Pasta Liguori e l'Analisi del Glifosato: Un'Indagine Approfondita

La questione della presenza di glifosato nella pasta, in particolare nella pasta Liguori, è un argomento di crescente interesse per i consumatori italiani. Questo interesse è alimentato da una serie di fattori, tra cui la scadenza dell'obbligo di etichettatura italiana e l'entrata in vigore del Regolamento Europeo 2018/775. Questo regolamento stabilisce l'obbligo di indicare l'origine dell'ingrediente principale di un alimento (nel caso della pasta, il grano) solo se tale origine è diversa da quella indicata sulla confezione.

La Necessità di Importare Grano e il Rischio Glifosato

L'Italia, per mantenere la sua posizione di leader nel mercato mondiale della pasta, necessita di circa 5,8 - 6 milioni di tonnellate di grano duro all'anno. Tuttavia, la produzione nazionale si aggira tra i 3,8 e i 4 milioni di tonnellate, coprendo solo il 60-70% del fabbisogno. Di conseguenza, è necessario importare 2-2,5 milioni di tonnellate di grano da paesi come USA, Canada, Russia e Australia.

In questi paesi, a differenza dell'Italia dove la semina avviene in autunno e la raccolta in estate, il ciclo vegeto-produttivo del grano si svolge in primavera-estate e autunno. Per evitare i danni del clima rigido, si ricorre a trattamenti pre-raccolta con glifosato, utilizzato come disseccante. Questo erbicida viene assorbito dalla pianta e dal seme, finendo inevitabilmente nella farina e nella semola utilizzate per la produzione della pasta.

Il Glifosato: Composizione Chimica e Controversie

Il glifosato, commercializzato con nomi come Roundup e Accord, è l'erbicida più economico e utilizzato al mondo, incluso in Italia. La sua composizione chimica è un formulato amminofosforico della glicina (C3H3NO5P). Nonostante il voto contrario dell'Italia e di altre otto nazioni, l'Unione Europea ha riautorizzato l'uso del glifosato per altri 5 anni alla fine del 2017. Questa decisione è stata presa nonostante l'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo avesse classificato come cancerogeno, per poi declassarlo a "probabilmente cancerogeno" su pressione dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).

Studi indipendenti hanno rilevato la pericolosità del glifosato, ritenuto un interferente endocrino, come dimostrano le problematiche ormonali e renali riscontrate nelle zone di massiccia utilizzazione, come il Trentino e il Veneto, sedi di produzioni intensive di mele. L'assunzione di glifosato favorisce la prevalenza estrogenica, causando potenziali problemi sia negli uomini (abbassamento del livello di testosterone) che nelle donne (predisposizione al cancro degli organi sessuali). L'oncologa Patrizia Gentilini ha dichiarato che il glifosato induce necrosi e favorisce la morte cellulare programmata, rendendolo una sostanza genotossica e cancerogena. Diversi studi hanno evidenziato che l'esposizione a questa sostanza può risultare dannosa anche a dosi molto basse per le specie batteriche intestinali, le donne incinte e per l'aumento del rischio di cancro al seno.

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Anche la pasta prodotta con grano 100% italiano può presentare tracce di glifosato a causa della sua elevata volatilità e diffusione nell'aria, contaminando le colture limitrofe. L'effetto del glifosato va valutato in rapporto all'effetto cocktail, considerando la miscela di sostanze a cui si è esposti.

Pasta Liguori: Origine del Grano e Impegno per la Qualità

La pasta Liguori, come molte altre marche, si trova a dover gestire la questione dell'origine del grano e della possibile presenza di glifosato. Liguori dichiara di utilizzare grani coltivati in Puglia, Basilicata, Molise e Marche. Questa scelta di approvvigionamento da regioni italiane rappresenta un tentativo di garantire la qualità e la sicurezza del prodotto, riducendo il rischio di contaminazione da glifosato.

Come Scegliere la Pasta Più Sicura: Consigli per il Consumatore

Allo stato attuale, scegliere marchi che utilizzano materia prima interamente nazionale sembra essere l'unica garanzia per la genuinità del prodotto. Tuttavia, per avere la certezza della totale assenza di residui inquinanti, è necessario che gli organismi politici europei facciano prevalere la protezione della salute pubblica sugli interessi economici delle lobby.

In attesa di un cambiamento a livello politico, i consumatori possono adottare alcune strategie per ridurre il rischio di esposizione al glifosato:

  • Preferire la pasta biologica: La coltivazione biologica vieta l'uso di erbicidi sintetici come il glifosato.
  • Scegliere pasta con grano 100% italiano: Questo riduce la probabilità di utilizzare grano trattato con glifosato in pre-raccolta.
  • Informarsi sull'origine del grano: Consultare i siti web dei produttori o contattare direttamente le aziende per conoscere l'origine del grano utilizzato.
  • Variare le marche di pasta: Questo riduce l'esposizione a eventuali contaminanti specifici di una singola marca.
  • Considerare i test comparativi: Consultare i risultati dei test condotti da riviste specializzate come AltroConsumo e Il Salvagente per conoscere i marchi che hanno ottenuto i migliori risultati in termini di sicurezza alimentare.

Classifiche e Test: Cosa Rivelano

Test comparativi condotti da AltroConsumo e Il Salvagente hanno analizzato diverse marche di pasta, valutando la presenza di glifosato, micotossine e altri parametri di qualità. Questi test rappresentano uno strumento utile per i consumatori che desiderano fare scelte informate.

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Ad esempio, un test del Salvagente ha rilevato tracce di glifosato in 7 marche di spaghetti, mentre un test di AltroConsumo ha valutato 25 marche di penne rigate, evidenziando differenze significative in termini di qualità e sicurezza.

Tra le marche che hanno ottenuto buoni risultati nei test, si possono citare La Molisana, De Cecco e Voiello. Coop si è distinta per l'ottimo rapporto qualità-prezzo. Rummo è stata penalizzata in alcuni test per la presenza di glifosato, mentre Libera Terra ha vinto la classifica di AltroConsumo per le penne integrali, pur con un prezzo elevato.

Marche da Evitare e Repliche delle Aziende

Alcuni test hanno evidenziato la presenza di glifosato in marche come Agnesi, Garofalo, Divella, Lidl - Combino, Rummo, Eurospin Tre Molini ed Esselunga. Tuttavia, è importante sottolineare che i livelli riscontrati erano inferiori ai limiti di legge.

Le aziende coinvolte hanno spesso replicato ai risultati dei test, precisando che i valori di glifosato riscontrati erano ampiamente inferiori ai limiti consentiti e che vengono effettuati controlli rigorosi sulla materia prima.

L'Importanza dell'Informazione e della Trasparenza

La questione del glifosato nella pasta sottolinea l'importanza dell'informazione e della trasparenza. I consumatori hanno il diritto di sapere cosa contengono gli alimenti che acquistano e di fare scelte consapevoli.

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Le aziende, da parte loro, hanno la responsabilità di garantire la sicurezza e la qualità dei loro prodotti, comunicando in modo chiaro e trasparente l'origine del grano e le misure adottate per ridurre il rischio di contaminazione.

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