Spritz: Storia, Ricette e Variazioni di un Aperitivo Iconico

Lo Spritz è senza dubbio uno dei cocktail più conosciuti, amati e consumati in tutta Italia. Da nord a sud, questo aperitivo allieta le serate tra amici, regalando sorrisi e momenti spensierati. Ma dove è nato lo Spritz? E soprattutto chi lo ha inventato?

Le Origini Nebulose dello Spritz

Sulla paternità di questo aperitivo c’è molto da dire e raccontare. Le sue origini sono circondate da un alone di "mistero", o perlomeno nebulose. Molti attribuiscono le origini dello Spritz a Venezia e ai veneziani. Infatti è proprio grazie a questa città che uno degli aperitivi più graditi d’Italia è diventato così velocemente famoso in tutta la penisola. Negli anni ’20-’30 i veneziani hanno saputo diffondere questa bevanda in ogni bar, ristorante, pub e taverna d’Italia, facendone conoscere a tutti l’impareggiabile gusto fresco e l’anima frizzante.

La Venezia del 1500 e la "Merenda" degli Operai

Nel 1500 Venezia, chiamata la Serenissima, era uno stato esteso e potente. I suoi domini si estendevano su diverse isole e fasce costiere e la sua economia era più florida che mai. Durante quel periodo, buona parte dell’economia locale, era sostenuta dall’industria navale. Il complesso di cantieri navali dell’Arsenale di Venezia, era quindi tenuto in particolare considerazione. Per questo motivo, agli operai, tra le varie “agevolazioni” di cui potevano godere, era riservata una “merenda” un po’ speciale: gallette e un bicchiere di vino allungato con acqua fresca di pozzo.

L'Influenza Austriaca e il Significato di "Spritzen"

Esiste però un’altra versione su dove nasce lo Spritz, probabilmente più credibile, visto anche l’origine del nome stesso. I soldati austriaci erano soliti degustare un buon bicchiere di vino nelle loro osterie. Quando arrivarono in Veneto, vollero continuare le proprie tradizioni, ma si scontrarono con i vini bianchi particolarmente forti del territorio. Avendo una gradazione alcolica troppo elevata per i loro palati, chiesero ai locandieri di spruzzare il bicchiere di vino con un po’ d’acqua frizzante. In austriaco “Spritzen” significa per l’appunto “spruzzare”. Nacque così una versione molto primitiva dello Spritz.

L'Evoluzione dello Spritz nel Tempo

Quindi abbiamo visto che lo Spritz è nato come semplice mescolanza di vino bianco e acqua frizzante e nel tempo è cambiato a seconda del gusto e del territorio. Alla versione originale, negli anni ’20 fu aggiunto del bitter. Con questa aggiunta nacquero subito altre due varianti.

Leggi anche: Deliziosi Arancini Siciliani

A Venezia si continuò a servire la versione con il Select, mentre nel resto d’Italia, negli anni ’70, prese piede soprattutto la versione con l’Aperol. Il successo riscosso è così grande, che lo “Spritz Veneziano” è entrato a far parte anche dell’IBA (International Bartenders Association). Difficile quindi dare una risposta univoca alle domande: “che cos è lo Spritz?” o “come è fatto lo Spritz?”. Soltanto nel Veneto se ne consumano 300 mila al giorno ed è il drink più popolare nel nostro paese.

Gli Ingredienti Base e le Varianti Regionali

A base di vino bianco (o prosecco) con aggiunta di un liquore, (Aperol, Campari o Select), lo spritz acquista il suo tipico colore rosso o arancione. Nonostante l’origine comune, la ricetta dello spritz cambia a seconda della città in cui ci si trova. A Treviso, ad esempio, si usa il Prosecco e a scelta Aperol o Campari. A Venezia, invece, il vino fermo e il Select, liquore secco e amaro nato nel 1920.

Il termine Spritz deriva infatti dal verbo tedesco “spritzen”, che significa spruzzare, in questo caso l’acqua, nel vino. Una prima evoluzione dello Spritz risale ai primi del ‘900, quando iniziarono a diffondersi i sifoni che arrivavano dalla città tedesca di Selters, da cui proviene un’acqua minerale ricca di anidride carbonica. Tutte hanno però un comune denominatore: Prosecco e acqua gassata o seltz, con una quantità che si attesta almeno al 40% e al 30%. Lo spritz è l’aperitivo alcolico più richiesto in assoluto: non esiste bar che non lo proponga, soprattutto in Italia.

Spritz Aperol vs. Spritz Campari: Differenze Chiave

Una delle caratteristiche principali che differenza i due drink è la colorazione, dalla quale dipende anche il tasso alcolico: più rosso è l’amaro, più alcol possiede. Un’altra caratteristica principale che distingue nettamente lo spritz Aperol dallo spritz Campari è il grado di amarezza. Questo drink può infatti essere leggermente amaro o amaro. Questi due aperitivi differiscono anche per il territorio in cui sono nati: il Campari Spritz è milanese, mentre l’Aperol Spritz è veneziano.

La Ricetta Ufficiale IBA dello Spritz Veneziano

Lo Spritz per antonomasia, tanto da essere stato nominato come cocktail ufficiale della IBA, con il nome Spritz Veneziano, ha i seguenti dosaggi:

Leggi anche: Informazioni utili su Zirtec

  • 6 cl Prosecco
  • 4 cl Aperol
  • Una spruzzata di soda o seltz

L’ingrediente fondamentale è l’Aperol, un liquore dalla ricetta segreta ottenuto per infusione in alcol di arancia, erbe (come il rabarbaro) e radici. Questa ricetta ha alla base un mix di prosecco, soda e Campari.

Varianti Creative dello Spritz

Ci sono tuttavia tantissime varianti della ricetta tradizionale.

  • Spritz Veneziano: Select al posto del bitter. rosso acceso e dal gusto estremamente dolce.
  • Campari Spritz: Si sostituisce il classico Aperol con il Campari, il gusto è più amarognolo e persistente.
  • Spritz con Cynar: Utilizzo del Cynar, dal gusto dolce-amara del carciofo.
  • Pirlo: A Brescia lo spritz si prepara con vino bianco fermo, bitter e acqua gassata.
  • Spritz analcolico: Una versione analcolica, fresca e profumata, con succo di agrumi appena spremuti.

Alternative Regionali

Regione che vai, varianti di spritz che trovi. Il re dell’aperitivo, il long drink più amato di sempre, a base di vino bianco frizzante, bitter amaricante e seltz e simbolo dell’italian lifestyle, non è soltanto Campari o Aperol. Le ricette variano di regione in regione.

  • Hugo (Trentino Alto Adige): Oltre ai classici Prosecco e seltz, nella ricetta di questa versione dello spritz compaiono anche lo sciroppo di sambuco e la menta. L’amarezza viene sostituita da un sentore dolciastro, dato dallo sciroppo, che rende questo long drink adatto anche ai palati più delicati.
  • Spritz all'Asinello Corochinato (Liguria): La ricetta prevede, oltre al vino bianco in stile vermouth, prosecco, succo di limone, una foglia di basilico e Basilichito, la bibita analcolica gassata al Basilico DOP della piana di Albenga.
  • Pirlo (Brescia): In questo caso, però, a essere sostituito non è il bitter amaricante, che è sempre Campari, ma le altre componenti. In particolare, la ricetta del Pirlo prevedere ⅓ di Campari, ⅓ di acqua gassata semplice e ⅓ di vino bianco fermo, non frizzante.
  • Spritz Calabro (Calabria): Gli ingredienti dello Spritz Calabro sono Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition, acqua tonica, prosecco brut, succo di lime, zeste di limone decorativa e, se la si desidera, una puntina di peperoncino locale.
  • Limoncello Spritz (Campania): La ricetta originale, però, prevede solo una fetta, della soda e del Prosecco rosè. Qualcuno, per amplificare la componente agrumata, aggiunge anche del succo fresco di limone.

Lo Spritz come Modo di Bere

Anche lo Spritz è un modo di bere, ma non ha per le popolazioni che lo consumano la stessa valenza che hanno i modi di bere rum ai Caraibi. L’eventuale punto di contatto con lo Spritz è legato all’aspetto puramente gustativo: l’abitudine di allungare un vino molto forte con acqua, potrebbe ricordare l’abitudine di conciare dei pessimi rum con lime e zucchero o spezie per migliorarne il sapore o renderlo più bevibile.

In Italia, le regioni in cui lo Spritz è ancora diffuso e percepito come modo di bere, sono il Veneto e il Friuli, nelle altre regioni è invece percepito come un cocktail a tutti gli effetti e viene servito come tale. In Veneto o Friuli è servito in mille modi e bicchieri diversi.

Leggi anche: Un Classico: Fagioli con Salsiccia

Come Preparare lo Spritz Perfetto

Gli Ingredienti Essenziali

  • Amaro, Bitter o Aperitivo
  • Vino spumante non dolce
  • Soda o acqua frizzante

L'Attrezzatura Necessaria

  • Bicchiere da 270-350 ml
  • Jigger
  • Bar spoon
  • Tagliere e coltello
  • Paletta per il ghiaccio

La Tecnica di Preparazione

Fare lo Spritz è molto semplice, dal momento che va preparato con tecnica build.

  1. Prendi il bicchiere di servizio, raffreddalo e scola l’acqua in eccesso.
  2. Riempi il bicchiere di ghiaccio.
  3. Versa il bitter scelto (Aperol, Campari, Select, ecc.).
  4. Aggiungi il vino spumante (Prosecco DOC è la scelta più comune).
  5. Completa con un goccio di soda o acqua frizzante.
  6. Guarnisci con una fetta d'arancia (o oliva verde, nel caso dello Spritz Veneziano con Select).

La Scelta del Vino

È sempre più in uso preparare lo Spritz utilizzando anche dei vini regionali diversi dal Prosecco. Per esempio, a Bologna è diffuso l'uso del Pignoletto. L’importante è utilizzare un vino spumante che non sia dolce. Se invece vuoi preparare uno Spritz nella sua versione più diffusa utilizza Prosecco DOC.

Sulla scelta del residuo zuccherino non dobbiamo ragionare come dei sommelier perché il prodotto non viene bevuto liscio. Dobbiamo affidarci al nostro gusto, per valutare come il prodotto si sposa con gli altri due ingredienti, in particolare con il bitter. Ciò che conta è il risultato finale.

La Scelta del Bitter

Sul bitter c’è l’imbarazzo della scelta. Ad oggi, sicuramente, lo Spritz più bevuto è l’Aperol Spritz, che prende il nome dall’omonimo aperitivo di casa Campari. Con questo ingrediente si otterrà uno Spritz poco amaro e dal vivace color arancione.

Un altro prodotto molto utilizzato è il Select, bitter aperitivo veneziano, oggi distribuito dal gruppo Montenegro. Con Select si ottiene uno Spritz leggermente più amaro rispetto a quello fatto con Aperol. Se invece si volesse uno Spritz più amaro si potrebbe optare per un Campari Spritz.

Tuttavia non ci si deve limitare a questi 3 bitter, nonostante siano i più famosi e utilizzati. L’Italia è la patria di questi prodotti, ne esistono tantissimi anche di micro-produttori o produttori regionali. Nessuno vi vieta di fare uno Spritz con Cynar, Fusetti, Aperitivo del professore, gli Amari di Mazzetti o con gli amari di Vecchio Magazzino Doganale.

Le Dosi Perfette

Le dosi corrette dello Spritz non esistono. Trattandosi infatti di un modo di bere, questo viene consumato, richiesto e preparato in tantissimi modi diversi, tutti corretti! L’I.B.A consiglia di preparare lo Spritz utilizzando 60 ml di Aperol, 90 ml di Prosecco e uno splash di soda. Un buon punto di partenza per bilanciare lo Spritz potrebbe essere il seguente: 50 ml Bitter, 90 ml Prosecco, 30 ml Soda, il tutto servito in un tumbler alto da 300-350 ml colmo di ghiaccio.

L'Importanza della Soda

Dal punto di vista culturale potremmo ipotizzare che la soda ci sia perché parte della tradizione. Dal punto di vista tecnico invece va ad abbassare leggermente il tenore alcolico e a diluire il sapore degli altri due ingredienti.

Il Bicchiere Giusto

Oggi, in molti locali, lo Spritz viene servito in un calice da vino, complice probabilmente la pubblicità dell’Aperol Spritz. Farlo in un calice, in tumbler alto o basso è la medesima cosa, non cambia nulla dal punto di vista tecnico. Servi quindi lo Spritz nel bicchiere che preferisci, l’importante è ricordarsi di adattare la ricetta alle dimensioni del bicchiere.

tags: #ricetta #spritz #campari #o #aperol