La figura di Carlo Parola, storico centromediano di Juventus e Nazionale, è universalmente riconosciuta per un gesto atletico che ha trasceso i campi da gioco, diventando un simbolo iconico grazie alle figurine Panini: la rovesciata. Ma qual è la storia dietro a questa immagine leggendaria?
L'Istante Magico di Firenze
Il 15 gennaio 1950, durante l'incontro tra Fiorentina e Juventus, terminato con un pareggio 0-0, il fotografo e giornalista Corrado Banchi catturò un momento che avrebbe segnato la storia del calcio italiano. Banchi descrisse così l'azione: "Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egisto scatta, tra lui ed il portiere c'è solo Carlo Parola; l'attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un'ovazione accompagna la prodezza di Parola".
All'80', Carlo Parola, con una rovesciata volante, non cercava la rete, ma difendeva il risultato in un momento cruciale della partita. Il difensore juventino era celebre per la naturalezza con cui eseguiva simili gesti tecnici.
La leggenda narra che Banchi, annoiato dalla partita, immortalò la prodezza difensiva di Parola, consegnandola alla storia con uno scatto dal basso verso l'alto.
Dall'Oblio all'Icona Panini
La foto rimase inizialmente inutilizzata. Franco Cosimo Panini, fondatore dell'azienda omonima, acquistava regolarmente i diritti delle immagini scattate negli stadi. Attratto dal gesto tecnico della rovesciata, Panini individuò nella prodezza di Carlo Parola l'immagine stilisticamente perfetta.
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Nel 1965, la rovesciata di Parola divenne l'immagine di copertina dell'Album Calciatori. Nel 1970, l'artista Wainer Vaccari la rielaborò, decontestualizzandola e ritraendo il calciatore con una maglia rossa, pantaloncini bianchi e calzettoni neri con strisce gialle, colori che non richiamavano alcuna squadra italiana.
La rovesciata di Parola divenne così il secondo logo della Panini, presente su album e pacchetti di figurine in tutto il mondo, senza che né lui né Banchi ricevessero ulteriori diritti sull'immagine.
La Carriera di Carlo Parola: Dal Ciclismo al Calcio
Carlo Parola, nato a Torino il 20 settembre 1921, iniziò con il ciclismo. Tornato a Torino, fondò con gli amici una squadra di calcio, facendosi conoscere.
Nel 1939, a 18 anni, debuttò in Serie A con la Juventus, non come attaccante, ma come centromediano. Inizialmente centromediano metodista, fu poi arretrato sulla linea dei difensori. Lo scrittore Giovanni Arpino lo soprannominò 'Nuccio Gauloises'.
In bianconero, Parola vinse una Coppa Italia nel 1941/42 e due Scudetti (1949/50 e 1951/52). Dal 1950 al 1954 fu anche capitano. La sua esperienza in Nazionale si concluse con 10 presenze.
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Nel febbraio del 1950, durante un Milan-Juventus terminato 7-1, si autoespulse dopo un fallo su Nordahl. Nel 1947, fu l'unico italiano convocato nel Resto d'Europa per sfidare il Regno Unito.
Dopo 15 anni nella Juventus, con 339 presenze e 11 goal, Parola concluse la sua avventura in bianconero.
La Carriera da Allenatore
Dopo aver iniziato come vice allenatore a Roma, Parola guidò diverse squadre, tra cui Anconitana, Livorno, Napoli e Novara. Alla Juventus, in due periodi distinti, ottenne i maggiori successi.
Dal 1959 al 1962 vinse 2 Scudetti e 2 Coppe Italia. Tornò nel 1974, chiamato da Boniperti, e vinse subito lo Scudetto.
L'Eredità di un'Icona
"A cinquant'anni - ricordava Fabio Capello - ancora toccava la traversa con i piedi in rovesciata". La rovesciata di Carlo Parola, un gesto atletico diventato icona del calcio, ha superato i suoi successi da giocatore e allenatore.
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Quella foto è oggi l'immagine più riprodotta al mondo: è stata pubblicata in trecento milioni di copie e omaggiata con didascalie in greco, cirillico, giapponese e arabo, e ogni anno campeggia sull'Album calciatori dell'azienda modenese Panini e in ogni singolo pacchetto di figurine da essa prodotto, assieme al logo originario del paladino.
Era un grigio Fiorentina-Juventus del 1950…
Sfrontata e folle, la rovesciata è l'impossibile che diventa possibile: e quando si trasforma in gol il gesto atletico più esuberante fa esplodere l'entusiasmo. Quella di Parola è datata 15 gennaio 1950: un Fiorentina-Juventus che si chiude a porte inviolate perché il simbolo del calcio italiano non poteva che nascere in difesa, per spazzare l'area bianconera dal pericolo e salvare il suo portiere. “Ricordo Viola battuto con un pallonetto, io sono arrivato in velocità a buttar via quella palla”.
Giovanni Arpino lo soprannominò “Nuccio Gauloises” per il pacchetto al giorno di sigarette fumato, mentre Giampaolo Ormezzano sosteneva che avesse perfezionato la rovesciata di Guglielmo Gabetto, morto con gli altri del Grande Torino a Superga, ma prima della guerra suo compagno bianconero. “Su una determinata azione il modo migliore di liberare l'area era, istintivamente ma con calcolo, di liberarmi di questa palla, di liberare la mia zona”.
A immortalarla, mai come questa volta è il caso di dirlo, il fotoreporter Corrado Banchi. Per anni resta negli archivi dei fratelli Panini che la comprano e poi la fanno elaborare da un loro dipendente, Wainer Vaccari che toglie la maglia bianconera e la trasforma nell'immagine che tutti conosciamo. “Il problema era molto semplice: non doveva corrispondere alla maglia di nessuna squadra”. E' il 1965 quando finisce nell'album Panini per non andarsene più.
Conosciuta come, e anche più, della Mano de Dios di Maradona, dell'Urlo di Tardelli, del Coup de Tête di Zidane. Grazie, soprattutto, alla riproduzione della sua immagine - pubblicata per la prima volta dalla storica agenzia fiorentina Foto Fiorenza - su ciascuna bustina delle figurine Panini. Un centromediano tutto d’un pezzo della Juve e della Nazionale, un altrettanto bravo allenatore dei bianconeri, con cui ha vinto dalla panchina tre scudetti. Nella storia popolare del nostro Paese Carlo Parola rimarrà però per una celebre rovesciata, correva l’anno 1950, diventata poi il simbolo in tutto il mondo delle figurine di calcio.
Nel libro di Giovanni Arpino è Gauloise, perché Carlo un pacchetto di sigarette al giorno faceva fatica a farselo bastare. “In effetti ad Arp pareva ancora assurdo non ammirare Gauloise rovesciato in volo, mentre colpiva di pieno collo destro e ricadeva sull’erba tra la stupefazione di centomila italiani o centomila inglesi o centomila brasiliani. L’immagine della rovesciata appare per la prima volta in copertina e sulle bustine Panini nella stagione 1965-66. Qualche stagione dopo, nel 1973-74, viaggia all’estero comparendo sull’album di figurine belga. Soprattutto nell’ultimo decennio non è raro trovare in copertina Parola: negli album dei campionati brasiliani, argentini, francesi, romeni, russi, polacchi e turchi. Quest’anno addirittura su quello della Premier League inglese, tornato alla Panini come produzione.
Mister Parola si fa fare un cross come si deve da un suo calciatore e a 55 anni riproduce perfettamente la rovesciata. “Era un uomo simpaticissimo, esuberante, autoironico, capace di ridere e di prendere in giro sé stesso, insomma uno che non faceva mai pesare il fatto di essere stato un giocatore leggendario”, ha scritto Dino Zoff nella postfazione al libro di Arpino. Conclusa la carriera di allenatore, Parola continuerà a fare l’osservatore per la Juve. Morirà il 22 marzo 2000 in ristrettezze economiche. Centromediano di Juventus e Nazionale, Parola era uno specialista delle rovesciate: il suo gesto è diventato il simbolo delle figurine Panini.
Con queste parole, il fotografo e giornalista freelance Corrado Banchi, che seguiva sempre da fondo campo i toscani quando giocavano in casa, il 15 gennaio 1950, descriveva il gesto tecnico più importante vistosi in un noioso Fiorentina-Juventus 0-0, da lui immortalato in uno scatto.
Una spettacolare rovesciata volante, ma non eseguita per concludere a rete, come siamo più frequentemente abituati oggi, ma per difendere il risultato in uno dei momenti di maggior pressione della squadra di casa, che aveva fallito sul finire del primo tempo anche un calcio di rigore con Cervato.
A realizzarla, all'80', Carlo Parola,il centromediano del 'sistema' della Juventus, ai tempi allenata dall'inglese Jesse Carver, con compiti a metà fra lo stopper e il libero. Il giocatore torinese, difensore di gran classe, non era di certo nuovo a simili gesti tecnici, che aveva imparato ad eseguire con una naturalezza impressionante e rappresentavano una delle sue caratteristiche di gioco.
La leggenda narra che Banchi, decisamente annoiato per una gara dalle poche emozioni, sentendo reclamare la sua vescica, si sarebbe infilato in una delle buche dei Tremila siepi, presenti sulla pista di atletica del Comunale di Firenze, proprio dietro la porta bianconera, con l'intento di far pipì. E poggiando per terra la macchina fotografica, da una prospettiva inconsueta, ovvero scattando dal basso vero l'alto, abbia immortalato la prodezza difensiva del giocatore della Juventus. Consegnandola alla storia.
Franco Cosimo Panini, fondatore dell'azienda emiliana, era solito acquistare ogni domenica i diritti delle immagini scattate dai fotografi presenti negli stadi, che ritraevano i volti e le gesta degli atleti. Anche quelle di Banchi, che per il servizio di quel Fiorentina-Juventus era stato pagato tremila lire, non poco per l'epoca, ma certamente ignaro che se avesse percepito anche un solo centesimo per ogni riproduzione sarebbe diventato miliardario.
Per i primi album l'immagine che attira almeno inizialmente l'attenzione è un colpo di testa del centrocampista svedese del Milan, Nils Liedholm, che si era da poco ritirato. Ma dopo qualche anno Franco si innamora del gesto tecnico della rovesciata: nell'album 1963/64 nella copertina dell'Album calciatori compare allora quella eseguita in maglia azzurra da Ardico Magnini.
Non è però pienamente soddisfatto, vorrebbe un'immagine stilisticamente perfetta, e cercando nei cassetti fra le vecchie foto conservate, ecco che la individua nella prodezza di Carlo Parola in quel gennaio del 1950. Il risultato è un capolavoro: al posto della maglia bianconera, il calciatore è ritratto con una maglia rossa e pantaloncini bianchi, con calzettoni neri e strisce gialle, colori che non consentono di accostarlo a nessuna squadra del campionato italiano. La rovesciata di Fiorentina-Juventus diventa il secondo logo della Panini, e da lì in avanti sarà sempre presente sugli album e sui pacchetti di figurine distribuiti in tutto il Mondo. Parola da giocatore della Juventus diventa così calciatore di tutti, acquisendo una fama planetaria.
WikipediaCarlo Parola, l'autore della rovesciata perfetta, era nato a Torino il 20 settembre 1921. Iniziò a praticare il ciclismo da bambino.
Tornato a Torino, fonda con gli amici una squadretta, chiamata Brianza dal corso sul quale dava il campo in cui si giocava, facendosi conoscere. Passa così al Vanchiglia e poi, entrato in FIAT, studia, lavora e gioca nella squadra del Dopolavoro dell'azienda.
"Ero centravanti, segnavo moltissimi goal. - ricorderà - Gli osservatori della Juventus mi seguivano con interesse e nel 1936 su indicazione di Zambelli finii nelle file del club che sognavo giorno e notte. Portavo a casa 18 lire al mese: pensate quando andarono da mia madre e le chiesero se mi avrebbe lasciato giocare per 750 lire al mese! Mi guardò e mi chiese: 'Ma è proprio vero?' ".
Era proprio vero, e tre anni dopo, nel 1939, a 18 anni, debuttò in Serie A accanto a campioni come Foni, Rava e Gabetto. Non però da attaccante, ma come centromediano nel Metodo, chiamato a sostituire nientemeno che il campione del Mondo Luís Monti.
I trascorsi da attaccante gli avevano lasciato in dote mezzi tecnici di primo piano. Da centromediano metodista (corrispondente grosso modo al mediano di oggi), ruolo che ricopre nei suoi primi anni, è arretrato sulla linea dei difensori quando 'Farfallino' Borel è allenatore-giocatore dei bianconeri. Dopo aver debuttato in Nazionale l'11 novembre del 1945, quando il calcio ripartì al termine della Seconda Guerra Mondiale, si esibì per la prima volta nella rovesciata volante nella successiva gara amichevole contro l'Austria, in un duello con l'austriaco Epp. Quel gesto tecnico diventerà per lui un'azione caratterizzante, come lo erano la sforbiciata di Caligaris, il goal a invito di Meazza o il doppio passo di Biavati.
Proprio all'anno del suo primo titolo risale lo scatto che lo renderà immortale, la rovesciata perfetta di Fiorentina-Juventus. Giocatore di grande sportività, nel febbraio del 1950, quando il Milan travolse i bianconeri 7-1 a Torino trascinato dal Gre-No-Li, fu protagonista anche di un singolare episodio: dopo un fallo di frustrazione su Nordahl, si 'autoespulse', lasciando il campo prima che l'arbitro potesse sanzionarlo.
Nonostante la pesante sconfitta della squadra (6-1) e un suo autogoal, il difensore della Juventus piacque molto ai britannici e il Chelsea, che aveva mandato i suoi osservatori a seguire la gara, si fece avanti per portarlo a Londra con una proposta economica sensazionale per l'epoca. Potrebbe guadagnare tanti soldi, ma 'Carletto l'Europeo', altro soprannome che gli venne dato dopo quella partita,rifiutò per amore della Juve, e altrettanto fece la Vecchia Signora. L'Italia, orfana dei granata, tragicamente scomparsi a Superga il 4 maggio del 1949, affronta il viaggio in Sudamerica in nave, arriva all'ultimo e paga la dura attraversata dell'Oceano Atlantico con l'eliminazione al Primo turno ad opera della Svezia di 'Mister 100 milioni' Jeppson.
WikipediaL'avventura in bianconero di Parola si concluse dopo 15 anni in Prima squadra con 339 presenze complessive in gare ufficiali e 11 goal segnati.
Gli è fatale il 2° posto nella stagione successiva alle spalle dei rivali del Torino di Radice, che segnerà il suo addio definitivo al club della sua vita. Ma 'Nuccio gauloise', l'uomo della rovesciata perfetta, non porterà mai rancore verso i colori che ha amato. Dimenticato dal calcio italiano e dalla stessa Juventus, morì il 22 marzo del 2000, al termine di una lunga malattia di cui soffriva dal 1991, e in ristrettezze economiche, con al fianco la moglie Clelia Marca e suo figlio.
"Per me con Valentino Mazzola è stato il più grande campione italiano del Dopoguerra.- scrisse su 'La Stampa' il giorno dopo la morte - […] Aveva la classe di Scirea e la cattiveria agonistica di Baresi. Difficile trovare un italiano che non abbia mai giocato con le figurine. Altrettanto raro che, nel farlo, non abbia avuto come riferimento una delle raccolte Panini. Non solo le classiche collezioni di calciatori, vero e proprio must per collezionisti grandi e piccini. Ma anche quelle di altri sport.
L’ex ministro Antonio Paolucci definì Franco Cosimo Panini «l’editore che inseguiva la bellezza». Una bellezza fiorita anno dopo anno e mai appassita. Testimoni ne sono, ancora oggi, coloro i quali si contendono le mitiche figurine.
Dalla prima storica copertina, con Niels Liedholm che si appresta a colpire di testa il pallone, fino alla rovesciata simbolo di Carlo Parola, assunta come logo ufficiale dagli anni ’70. Anche l’edizione 2019/20, l’ultima - in attesa che il 9 dicembre esca l’edizione 2020/21 - ha richiamato in copertina il gesto tecnico di Parola.
Gli appassionati di calcio sanno bene che il mondo del pallone è legato a doppio filo con la casa editrice modenese. E non solo attraverso le raccolte di figurine. Ma anche mediante quella che non a torto è ritenuta una vera e propria bibbia dei calciofili: l’Almanacco illustrato del calcio. Il volume, dal 1971 divenuto appuntamento fisso per Panini Editore, contiene i risultati e le classifiche del calcio italiano e internazionale e gli statini di tutti i giocatori di serie A e B. Inoltre, per la prima volta nell’edizione 2020 si trova un’apposita sezione dedicata al calcio femminile.
A loro si deve questa prestigiosa collezione World Cup Panini Football Collections 1970-2018. In occasione di Messico 1970 la Panini lanciò infatti il primo album di figurine dedicato a un mundial. Nel tempo venne adottata una formula multilingue. In questo modo si poté raggiungere tutto il pubblico della competizione più seguita a livello globale. Da allora le raccolte Panini hanno accompagnato ogni 4 anni i mondiali di calcio, regalando emozioni in tutto il mondo. In questo volume trovano posto 5.000 campioni degli ultimi 50 anni.
Gli appassionati di raccolte Panini ben conoscono il poliedrico mondo delle figurine. Non inizia e finisce tutto col calcio. Nel primo caso, una collezione che riscontrerà i favori dei “Potterhead”. Chi invece è attratto dal mondo Disney, si lascerà conquistare dalla raccolta dedicata al film di animazione Frozen II.
Ossia Panini Comics. divisione editoriale nata nel 1996 dopo l’acquisto delle Edizioni Panini di Modena da parte della Marvel. Un settore affermatosi in tutto il mondo, protagonista anche quest’anno del Lucca Comics, nella versione “diffusa” Lucca Changes 2020. Gli appassionati di fumetti dedicheranno sicuramente del tempo anche a conoscere meglio tutti gli altri eroi dei fumetti.
La mitica rovesciata di Carlo Parola, giocatore della Juventus e della Nazionale italiana nei ’50, è un’immagine stampata nella mente di chiunque sia stato bambino in quegli anni. Il suo gesto atletico è plasticamente fissato sugli album e sulle bustine delle figurine Panini dedicate al calcio, un evergreen per generazioni e generazioni di tifosi in erba. Oggi compiono 60 anni (anche se la rovesciata è comparsa per la prima volta qualche anno dopo il lancio, sull’album della stagione 1965-66)e vengono celebrate con una speciale collezione di carta da parati.
L’idea nasce dalla collaborazione tra Panini e Tecnografica, un’azienda (emiliana come la prima) specializzata in carte da parati e pannelli decorativi. Sua è, per esempio, anche la collezione speciale dedicata alle opere degli Uffizi di Firenze. In questo caso l’omaggio è fatto a un altro tipo di capolavoro: il mito creato dalle figurine Calciatori Panini, che campionato dopo campionato ha coinvolto in scambi e collezioni tantissimi italiani e non solo.
La tappezzeria dedicata agli album dei calciatori è declinata in diverse varianti, adatte sia a spazi pubblici come pub e palestre sia ad abitazioni private. Presente, ovvio, la rovesciata del logo di Calciatori Panini. Ma c’è anche la carta da parati con le bustine vintage, quella che riprende il timbro, la versione con le sagome disegnate dei giocatori e quella che richiama l’anno di fondazione della casa editrice delle figurini, il 1961. Il gennaio 1950 Fiorentina - Juventus. Il momento decisivo della partita è il lancio lungo del difensore Magli verso Egisto Pandolfini, la stella della Viola. Nasce la rovesciata di Carlo Parola, l’ideale massimo di bellezza calcistica, il sogno di ogni calciatore. È l’essenza del calcio, lo spettacolo della forza e dell’armonia. La sua notorietà è dovuta soprattutto a un caratteristico gesto tecnico, la rovesciata, che il giocatore fu il primo a utilizzare con frequenza nel calcio italiano. «[…] Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egisto scatta, tra lui ed il portiere c'è solo Carlo Parola; l’attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico.