata Biologica Sicilsole di Clementine di Sicilia
- Marmellata di Limoni con Zenzero Biologica Sicilsole
- Marmellata di Limone di Siracusa I.G.P. Biologica Sicilsole
- Marmellata di Mandarini e Curcuma Biologica Sicilsole
- Marmellata di Mandarini Biologica Sicilsole
Differenza tra Marmellata e Confettura
La maggior parte delle persone spesso confonde la marmellata con la confettura. Questo accade perché nella cultura popolare, si pensa che queste due parole siano dei sinonimi. In realtà, la marmellata e la confettura sono due prodotti ben distinti, anche se apparentemente simili.
Leggi anche: Valori Nutrizionali: Acqua e Sciroppo di Menta
La Comunità Europea stabilisce che la marmellata è un prodotto fatto di zuccheri e, di uno o più dei seguenti prodotti, ottenuti solo ed esclusivamente da agrumi: polpa, succo, purea, estratti acquosi e scorza. Per la preparazione di 1000 g di prodotto finito la quantità di agrumi utilizzata deve essere non inferiore a 200 g, di cui almeno 75 devono provenire dall’endocarpo.
Sempre secondo la Comunità Europea, la confettura invece, non è altro che il prodotto che contiene zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La confettura è quindi una miscela che viene portata ad una consistenza gelificata appropriata, di zuccheri e di polpa o purea di una sola specie di frutta o di due o più specie di frutta. Per la preparazione di 1000 g di prodotto finito, la quantità di polpa o purea di frutta utilizzata deve essere non inferiore a 350 g in generale, 250 g per ribes nero, cinorrodi e mele cotogne, 150 g per lo zenzero, 160 g per il pomo di acagiù, 60 g per la granadiglia.
Ingredienti per Marmellate e Confetture
Entrambe le preparazioni hanno bisogno degli stessi ingredienti, l’unica differenza sta nel tipo di frutta e nella percentuale di frutta impiegata. Le marmellate devono avere almeno il 20% di agrumi, mentre le confetture almeno il 35% di frutta in generale.
Generalmente, per entrambe le preparazioni gli ingredienti utilizzabili sono:
- Frutta: La frutta deve essere fresca e non trattata ed avere un contenuto di acqua piuttosto elevato. La consistenza deve essere piuttosto soda e non legnosa e la polpa deve cedere leggermente sotto pressione.
- Zucchero: Confetture e marmellate contengono una grande percentuale di zucchero, il 55% circa, di cui 2/3 saccarosio e 1/3 zucchero invertito (che si ottiene per idrolisi del saccarosio in glucosio e fruttosio sfruttando sia le altre temperature, che il pH acido). Questi due elementi determinano le caratteristiche del prodotto finito.
- Pectine: Sono dei polimeri derivati dai carboidrati e hanno la funzione di rendere più densa la marmellata o la confettura. La naturale presenza di pectina nei vegetali, in passato, rappresentava l’unico mezzo per ottenere la gelificazione di confetture e marmellate. Il contenuto variabile di pectina presente nella frutta, ha portato ad un utilizzo di pectine industriali per standardizzare le produzioni.
- Acidi: Per ogni tipo di pectina e per ogni valore di concentrazione di zuccheri, esiste un valore di pH al quale corrisponde l’optimum di gelificazione. Quando i valori del pH sono superiori a 3,6 la gelificazione non avviene, poiché il gel risulta troppo debole. Se i valori del pH sono inferiori a 2,9 si ottiene un gel molto forte ma un’eccessiva perdita di acqua. Gli acidi più usati per la preparazione di marmellate e confetture sono: l’acido citrico e tartarico.
- Addensanti: Grazie al D.M . 27 febbraio 1996 n.209, la pectina non è più l’unico addensante impiegato nelle preparazioni di confetture e marmellate. In queste preparazioni vengono infatti impiegati diversi alginati, agar-agar, farina di semi di carrube, gomma xanthano, carragenine e molti altri ancora.
- Additivi: Gli additivi vengono utilizzati per migliorare la qualità di conservazione e mantenere il valore nutrizionale degli alimenti, conferire struttura, consistenza e stabilità degli alimenti, mantenere o migliorare le proprietà sensoriali come l’aroma, il sapore e il colore. Gli additivi che solitamente vengono impiegati sono: antiossidanti, correttori di acidità, stabilizzanti, gelificanti, coloranti e addensanti.