La santoreggia, conosciuta anche come Satureja, è un'erba aromatica dalle origini antiche e dalle molteplici applicazioni, sia in cucina che per le sue proprietà benefiche. Spesso chiamata "erba pepe" per il suo sapore leggermente piccante, la santoreggia è un ingrediente versatile che può arricchire una varietà di piatti e offrire benefici per la salute.
Identikit della Santoreggia
La santoreggia appartiene alla famiglia delle Lamiaceae (Labiate), la stessa di menta, salvia, rosmarino e timo. Esistono diverse specie di santoreggia, tra cui la Satureja hortensis (santoreggia annuale) e la Satureja montana (santoreggia montana o зимова).
- Satureja montana: arbusto perenne sempreverde, tapezzante, chiamato anche Erba peverella o erba pepe.
La santoreggia è originaria del Mediterraneo e del Mar Nero, ma oggi cresce anche in Europa, Iran, India, Sud America e Asia. Predilige i luoghi aridi e assolati, le pietraie e le zone rocciose delle colline e delle zone submontane, fino a 1500 metri di altitudine.
La pianta si presenta con un fusto sottile e piccole foglie appuntite di colore grigio-verde. I fiori, piccoli e profumati, possono essere bianchi o rosa. La santoreggia attira gli insetti impollinatori, rendendola una pianta utile per il giardino.
Coltivazione e Raccolta
La santoreggia è facile da coltivare. Si moltiplica tramite divisione dei cespi e per talea, prelevando talee di circa 5 cm dai rami più giovani. Dopo la radicazione in sabbia e torba, le piantine si trapiantano a dimora la primavera successiva.
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È consigliabile piantare la santoreggia all’inizio dell’anno, coprendo i semi con un po’ di terreno e mantenendoli umidi fino alla primavera. I semi vanno piantati in file distanti circa 25 cm l'una dall'altra, in un luogo soleggiato ma al riparo dal vento.
La raccolta può iniziare a partire da luglio, tagliando i rami più vicini al suolo e appendendoli a testa in giù per farli seccare.
Santoreggia in Cucina: Un Tocco di Sapore Mediterraneo
La santoreggia è un'erba aromatica molto apprezzata in cucina per il suo sapore unico, leggermente pepato e con un retrogusto affumicato. È importante dosarla con attenzione, poiché il suo sapore è intenso e si sprigiona durante la cottura.
La santoreggia è particolarmente indicata per aromatizzare:
- Legumi: La santoreggia annua è ideale per esaltare il sapore di fave, fagioli bianchi, ceci e lenticchie, facilitandone la digestione. Per questo è conosciuta anche come Erba dei fagioli, in quanto cresce nello stesso periodo.
- Carne e pesce: Nobilità il sapore di carne, pesce, verdure e soprattutto dei legumi, ne facilita l’assimilazione. In particolare è usato per aromatizzare trote, salsicce.
- Verdure: Ottima per raffinare patate, verdure alla griglia o piatti di funghi.
- Salse: Ideale per salse al pomodoro e salse a base di rafano.
- Insalate: Aggiunge un tocco di sapore alle insalate.
- Insaccati: Utilizzata nella preparazione di insaccati.
- Farce: Aromatizza le farce.
- Zuppe: Proposta in zuppe.
- Formaggi spalmabili: Aromatizza i formaggi spalmabili.
- Miscele di erbe: La santoreggia è una delle componenti delle Erbe di Provenza francesi, una miscela di erbe secche da utilizzare soprattutto in piatti a base di verdura, negli stufati e nelle grigliate, sia di carne che di pesce. Si aggiungono prima o durante la cottura, oppure si usa anche mettere le erbe di Provenza nell’olio di cottura per insaporirlo.
Esempi di ricette con la santoreggia:
- Pesto di santoreggia: Un'alternativa al pesto tradizionale, realizzato con santoreggia fresca, aglio, olio extra vergine d'oliva, pinoli, parmigiano grattugiato, sale e pepe.
- Tortino con funghi porcini e fonduta di parmigiano: Un piatto raffinato che combina il sapore dei funghi porcini con la delicatezza della fonduta di parmigiano, arricchito dalla santoreggia.
- Frollini con santoreggia e Varhackara: Un frollino salato della tradizione friulana, che affonda le sue radici in un piccolo paese montano della Carnia, Timau. L'impasto è realizzato con burro, farina, uova, zucchero, sale e santoreggia tritata, farcito con Varhackara, un prodotto Presidio Slow Food.
Proprietà Terapeutiche e Benefici per la Salute
Oltre al suo utilizzo in cucina, la santoreggia vanta interessanti proprietà terapeutiche:
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- Digestiva e carminativa: Facilita la digestione e riduce la formazione di gas intestinali.
- Antimicrobica: Combatte i batteri e i funghi.
- Antinfiammatoria e antisettica: Utile per preparare tisane naturali ad effetto espettorante contro mal di gola e tosse, da utilizzare sia come bevanda che come additivo per il bagno.
- Tonica e stimolante: Coadiuva l’astenia generale.
- Diuretica e purgativa: Favorisce l'eliminazione dei liquidi in eccesso e stimola la funzione intestinale.
- Antidiarroica: Utile in caso di diarrea.
- Antielmintica: L’olio essenziale aiuta a contrastare l’azione dei vermi intestinali quali ascaridi e ossiuri.
- Cicatrizzante e antireumatica (uso esterno): Valido cicatrizzante, antireumatico, blando anestetico, molto utile per la regressione delle piccole ulcerazione della mucosa orale. Le foglie alleviano le punture d’insetto.
Utilizzi tradizionali:
- Infuso: Contro la stanchezza, nelle verminosi e nelle digestioni difficili. Combatte le infiammazioni intestinali e le dispepsie neurovegetative. Si prepara con 2 gr di sommità fiorite di santoreggia in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti. Uso: 2 tazze al giorno.
- Succo: Contro la sordità si pesta la piantina e si introducono 3 gocce di succo nell’orecchio più volte al giorno a seconda delle necessità.
- Masticazione: Per il mal di denti si masticano le sommità fresche.
- Bagno afrodisiaco: Si pongono 100 gr di una miscela composta di santoreggia, rosmarino, verbena odorosa e salvia in un paio di litri di acqua bollente (tutte le droghe vanno prese in parti uguali). Dopo aver lasciato in infusione per un quarto d’ora si filtra e si versa nell’acqua del bagno dove ci immergeremo per una ventina di minuti.
- Infuso per la pelle: Per combattere le rughe si fa un infuso in parti uguali di santoreggia e salvia (4 gr in mezzo litro d’acqua bollente per 10 minuti) e si applica con garze sulla pelle.
Curiosità: In epoca antica, la santoreggia era considerata afrodisiaca, tanto da essere proibita ai monaci.
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