Introduzione
La storia di "Pizza Da Mimmo" è un racconto affascinante di emigrazione, resilienza, passione per il cibo e un forte legame familiare. Nata nel cuore di Bergamo Alta nel 1956, questa pizzeria non è solo un ristorante, ma un'istituzione che ha segnato l'evoluzione gastronomica e sociale della città. Fondata da Demetrio "Mimmo" Amaddeo e sua moglie Lina, l'attività è oggi portata avanti con successo dai figli Roberto e Massimo, che continuano a onorare l'eredità dei genitori, combinando tradizione e innovazione.
Gli Inizi: Un Sogno Calabrese a Bergamo Alta
Nel 1956, Mimmo Amaddeo, un giovane pizzaiolo calabrese con esperienza a Milano, viene convinto dall'editore Leo Longanesi a trasferirsi a Bergamo. Longanesi, colpito dalla serietà e dalle capacità di Mimmo, lo incoraggia ad aprire una propria attività. Mimmo, con la moglie Lina incinta del terzo figlio, coglie l'opportunità e, dopo aver visto il locale in Città Alta, decide di trasferirsi con tutta la famiglia.
Gli inizi sono tutt'altro che semplici. Mimmo, Lina e i loro figli dormono direttamente nel negozio. Tuttavia, grazie al duro lavoro, alla passione e al forte legame familiare, l'attività inizia a crescere. Mimmo apre una rosticceria con ristoro, che ben presto si amplia, così come la famiglia, che arriva a contare sette figli.
La Filosofia di Mimmo: Accoglienza e Inclusione
Più che l’esperienza dell’emigrazione, Mimmo aveva vissuto la guerra e la clandestinità. Aveva visto la crudeltà di cui erano capaci gli esseri umani e al contempo aveva sperimentato la grazia di essere salvato dal nemico. Tutto questo gli entrò nella carne a tal punto da trasformarlo, negli anni successivi, in un mite uomo allegro, che combatteva il male con leggerezza e gratitudine. Abitò il dopoguerra con la sapienza di chi aveva capito che il “farcela” non poteva essere il risultato di uno solo, il più bravo o il più furbo, ma rappresentava piuttosto un sogno in cui tutti partecipavano per “farcela insieme”, non da soli.
Mimmo e Lina non si limitano a offrire cibo, ma creano un luogo di accoglienza e inclusione. Se qualcuno passava dalla pizzeria, aveva fame e non poteva pagare, lui e Lina lo nutrivano, prendendo in cambio quel che ognuno aveva da dare: il quadro di un artista poco fortunato o la promessa di un pagamento che sarebbe arrivato.
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Il ristorante offre un'opportunità a tutti: sconosciuti, «terroni», poveri, ex carcerati, stranieri, perché tutti erano sulla stessa barca e perché chi aveva fame, aveva più voglia di imparare e più bisogno di un lavoro che restituisse dignità e il coraggio di mostrarsi ai propri familiari. Lina e Mimmo - che negli anni ’50 regolarizzavano tutti - non badano alle etichette ma ai risultati: a tutti chiedono impegno, chiedono di dare il meglio di sé, stringono con ogni lavoratore un patto di corresponsabilità e poi li spronano a crescere.
La Seconda Generazione: Roberto e l'Evoluzione Democratica della Qualità
Inizialmente, Mimmo non desidera che i figli continuino l'attività di famiglia. Roberto, il sesto figlio, si iscrive a lingue, ma ben presto la sua passione per la ristorazione prende il sopravvento.
Roberto intraprende il suo cammino, seguendo la filosofia per cui la qualità debba seguire logiche più democratiche ed essere accessibile a tutti. Aumenta dunque la qualità della materia prima e riduce la marginalità, oltre a sposare il concetto di stagionalità, biologico e territorio.
Così - in un’epoca in cui i locali si dividevano unicamente in due categorie - ristoranti stellati da un lato e trattorie dall’altro - Roby intraprende il suo cammino, seguendo la filosofia per cui la qualità debba seguire logiche più democratiche ed essere accessibile a tutti. Aumenta dunque la qualità della materia prima e riduce la marginalità, oltre a sposare il concetto di stagionalità, biologico e territorio.
Il Ristorante Oggi: Un Mosaico di Culture e Sapori
Oggi, il ristorante "Da Mimmo", guidato da Roberto e Massimo, è un vero e proprio mosaico di culture e sapori. Nel locale lavorano circa ottanta persone provenienti da più di venti Paesi diversi.
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Ancora oggi, siedono tutti alla stessa tavola e ancora oggi vengono valutati sulla base del lavoro e delle persone che sono. Qualsiasi vita abbiano fatto prima, qui trovano una casa da cui ricominciare.
Nonna Lina continua ad accompagnare la vita di ognuno di loro: Cumba, 50 anni, del Senegal, si commuove raccontando di come a “nonna Lina” basti un buongiorno per capire come stai («Lei capisce sempre tutto, anche prima di te. È una mamma per tutti noi»). Alem, fuggita da un’Etiopia in guerra, ricorda grata dei primi anni di lavoro, quando le permettevano di portare con sé la sua bambina (oggi ha 26 anni) e, mentre lei lavorava, “nonna Lina” se ne prendeva cura, facendole colorare i libri su un tavolo del ristorante. Rammenta anche di quella volta in cui un cliente chiese di non esser servito da lei, ricorda che uno dei figli di Mimmo le si mise accanto dicendo: «L’ordine lo prendo io, ma lei lavora per me e sta qui accanto a me». Fu in quel momento che capì di aver finalmente trovato casa. Poi c’è chi, come Nizaar, esule tunisino con un’Odissea alle spalle, grazie alla sua tenacia e alla voglia di imparare è diventato uno straordinario pizzaiolo e ha avuto così la sua possibilità di rinascita.
Innovazione e Tradizione: Un Binomio Vincente
"Da Mimmo" non è solo un luogo dove si mangia bene, ma anche un laboratorio di idee e di sperimentazione. Roberto e Massimo hanno saputo coniugare la tradizione culinaria calabrese con l'innovazione, creando piatti unici e originali.
Spiega Roberto Amaddeo: “Abbiamo intercettato il cambiamento e assecondato i mutamenti. La pizza ha subito, più di ogni altro cibo, una continua evoluzione e, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo studiato gli impasti e elaborato e bilanciato la lievitazione fino a ottenere un equilibrio personalizzato - il nostro lievito madre, la biga - che realizziamo in 3 differenti versioni nei 4 locali di nostra proprietà tra Bergamo Alta e Ai Colli di Bergamo. Ogni locale ha una pizza diversa perché le persone sono diverse anche quando sono le stesse: ci sono momenti e occasioni, ci sono sentimenti e umori. Innovare e rinnovare serve a seguire i gusti che cambiano, i desideri che emergono”.
La valorizzazione del luogo si esprime nelle gustose “pizze bergamasche”, dove i formaggi tipici della regione non sono solo un topping ma diventano un linguaggio unico, diventano un circuito di conoscenza. E la contaminazione tra origine e adozione emerge nelle specialità proposte, parte dalla pasta tirata a mano col ferretto di mamma Lina, da 60 anni tra i piatti preferiti, o dagli spaghetti con le vongole, le linguine col pesce spada, per arrivare ai Casoncelli tipici bergamaschi, realizzati a regola d’arte, alla polenta di mais Spinato di Gandino.
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L'Impegno per il Territorio e la Sostenibilità
La famiglia Amaddeo è fortemente impegnata nella valorizzazione del territorio e nella promozione della sostenibilità. Il ristorante collabora con Slow Food ed è "cuoco dell'alleanza" da lungo tempo.
La valorizzazione del luogo, per gli Amaddeo, coinvolge anche il territorio e si espande ai prodotti gastronomici tipici della zona fino a raggiungere ogni eccellenza del nostro Paese, grazie alla collaborazione con Slow Food di cui sono “cuochi dell’alleanza” da lungo tempo. Ingredienti, materie prime che sono parte integrante dei piatti in carta, delle pizze in menù.
Ottimizzare gli spostamenti e gli sprechi, in termini di carburante, di tempo e di cibo, secondo Amaddeo, “ciò che fa la differenza nel mondo della ristorazione, di oggi e di domani.
"Mimmo Racconta": Un Libro per Celebrare una Storia
La storia di "Pizza Da Mimmo" è stata celebrata anche in un libro, "Mimmo racconta", scritto da Robi Amaddeo e Stefano Vitali. Il libro raccoglie quaranta storie brevi che narrano la vita in cucina e tra i tavoli del ristorante, offrendo un ritratto intimo e commovente di una famiglia e di un'attività che hanno fatto la storia di Bergamo.
Da Mimmo Oggi: Un Gruppo in Continua Evoluzione
Oggi, "Da Mimmo" è un gruppo in continua evoluzione, con diversi locali a Bergamo Alta e dintorni. Oltre al ristorante storico, la famiglia Amaddeo ha aperto anche "Mimì Bottega Gastronomica", "Medì", un'osteria di pesce in stile veneziano, "Lina Food Lab", un laboratorio gastronomico, e "Locanda MimmoSuite Apartments". La terza generazione è numerosa e quindi la continuità è assicurata: i nipoti di Mimmo e nonna Lina sono infatti ben quindici.
"Medì è stata per noi una grande scommessa. Aperta nel settembre 2020, in piena pandemia, è una osteria di pesce in puro stile veneziano. Abbiamo scelto di portare per la prima volta il mito del ‘bacaro’ a Bergamo e di unire nuovamente due storie, due città e due culture che per un periodo di oltre 350 anni sono state una cosa sola”.
Innovare il sistema produttivo era la sfida della terza generazione, metodi artigianali ma tecnologia all’avanguardia, cotture a bassa temperatura, camere di lievitazione, lieviti conservati per creare impasti nuovi.