L'apicoltura è un'attività che richiede cura e attenzione, e tra le pratiche più importanti vi è la nutrizione dell'alveare. Comprendere quando e come fornire nutrimento alle api è fondamentale per garantire la loro salute, la sopravvivenza durante i periodi di scarsità e per stimolare la produzione di miele.
Introduzione
Nutrire le api è una pratica che può rendersi necessaria in diverse situazioni, in particolare quando le riserve di miele nell'alveare sono insufficienti. Questo può accadere all'inizio o alla fine della stagione, durante periodi di condizioni climatiche avverse che impediscono alle api di uscire a bottinare, o quando si introduce un nuovo nucleo. Tuttavia, è cruciale approcciarsi all'alimentazione artificiale con consapevolezza, considerando che l'ape è un animale selvatico e che un'alimentazione eccessiva o inappropriata può avere conseguenze negative.
Quando è Necessario Nutrire le Api?
Esistono diverse circostanze in cui l'integrazione alimentare delle api può essere giustificata:
- Scarse scorte a fine stagione: Se, verso la fine della stagione produttiva, si constata che le api hanno poche riserve per superare l'inverno, è necessario intervenire.
- Emergenze durante la stagione produttiva: Eventi climatici avversi, come siccità prolungate, possono esaurire rapidamente le scorte di miele, mettendo a rischio la sopravvivenza degli alveari. In questi casi, è fondamentale un'alimentazione di emergenza.
- Stimolazione pre-fioritura: Circa 40 giorni prima della fioritura principale, se si prevede una stagione poco favorevole, si può stimolare la regina a deporre più uova per aumentare la forza dell'alveare in vista del raccolto.
- Supporto a nuovi nuclei: Un nuovo nucleo o uno sciame appena catturato può essere aiutato a crescere offrendo un po' di nutrimento.
Cosa Dare da Mangiare alle Api?
Esistono diverse opzioni per l'alimentazione artificiale delle api, ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi:
- Sciroppo di zucchero: Una semplice miscela di acqua e zucchero, facile da preparare e somministrare. Per la preparazione, è consigliabile scaldare l'acqua a circa 80°C e poi versare lo zucchero, mescolando per una decina di minuti.
- Candito: Un impasto solido a base di zucchero, ideale per l'alimentazione invernale perché non stimola eccessivamente le api e viene consumato solo in caso di necessità.
- Fonduta: Simile al candito, ma più solida e facile da trasportare.
- Miele: L'alimento zuccherino migliore dal punto di vista nutrizionale, ma può essere veicolo di malattie se di origine incerta e può innescare saccheggi.
Considerazioni sulla Qualità degli Alimenti
Indipendentemente dal tipo di alimento scelto, è fondamentale che sia di ottima qualità. Zuccheri come galattosio, mannosio e lattosio possono essere tossici a certe concentrazioni, così come alimenti troppo ricchi di minerali. Un altro elemento da tenere sotto controllo è il 5-idrossimetilfurfurale (HMF), un prodotto di degradazione degli zuccheri che si forma in seguito a riscaldamento eccessivo, acidità o cattiva conservazione. Alimenti con alti livelli di HMF possono ridurre l'aspettativa di vita delle api. Lo zucchero bianco è l'alimento che apporta meno minerali, mentre lo zucchero di canna bruno, contenendo melassa, può averne concentrazioni molto più elevate.
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Come e Quando Somministrare il Nutrimento
La scelta del metodo di somministrazione dipende dal tipo di alimento e dalle esigenze dell'alveare:
- Nutritori a coprifavo: Pratici per somministrare sciroppo in grandi quantità, ma possono raffreddarsi facilmente con le basse temperature. Esistono diverse tipologie, come quelli cilindrici (veloci da riempire ma scomodi da riporre) e quelli a depressione (più lenti ma facili da pulire).
- Nutritori a tasca: Si inseriscono all'interno dell'alveare al posto di un favo, permettendo alle api di ingerire lo sciroppo a una temperatura più consona.
- Candito sul coprifavo: Si posiziona direttamente sul coprifavo, dopo aver praticato un foro nella confezione.
Periodi Chiave per la Nutrizione
- Autunno (pre-invernamento): Per integrare le scorte in vista dell'inverno.
- Inverno: Per fornire un sostegno energetico durante i periodi di freddo prolungato.
- Primavera: Per stimolare la ripresa dell'attività dell'alveare e favorire l'ovodeposizione. La nutrizione primaverile dovrebbe iniziare circa 40 giorni prima del raccolto, ma è consigliabile non protrarla per più di 15-20 giorni.
Accorgimenti Importanti
- Valutare attentamente le scorte: Prima di intervenire con l'alimentazione artificiale, è fondamentale visitare l'alveare per valutare le riserve di miele disponibili. Un eccesso di scorte può ritardare la ripresa primaverile.
- Considerare la forza della colonia: Una colonia forte consuma più di una colonia debole, ma il consumo non è proporzionale alla dimensione. Le colonie piccole, in proporzione, consumano di più perché il glomere è meno efficiente nel mantenere il calore.
- Somministrare sciroppo solo con possibilità di volo: Lo sciroppo aumenta il metabolismo delle api e, di conseguenza, la produzione di escrementi. Se le api non possono uscire per defecare, rischiano di ammalarsi di nosemiasi.
- Utilizzare conservanti naturali: Per conservare lo sciroppo a lungo, si possono utilizzare timolo in polvere (1 g solubilizzato in 5 ml di alcol per 15 litri di sciroppo) o acido formico (2 ml per litro di sciroppo).
Nutrizione Stimolante
La nutrizione stimolante ha lo scopo di rafforzare le famiglie di api e favorire l'ovodeposizione per aumentare la loro numerosità in vista del raccolto. In questo caso, si preferiscono gli sciroppi (composti da glucosio, fruttosio e saccarosio) diluiti in acqua. Una diluizione ottimale prevede un composto finale con il 50% di acqua e il 50% di sciroppo, ma questo dipende dal periodo della stagione, dalle condizioni meteorologiche e dalla zona climatica.
L'Importanza del Polline e delle Proteine
Oltre ai carboidrati forniti da miele e sciroppo, le api hanno bisogno di proteine, soprattutto per l'allevamento della covata e per la produzione di pappa reale da parte delle api nutrici. Il polline è la principale fonte di proteine per le api. Alcune api sono specializzate nella raccolta del polline, che viene conservato vicino alla covata e inumidito con miele, subendo un processo di acidificazione lattica che ne aumenta il valore nutritivo e ne permette la conservazione (pane d'api).
La vitellogenina, una lipoproteina presente nell'emolinfa delle api, svolge un ruolo fondamentale nella loro salute e longevità. Gli acari della varroa e i pesticidi possono ridurre i livelli di vitellogenina, compromettendo la salute delle api.
Quando Evitare l'Alimentazione Artificiale
È importante ricordare che l'alimentazione artificiale dovrebbe essere considerata un'eccezione, non la regola. Se ci si trova troppo spesso a dover nutrire le api, è necessario interrogarsi sulle cause:
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- Eccessiva industrializzazione dell'azienda apistica: Un numero eccessivo di alveari per apiario può impoverire le risorse naturali.
- Raccolta eccessiva di miele: Lasciare scorte insufficienti alle api le espone al rischio di fame.
- Selezione genetica inappropriata: L'utilizzo di ibridi o sottospecie non autoctone può rendere le api meno adatte all'ambiente circostante.
- Monocolture: La mancanza di diversità floreale limita l'apporto di nutrienti alle api.
- Gestione inadeguata della varroa: Le colonie debilitate dalla varroa faticano a fare scorte.
In questi casi, è necessario rivedere le proprie pratiche apistiche per ridurre la dipendenza dall'alimentazione artificiale.
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