Perché il Burro di Cacao si Chiama Così? Origine e Storia di un Nome Iconico

Il burro di cacao è un ingrediente versatile e prezioso, utilizzato in svariati settori, dalla gastronomia alla cosmesi, passando per la farmaceutica. Ma perché si chiama proprio "burro" di cacao? La risposta affonda le radici in una storia affascinante e in proprietà uniche che hanno reso questo estratto dei semi di cacao un pilastro in settori diversissimi.

La Storia del Cacao: Un Viaggio Millenario

Sembra che i primi coltivatori della pianta del cacao fossero i Maya, seguiti dai Toltechi e dagli Aztechi. La leggenda narra che il dio Azteco Quetzalcoatl donò al mondo il seme del cacao, con il quale preparare una bevanda amara ed energetica. In onore del dio, il seme venne chiamato "cacahualt", mutando poi in "chocolatl".

I Maya usavano i semi del cacao come moneta di scambio, unità di calcolo e per produrre una bevanda chiamata "xocoatl", ottenuta tostando e macinando i semi, mescolati ad un liquido e sbattuti fino ad ottenere una bevanda schiumosa. Questa bevanda, capace di eliminare la fatica e stimolare la forza fisica e mentale, aveva poco a che fare con la cioccolata moderna.

Nel 1492, Cristoforo Colombo riportò semi di cacao dall'America alla corte Spagnola, ma questi furono inizialmente ignorati. Solo in seguito, Hernan Cortes comprese l'importanza della bevanda ricavata dai semi del cacao e portò in Spagna la ricetta Azteca del cioccolato. Ad un certo punto, il cioccolato cominciò ad essere addolcito con lo zucchero.

All'inizio del 1600, il cioccolato arrivò in Francia arricchito con zucchero, cannella e vaniglia, diventando una bevanda diffusa. Entro la fine del 1600, si diffuse in Belgio, Germania, Svizzera, Austria e Italia. Tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800, in Inghilterra vennero utilizzate le macchine a vapore per macinare i semi di cacao, dando inizio alla produzione in grandi quantità. In Olanda, Van Houten inventò una macchina per estrarre il burro di cacao, rendendo la bevanda più fluida e gradevole.

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Verso la fine del 1800, lo svizzero Daniel Peter aggiunse latte condensato al cioccolato, ottenendo un cioccolato al latte di consistenza solida. Nello stesso periodo, Rudolph Lindt sviluppò un metodo per raffinare il cioccolato, creando il cioccolato fondente. L'Italia fu il secondo paese europeo, dopo la Spagna, a conoscere il cacao, inizialmente riservato alle corti.

L'Enigma del Nome "Burro"

Per comprendere appieno perché questo estratto dei semi di cacao venga chiamato "burro", dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, all'epoca in cui i primi esploratori europei entrarono in contatto con le civiltà mesoamericane e con le meraviglie del cacao. Le popolazioni indigene, come i Maya e gli Aztechi, veneravano già da secoli l'albero del cacao, Theobroma cacao (letteralmente "cibo degli dei"), e utilizzavano le fave per preparare una bevanda amara e stimolante. Quando gli europei assaggiarono per la prima volta questa bevanda, e successivamente iniziarono a processare le fave di cacao, notarono una sostanza grassa e solida che si separava durante la lavorazione. Questa sostanza, a temperatura ambiente, presentava una consistenza sorprendentemente simile al burro di latte vaccino, un ingrediente ben noto e apprezzato in Europa.

La somiglianza non era solo tattile. Il burro di cacao, come il burro tradizionale, è ricco di grassi e ha un aspetto cremoso e opaco. In un'epoca in cui la comprensione scientifica dei lipidi era limitata, la denominazione "burro" rappresentava un'analogia intuitiva e sensoriale. Era un modo per descrivere e classificare una sostanza nuova e inusuale utilizzando un termine familiare e comprensibile. Inoltre, la parola "burro" evocava anche l'idea di ricchezza e preziosità, qualità che ben si adattavano a questo ingrediente derivato da una pianta esotica e inizialmente rara.

È importante sottolineare che la denominazione "burro di cacao" è quindi storicamente e culturalmente motivata, piuttosto che scientificamente precisa. Dal punto di vista chimico, il burro di cacao è un grasso vegetale composto principalmente da trigliceridi, mentre il burro di latte è un'emulsione di grasso butirrico, acqua e proteine del latte. Nonostante le differenze sostanziali nella composizione, la somiglianza fisica e sensoriale ha prevalso, perpetuando fino ad oggi il nome "burro di cacao".

Il Cacao: La Pianta degli Dei

L'albero del cacao, il cui nome scientifico è Theobroma cacao ("cibo degli dei"), appartiene alla famiglia delle Sterculiacee. Originario dell'America meridionale, trova le condizioni climatiche ideali al suo sviluppo nella zona calda e umida tra il tropico del Cancro e del Capricorno, ad un'altezza intorno ai 400 metri e ad una temperatura tra i 20 ed i 30°C. È un albero che può arrivare a 6-8 metri nelle piantagioni.

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La pianta del cacao ha fiori sul tronco e sui rami principali; la fioritura è generalmente abbondante, ma soltanto una piccola parte dei fiori si trasforma in frutti. La raccolta si concentra in due periodi all'anno: il primo, più abbondante, inizia ad ottobre, dopo la stagione delle piogge, il secondo comincia a marzo fino all'inizio della stagione piovosa. Occorrono 5 anni prima di poter raccogliere i primi frutti ed il massimo del raccolto si ha tra il decimo ed il dodicesimo anno.

Il frutto del cacao è una grossa drupa denominata "cabossa" o cariosside, di forma ovoidale, di dimensione tra i 10 e i 25 cm di lunghezza e largo circa 10-12 cm con un colore che varia a seconda della varietà, dal giallo ocra fino al rosso rosso-scuro e il suo peso va dai 200-500 grammi fino ad 1 chilogrammo. All'interno del frutto si trovano circa 25-50 semi ovoidali, sistemati su cinque file, lunghi 2-3 centimetri, immersi in una gelatina biancastra mucillaginosa altamente zuccherina.

Principali Varietà dell'Albero del Cacao

Secondo la classificazione in uso in America Latina, i tipi di cacao prodotti sono tre: Criollo, Forastero e Trinitario.

  • Criollo: Originario del Messico, è la migliore qualità del cacao ed è utilizzato per la lavorazione del cioccolato di qualità elevata. La produzione mondiale è molto limitata, attestandosi intorno al 3%.
  • Forastero: Originario del bacino della bassa Amazzonia, è un cacao mediocre e corrisponde all'80% della produzione mondiale.
  • Trinitario: È un ibrido tra Criollo e Forastero, originario delle isole Trinidad. Possiede caratteristiche intermedie tra i due gruppi e rappresenta il 10-15% della produzione mondiale.

I maggiori produttori sono la Costa d'Avorio, il Brasile e il Ghana, che esportano le fave essiccate del cacao in tutto il mondo. Altri paesi produttori includono Brasile, Colombia, Ecuador e Messico in America, Indonesia e Sri Lanka in Asia, e Camerun, Nigeria e Madagascar in Africa.

Le Fasi di Lavorazione del Cacao

Per arrivare alla tavoletta di cioccolato o al cacao in polvere, il seme del cacao deve subire una serie di trattamenti.

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  1. La Raccolta: I frutti vengono staccati dalla pianta mediante una torsione del peduncolo e ammucchiati al margine della piantagione.
  2. Estrazione dei Semi: Dall'interno dei frutti viene estratta la polpa entro la quale si trovano i semi avvolti in una mucillaggine biancastra composta da zuccheri.
  3. La Fermentazione: L'ammasso di mucillaggine e semi viene disposto in tinozze di legno o cesti coperti con foglie di banano messi sotto terra, a seconda delle zone, in modo che si possa dare inizio alla fermentazione. Questo processo dura da 1 a 7 giorni e riduce l'intensità dell'amaro e dell'astringenza della fava, sviluppando la base degli aromi.
  4. L'Essiccazione: Ha lo scopo di ridurre il tasso d'umidità delle fave fermentate dal 60% al 5-7%. Il cacao può essere essiccato al sole o con il calore artificiale.
  5. La Spedizione: Le fave ottenute vengono messe in sacchi di juta e spediti nei centri di distribuzione, dove i compratori si recheranno a controllare il prodotto.
  6. La Pulitura: Questa operazione, eseguita meccanicamente, serve a separare le fave dalle impurità e dai corpi estranei.
  7. La Torrefazione: È con questa operazione che il cacao sviluppa il suo colore e aroma. Le fave di cacao entrano intere nel tostino, dove vengono riscaldate a una temperatura di 120-150°C.
  8. La Frantumazione: Le fave di cacao tostate vengono successivamente raffreddate e passate nei rompicacao. In questo modo si separa la buccia dal frutto.
  9. La Miscelazione: La miscela torrefatta e frantumata passa attraverso una serie di mulini. Poiché contiene il 50%-60% di materia grassa (burro di cacao), la pasta diventa fluida per l'effetto congiunto del calore e della macinazione. Si ottiene così la "massa" o "pasta di cacao" o "liquore di cacao".

È in questo stadio della produzione che la pasta di cacao prenderà due strade diverse a seconda che si produca cacao in polvere o cioccolato.

Estrazione e Lavorazione del Burro di Cacao

Il burro di cacao si ottiene dalla pasta di cacao attraverso un processo di pressatura a caldo. La pasta di cacao viene sottoposta a una forte pressione, che separa la parte grassa (il burro di cacao) dalla parte solida (la polvere di cacao). Il burro di cacao estratto viene quindi filtrato, deodorizzato e raffinato per rimuovere impurità e odori indesiderati.

Il burro di cacao è composto principalmente da trigliceridi, con una predominanza di acido stearico, acido oleico e acido palmitico. Questa particolare composizione gli conferisce un punto di fusione intorno ai 34-36°C, vicino alla temperatura corporea, che lo rende solido a temperatura ambiente ma facilmente fondente in bocca.

Usi e Benefici del Burro di Cacao

Il burro di cacao è ampiamente utilizzato in diversi settori:

  • Industria Alimentare: È un ingrediente fondamentale nella produzione di cioccolato, a cui conferisce cremosità, consistenza e stabilità. Viene utilizzato anche in pasticceria per arricchire dolci e dessert.
  • Industria Cosmetica: Grazie alle sue proprietà emollienti, idratanti e protettive, è utilizzato in creme, lozioni, balsami labbra e altri prodotti per la cura della pelle.
  • Industria Farmaceutica: È utilizzato come eccipiente nella preparazione di supposte e ovuli, grazie alla sua capacità di sciogliersi a temperatura corporea.

Il burro di cacao offre diversi benefici:

  • Idratazione: Aiuta a mantenere la pelle idratata e morbida.
  • Protezione: Protegge la pelle dagli agenti esterni, come il freddo, il vento e il sole.
  • Antiossidante: Contribuisce a contrastare i danni dei radicali liberi.
  • Emollienza: Ammorbidisce la pelle secca e screpolata.

Composizione Chimica e Proprietà Uniche

Il burro di cacao è un grasso vegetale straordinario, caratterizzato da una composizione chimica unica che gli conferisce proprietà eccezionali. È composto principalmente da trigliceridi, ovvero esteri del glicerolo con acidi grassi. Gli acidi grassi più abbondanti nel burro di cacao sono l'acido stearico, l'acido oleico e l'acido palmitico. Questa particolare combinazione di acidi grassi determina il punto di fusione del burro di cacao, che si aggira intorno ai 34-36 gradi Celsius, una temperatura molto vicina a quella corporea.

Questa caratteristica è fondamentale per molte delle applicazioni del burro di cacao. A temperatura ambiente, si presenta solido e compatto, ma si scioglie facilmente a contatto con la pelle o in bocca, rilasciando una sensazione vellutata e un sapore delicato. Questa proprietà "scioglievole in bocca" è cruciale per la texture del cioccolato di alta qualità.

Oltre ai trigliceridi, il burro di cacao contiene anche piccole quantità di altri composti, come tocoferoli (vitamina E), fitosteroli e polifenoli, che contribuiscono alle sue proprietà antiossidanti e benefiche per la pelle. È importante notare che il burro di cacao è privo di colesterolo e lattosio, rendendolo adatto anche a persone con specifiche esigenze alimentari.

Le proprietà fisiche del burro di cacao sono altrettanto notevoli. Oltre al punto di fusione vicino alla temperatura corporea, presenta una notevole stabilità all'ossidazione, grazie alla presenza di antiossidanti naturali. È inoltre un ottimo emulsionante e ha la capacità di formare cristalli stabili, proprietà essenziale per la produzione di cioccolato con una superficie liscia e lucida e una consistenza croccante.

Usi Culinarie: Dal Cioccolato alla Frittura (e Oltre?)

L'uso più noto e celebrato del burro di cacao è senza dubbio nella produzione del cioccolato. È uno degli ingredienti fondamentali, insieme alla pasta di cacao e allo zucchero, per creare la vasta gamma di prodotti cioccolatieri che deliziano i palati di tutto il mondo. Il burro di cacao conferisce al cioccolato la sua caratteristica cremosità, la sua consistenza fondente e il suo "scioglievolezza in bocca". La sua capacità di cristallizzare in forme stabili permette di ottenere tavolette di cioccolato lucide e croccanti, oltre a essere essenziale per il temperaggio del cioccolato, un processo che ne controlla la cristallizzazione e ne garantisce la qualità.

Ma il burro di cacao non è solo cioccolato. In cucina, può essere utilizzato in modi sorprendentemente versatili. Grazie al suo sapore delicato e neutro, può essere impiegato per arricchire dolci e dessert, conferendo una texture vellutata e un aroma leggermente cioccolatoso. Può essere aggiunto a creme, mousse, gelati e ganache per migliorarne la consistenza e la stabilità. In alcune cucine, viene utilizzato anche in preparazioni salate, ad esempio per mantecare risotti o per arricchire salse e condimenti.

L'affermazione secondo cui il burro di cacao possa essere utilizzato per friggere merita un'analisi più critica. Sebbene il suo punto di fumo sia relativamente alto (circa 175-200°C), rendendolo teoricamente adatto alla frittura, ci sono considerazioni importanti da fare. Il costo elevato del burro di cacao lo rende un'opzione poco pratica e antieconomica per la frittura domestica o commerciale. Inoltre, il suo sapore delicato potrebbe non essere ideale per esaltare il gusto di cibi fritti salati. È più probabile che l'utilizzo del burro di cacao per friggere sia limitato a contesti molto specifici o sperimentali, piuttosto che essere una pratica comune.

Applicazioni Cosmetiche: Un Elisir per la Pelle

Oltre al suo ruolo in cucina, il burro di cacao è un ingrediente prezioso nell'industria cosmetica. Le sue proprietà emollienti, idratanti e protettive lo rendono un componente ideale per una vasta gamma di prodotti per la cura della pelle e delle labbra. La sua capacità di sciogliersi a contatto con la pelle e di formare un film protettivo non occlusivo lo rende particolarmente efficace per idratare e ammorbidire la pelle secca, screpolata o irritata.

Il burro di cacao è un ingrediente chiave in molti balsami labbra, creme idratanti, lozioni per il corpo, burri corpo e prodotti solari. Aiuta a proteggere la pelle dagli agenti esterni, come il freddo, il vento e il sole, e a prevenire la disidratazione. Le sue proprietà antiossidanti contribuiscono a contrastare i danni dei radicali liberi e a mantenere la pelle giovane e sana. È spesso utilizzato anche in prodotti specifici per la cura delle smagliature e delle cicatrici, grazie alla sua capacità di migliorare l'elasticità della pelle e di favorire la rigenerazione dei tessuti.

Un altro vantaggio del burro di cacao in ambito cosmetico è la sua elevata tollerabilità cutanea. È generalmente ben tollerato anche dalle pelli più sensibili e delicate, e raramente causa reazioni allergiche. La sua consistenza ricca e vellutata conferisce ai prodotti cosmetici una piacevole sensorialità, rendendoli non solo efficaci ma anche piacevoli da usare.

Usi Farmaceutici e Industriali: Oltre le Aspettative

Le proprietà uniche del burro di cacao si estendono oltre i settori alimentare e cosmetico, trovando applicazioni anche in ambito farmaceutico e industriale. In farmacia, il burro di cacao è utilizzato come eccipiente nella preparazione di supposte e ovuli. La sua capacità di solidificare a temperatura ambiente e di sciogliersi a temperatura corporea lo rende un veicolo ideale per la somministrazione di farmaci per via rettale o vaginale. Il farmaco viene disperso nel burro di cacao fuso, che viene poi colato in stampi e lasciato solidificare. Una volta inserito nel corpo, il burro di cacao si scioglie, rilasciando il principio attivo.

In ambito industriale, il burro di cacao trova applicazioni più di nicchia, ma non meno importanti. Grazie alle sue proprietà lubrificanti e alla sua stabilità, può essere utilizzato in alcuni processi industriali come lubrificante o come agente distaccante. In passato, è stato utilizzato anche nella produzione di candele, sebbene oggi siano disponibili alternative più economiche e diffuse come la cera di paraffina o la cera di soia.

Significato Storico e Culturale: Da Moneta di Scambio a Delizia Globale

La storia del burro di cacao è intrinsecamente legata alla storia del cacao e del cioccolato. Come abbiamo accennato, il cacao era venerato dalle civiltà precolombiane e aveva un valore che andava ben oltre quello alimentare. Le fave di cacao erano utilizzate come moneta di scambio, simbolo di prestigio e offerte rituali. Il nome scientifico Theobroma cacao, attribuito da Linneo, riflette questa venerazione, traducendosi letteralmente come "cibo degli dei".

L'arrivo del cacao in Europa, dopo la conquista delle Americhe, segnò l'inizio di una trasformazione culturale e gastronomica. Inizialmente consumato come bevanda amara ed elitaria, il cacao si evolse nel tempo, grazie all'aggiunta di zucchero e spezie, fino a diventare il cioccolato che conosciamo oggi. Il burro di cacao, componente essenziale del cioccolato, ha quindi beneficiato di questa evoluzione, diventando un ingrediente sempre più richiesto e apprezzato a livello globale.

Oggi, il burro di cacao è un prodotto globale, coltivato e trasformato in diverse regioni del mondo. La sua versatilità e le sue proprietà uniche lo rendono un ingrediente insostituibile in molti settori.

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