Pane del Pescatore: Un'Antica Specialità Romagnola Riscoperta

Immagina di gustare un pane intriso di storia e tradizione, nato dalle mani sapienti dei pescatori e capace di raccontare un territorio. Questo è il pane del pescatore, un'autentica gemma gastronomica romagnola che affonda le sue radici nel Borgo San Giuliano di Rimini, un tempo cuore pulsante della vita marinara.

Il Borgo San Giuliano: Un Viaggio nel Tempo

Prima di addentrarci nella ricetta e nelle peculiarità del pane del pescatore, è fondamentale conoscere il luogo in cui è nato e si è tramandato: il Borgo San Giuliano. Conosciuta più per le sue parti sul mare, sono ancora in molti a ignorare il centro storico di questa città. Questo quartiere, un tempo malfamato e trascurato, ha subito negli ultimi dieci anni un notevole percorso di riqualificazione. In passato, fino a non troppo tempo fa, il borgo non era così: era un quartiere malfamato, vicino al porto, di case mal ridotte, senza fogne. L’antico Borgo San Giuliano di Rimini oggi è un posto magico, dove tra locali e trattorie si respira un’atmosfera marinara senza tempo.

In questo borgo, prima che arrivasse qualsiasi tipo di strada, e quindi di accessibilità e viabilità, ad abitarci erano appunto soprattutto i pescatori. Nel borgo, si trovavano soltanto tre attività: un fruttivendolo, un barbiere e, appunto, la Trattoria La Marianna, inizialmente una cantina con rivendita di vino sfuso che l’omonima gestiva insieme al marito Guglielmo Morri. Fu poi negli anni ‘20 che la trasformarono nella sede attuale del ristorante, dove Marianna aspettava i pescatori che tornavano dalla giornata di pesca suonando il violino, insieme a sua sorella alla chitarra. La Marianna è un'istituzione, un luogo che ha visto passare generazioni di pescatori, camionisti, viaggiatori e persino personaggi illustri come Fred Buscaglione. Se invece ora San Giuliano ha ripreso una nuova linfa vitale è anche grazie ai locali e ai ristoranti che ci sono qui, come la Marianna che esiste ben dal 1908.

La Trattoria La Marianna: Custode della Tradizione

La Trattoria La Marianna ha giocato un ruolo cruciale nella conservazione e nella riscoperta del pane del pescatore. Nel tempo, si è affermata come trattoria di pesce e la sua popolarità è cresciuta, ancora di più con l’arrivo delle prime automobili dalla Via Emilia, aprendo così le sue porte soprattutto a una clientela di passaggio. In particolare, i primi frequentatori erano camionisti di tutta Italia e viaggiatori che, qui, trovavano ristoro e anche una camera per dormire, finché non è diventata una tappa fissa per le Mille Miglia e la carovana del Giro d’Italia. Negli anni ‘50 e ‘60 l’attività è continuata nelle mani delle figlie della Marianna, Cornelia e Aldina, note per i loro risotti di pesce; successivamente fu poi la cameriera e cuoca Lucia a occuparsi del locale, diventando invece famosa per i suoi tagliolini allo scoglio. L’ultima gestione vede la famiglia Delle Grazie, periodo durante il quale capita a lavorare qui lo chef Giuliano Canzian, oggi attuale proprietario insieme alla moglie Enrica. Così il 29 febbraio 2008 i due coniugi inaugurano la loro gestione, per altro proprio nell’anno in cui la Marianna compie cent’anni. Fin dall’inizio, il solo ed unico scopo di Enrica e Giuliano è stato quello di far ritornare la Marianna la vecchia trattoria di mare di una volta. E da quel giorno è soprattutto Enrica che se ne occupa, cercando di ricreare l’atmosfera di accoglienza di un tempo, che ha fatto la storia di Rimini e del borgo.

Grazie alle ricerche storiche di Enrica e Giuliano, oggi è possibile gustare nuovamente questo pane dimenticato. Se ancora oggi è possibile gustare il pane del marinaio è grazie appunto alle ricerche storiche di Enrica e Giuliano.

Leggi anche: Pane Vegano Fatto in Casa

Pane del Pescatore: Storia e Caratteristiche

Il pane del pescatore affonda le sue radici in un'antica tipologia di pane diffusa in Emilia-Romagna, in particolare a Ferrara, dove è conosciuta come "coppia ferrarese" (un prodotto IGP). Come ci racconta Enrica, questa specialità ha origine da un’antica tipologia di pane diffusa in tutta l’Emilia-Romagna, in particolare a Ferrara (dove è un prodotto IGP): stiamo parlando della “coppia”, perché si tratta di due strisce di pasta unite con una forma che ricorda una X o una croce, in un nastro centrale.

Tuttavia, il pane del pescatore riminese presenta delle peculiarità che lo distinguono. Inoltre quello di Ferrara viene fatto con farina di grano tenero tipo 0, acqua, strutto, olio extravergine di oliva, lievito naturale madre, sale e malto, mentre quello di Rimini con la farina di grano duro in quanto consentiva una conservazione più lunga in mare. La principale differenza risiede nell'utilizzo della farina di grano duro, che garantiva una maggiore conservazione del pane durante le lunghe giornate in mare. Proprio per questa sua caratteristica, secondo la tradizione dei pescatori riminesi si consumava così: veniva tagliato in due a metà, bagnato nell’acqua di mare per ammorbidirlo, condito con olio e aceto e poi accompagnato con il pesce a disposizione del momento.

La tradizione vuole che il pane venisse tagliato a metà, bagnato nell'acqua di mare per ammorbidirlo e condito con olio e aceto, per poi essere accompagnato con il pesce fresco pescato. “Solo raramente, nei periodi più duri e difficili, si mangiava da solo!” ci racconta Enrica.

Come Gustare il Pane del Pescatore

Di solito si abbinava al brodetto, al brodo di paganelli, alle vongole o allo sgombro, mentre invece oggi alla Marianna hanno una versione tutta loro con il tonno alalunga e i pomodorini, condito con olio e aceto. Ma in realtà si può abbinare con qualsiasi altro pesce che gli dia sapore e lo ammorbidisca (al posto dell’acqua di mare!).

Le caratteristiche essenziali del pane del marinaio sono:

Leggi anche: Benefici del Pane Proteico

  • Presenza di un buco centrale
  • Un liquido per ammorbidirlo (un sugo del pesce o un po’ d’acqua come per la frisella)
  • Rigorosamente olio e aceto per condire
  • L’accompagnamento con il pesce

La Ricetta Ritrovata

Un prodotto che, però, nel tempo si è un po’ perso, poiché si è tramandato soprattutto oralmente tra i pescatori. Quindi, è stato difficile anche ritrovare la ricetta, ma Enrica ci è riuscita e l’ha condivisa con noi!

Biscotti del pescatore

I biscotti del pescatore sono una specialità gastronomica delle Marche e in particolare della città di Fano, comune sul mare in provincia di Pesaro. I biscotti del pescatore sono perfetti per la colazione e la merenda di grandi e piccini, sono facili da fare e si preparano con ingredienti che abbiamo spesso già in casa. Per iniziare, gli ingredienti devono essere usati a temperatura ambiente per potersi amalgamare correttamente quando preparate l'impasto per i biscotti. Per rendere i vostri biscotti del pescatore ancora più golosi e nutrienti, potete aggiungere altri tipi di frutta secca (pistacchi, nocciole, arachidi, ecc.) o delle pepite di cioccolato, da aggiungere all’impasto prima di infornarli. La caratteristica principale di questi golosi biscotti è il fatto di poter essere conservati a lungo senza perdere la loro fragranza.

Altre idee di biscotti senza lattosio

Frutta secca, farina, uova e zucchero. Una punta di liquore. q.b. Se risultasse molto morbido, lasciatelo freddare una mezz’oretta in frigorifero, se invece fosse già lavorabile procedete a creare delle palline di circa 40-45 grammi, arrotondatele ruotandole tra i palmi delle mani e adagiatele su una placca rivestita di carta da forno. Aggiungete un pizzico di sale e a questo punto q.b. 03. Infornate a 160°C per 20 minuti circa. Quando i biscotti saranno dorati, sfornateli e lasciateli raffreddare per qualche minuto prima di trasferirli su una griglia.

Leggi anche: Pane Fatto in Casa: Guida

tags: #pane #del #pescatore #ricetta #originale