Domori: Recensioni e L'Evoluzione del Cioccolato di Qualità, tra Esselunga e Ambizioni di Borsa

Il marchio Domori, sinonimo di cioccolato artigianale italiano di alta gamma, si è fatto strada nel mondo del food & beverage, evolvendo da piccola realtà artigianale a parte integrante del Polo del Gusto, la sub-holding del Gruppo Illy. Questa evoluzione ha portato Domori a essere presente anche negli scaffali dei supermercati, come Esselunga, e a guardare con ambizione alla quotazione in Borsa. Ripercorriamo la storia di questo marchio, analizzando le sue strategie e le recensioni che lo accompagnano.

Le Origini di Domori: La Passione di Gianluca Franzoni per il Criollo

La storia di Domori è indissolubilmente legata alla figura di Gianluca Franzoni, un economista bolognese classe 1966 con una passione travolgente per il cacao. Dopo un'esperienza in Venezuela, dove aveva aperto un ristorante, Franzoni scopre il mondo del cacao e decide di dedicarsi alla produzione di cioccolato di altissima qualità, controllando l'intera filiera, "from bean to bar".

La sua ossessione era il cacao Criollo, una varietà rara e pregiata, considerata tra le migliori al mondo. Nel 2004, Franzoni raggiunge un traguardo cruciale: ottiene l'utilizzo esclusivo di due piantagioni in Venezuela e Ecuador, dove coltiva diverse varietà di Criollo. Questo permette a Domori di distinguersi nel panorama italiano come una delle poche aziende a produrre cioccolato partendo direttamente dalla fava di cacao. Il cioccolato Domori si fa apprezzare dai palati più esigenti e dalla critica internazionale.

La Svolta: L'Acquisizione da Parte di Illy e l'Ingresso nella Grande Distribuzione

Nel 2006, la storia di Domori subisce una svolta significativa: Franzoni decide di vendere la sua azienda a Illy, il colosso del caffè. Questa scelta, dettata probabilmente da esigenze di crescita e sviluppo, porta Domori a confrontarsi con una logica industriale diversa, meno artigianale e più orientata alla produzione su larga scala.

Nonostante Franzoni rimanga presidente di Domori, alcuni gourmet iniziano a percepire un cambiamento nel cioccolato, sottolineando una possibile perdita di creatività e innovazione. La voce che circola è che il cioccolato Domori non sia più lo stesso di prima.

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Nel 2019, Domori entra a far parte del Polo del Gusto, fondato da Riccardo Illy, un'ulteriore tappa nel percorso di crescita e consolidamento del marchio. Il Polo del Gusto riunisce diverse eccellenze del settore food & beverage, tra cui Prestat e Rococo Chocolates (cioccolato), Achillea (succhi di frutta), Agrimontana (confetture), Damman Frères (tè) e Pintaudi (prodotti da forno).

Sotto la guida del CEO Janluca de Waijer, Domori intraprende un piano strategico ambizioso, con l'obiettivo di raggiungere ricavi di circa 29 milioni di euro nel 2023 e un utile netto di 474 mila euro. Un elemento chiave di questa strategia è l'ampliamento dei canali di distribuzione, con un focus particolare sulla grande distribuzione.

Domori all'Esselunga: Una Nuova Strategia di Distribuzione

A inizio ottobre, Domori lancia una gamma specifica di prodotti in collaborazione con Esselunga, una delle principali catene di supermercati in Italia. Questa mossa rappresenta un cambiamento significativo nella strategia di distribuzione del marchio, che fino a quel momento si era concentrato principalmente su canali specializzati e negozi gourmet.

L'ingresso nella grande distribuzione permette a Domori di raggiungere un pubblico più ampio e di competere con marchi affermati come Lindt e Venchi. L'obiettivo è quello di rendere il cioccolato Domori più accessibile, senza compromettere la qualità e l'eccellenza che lo contraddistinguono.

Oltre alla collaborazione con Esselunga, Domori prevede di espandersi anche ad altre insegne, sia in Italia che all'estero. L'azienda ha inoltre in programma l'apertura di corner nei duty free degli aeroporti, a partire da Caselle e Parigi Charles de Gaulle, per poi estendersi a Dubai e Seul.

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Recensioni e Percezioni del Cioccolato Domori

Le recensioni sul cioccolato Domori sono variegate e riflettono le diverse fasi della sua storia. Inizialmente, il marchio era considerato un'eccellenza assoluta nel mondo del cioccolato artigianale, grazie alla passione e alla competenza di Gianluca Franzoni e all'utilizzo esclusivo del cacao Criollo.

Dopo l'acquisizione da parte di Illy, alcune recensioni hanno espresso preoccupazione per una possibile perdita di qualità e originalità. Tuttavia, Domori ha continuato a investire nella qualità degli ingredienti e nella ricerca di nuove tecniche di produzione, cercando di mantenere alto il suo standard.

Le recensioni più recenti, relative ai prodotti distribuiti attraverso la grande distribuzione, come Esselunga, sono generalmente positive, anche se alcuni consumatori lamentano un prezzo più elevato rispetto ad altri marchi presenti sugli scaffali.

In generale, il cioccolato Domori è apprezzato per la sua intensità aromatica, la sua cremosità e la sua persistenza al palato. La varietà Criollo, in particolare, conferisce al cioccolato un sapore unico e inconfondibile, con note di frutta secca, spezie e fiori.

Verso la Quotazione in Borsa: Il Futuro di Domori

Il futuro di Domori sembra orientato verso una crescita ulteriore e un consolidamento della sua posizione nel mercato del cioccolato di alta gamma. Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto e azionista di maggioranza con il 95%, ha annunciato l'intenzione di quotare Domori in Borsa.

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Questa operazione permetterebbe a Domori di raccogliere capitali per finanziare nuovi investimenti, ampliare la sua capacità produttiva e rafforzare la sua presenza sui mercati internazionali. La quotazione in Borsa rappresenterebbe un importante riconoscimento per il lavoro svolto finora e un'opportunità per Domori di continuare a crescere e innovare nel mondo del cioccolato.

Per affrontare la concorrenza e soddisfare la crescente domanda, Domori ha investito circa 20 milioni di euro in un nuovo impianto a None (Torino), dove produce 1.200 tonnellate di cioccolato all'anno, con l'obiettivo di triplicare i volumi in cinque anni.

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