Rossella O'Hara, protagonista di "Via col vento", è un personaggio complesso e affascinante, capace di suscitare reazioni contrastanti. Questo articolo esplora la sua personalità, analizzando le sue contraddizioni e le sue motivazioni, per poi spaziare su altre opere letterarie che offrono spunti di riflessione sulla vita, la società e la condizione umana.
Rossella O'Hara: Un Ritratto di Ambivalenza
"Rossella O’ Hara non era una bellezza, ma raramente gli uomini se ne accorgevano…". Fin dalle prime righe del romanzo, Margaret Mitchell ci presenta una figura enigmatica, una "simulatrice, o dissimulatrice, una specie di Catilina?". Rossella è una donna che vive di contraddizioni, celando la sua vera personalità dietro un'apparenza di compostezza e castità. "Malgrado la castità dell’amplissima gonna, la semplicità con cui i capelli erano intrecciati e raccolti in un nodo, la compostezza delle bianche mani congiunte nel grembo, la sua vera personalità non riusciva a celarsi".
La sua schiettezza, che a volte rasenta l'impudenza, la distingue dalle altre ragazze del Sud. "Quando Rossella si irrita, se ne accorgono tutti. Non si comporta come le altre ragazze." Tuttavia, questa stessa schiettezza è parte del suo fascino, rendendola irresistibile agli occhi degli uomini. Nessuno si esime dal criticarla, magari sottovoce, ma tutti ne restano incantati. Lei è qualcosa, ma sempre qualcos’altro.
Rossella è come l'averla minore, un grazioso uccello che si nutre di insetti, ma che non disdegna la carne di vertebrati, parendo l’immenso rapace che non è, anzi, che è soltanto relativamente a loro. Rossella avrebbe voluto divorare tutti, ma con quella grazia che l’aveva resa così amata e rispettata in società.
Vive di certezze, spesso infrante dalla realtà. "No, Ashley non poteva essere innamorato di Melania, perché - oh, in questo non s’ingannava! - perché era innamorato di lei." La sua testardaggine e il suo orgoglio la portano a commettere errori e a soffrire, ma anche a lottare per ciò che desidera.
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Il Rapporto con Mammy e la Famiglia
Mammy, la governante di Tara, svolge un ruolo cruciale nella vita di Rossella. "Mammy ben castigava chi ben amava. E siccome il suo amore per Rossella e il suo orgoglio di lei erano enormi, i castighi erano quasi continui." I suoi castighi sono mirati alla crescita di Rossella, proprio come gli insegnamenti di un maestro. Rossella, però, ogni tanto ama disobbedirle e ordinarle qualcosa di disdicevole. Ora Mammy le dice di rientrare, che fa freddino, e lei: “No, ho voglia di stare qui a contemplare il tramonto. È così bello. Vai a prendermi lo scialle, ti prego, Mammy: starò qui finché papà torna a casa.” - e poi le ordina, gentilmente, di andare a prendere lo scialle.
Il rapporto con i genitori è altrettanto significativo. Rossella ammira la madre, Elena, per la sua perfezione e il suo autocontrollo. Con il padre, Geraldo, condivide un legame speciale, basato sulla complicità e sulla comprensione reciproca. "Inoltre, Rossella e suo padre erano legati da un reciproco accordo per nascondere le loro marachelle", mai dettate dalla cattiveria, ma da dei conati di libertà.
L'Amore per Ashley e il Matrimonio di Convenienza
L'amore ossessivo di Rossella per Ashley Wilkes è il motore principale delle sue azioni. "… da quel giorno, due anni prima, quando Ashley, tornato dal suo viaggio di tre anni in Europa, era venuto a far visita ai suoi genitori, lo aveva amato". Ashley, però, è un uomo diverso da lei, un intellettuale raffinato che non riesce a comprenderla appieno. Ella “lo amava, lo desiderava e non lo comprendeva.” - era un alieno per lei, un sogno irreale.
"Ella amava quella terra senza neanche sapere di amarla; l’amava come amava il volto di sua madre sotto la lampada all’ora della preghiera.” - Tara, la sua terra, ed Elena, la sua mamma, a me paiono concetti difficilmente indistinguibili.
La sua incapacità di accettare la realtà la porta a sposare Carlo Hamilton, un uomo che non ama, solo per ripicca. Rossella muove le sue truppe psicologiche alla conquista del cuore di Ashley, che è già suo, forse, ma che non riesce a gestire. Quel giovane non è uno schiavo d’amore, ma un libero pensatore. "L’amore non basta per fare un matrimonio felice, quando due persone sono così diverse come noi" - lei vuole “tutto: il cuore, l’anima, i pensieri. E se non li avete sareste infelice. Ed io non potrei darvi tutto di me. Non posso dar tutto a nessuno.” - come lo capisco! Nemmeno ai miei figli lo darei, al massimo darei la vita per loro, ma non tutto il mio essere, e nemmeno tutto il mio esistere. “E non desidererei tutto il vostro cuore e la vostra anima. “… Rossella, Rossella! Come posso farvi capire che un matrimonio può essere sereno e felice soltanto fra due persone simili.”
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La Guerra e la Trasformazione di Atlanta
La guerra civile americana sconvolge la vita di Rossella e trasforma Atlanta in un campo di battaglia. Rossella amava quella città, che “era un misto di vecchio e di nuovo, in cui il vecchio veniva frequentemente a conflitto col nuovo vigoroso e volitivo, e ne aveva la peggio.” Nel Nord si viveva in un modo spregiudicato e moderno, mentre nel Sud vigevano abitudini inclite e vetuste. Chissà come finirà questo diabolico dissidio fra così divergenti civiltà?!
"Il Nord poteva rivolgersi a tutto il mondo per approvvigionamenti e per soldati.” - raggranellati in tutta Europa, assunti a suon di maledetti e sporchi dollari. Il Sud era nobile e gridava: “Ce li leveremo dai piedi in un mese! I gentiluomini combattono sempre meglio della plebe. Un mese, macché… una battaglia!” - nella Storia il più povero perde sempre, ma lo si sa solo alla fine chi è dei due antagonisti.
In questo contesto di caos e distruzione, Rossella dimostra una forza e una determinazione insospettabili, diventando una donna indipendente e capace di prendersi cura di sé stessa e dei suoi cari.
Rhett Butler: Un'Alternativa Incompresa
Rhett Butler è un personaggio ambiguo e affascinante, che fin da subito intuisce la vera natura di Rossella. Quando Rhett Butler sa della “morte al campo” di Carlo dice: “… permettete a un estraneo di dirvi che morire per il proprio paese è vivere per sempre…” - parole commoventi, ma Rossella sa bene che egli aveva “fatto un’osservazione gentile, il complimento che qualunque gentiluomo avrebbe fatto in simili circostanze; ma certo senza pensarne neanche una parola”. Butler è come un mago nel saper individuare il momento in cui esibire una parata, così viene detta ad Amalfi l’ipocrita manfrina mirata a far apparire quel che non è, e quando essere, come si dice a Reggio, brót ma s-cètt, brutto ma schietto.
Butler è come un mago nel saper individuare il momento in cui esibire una parata, così viene detta ad Amalfi l’ipocrita manfrina mirata a far apparire quel che non è, e quando essere, come si dice a Reggio, brót ma s-cètt, brutto ma schietto. Quando Butler le parlò del “sutti indiano”, espressione che né lei né il sottoscritto conoscevano, quell’atroce condanna al rogo della vedova di un uomo il cui cadavere che sta per essere cremato, “arrossì della propria ignoranza. Detestava le persone che adoperavano delle parole che le erano sconosciute.” - io invece sono grato a chi mi sta educando (il dotto Butler, confermato da uncle Tom Wiki), il quale l’ha ben inquadrata e sa quanto è assente in lei lo spirito patriottico e ben più vivace la voglia di godere e divertirsi, essendo così giovane e desiderosa di gioia.
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Nonostante l'attrazione reciproca, Rossella è incapace di accettare l'amore di Rhett, accecata dalla sua ossessione per Ashley. Lui non lesina affatto qualsiasi argomento che posso farlo definire quel gaglioffo che non ha vergogna di essere, uno che approfitta della guerra per fare soldi, vendendo al Sud merci acquistate nel Nord (rischiando ogni volta la vita, però). Lei però ammette di non aver mai dato peso al giudizio delle “altre donne”. E questo fa si che Butler gli faccia i complimenti: “Brava! Ora cominciate a pensare con la vostra testa, invece di lasciare che gli altri pensino per voi. Questo è il principio della saggezza.” Intanto i due ballano fra loro appassionatamente, recando scandalo nel paesino. “La mattina dopo”, c’è sempre una mattina dopo un evento scandaloso, Rossella confida a Melania: “Sono stufa di rimanere in casa e non voglio rimanervi più. Se ieri si è sparlato di me, la mia reputazione è già rovinata; e allora non m’importa nulla di ciò che potranno dire ancora.”
Altre Voci, Altre Storie: Un Viaggio nella Letteratura Contemporanea
Oltre a "Via col vento", esistono molte altre opere letterarie che offrono spunti di riflessione sulla complessità dell'animo umano e sulle sfide della vita.
Alina Bronsky, "Il Giardino di Vetro"
In "Il Giardino di Vetro" di Alina Bronsky, il signor Schmidt, un pensionato abitudinario, si trova improvvisamente a dover gestire la casa e ad affrontare una nuova realtà quando la moglie si ammala. Questo cambiamento lo costringe a mettere in discussione le sue convinzioni e ad aprirsi al mondo che lo circonda. La Bronsky racconta le ferree convinzioni di un uomo granitico che si è costruito un’esistenza al riparo dai rivolgimenti della storia, in una bolla protetta dove si illude di avere tutto sotto controllo, a partire dalla moglie. Ma i figli gli sono ostili, Sebastian lo aggredisce verbalmente appena apre bocca e non vuole che dica niente sul nipote, avuto con una donna nera mentre Karen se ne è andata a vivere a Berlino con la sua compagnia Mia. Walter si sente continuamente provocato dalle vite dei figli che contrastano con il suo razzismo e le discriminazioni di genere su cui ha basato la sua concezione della famiglia e del paese in cui vive. Così oltre ad essere costretto ad occuparsi di tutto quello che faceva Barbara, Walter scopre le attività in cui si impegnava la moglie a favore dei migranti e il mondo di internet in cui incappa ingenuamente alla ricerca di ricette di cucina. Apre così uno spiraglio sul quartiere in cui vive e anche sul rapporto con Barbara, la cui presenza ha sempre data per scontata.
Percival Everett, "James"
"JAMES" di Percival Everett riprende il personaggio di Jim da "Le avventure di Huckleberry Finn" di Mark Twain, offrendo una nuova prospettiva sulla schiavitù, la giustizia e la libertà. Everett acquisisce il suo punto di vista, ne sviluppa a pieno le potenzialità di personaggio letterario e insieme scrive un libro politico e mai didascalico sulla giustizia, la schiavitù, la violenza, il privilegio, il senso vero della libertà. Non tradendo mai il romanzo di Mark Twain che andrebbe letto in parallelo per apprezzare appieno il grande lavoro di pensiero, immaginazione e scrittura di Everett, che ne mantiene le scelte linguistiche, l’ironia e l’innegabile capacità narrativa che apre orizzonti reali e mentali ad ogni pagina. Così viaggiamo anche noi sul fiume e ne sperimentiamo le bellezze, i frutti e i pericoli e nello stesso tempo facciamo un viaggio nella storia dell’umanità, un percorso che mette in luce come persino la religione viene usata per giustificare le divisioni sociali ma soprattutto per mantenere il potere economico nelle mani di pochi.
Michel Jean, "Kukum"
"KUKUM" di Michel Jean narra la storia di Almanda, una donna Innu che vive nel Québec prima dell'arrivo dei bianchi e delle segherie che sconvolgono l'equilibrio naturale. Attraverso l'esistenza della protagonista, Almanda, che rimasta orfana, cresce in una piccola fattoria con gli zii (“Sono cresciuta in un mondo immobile dove le quattro stagioni stabilivano l’ordine delle cose. Un universo lento, in cui la salvezza dipendeva da un pezzo di terra da lavorare e rilavorare senza tregua”), del suo amore per Thomas a quindici anni, del suo diventare una Innu, Michel Jean ci racconta in realtà la vita. Ritraendo la parabola di un popolo nomade che viveva libero nelle foreste del Québec prima dell'arrivo dei bianchi e soprattutto delle segherie che hanno alterato l'equilibrio naturale. Quella degli Innu era un'esistenza faticosa e insieme dagli orizzonti ampi, dettata dai ritmi della natura che sempre ringraziano per il sostentamento che ne ricevono. È vita di comunità, dove le donne hanno gli stessi compiti e diritti degli uomini, dove nessuno è lasciato solo, e abilità e saperi si trasmettono di generazione in generazione. Sino a quando il disboscamento e il trasporto dei tronchi attraverso il fiume impediscono il naturale nomadismo del popolo Innu che viene relegato in una riserva e a cui vengono persino sottratti le bambine e i bambini.
Theodor Kallifatides, "Un'Altra Vita è Possibile"
Theodor Kallifatides, in "Un'Altra Vita è Possibile", racconta la sua crisi di scrittore e il suo ritorno alle origini, esplorando il tema dell'identità e del rapporto con la lingua madre. Vende il suo amato studio nel centro di Stoccolma e cerca di adattarsi a una nuova vita, che però gli fa rimpiangere la routine e gli incontri nel percorso tra la casa e il luogo di scrittura: “Forse era proprio quello il punto: mi assumevo la responsabilità del mio mondo. Adesso era giunto il momento di lasciare tutto questo. Era tempo di emigrare da me stesso così come ero emigrato dal mio paese”. Comincia così a ripercorrere la sua vita: l’infanzia in Grecia, l’arrivo in Svezia, la sua carriera, le letture e gli incontri con altri scrittori. Finché si fa sempre più strada il pensiero legato alla Grecia che ha lasciato. Così ci porta in giro nel suo paese di origine durante la grave crisi economica, con uno sguardo insieme critico e affettuoso, deluso e malinconico.
Daniel Mendelson, "Tre Anelli"
Daniel Mendelson, con "Tre Anelli", ci guida attraverso un labirinto di storie e riflessioni sulla memoria, la perdita e il potere della narrazione. Anche nel romanzo ci sono in qualche modo un contadino e un marinaio: Julian non si è mai mosso dall’isola in cui è nato e si è occupato delle zie e degli zii che l’hanno cresciuto, mentre il gemello Jerónimo se ne è andato da ragazzo e ha girato il mondo come giornalista, per poi tornarci da vecchio, senza poter ripartire a causa della pandemia. Il suo ritorno innesca il filo dei ricordi e dei racconti, dei bilanci e dei rimpianti ma rinsalda anche antichi legami e insieme mette in filigrana le vicende del passato: “La gioia di rincontrarci e sentire che, a poco a poco, le parole tornavano e le idee si riordinavano, era molto più grande della storia che volevamo raccontare. E adesso, quando guardiamo indietro, verso i giorni in cui abbiamo parlato con il mare, quei momenti di dubbio e frustrazione non sembrano così gravi, come ai marinai le tempeste che hanno vissuto in alto mare non sembrano così terribili una volta che rimettono piede a terra e tornano a incontrarsi con i loro cari”. Il racconto si gioca continuamente tra il passato e il presente, tra le tracce di chi non c’è più e le esistenze che sembrano eterne all’interno dell’isola.
Mari Accardi, "Non Ho Tempo per Andare al Mare"
In "Non Ho Tempo per Andare al Mare", Mari Accardi ci regala un ritratto ironico e divertente della Sicilia e dei suoi abitanti, attraverso gli occhi di Matilde, una guida turistica alle prese con un gruppo di turisti "audaci". Un libro che regala sorrisi e pensieri, paesaggi archeologici e naturalistici e paesaggi umani. Così grazie a NON HO TEMPO PER ANDARE AL MARE di Mari Accardi, pubblicato da Nutrimenti, possiamo andare in vacanza semplicemente leggendo e trovarci catapultati in un originale tour della Sicilia, aggregandoci alla Compagnia Il mondo degli audaci, composta per lo più da turisti stranieri, per la maggior parte americani. Matilde, la protagonista del romanzo è la guida turistica, assunta da Clara Fern, che fornisce un vademecum preciso ai suoi dipendenti su come relazionarsi con i turisti, in questo caso, per lo più, audaci.
Nathan Hill, "Wellness"
"WELLNESS" di Nathan Hill è una storia d'amore complessa e profonda, che esplora i temi del matrimonio, della genitorialità e dell'identità in un'America eterogenea e complessa. La storia prende il via dal sorprendente amore a prima vista tra Elizabeth e Jack che in realtà si spiano per mesi dalle loro finestre di fronte prima di incontrarsi; poi il romanzo diventa la storia di un matrimonio, la storia di una genitorialità, la storia delle famiglie dei due protagonisti e il ritratto vivo e articolato di un paese eterogeneo e complesso come gli Stati Uniti.
Un Finale Inaspettato: "Baciati dalle Tenebre"
Per concludere questo viaggio letterario, ci immergiamo nel mondo del paranormale con "Baciati dalle Tenebre", un romanzo che narra la storia di Jessica Packwood, una liceale che scopre di essere una vampira promessa sposa di un affascinante ragazzo rumeno. Un liceo, una ragazza e un vampiro irresistibileJessica Packwood, una semplice liceale patita di matematica, entra nel panico quando, a pochi mesi dal suo diciottesimo compleanno, un ragazzo rumeno, Lucius Vladescu, compare sulla sua soglia per informarla che lui e lei sono entrambi vampiri (appartenenti alle due più potenti e rivali famiglie) e sono promessi sposi sin dalla nascita. Come se non bastasse, i suoi genitori adottivi confermano la versione del ragazzo, ribadendo che anche i suoi veri genitori fossero, di fatto, dei vampiri.
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