Pizza Figliata: Un Tesoro Gastronomico tra Storia, Tradizione e Territorio

La pizza figliata non è una pizza nel senso tradizionale del termine, ma un dolce antico e affascinante, radicato nella cultura gastronomica di specifiche aree geografiche. Questo articolo esplora la storia, le origini, le varianti e il significato culturale di questo dolce unico, cercando di svelare i misteri che lo circondano e di valorizzarne il patrimonio.

Origini e Storia: Un Viaggio nel Tempo

Le origini della pizza figliata si perdono nella notte dei tempi, avvolte in un alone di mistero. Alcuni studiosi suggeriscono un legame con antiche tradizioni mediterranee, risalenti addirittura agli Etruschi che abitavano Capua "Vetere". Si pensa che già otto secoli prima di Cristo, fosse diffuso un piatto a base di noci e miele. Tuttavia, è con l'arrivo degli Arabi nel Medioevo che si ipotizza la nascita di un dolce simile alla pizza figliata moderna.

Un'altra teoria interessante collega la pizza figliata a dolci di tradizione ebraica diffusi nella Toscana meridionale. Questi dolci, preparati durante le festività natalizie, condividono ingredienti simili come miele, noci e scorza di agrumi. Nel XVII secolo, gli ebrei di Pitigliano e Sorano crearono un dolce per ricordare le imposizioni subite tramite un editto del Granduca di Toscana Cosimo II dei Medici. Questo dolce assunse nome e forma di questa triste vicenda. La differenza sostanziale tra questo dolce della tradizione toscano e la Pizza Figliata, infatti, è che quest’ultima, pur avendo forma di bastone, è poi attorcigliata in forma di ciambella aperta da un lato e infornata così.

Indipendentemente dalle sue origini esatte, la pizza figliata è un dolce intriso di storia e tradizione, tramandato di generazione in generazione nelle famiglie dell'agro caleno e delle zone limitrofe.

Area di Diffusione: Un Tesoro dell'Agro Caleno

La pizza figliata è tipica di alcuni comuni dell'alto casertano, tra cui Camigliano, Bellona, Pignataro Maggiore, Pastorano, Vitulazio e Giano Vetusto. La sua paternità è da sempre contesa tra questi comuni, ognuno dei quali vanta una propria versione e una propria tradizione. La "pizza figliata", autentica specialità natalizia, tutta nostrana, la cui genesi è da circoscrivere nella zona dell'Agro caleno. Testimonianze dirette ripercorrono questa bontà nelle cucine dei contadi di Camigliano, ma anche in quel di Pignataro, Calvi Risorta, Pastorano, Partignano e così via.

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Questa rivalità, tuttavia, non ha impedito la creazione di una comunità unita intorno al prodotto, con l'obiettivo di valorizzarne il patrimonio e promuoverne la conoscenza.

Ingredienti e Preparazione: Un Rituale Antico

La preparazione della pizza figliata è un vero e proprio rituale, tramandato da poche famiglie. Le massaie fedeli alla tradizione eseguono la preparazione della pizza in maniera quasi rituale. La farina viene impastata con le uova, l'olio d'oliva, lo zucchero ed il vino bianco; la pasta viene lavorata esclusivamente a mano, senza il supporto delle planetarie, e, successivamente, lasciata riposare per circa mezz'ora. In seguito la si stende su di un ripiano di legno, ed aiutandosi con il supporto di un matterello, per ottenere una sfoglia di forma ellissoidale, sulla quale verranno distribuite le noci, in modo uniforme e precedentemente lacerante e sminuzzate nel pestello. Determinante, a questo punto, l'aggiunta dello zucchero, le scorzette di limone e di arancio. Ecco, allora, il trionfo del miele. La sfoglia viene arrotolata su sé stessa in senso longitudinale, fino a formare un rotolo cilindrico, a sua volta ripiegato a ciambella. Dopo la cottura, che avviene in una teglia unta di olio d'oliva, si fa raffreddare e si cosparge ancora con il miele e, poi, con zucchero.

Gli ingredienti principali sono:

  • Farina
  • Uova
  • Olio d'oliva
  • Zucchero
  • Vino bianco
  • Noci
  • Miele
  • Scorza di agrumi (limone, arancia, mandarino)

Alcune varianti prevedono l'aggiunta di cacao, uvetta, fichi secchi, cannella e pisto. La pizza figliata è un dolce quasi di riciclo, è formato da una sfoglia ripiena di vari tipi di noci, cioccolato, miele,frutta candita etc.

Varianti: Un Mosaico di Sapori

Pur mantenendo una base comune, la pizza figliata presenta diverse varianti a seconda del comune di produzione e delle tradizioni familiari. Nei comuni che circondano Pignataro Maggiore si trovano piccole varianti della ricetta originale che prevedono l’aggiunta di cacao e uva passa. Alcune varianti prevedono l'utilizzo di diverse tipologie di noci, come noci, nocciole e mandorle. Altre varianti si distinguono per l'aggiunta di spezie come la cannella e il pisto, o per l'utilizzo di diversi tipi di agrumi.

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Il Nome: Un Enigma da Svelare

L'origine del nome "pizza figliata" è incerta e oggetto di diverse interpretazioni. Due sono le teorie che attribuiscono il nome a questo dolce: secondo la prima si tratta di un dolce legato alla Natività, da questo il nome “Figliata”, ossia la nascita in dialetto napoletano; la seconda invece si riferisce alla sfoglia, sfogliata da cui deriva “Figliata”. Alcuni sostengono che il nome derivi dalla forma del dolce, che ricorda una ciambella o un serpentone. Il dolce è detto anche "serpentone", titolo che, invero, non piace tanto, insomma, non suscita la stessa caratteristica della pizza figliata, sicuramente terminologia più rustica ed appropriata al nostro territorio. Altri, invece, lo collegano alla tradizione contadina di piantare alberi di noci alla nascita di una figlia femmina. Secondo alcuni racconti, i contadini usavano piantare alberi di noci ogniqualvolta nasceva una figlia femmina.

Simbolismo e Tradizioni: Un Dolce con l'Anima

La pizza figliata non è solo un dolce, ma un simbolo di tradizione, famiglia e territorio. La sua preparazione è un momento di condivisione e di festa, che coinvolge tutta la famiglia. Viene preparata, infatti, la terza domenica di settembre in occasione delle celebrazioni in onore di San Vito Martire e Nostra Signora, per essere gustato dopo un’attesa anche di qualche settimana.

La forma circolare del dolce rappresenta la continuità del ciclo annuale, mentre gli ingredienti, come le noci e il miele, sono ricchi di significati simbolici legati alla fertilità, all'abbondanza e alla prosperità.

Inoltre, la pizza figliata è spesso associata alle festività natalizie, simboleggiando la nascita e la rinascita.

Pizza Figliata e Slow Food: Un Futuro di Valorizzazione

La Condotta Slow Food di Caserta ha avviato un progetto per riconoscere la pizza figliata come Presidio Slow Food, con l'obiettivo di tutelarne la produzione tradizionale, promuoverne la conoscenza e valorizzarne il legame con il territorio. Un risultato che sarà possibile solo con l’impegno della Comunità che intorno al prodotto si sta compattando superando le inutili rivalità tra comuni relative alla sua paterni. Nel corso della chiacchierata serale che ho accompagnato, tutti hanno infatti convenuto che la valorizzazione della Pizza Figliata “può costituire un’importante opportunità di sviluppo per l’economia locale e un efficace attrattiva turistico-gastronomica oltre a contribuire significativamente a rafforzare l’identità culturale locale”.Definito un dettagliato e condiviso “disciplinare di produzione”, per l’esatta identificazione del prodotto, Slow Food Caserta di è detta pronta a promuovere ulteriori incontri nei comuni della zona di origine del prodotto per permettere la più ampia partecipazione della comunità locale al progetto.

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Questo riconoscimento rappresenterebbe un'importante opportunità per i produttori locali e per la promozione del turismo enogastronomico nella zona.

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