Il panino di Nocera Inferiore, in particolare la "palatella" di Materdomini, rappresenta un'eccellenza gastronomica profondamente radicata nella cultura e nelle tradizioni dell'Agro Nocerino-Sarnese. Questo articolo esplora la storia, gli ingredienti e le usanze legate a questo piatto povero ma ricco di sapore, simbolo di un territorio e della sua identità.
Cetara e i Tesori del Mare: Un'Introduzione
Prima di immergerci nella storia del panino di Nocera Inferiore, è doveroso fare una digressione su un altro gioiello campano: Cetara. Questo borgo marinaro, incastonato nella Costiera Amalfitana, è famoso per le sue alici e per la pesca del pregiato tonno rosso. La famiglia Della Monica, da quattro generazioni, si dedica alla pesca del tonno, valorizzando questo prodotto con la linea Armatore.
L'azienda Armatore ha saputo reinventare la comunicazione del tonno sott'olio, creando nuove referenze apprezzate da pizzaioli e chef. La filiera delle alici e della colatura a Cetara rappresenta un altro fiore all'occhiello, con metodi di lavorazione tradizionali e tempi di maturazione lenti che conferiscono ai prodotti un sapore intenso e unico.
La Storia della Palatella: Un Viaggio nel Tempo
Nell'Agro Nocerino-Sarnese, quando si chiede cosa si mangi a Ferragosto, la risposta è univoca: la palatella. Questo panino, tipico del quartiere Materdomini di Nocera Superiore, è legato alla tradizione del pellegrinaggio al Santuario Materdomini, in occasione della festa dell'Assunzione della Madonna.
Secondo la leggenda, la basilica venne eretta nel 1061 nel punto in cui la Madonna stessa apparve in sogno a una contadina, indicandole il luogo dove scavare per ritrovare un quadro raffigurante la Vergine con il bambino. In occasione della festa dell'Assunta, gli abitanti di Nocera e dei paesi limitrofi si recavano al Santuario per rendere omaggio alla Madonna, portando con sé la palatella, farcita con ingredienti semplici ma sostanziosi.
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Domenico Rea, nel suo romanzo "Ninfa Plebea", descrive l'atmosfera di questa festa religiosa, che unisce sacro e profano: "…sarebbe stato difficile tenersi uniti tra la folla della chiesa e quella che si agitava all’esterno sparsa tra le bancarelle dei venditori di per’ e ‘o musso, di pagnotte imbottite di latte cagliato, lumachine del grano condite con aglio, bancarelle di venditori di ‘mpupata". Tra preghiere, tammorre e danze tradizionali, arrivava il momento di gustare la palatella con la 'mpupata.
Origini e Tradizioni: Un Piatto Povero con un'Anima Ricca
La palatella è un piatto povero della tradizione contadina di Nocera Superiore. Si tratta di un filone di pane impastato in modo che alle estremità abbia due nodi che lo rendono simile nella forma a una caramella. All'interno viene farcito con due soli ingredienti, ma molto saporiti: le melanzane sottaceto condite con origano, aglio, olio e peperoncino e alici di Cetara sotto sale, un mix che prende il nome di 'mpupata.
Originariamente, alla vigilia dell'Assunzione, non si mangiava carne. I contadini in pellegrinaggio verso il Santuario portavano con sé questa sorta di pagnotta, farcita con ingredienti semplici ma nutrienti. Il ripieno, la 'mpupata, rappresentava un connubio tra terra e mare, garantendo un pasto sostanzioso e saporito.
Ingredienti e Preparazione: La Semplicità che Esalta il Sapore
La preparazione della palatella di Materdomini richiede pochi passaggi, ma la qualità degli ingredienti è fondamentale. Le melanzane sott'olio e aceto e le alici, possibilmente di Cetara, sotto sale sono i protagonisti indiscussi di questo panino.
La preparazione delle alici consiste nel metterle in un barattolo, sotto sale, ma anche sotto olio. Spesso viene aggiunto un po' di peperoncino, origano e aglio in piccole dosi. Per quanto riguarda le melanzane sott'aceto, è consigliabile strizzarle prima di metterle sott'olio, per eliminare l'aceto in eccesso.
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Quando e Come Gustarla: Un'Esperienza da Condividere
Ancora oggi, in occasione della festa di Ferragosto, la palatella con la 'mpupata viene preparata in questo modo e di solito si gusta insieme a un buon bicchiere di vino locale, durante la festa religiosa o in famiglia, ma anche come pranzo al sacco da portare in una gita. La palatella è irrinunciabile a Nocera Inferiore e Superiore nel periodo di Ferragosto, in particolare tra il 14 e il 15 del mese, durante le tipiche rimpatriate di famiglia, ma anche come pranzo al sacco da portare in spiaggia.
Il Pane Marsigliese: Un'Alternativa Regionale
Un altro tipo di pane diffuso nelle province di Napoli e Salerno è il pane marsigliese. Caratterizzato da una crosta lucida e croccante di colore giallo paglierino intenso e una mollica bianca soffice, questo pane deriva dal pain fendu provenzale. La sua forma particolare, composta da due piccoli pani allungati attaccati longitudinalmente tra loro, lo rende ideale per accompagnare zuppe e piatti saporiti.
La Ristorazione Innovativa nell'Agro Nocerino-Sarnese
L'Agro Nocerino-Sarnese non è solo tradizione, ma anche innovazione nel settore della ristorazione. Molti ristoratori e pizzaioli stanno reinterpretando i piatti tipici del territorio, utilizzando ingredienti di alta qualità e tecniche di cottura moderne.
Ti Delizio: Il Menù Digitale che Valorizza l'Esperienza Gastronomica
In questo contesto si inserisce "Ti Delizio", un menù digitale sviluppato da Maior ADV di Nocera Inferiore. Questo strumento innovativo permette ai ristoratori di gestire in modo semplice e intuitivo il proprio menù, valorizzando la qualità visiva dei piatti e fornendo informazioni chiare sugli allergeni.
"Ti Delizio" nasce per rispondere a un problema concreto: semplificare la gestione dei menù digitali e trasformarli in un vero strumento di marketing. Grazie a un'app nativa, il ristoratore può aggiornare il menù rapidamente, senza dover accedere da computer a un sito web. La componente visiva è centrale, con immagini ad alto impatto che aumentano la sicurezza del cliente e favoriscono le vendite.
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WIP Burger & Pizza: Un Laboratorio di Gusto e Innovazione
A Nocera Inferiore, WIP Burger & Pizza rappresenta un esempio di ristorazione innovativa, dove la tradizione della pizza si unisce alla ricerca di nuovi gusti e sapori. Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, i due soci fondatori, propongono pizze realizzate con farine di alta qualità, prodotti a Presidio Slow Food e abbinamenti originali con oli DOP e vini del territorio.
Il locale, arredato in stile industrial, offre un'esperienza culinaria indimenticabile, con un'attenzione particolare per i dettagli e la qualità degli ingredienti. La cantina vanta un ampio assortimento di vini nazionali e campani, perfetti per accompagnare le pizze e i piatti proposti in carta.
Flame: Il Ristorante che Esalta i Sapori del Territorio
Flame, un altro locale di Nocera Inferiore, si distingue per la sua capacità di offrire piatti della tradizione campana con un tocco di innovazione. Il ristorante propone carne, panini, pizza in pala e taglieri, utilizzando prodotti di qualità e valorizzando le peculiarità del territorio.
Tra le novità di Flame spicca la "dispensa di Flame", con sughi in vetro "buoni e pronti" che il cliente può acquistare per ritrovare a casa lo stesso sapore provato al ristorante. L'obiettivo è quello di offrire un'esperienza culinaria autentica e innovativa, nel rispetto della tradizione campana.
Assolo di Baccalà: Un Omaggio all'Ingrediente Totale
Nell'Agro Nocerino-Sarnese, il baccalà è stato un ingrediente fondamentale nella dieta popolare. La cena tematica "Assolo di Baccalà", ospitata da Nounù, ha celebrato questo ingrediente in tutte le sue forme, valorizzando ogni sua parte e riducendo gli sprechi.
La chef Chiara Fiorentino ha creato un percorso gastronomico coerente e narrativo, che ha raccontato il baccalà come ingrediente totale, da valorizzare e recuperare in ogni sua parte, senza sprechi e con grande rispetto per la materia prima. Il menù si è aperto con le frittelle all’acqua di baccalà e olive nere, scelta emblematica di una cucina consapevole, in cui anche l’acqua di ammollo diventa base aromatica e identitaria.
Il Biscotto di Castellammare di Stabia: Un Mito Gastronomico
Il biscotto di Castellammare di Stabia è un altro prodotto identitario della tradizione dolciaria campana. Nato nel 1848 dalla creatività della Casa Produttrice Riccardi, questo biscotto semidolce, fragrante e allungato "a sigaro" rappresenta un patrimonio che unisce tecnica artigianale, storia familiare e un'aura di mistero.
La ricetta, basata su una lievitazione naturale lenta e sapiente, diede vita a un prodotto friabile ma resistente, profumato, leggermente zuccherino e riconoscibile dal primo morso, avvolto nella carta gialla e blu (i colori della città). Il biscotto divenne compagno ideale delle sorgenti stabiesi, perché aveva una qualità non comune: non si sbriciolava quando veniva imbevuto.
La Cucina Messicana Tradizionale nell'Agro Nocerino-Sarnese
L'Agro Nocerino-Sarnese si apre anche a cucine internazionali, come dimostra l'evento gastronomico dedicato alla cucina messicana tradizionale, ospitato dal WIP Burger & Pizza di Nocera Inferiore, con la partecipazione della chef internazionale Diana Beltrán.
La chef ha offerto un approfondimento sulla cucina messicana originaria, distinta dalla declinazione tex-mex e fondata su un quadro antropologico e tecnico ben definito. La serata ha visto la realizzazione di piatti che esaltano il mais, elemento fondativo della dieta mesoamericana, e l'impiego di moles, salse complesse e aromatiche che rappresentano l'asse tecnico della cucina messicana.
Picatine di Massimo Pica: Un Inno alla Creatività Pasticcera
Massimo Pica, pastry chef con un'illuminata visione imprenditoriale, ha creato le Picatine, un nuovo dolce che unisce due grandi capisaldi della pasticceria: la frolla e la pasta per croissant.
Le Picatine sono crostatine con una marcia in più, realizzate con farine macinate a pietra e farcite con crema pasticcera, mele e nocciole, cioccolato Valrhona, arancia e mandorla, o cake al cioccolato Guanaja. Pica propone le Picatine anche in versione salata, con pomodorini confit, ricotta, zucchine spadellate, lime e menta, offrendo una valida alternativa al solito panino.