Petronilla: Ricette Facili e Consigli di una Pioniera della Cucina Italiana

Amalia Moretti Foggia Della Rovere, nota con lo pseudonimo di Petronilla, è una figura emblematica della cucina italiana degli anni Venti-Quaranta del Novecento. Medico, giornalista e cuoca, Petronilla ha saputo conquistare il cuore di milioni di lettori con le sue ricette semplici, economiche e adatte alla vita di tutti i giorni. Questo articolo esplora la sua storia, il segreto del suo successo e alcune delle sue ricette più iconiche, offrendo uno sguardo approfondito su una donna che ha rivoluzionato il modo di cucinare degli italiani.

Amalia Moretti Foggia Della Rovere: La Donna Dietro il Nome

Amalia Moretti (foto sopra) era una donna di grande energia, generosità d'animo, intelligenza, capacità organizzativa e una volontà incrollabile. Nata in una famiglia borghese, Amalia dimostrò fin da giovane un'eccezionale predisposizione per lo studio, conseguendo ben due lauree prima del 1900: una in Scienze Naturali a Padova (1895) e una in Medicina e Chirurgia a Bologna (1898), seguita dalla specializzazione in pediatria a Firenze. Un percorso accademico brillante, coronato da borse di studio, che testimonia la sua determinazione e il suo impegno.

La Nascita di Petronilla: Da Dottor Amal a Cuoca Sopraffina

Nel 1929, Amalia Moretti Foggia, ora Della Rovere, viene chiamata a collaborare per La Domenica del Corriere, il popolare domenicale del Corriere della Sera. Inizialmente, cura una rubrica di medicina, «La parola del medico», con lo pseudonimo Dottor Amal. Al tempo, i lettori non avrebbero accettato consigli e cure da una donna, quindi Amalia adotta uno pseudonimo maschile per parlare di medicina e malattie, rimedi casalinghi ed erbe medicinali, rendendo le conoscenze mediche accessibili a tutti, con un tono colloquiale eppure scientificamente corretto.

Successivamente, nasce Petronilla. Il nuovo nom de plume fu preso dalla protagonista di un famoso fumetto, “Arcibaldo e Petronilla”, pubblicato all’epoca sul Corriere dei Piccoli. Petronilla si presenta al nuovo pubblico come “cuoca sopraffina”, alleata indispensabile per lavoratrici e massaie, spose inesperte, madri e lavoratrici, cui insegna una cucina sana, corretta dal punto di vista nutrizionale ma veloce da preparare e soprattutto economica, visti i tempi, caratterizzati dalle ristrettezze causate dalla guerra.

Il Segreto del Successo di Petronilla: Empatia e Buonsenso

Il successo, sempre più ampio - si parla di quasi un milione di lettori abituali per le sue rubriche e altrettanti per i suoi libri - di Petronilla era legato a diverse ragioni, in primis il tono della scrittura. Ogni ricetta è sempre preceduta da una “chiacchierata” con il lettore, quasi una conversazione tra amiche, dove Petronilla trasmette il suo sapere attraverso confidenze, preoccupazioni per i soldi che non bastavano mai, incoraggiamenti a risparmiare in tempi difficili, piccole astuzie gastronomiche, informazioni nutrizionali e tanto prezioso buonsenso. Il tutto, con un tono amicale che troviamo nei termini che utilizza e per cui ancora oggi è ricordata: “desinaretti”, “pietanzine”, “pignatella”, “pranzettini per maritini”, “piattone che fa un effettone” e che comparivano anche nei suoi libri perfino nei titoli.

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Le ricette di Petronilla erano ricche di consigli su come cucinare piatti gustosi e sazianti, di recupero o con poco a disposizione, per combattere al meglio le privazioni, amplificate poi dalla guerra. A dimostrazione di come, anche senza ingredienti e materie prime eccezionali, si potesse dar vita a pranzi e cene deliziose. Con le rubriche e i suoi libri, Amalia Moretti come Petronilla sarà sempre a fianco delle donne, specialmente durante gli anni del conflitto, dei razionamenti alla borsa nera.

Ricette Iconiche di Petronilla: Un Viaggio nel Gusto e nella Semplicità

Petronilla non si limitava a fornire ricette, ma offriva veri e propri consigli di economia domestica e suggerimenti per affrontare le difficoltà del tempo. Le sue ricette erano pensate per essere realizzate con ingredienti semplici e facilmente reperibili, spesso con un occhio al recupero degli avanzi e alla lotta contro lo spreco alimentare.

Biscotti da Latte Senza Uova: Un Classico Economico e Spiccio

Che buoni i biscotti da latte senza uova di Petronilla, leggeri e gustosi, con poco zucchero, quelli che lei definisce economici e spicci ( veloci ).

Ecco come Petronilla presentava la ricetta:

“Qualora fosse esaurita la vostra riserva di biscotti che, sulle 17, è veramente doveroso offrire con una tazza di té, o con un bicchierino di vinello bianco e dolce, a chi viene a visitarci…e qualora quegli indispensabili biscotti voleste voi stesse fabbricarveli….eccovi un modo spiccio di fare, all’ultra economica, biscotti veramente saporiti, soffici e che, in scatola di latta, si conserveranno persino eternamente freschi. Seguendo questo mio consiglio e con la spesa complessiva di circa 3 lire, avrete un piattone di biscotti veramente sopraffini, tanto anzi sopraffini da poter far pensare siano stati comperati in una lussuosa pasticceria!”

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La cottura è a 160° in forno statico preriscaldato per 20 minuti.

Zucchine alla Crema: Un Secondo Piatto Vegetariano Facile ed Economico

Le zucchine alla crema sono un delizioso secondo piatto vegetariano facile ed economico da preparare.

Se volete alleggerire questa sorta di besciamella mescolate semplicemente il latte freddo con 15 grammi di amido di mais e portate a bollore fino a far addensare. Lavate le zucchine, dividetele a metà e con l’aiuto di un cucchiaino estraete la polpa, prestando attenzione a non bucarne il fondo. Raccogliete la polpa in un padella e fatela saltare con uno spicchio d’aglio e un cucchiaio d’olio. Fate cuocere su fuoco lento per alcuni minuti fino a far ammorbidire la polpa. Eliminate lo spicchio d’aglio e frullate ottenendo una crema liscia. Aggiungete il pangrattato e lasciate intiepidire. Fate fondere i burro quindi unite la farina e mescolate. Diluite con il latte freddo sciogliendo bene eventuali grumi. Fate cuocere fino a che la crema si sarà addensata. Unite ora la besciamella al composto di zucchine, rompete l’uovo e aggiungete l’albume, tenete da parte il tuorlo. Aggiungete il parmigiano, mescolate e suddividete il composto all’interno dei gusci.

Torta di Mele Rivisitata: Un Classico Intramontabile

Prendere le uova e separare i tuorli dagli albumi. In un’altra ciotola mettere i tuorli con lo zucchero e montarli fino ad ottenere un composto spumoso. Unire all’ impasto gli albumi montati a neve mescolandoli con una spatola a mano e facendo attenzione a non smontare il composto. Sbucciare le mele ( se sono biologiche potete anche lasciare la buccia ) e disporle a giro sull’ impasto, se occorre sovrapponetele anche.

Pasta Reale in Brodo: Una Minestra Ricercata e Sempre Pronta

Quando s’avvicinano le Feste cominciano sempre per noi, donne di casa, le “inevitabili preoccupazioni” per gli “inevitabili tradizionali solenni pranzi”. È questa, una minestra ricercata che ha l’aspetto di palline soffici e rigonfie; con il nome pomposo di “pasta reale”; che è leggera e, quindi, adatta a pranzi grevi di carni: si serve mettendo le palline nella zuppiera o (meglio) distribuendole nei piatti da minestra e versandovi poi sopra il brodo bollente; e che ha il pregio d’esser sempre pronta sì che, qualora qualche invitato giungesse in ritardo, al suo arrivo la minestra potrà tosto essere portata in tavola.

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Mettete a fuoco in piccola casseruola, mezzo cucchiaio abbondante di burro, mezzo bicchier d’acqua, una presina di sale. Quando la mistura bollirà, togliete dal fuoco la casseruola e versatevi un cucchiaio colmo di farina bianca. Con un cucchiaio di legno, mescolate lungamente e fortemente sino a che acqua, burro e farina saranno ben ben amalgamati. Rimettete la casseruola al fuoco e, sempre rimestando, lasciatevela per 2 o 3 minuti affinché un po’ d’acqua possa evaporare. Versate poscia nella casseruola un uovo e sbattete e risbattete; e mescolate e rimescolate, per render così assai leggera la pasta. Appena questa vi sembrerà ben ben legata, date gran fuoco al vostro forno. Mettete la pasta in un imbuto di tela con all’apice un piccolo imbuto di latta; oppure (se non lo possedete) in carta resistente, accartocciate, e fate nella carta, un foro in basso. Premendo leggermente con la mano, o sulla tela o sulla carta, fate uscir dall’imbuto o dal foro un cilindretto di pasta ; tagliatelo, di mano in mano che esce, con la lama del coltello unta di olio; fate così cadere sulla latta (o sulla teglia) tante palline, e distribuitele distanti l’una dall’altra un dito. Infornate nel forno che sarà ormai ben caldo.

Caprese di Petronilla: Il Dolce al Cioccolato Più Buono Che C’è

Morbidissimo grazie ai consigli della cuoca. Nella mia vita di cuoca volante mi è capitato spesso di incontrare gente che non ama i dolci. Ma nessuno mai ha detto no a una torta caprese. Uno di questi non amanti di dolci è mio genero, ma anche lui fa eccezione di fronte alla caprese. E io gliela preparo appena posso. Faccio tostare leggermente 300 grammi di mandorle pelate nel forno a circa 200°C e poi le lascio raffreddare, quindi le trito nel mixer non troppo finemente. Spezzetto anche 250 grammi di cioccolato fondente (che deve essere di ottima qualità) e lo faccio sciogliere a bagnomaria (o nel microonde, oggetto piuttosto inutile ma perfetto per sciogliere cioccolato o burro, riscaldare piatti e lessare le patate) fino a quando risulterà liscio e senza grumi, quindi lo lascio intiepidire mescolando di tanto in tanto. Adesso con l’aiuto di un robot da cucina (o con uno sbattitore elettrico) sbatto assieme 250 grammi di burro (a temperatura ambiente) con 200 grammi di zucchero e 5 tuorli d’uovo (le chiare le tengo da parte) e aggiungo il cioccolato fondente intiepidito. Amalgamo, quindi trasferisco il composto in una ciotola capiente e unisco le mandorle spezzettate. Monto gli albumi a neve ferma, poi, con movimenti di spatola dal basso verso l’alto (o con un mestolo di legno), li unisco delicatamente al composto di cioccolato e mandorle. Imburro una tortiera larga (24-26 centimetri) e bassa, la fodero con carta forno, verso al suo interno il composto preparato e metto la torta caprese in forno già caldo a 180°C per circa 45 minuti. Alla fine l’interno deve risultare ancora un po’ morbido e bagnato. Trascorso il tempo necessario, estraggo la torta dal forno e la lascio raffreddare completamente, quindi sformo con delicatezza e la metto su un piatto da portata; spolverizzo la torta caprese con lo zucchero a velo e la servo accompagnata da panna montata.

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