L'apicoltura richiede una cura costante delle api, soprattutto nei periodi di scarsità di fioriture. Il candito per api è un alimento complementare utilizzato dagli apicoltori per nutrire le api durante i periodi di carenza di fioritura o in inverno, quando non è disponibile il nettare dei fiori. È composto principalmente da zucchero e altri ingredienti come proteine, vitamine e minerali per fornire alle api tutti i nutrienti necessari. Questo articolo esplorerà in dettaglio come preparare il candito per api, adattando la ricetta alle diverse esigenze stagionali e considerando le migliori pratiche per la somministrazione e la conservazione.
Importanza del Candito per Api
Uno dei principali vantaggi del candito per api è che fornisce una fonte di energia immediata per le api, che possono utilizzarlo per produrre calore e mantenere la temperatura all’interno dell’alveare. Inoltre, il candito per api è una fonte di nutrimento essenziale per le api durante i periodi di carestia, quando le risorse naturali sono esaurite o non sono disponibili. Un altro vantaggio del candito per api è che può essere utilizzato per stimolare la produzione di covata. Infatti, fornendo alle api una fonte di cibo supplementare, si incoraggia la regina a deporre più uova e si favorisce la crescita della colonia. Il candito per api è anche un ottimo modo per fornire alle api vitamine e minerali essenziali. Inoltre, il candito per api è facile da preparare e da somministrare. Gli apicoltori possono preparare il candito in casa, utilizzando zucchero e acqua, oppure acquistarlo già pronto. Infine, il candito per api è un alimento sicuro e naturale, che non contiene sostanze chimiche o additivi dannosi per le api.
Quando e Perché Usare il Candito
Il candito per api viene utilizzato principalmente durante l’inverno, quando le api non possono uscire dall’alveare a causa delle basse temperature e non hanno accesso al nettare e al polline. Un altro momento in cui il candito per api può essere utilizzato è durante la primavera, quando le api iniziano a riprendere la loro attività dopo il letargo invernale. In questo periodo, le api hanno bisogno di molta energia per ripopolare l’alveare e per iniziare la raccolta del nettare e del polline. Il candito per api può essere utilizzato anche in caso di emergenza, ad esempio se l’alveare viene danneggiato da eventi atmosferici o se le api sono state colpite da malattie o parassiti. La migliore nutrizione degli alveari è sempre attraverso la somministrazione di candito. Il candito non stimola le api, non stimola neppure le loro malattie e le api lo consumano solo in caso di necessità impellente.
La decisione di nutrire le api deve essere presa con attenzione, valutando le condizioni specifiche dell'alveare e dell'ambiente circostante. È importante monitorare regolarmente le scorte di miele e osservare il comportamento delle api per individuare eventuali segni di fame.
Ingredienti e Attrezzature Necessarie
Per preparare il candito per api, è necessario seguire alcune semplici istruzioni. Innanzitutto, è importante scegliere lo zucchero giusto. Lo zucchero bianco raffinato è l’opzione più comune, ma è possibile utilizzare anche zucchero di canna o zucchero grezzo. È fondamentale evitare l'uso di zuccheri diversi dal saccarosio (zucchero da cucina), in quanto alcuni zuccheri come galattosio, mannosio e lattosio possono essere tossici per le api a determinate concentrazioni.
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Ecco una lista degli ingredienti e delle attrezzature necessarie:
- Zucchero a velo (600 grammi)
- Miele o glucosio liquido (250 grammi)
- Latte in polvere (100 grammi, opzionale per l'apporto proteico)
- Lievito di birra (100 grammi, opzionale per l'apporto proteico)
- Acqua (poche gocce, se necessario)
- Impastatrice meccanica o elettrodomestico per impastare dolci
- Contenitori o sacchettini di plastica per conservare il candito
Alcuni apicoltori aggiungono ingredienti extra al candito, come acido citrico o aceto di mele, per favorire l'inversione dello zucchero e rendere il candito più digeribile per le api. Tuttavia, è importante notare che il candito non dovrebbe essere utilizzato come sostituto permanente del miele. Le api hanno bisogno di una dieta varia e ricca di nutrienti per mantenersi in salute e produrre miele di alta qualità.
Ricetta Base del Candito per Api
Questa è una ricetta base per preparare il candito per api:
- Mescolare 750 gr di zucchero a velo (o zucchero normale macinato con un macinacaffè) con 250 gr di miele reso fluido.
- Aggiungere un bicchierino da liquore di succo di limone e poche gocce di acqua, quanto ne basta per favorire la formazione di un impasto omogeneo e compatto, non appiccicoso.
- Mettere l'impasto nell'apposito contenitore o in un sacchettino di plastica da porre sopra i favi.
Ricetta del Candito Proteico Fatto in Casa
Per realizzare il candito proteico, utilizzare i seguenti ingredienti:
- 600 grammi di zucchero a velo
- 250 grammi di miele o glucosio liquido
- 100 grammi di latte in polvere
- 100 grammi di lievito di birra
Il lievito di birra va inserito al 10% nel candito o al 5-6% nello sciroppo. Sia il candito che lo sciroppo vanno posizionati sopra il coprifavo e reso accessibile dall’apertura del disco. È importante che la quantità di proteine rappresenti nel complesso il 10-15% della miscela in peso, mentre concentrazioni maggiori potrebbero essere addirittura nocivi per le api. Dal punto di vista operativo, l’impasto finale potrà essere ripartito in masserelle da 200 a 500 grammi, confezionate in sacchettini o vaschette di plastica e potranno essere utilizzate immediatamente o riposte in congelatore per la conservazione fino al momento della distribuzione. Alle api va somministrata una tortina ogni 7-10 giorni. In alveari piccoli la dose può ridursi a 100 grammi ogni due settimane.
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Ecco le istruzioni dettagliate per preparare il candito proteico:
- In una impastatrice meccanica o con un elettrodomestico per impastare i dolci, mescolare lo zucchero a velo, il miele (o il glucosio liquido), il latte in polvere e il lievito di birra.
- Aggiungere poche gocce di acqua se necessario per ottenere un impasto omogeneo e compatto, ma non appiccicoso.
- Lavorare l'impasto fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati.
- Dividere l'impasto in masserelle da 200 a 500 grammi.
- Confezionare le masserelle in sacchettini o vaschette di plastica.
- Utilizzare immediatamente o riporre in congelatore per la conservazione.
Fonti Proteiche Alternative
Oltre al latte in polvere e al lievito di birra, è possibile utilizzare diverse fonti proteiche per integrare l'alimentazione delle api:
- Polline: È la soluzione più logica e naturale per le api, ma richiede un notevole impegno per la raccolta e rappresenta un costo per l’azienda. Il polline somministrato deve essere valido dal punto di vista proteico (ottimi i pollini primaverili), raccolto con tempestività e esente da sostanze tossiche.
- Farina di Soia: Essa contiene circa il 50% di proteine ed è scarsa dell’amminoacido triptofano. Non è molto appetita dalle api, ma è poco costosa. La farina deve essere stata sottoposta a processi per la riduzione della frazione oleosa a livelli inferiori al 7% (livelli superiori risultano nocivi per l’ape).
- Lievito di Birra: Sono in generale molto appetiti dalle api. Il livello di proteine è di circa il 50% e il contenuto di grassi si attesta intorno al 7%. Sono i più completi dal punto di vista amminoacidico.
- Latte in Polvere: Il valore biologico delle sue proteine è secondo solo all’uovo intero, sebbene la quantità di glucidi sia piuttosto elevata. Il contenuto vitaminico del latte è completo, tuttavia i processi di liofilizzazione tendono ad abbatterne considerevolmente la quantità e la qualità. E’ un alimento molto ricco in sali minerali e non presenta particolari problemi di conservazione.
Come e Quando Somministrare il Candito
Una volta che il candito è pronto, può essere inserito nell’alveare. È importante posizionarlo vicino alle api, in modo che possano raggiungerlo facilmente. Il candito può essere posizionato sopra il coprifavo e reso accessibile alle api attraverso l'apertura del disco.
Alle api va somministrata una tortina ogni 7-10 giorni. In alveari piccoli la dose può ridursi a 100 grammi ogni due settimane.
Per la nutrizione delle api, si utilizzano strumenti chiamati nutritori, contenitori in cui viene posizionato il nutrimento. Esistono diversi tipi di nutritori, tra cui:
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- Nutritori a Tasca: Possono essere utilizzati anche come diaframma e permettono alle api di ingerire lo sciroppo a una temperatura più consona.
- Nutritori a Coprifavo: Vanno posizionati sopra il coprifavo e resi accessibili alle api.
Considerazioni Importanti
Prima di integrare l'alimentazione delle api, è fondamentale considerare alcuni aspetti:
- Attrattività: L'alimento deve essere appetibile per le api.
- Valore Nutrizionale: L'alimento proteico deve avere caratteristiche simili a quelle del polline.
- Assenza di Sostanze Tossiche: Evitare alimenti che possono contenere sostanze nocive.
È importante utilizzare solo zucchero bianco semolato di alta qualità e acqua potabile pulita. Evitare l'uso di zucchero grezzo, zucchero di canna o acqua contaminata, che possono essere dannosi per le api. Mantenere pulite e disinfettate tutte le attrezzature utilizzate per la preparazione e la somministrazione del candito. Questo aiuta a prevenire la diffusione di malattie nell'alveare. Non sovralimentare le api. Somministrare solo la quantità di candito necessaria per integrare le loro riserve di cibo. L'eccesso di candito può interferire con la produzione di miele e favorire la cristallizzazione. Monitorare regolarmente le scorte di miele e il comportamento delle api per valutare l'efficacia dell'alimentazione e apportare eventuali modifiche.
Errori Comuni da Evitare
È pratica comune procedere all’alimentazione delle api verso la fine dell’inverno senza alcuna valutazione delle scorte, oppure provare a stimolare la ripresa primaverile sempre attraverso un’alimentazione forzata con sciroppo di acqua e zucchero a prescindere dalle reali necessità degli alveari. Risultato: i costi lievitano e gli alveari si trovano spesso troppo presto nella condizione di voler sciamare.
Se durante la stagione ti trovi nella situazione per la quale gli alveari rischiano di morire di fame è perché hai fatto qualche errore: puoi aver esagerato sull'industrializzazione della tua azienda apistica e collocato una quantità di alveari per apiario eccessiva; oppure puoi aver raccolto troppo miele e lasciato poche scorte; puoi aver esasperato la selezione genetica utilizzando ibridi o sottospecie non autoctone e quindi non in equilibrio con l'ambiente circostante; puoi aver collocato gli apiari in zone dove regna la monocoltura; puoi aver preparato dei nuovi nuclei poco equilibrati; oppure puoi aver eseguito in ritardo il trattamento di contenimento della varroa per cui le colonie, debilitate, non sono riuscite a fare le scorte malgrado avessero tutto intorno delle abbondanti fioriture.
Alternative allo Sciroppo di Zucchero
Sebbene lo sciroppo di zucchero sia l'alimento artificiale più comune per le api, esistono alcune alternative che possono essere considerate:
- Miele: Il miele è l'alimento naturale delle api e rappresenta la migliore opzione per l'integrazione alimentare. Tuttavia, è fondamentale utilizzare miele proveniente da alveari sani per evitare la trasmissione di malattie.
- Apinvert: Si tratta di uno sciroppo di zucchero invertito commercialmente disponibile, formulato specificamente per le api. Offre il vantaggio di essere facilmente digeribile e di avere una composizione nutrizionale bilanciata.
Qualità degli Alimenti e Rischi Associati
La qualità degli alimenti somministrati alle api è un aspetto cruciale per la loro salute e produttività. L'utilizzo di ingredienti di scarsa qualità o contaminati può avere conseguenze negative sull'alveare, compromettendo la sua vitalità e aumentando il rischio di malattie.
È fondamentale evitare l'uso di zuccheri diversi dal saccarosio (zucchero da cucina), in quanto alcuni zuccheri come galattosio, mannosio e lattosio possono essere tossici per le api a determinate concentrazioni. Inoltre, è importante evitare alimenti troppo ricchi di minerali, che possono causare dissenteria nelle api.
Un altro elemento tossico da tenere sotto controllo è il 5-idrossimetilfurfurale (HMF), un prodotto di degradazione degli zuccheri che si forma a causa di un eccessivo riscaldamento, di un ambiente acido o di inappropriate condizioni di conservazione. Anche se recenti studi suggeriscono che le api possono tollerare quantità di HMF superiori a quanto si pensasse in precedenza, è comunque consigliabile evitare di somministrare sciroppi o canditi con alti livelli di HMF, in quanto possono influire sull'aspettativa di vita delle operaie.