La rovesciata, gesto atletico spettacolare e non comune nel calcio, ha visto diverse esecuzioni memorabili nel corso della storia. Tra queste, spicca per fama e riconoscibilità quella compiuta da Carlo Parola il 15 gennaio 1950 durante la partita Fiorentina-Juventus. Questo gesto, immortalato in una fotografia iconica, è diventato il simbolo delle figurine Panini e, per estensione, un'immagine rappresentativa del calcio italiano stesso.
L'istante Perfetto: Fiorentina-Juventus, 1950
Il 15 gennaio 1950, allo stadio di Firenze, si giocava una partita apparentemente destinata all'anonimato tra Fiorentina e Juventus. All'80', con il risultato bloccato sullo 0-0, la Fiorentina tentava l'ultimo assalto. Un lancio lungo di Magli verso Pandolfini creava una situazione di pericolo nell'area juventina. Tra l'attaccante viola e la porta si frappose Carlo Parola, centromediano della Juventus. Con un gesto atletico istintivo, Parola si elevò in aria e, con una rovesciata, respinse il pallone, sventando la minaccia.
Come descritto dal fotografo e giornalista Corrado Banchi, presente a bordo campo, fu "uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico". Il gesto, eseguito per difendere il risultato piuttosto che per concludere a rete, impressionò per la sua plasticità e coordinazione.
La Fotografia di Corrado Banchi: Nascita di un Mito
L'istante della rovesciata di Parola fu immortalato dal fotografo Corrado Banchi. La leggenda narra che Banchi, annoiato dalla partita, si fosse momentaneamente allontanato per urinare, appoggiando la macchina fotografica a terra. Da questa prospettiva insolita, dal basso verso l'alto, colse l'attimo perfetto della prodezza difensiva di Parola.
Lo scatto di Banchi si rivelò un capolavoro di composizione e tempismo. L'immagine catturava la potenza e l'eleganza del gesto atletico, con Parola sospeso in aria in una posa plastica e dinamica. La fotografia, sviluppata dallo studio Foto Fiorenza, fu esposta in vetrina, come era consuetudine all'epoca, ma il suo destino era quello di superare i confini locali e diventare un'icona globale.
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Giuseppe Panini e l'Immortalità della Figurina
Negli anni '60, il giovane Giuseppe Panini, fondatore dell'omonima azienda di figurine, si imbatté nella fotografia di Banchi. Panini, colpito dalla forza espressiva dell'immagine, ne acquistò i diritti di utilizzo. Nel 1965, la rovesciata di Parola divenne la copertina della raccolta di figurine dei calciatori Panini, segnando l'inizio di una leggenda.
Franco Cosimo Panini era solito acquistare ogni domenica i diritti delle immagini scattate dai fotografi presenti negli stadi, che ritraevano i volti e le gesta degli atleti. Inizialmente la foto della rovesciata di Parola resta in un cassetto assieme a molte altre rimaste inutilizzate. Ma dopo qualche anno Franco si innamora del gesto tecnico della rovesciata: nell'album 1963/64 nella copertina dell'Album calciatori compare allora quella eseguita in maglia azzurra da Ardico Magnini.
Non è però pienamente soddisfatto, vorrebbe un'immagine stilisticamente perfetta, e cercando nei cassetti fra le vecchie foto conservate, ecco che la individua nella prodezza di Carlo Parola in quel gennaio del 1950. Franco Panini resta abbagliato dalla purezza di quel gesto e la rovesciata di Parola diventa così l'immagine di copertina dell'Album calciatori 1965/66.
Wainer Vaccari: La Trasformazione in Simbolo Universale
Nel 1970, Franco Panini incaricò l'artista Wainer Vaccari, all'epoca magazziniere dell'azienda con una passione per il disegno, di rielaborare l'immagine della rovesciata. Vaccari decontestualizzò la figura di Parola, eliminando i riferimenti alla Juventus. Il calciatore fu ritratto con una maglia rossa, pantaloncini bianchi e calzettoni neri con strisce gialle, colori che non richiamavano alcuna squadra specifica del campionato italiano.
La rielaborazione di Vaccari trasformò la rovesciata di Parola in un simbolo universale del calcio, un'immagine che trascendeva le appartenenze di club e diventava patrimonio di tutti gli appassionati. La rovesciata di Fiorentina-Juventus diventa il secondo logo della Panini, e da lì in avanti sarà sempre presente sugli album e sui pacchetti di figurine distribuiti in tutto il Mondo. Parola da giocatore della Juventus diventa così calciatore di tutti, acquisendo una fama planetaria.
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Carlo Parola: L'Atleta Dietro l'Icona
Carlo Parola, nato a Torino il 20 settembre 1921, fu un calciatore di talento e personalità. Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, debuttò in Serie A nel 1939. Giocò per quindici anni nella Juventus, dal 1939 al 1954, con una breve parentesi alla Lazio, diventando una bandiera del club bianconero.
Centromediano di Juventus e Nazionale, Parola era uno specialista delle rovesciate: il suo gesto è diventato il simbolo delle figurine Panini. Iniziò a praticare il ciclismo da bambino. Tornato a Torino, fonda con gli amici una squadretta, chiamata Brianza dal corso sul quale dava il campo in cui si giocava, facendosi conoscere. Passa così al Vanchiglia e poi, entrato in FIAT, studia, lavora e gioca nella squadra del Dopolavoro dell'azienda.
I trascorsi da attaccante gli avevano lasciato in dote mezzi tecnici di primo piano. Da centromediano metodista (corrispondente grosso modo al mediano di oggi), ruolo che ricopre nei suoi primi anni, è arretrato sulla linea dei difensori quando 'Farfallino' Borel è allenatore-giocatore dei bianconeri. Parola, che amava impostare l'azione dal basso, meno i contrasti duri, inizialmente soffrì il cambio tattico, salvo poi adattarsi e guadagnarsi la ribalta internazionale nel nuovo ruolo, che interpretava a modo suo. Cercava sempre di anticipare gli attaccanti, anche in acrobazia, in virtù della grande elevazione e delle sue doti di coordinazione.
Parola vinse due scudetti (1949/50 e 1951/52) e una Coppa Italia (1941/42) con la Juventus. Fu anche capitano della squadra e collezionò 10 presenze nella Nazionale italiana.
Un Allenatore di Successo
Dopo il ritiro dal calcio giocato, Parola intraprese la carriera di allenatore. Guidò diverse squadre, tra cui Napoli e Novara, ma fu alla Juventus che ottenne i maggiori successi. In due periodi distinti, dal 1959 al 1962 e nel 1974, vinse tre scudetti e due Coppe Italia con i bianconeri.
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Lasciata la Vecchia Signora con un deludente 12° posto, frutto dei problemi fisici del gallese Charles e dei dissidi con l'asso argentino Sivori, ci torna chiamato dall'amico Boniperti nel 1974 per sostituire Cestmir Vycpaleck, lo zio di Zeman e vince subito lo Scudetto, il terzo con i bianconeri da tecnico.
L'Eredità di un'Icona
La rovesciata di Parola è diventata una delle immagini più riprodotte al mondo, presente su milioni di album e pacchetti di figurine Panini. Il gesto atletico, immortalato dalla fotografia di Banchi e trasformato in simbolo da Vaccari, ha segnato la storia del calcio e dell'immaginario collettivo.
La sua notorietà è dovuta soprattutto a un caratteristico gesto tecnico, la rovesciata, che il giocatore fu il primo a utilizzare con frequenza nel calcio italiano.
Carlo Parola, l'uomo dietro l'icona, è scomparso il 22 marzo del 2000, dimenticato dal calcio italiano e dalla stessa Juventus. Ma l'immagine della sua rovesciata continua a vivere, rappresentando un simbolo di sportività, eleganza e passione per il calcio.