Il pane fritto, una ricetta semplice e gustosa, affonda le sue radici nella cucina povera contadina italiana. Nelle varie regioni, questo piatto assume nomi e caratteristiche diverse, ma l'essenza rimane la stessa: trasformare il pane raffermo in una delizia croccante e saporita. Il pane fritto non è solo cibo, ma un'atmosfera che celebra la tradizione, il sapore e i bei momenti trascorsi attorno alla tavola con amici e familiari.
Sgabei della Lunigiana: Bastoncini di Pane Fritto
Gli sgabei della Lunigiana, in quella zona bellissima tra Liguria e Toscana, rappresentano una delle tante varianti regionali del pane fritto. Questa ricetta nasce dalla necessità di riutilizzare i ritagli dell’impasto del pane o della focaccia, trasformandoli in qualcosa di sfizioso. La frittura rende questi bastoncini di pane davvero invitanti.
Per preparare gli sgabei, si utilizza un semplice impasto tipo quello della pizza, che va fatto lievitare. Una volta lievitato, l'impasto viene steso con il mattarello e tagliato a rettangoli lunghi e stretti. Questi rettangoli vengono poi fritti in olio bollente fino a doratura. Durante la cottura, gonfieranno e diventeranno croccanti fuori e morbidi dentro. Gli sgabei si servono caldi, cosparsi di sale e accompagnati da un buon bicchiere di vino. Sono ottimi da servire con un bel tagliere di salumi e formaggi locali.
Ficattola: Pasta di Pane Lievitata e Fritta del Mugello
La ficattola è un'altra deliziosa variante del pane fritto, originaria della zona del Mugello, al confine con la Romagna. Si tratta di pasta di pane lievitata e fritta, con un impasto neutro che si sposa bene sia con i salumi sia con le confetture. Il nome sembra derivare dai fichi che un tempo venivano mescolati nell’impasto.
La ficattola ha un legame speciale con la famiglia di mio padre, originaria dell’Appennino romagnolo, una zona che strizza l’occhio alla Toscana. Mia nonna paterna, pur non avendo lasciato molte ricette scritte, ha tramandato piccoli capolavori di semplicità della cucina contadina di montagna, tra cui castagnaccio, frittelle, frittata trippata, farinata di ceci e basilico e, naturalmente, la ficattola.
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Un Ricordo d'Infanzia: La Ficattola e la Strada Montanara
La strada provinciale Montanara nasce vicino all’Adriatico e, dopo aver attraversato un bel pezzo di Romagna, sale verso l’Appennino romagnolo che, a poco a poco, si fa Toscana. Mio babbo ricorda che quando era ragazzo, soprattutto con la bella stagione, dal suo paese partivano comitive e mezzi, entrambi, tra i più disparati in direzione Firenzuola dove cambiano confini, accento e sapori.
Con la bella stagione, mio padre e i suoi amici migravano verso Firenzuola in cerca di svago. I balli nelle aie erano un modo per fare incontrare i giovani senza perdere di vista le ragazze, sempre accompagnate dalle madri. Durante quei pomeriggi c’era anche la merenda, quasi sempre ficattola e salame o ficattola e zucchero.
La ficattola è talmente buona che, poco alla volta, è scesa percorrendo la via Montanara al contrario, fino a Imola, dove, nei chioschi che ancora si trovano in Romagna, ha trovato posto tra piadina romagnola e piadina fritta. È una ricetta da tagliere, si serve con salumi, formaggi, sott’oli e confetture ed è perfetta come antipasto, aperitivo, pane, o merenda. Mia nonna paterna teneva da parte il cartoccio di ficattola che le portava il babbo per mangiarle nel caffe latte del giorno dopo.
Ricetta della Ficattola: Ingredienti e Preparazione
Ingredienti per 6 persone:
- 25 g di lievito di birra fresco
- 50 ml di acqua calda
- 1 cucchiaino di miele
- 500 g di farina 00
- 25 g di olio d'oliva
- 1 g di sale fino
- 1 g di zucchero semolato
- 250 ml di latte tiepido o a temperatura ambiente
- 1 l di olio di semi per friggere
Preparazione:
- Sciogliere il lievito sbriciolato in un bicchiere con l’acqua calda e il miele. Mescolare e mettere da parte.
- Mettere la farina in una ciotola capiente. Al centro aggiungere il lievito sciolto, lungo i bordi spolverare sale, zucchero e versare a filo l’olio d’oliva.
- Unire metà del latte e impastare con le mani, man a mano versare tutto il liquido. L’impasto deve risultare morbido e appiccicoso, se necessario aggiungere acqua tiepida.
- Coprire l’impasto con un canovaccio e lasciare lievitare da 1 a 3 ore o fino a che il volume dell'impasto raddoppia.
- Versare l’olio in un tegame e portarlo a temperatura per friggere. Fare la prova con uno stuzzicadenti: se immergendolo si formano delle bolle intorno al legnetto, l’olio è abbastanza caldo.
- Ungere le mani con olio d’oliva, strappare dei pezzi di impasto e immergerli nell’olio bollente friggendo 2-3 pezzi per volta. Friggere ogni pezzo per 3 minuti o fino a quando prende colore. Girare le ficattole con l’aiuto di una forchetta.
- Raccogliere il pane fritto con un mestolo forato, adagiare su un piatto coperto di carta assorbente e sistemare in una ciotola. Coprire con un canovaccio per tenere il pane fritto al caldo.
- Servire le ficattole appena fritte.
Consigli:
- Conservare per un giorno o due fuori frigorifero.
- Una volta, nell'impasto si usava lo strutto.
Pane Fritto: Ricetta Anti-Spreco e Versatile
Il pane fritto è una ricetta facile ed economica, preparata con fette di pane raffermo passate in una pastella veloce a base di latte, uova e formaggio grattugiato e fritte quindi in abbondante olio extravergine di oliva bollente. Si tratta di un'idea furba e anti-spreco, perfetta per recuperare il pane avanzato e trasformarlo in un piatto molto gustoso, ottima da proporre anche per una merenda "dai sapori antichi" o per uno spuntino nutriente e sostanzioso.
Varianti e Consigli per un Pane Fritto Perfetto
- Tipo di pane: Puoi utilizzare un filone di pane bianco casereccio, ma anche pane integrale, di farro, ai cereali, in cassetta o altra tipologia disponibile in casa.
- Pastella: A piacere, puoi arricchire la pastella con le spezie e le erbette aromatiche preferite, come curcuma, curry, erba cipollina, timo sfogliato… Oppure, per una resa più sapida, puoi optare per il pecorino stagionato al posto del parmigiano grattugiato. Se desideri una versione dolce, ti basterà omettere il formaggio e il sale e unire un mix di cannella, vaniglia e zucchero grezzo di canna.
- Consistenza: Se desideri che il pane sia piuttosto morbido, ti suggeriamo di lasciarlo immerso nel composto di uova per qualche istante in più, in modo che si inzuppi per bene; se lo vuoi più croccante, al contrario, bagnalo molto velocemente.
- Cottura: Per una variante più leggera, prova a cuocere il pane in forno anziché friggerlo. Per una variante più ricca, puoi aggiungere cubetti di prosciutto cotto o formaggio morbido tra le fette prima di friggerle.
- Conservazione: Il pane fritto è migliore quando consumato subito, ma se hai degli avanzi, conservali in un contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 2 giorni. Per ridare croccantezza al pane fritto, riscalda in forno a bassa temperatura per qualche minuto.
- Presentazione: Presenta il pane fritto su un piatto da portata, magari accompagnato da una salsa leggera come una maionese aromatizzata o una salsa allo yogurt. Decora con foglie di prezzemolo fresco per un tocco di colore.
Abbinamenti: Vino e Pane Fritto
Il pane fritto tradizionale si abbina perfettamente con un bicchiere di Campi Flegrei Rosso DOC, vino corposo che esalta i sapori del piatto. Per la ciaccia fritta, l'abbinamento perfetto è con il prosciutto crudo semistagionato oppure con lo stracchino. Cosa bere insieme alla ciaccia fritta? Bollicine ovviamente. Occorre un vino spensierato e gioioso, in Toscana ce ne sono di tantissimi tipi che ricadono sotto l'Igt Toscana Bianco Frizzante. Una variante divertente a quelli tradizionali potrebbe essere quella di un Pet-Nat, ovvero un vino frizzante rifermentato naturalmente in bottiglia.
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Torta Fritta, Gnocco Fritto e Tigelle: Un Trio di Delizie Emiliano-Romagnole
L’Emilia-Romagna è una regione che sa fare bene il cibo. E quando si parla di piatti leggendari, Torta Fritta, Gnocco Fritto e Tigelle sono le star. Questi tre pani fritti sono il cuore e l’anima della cultura gastronomica locale, unendo le persone con ogni boccone croccante e dorato.
- Torta Fritta: Fiore all’occhiello di Parma, questo pane leggero e croccante è ottenuto da un semplice impasto di farina e acqua, steso sottilissimo e fritto nello strutto finché non si gonfia come un delizioso palloncino. Un tempo i contadini usavano la pasta avanzata per friggere queste prelibatezze nello strutto, trasformando pochi ingredienti basilari in uno spuntino appetitoso. La Torta Fritta deve il suo nome al fatto che veniva servita con lo zucchero, rendendola un dolcetto.
- Gnocco Fritto: È la risposta modenese al paradiso del pane fritto. Questo impasto, fatto con farina, acqua, lievito e strutto, viene tagliato in quadrati o rettangoli e fritto fino a quando diventa dorato e croccante all’esterno, ma soffice all’interno. Questo piatto risale ai tempi dei Longobardi e oggi Modena celebra lo Gnocco Fritto con feste a tutto tondo.
- Tigelle: Conosciute anche come Crescentine, vengono dalle montagne modenesi e portano in tavola un tocco tutto nuovo. A differenza delle altre due, le tigelle non sono fritte, ma cotte su una piastra calda, che le conferisce una consistenza croccante fuori e morbida e soffice all’interno. Un tempo pane dei poveri, oggi questi umili pani di montagna sono le padrone della cucina rustica e sono ancora più apprezzati che mai per uno spuntino o un pasto sostanzioso e soddisfacente.
Ciaccia Fritta: Semplice, Veloce e Deliziosa
Cosa c'è di più semplice della ciaccia fritta? Niente. Non esiste un altro piatto che possa vantare pregi quali bontà, velocità e facilità di esecuzione come questa croccante meraviglia. La ricetta che proponiamo è tipica della tradizione toscana (oltre che aretina ovviamente) ma vanta una lunga serie di "sorelle" o "cugine di terzo grado" in ogni regione dello stivale. In Emilia Romanga troviamo lo gnocco fritto e le crescentine, in Campania c'è la pizza fritta, a La Spezia ecco serviti gli sgabei. Ad Arezzo la ciaccia fritta è in assoluto una delle merende più goduriose, unte e confortanti del mondo. Le sue origini sono perse nella notte dei tempi anche se, come è facile intuire, le radici sono da rintracciare in una cultura culinaria povera e super basic dove poche materie prime unite insieme riescono a garantire gusto e apporto calorico sufficiente a "sfangare" (superare in verancolo ndr) il duro lavoro nei campi. Numerose sono anche le sagre paesane la festeggiano.
Ingredienti:
- Farina
- Acqua
- Lievito
- Sale
- Olio d'oliva
Preparazione:
- Sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida.
- Mettere la farina in una terrina piuttosto ampia e aggiungere sale, olio d'oliva e il lievito sciolto insieme alla propria acqua.
- Impastare il composto aggiungendo dell'altra acqua fin tanto da ottenere un impasto liscio ed elastico molto simile a quello della pizza e del pane.
- Il preparato, una volta lavorato, dovrà essere lasciato lievitare in un luogo caldo e asciutto per circa un'ora. Si consiglia di lasciare il composto coperto con un canovaccio di cotone per tutto il tempo della lievitazione.
- Una volta che sarà raddoppiato di volume, tagliare delle palline di pasta ed iniziare a stenderle con le mani fin tanto da ottenere dei dischi di circa 10-15 centimetri l'uno alti un centimetro.
- In una padella portare a temperatura l'olio per friggere e immergere un po' per volta le ciacce.
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