L'olio di sansa di oliva, spesso meno conosciuto rispetto all'olio extravergine o vergine, rappresenta una risorsa versatile con diverse applicazioni, dalla cucina alla cosmesi e alle terapie olistiche. Questo articolo esplora in dettaglio le proprietà, gli usi e i benefici di questo olio, fornendo una panoramica completa per il consumatore interessato.
Cos'è l'Olio di Sansa di Oliva?
Nel commercio, esistono diversi tipi di olio di oliva, la cui differenza dipende dalla coltivazione delle olive, dalla loro provenienza geografica, dalla lavorazione e dalla percentuale di acidità contenuta nell’olio. In base a determinati parametri chimici, l’olio di oliva si può classificare in Olio Extravergine di Oliva, con acidità inferiore allo 0.8%, e Olio Vergine di Oliva con acidità fino al 2%. La sansa è il residuo solido che permane dopo l’estrazione dell’olio. Dalle sanse è possibile estrarre misurate quantità di olio che vanno dal 3 al 6% in peso per pressatura o tramite la centrifugazione. L’olio che si ottiene è denominato olio di sansa di oliva greggio e non è commestibile. L’olio di sansa è pronto per essere usato ed è ottenuto mescolando l’olio di sansa raffinato con oli di oliva vergini diversi dall’olio lampante, con acidità non superiore all’1,5%.
Composizione e Caratteristiche dell'Olio di Sansa
La composizione dell’olio di sansa è simile a quella dell’olio di oliva, ma la cosa che lo contraddistingue è la ricchezza di acido linoleico (9,5 -15,5%) con l’aggiunta di acido elaidinico (0,2%), un isomero trans dell’acido oleico contenuto anche nel burro e nella margarina. A rendere così multiforme e robusto quest’olio partecipa in misura significativa l’elevata presenza di acido oleico, caratteristica particolare.
Utilizzo in Cucina
L’olio di sansa di oliva può trovare ampio utilizzo nelle nostre cucine: grazie al suo gusto delicato e all’elevato contenuto di acido linoleico, è perfetto per rendere fragranti le preparazioni come pane, focacce, biscotti e taralli alle quali riesce a conferire una croccantezza ineguagliabile. Le particolari proprietà di quest’olio, rendono questo alimento, il prodotto ideale per la produzione di focacce, pane, taralli e biscotti, ai quali è in grado di assegnarne friabilità e croccantezza.
Olio di Sansa per Frittura
La buona riuscita di una frittura passa, prima di tutto, per la qualità dell'olio in cui si frigge. Oggi i clienti di un ristorante o di una qualsiasi altra attività di ristorazione, lenta o veloce che sia, dimostrano molta più attenzione rispetto alla bontà e salubrità delle pietanze fritte, rivelando una maggior capacità di valutazione del cibo che viene loro servito. L'elevato punto di fumo (a 250°C) gli consente infatti di mantenere inalterate le sue proprietà anche ad alte temperature.
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Olio di Sansa nel Settore della Cosmesi e Terapie Olistiche
Oltre alle sue applicazioni culinarie, l’olio di sansa di oliva ha trovato un impiego significativo nel settore della cosmesi e delle terapie olistiche. Le proprietà benefiche dell’olio di sansa di oliva nella cosmesi possono essere attribuite alla presenza di acidi grassi monoinsaturi, vitamina E, polifenoli e antiossidanti. L’olio di sansa di oliva viene inoltre utilizzato in terapie olistiche come l’aromaterapia e la massoterapia. È importante notare che, sebbene l’olio di sansa di oliva abbia molti benefici per la pelle, potrebbe non essere adatto per tutti i tipi di pelle. Ad esempio, le persone con pelle sensibile o soggette a allergie potrebbero sperimentare irritazioni o reazioni avverse.
Olio di Sansa e Sostenibilità
L'utilizzo della sansa di oliva per l'estrazione di olio rappresenta un esempio di economia circolare, in quanto valorizza un sottoprodotto dell'industria olearia, riducendo gli sprechi e l'impatto ambientale. La sansa, altrimenti destinata allo smaltimento, viene trasformata in una risorsa utile, contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse naturali.
Ricerca Scientifica sull'Olio di Sansa
Diversi studi scientifici hanno esaminato le proprietà e i potenziali benefici dell'olio di sansa di oliva.
Composti Fenolici e Attività Antiossidante: Rubio-Senent et al. (2012) hanno identificato nuovi composti fenolici estratti idrotermicamente dal sottoprodotto dell'olio d'oliva, l'alperujo, e ne hanno valutato le attività antiossidanti [1]. Araújo et al. (2015) hanno esaminato i composti fenolici provenienti dai rifiuti dei frantoi oleari, evidenziandone gli effetti sulla salute, l'approccio analitico e l'applicazione come antiossidanti alimentari [11]. Sánchez De Medina et al. (2011) hanno studiato la qualità e la stabilità degli oli commestibili arricchiti con antiossidanti idrofilici derivati dall'olivo, valutando il ruolo degli estratti di arricchimento e della composizione lipidica [12]. Abd-ElGhany et al. (2010) hanno esplorato l'uso dell'estratto di sansa di oliva come antiossidante naturale per migliorare la stabilità dell'olio di girasole riscaldato [13]. Suárez et al. (2010) hanno sviluppato un olio d'oliva arricchito con composti fenolici derivati dalla sansa [14].
Utilizzo in Alimenti Fortificati: Difonzo et al. (2020) hanno condotto una revisione sui composti funzionali derivati dalla sansa di oliva per ottenere alimenti ad alto valore aggiunto [9]. Padalino et al. (2018) hanno studiato l'uso di un sottoprodotto industriale dell'olio d'oliva per l'arricchimento della pasta [16]. Cedola et al. hanno esplorato l'arricchimento di prodotti cerealicoli con sottoprodotti dell'industria dell'olio d'oliva (2020) [17], l'arricchimento del pane con sottoprodotti industriali dell'olio d'oliva (2019) [18] e la fortificazione di latte fermentato con antiossidanti naturali (2015) [15]. Durante et al. (2019) hanno analizzato i composti bioattivi e la stabilità di un tipico prodotto da forno italiano, i "taralli", arricchiti con pasta di olive fermentate [19].
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Impiego in Materiali e Altro: De Moraes Crizel et al. (2018) hanno preparato un packaging alimentare attivo a base di chitosano e sansa di oliva [20]. La Rubia-García et al. (2012) hanno valutato l'utilizzo del residuo solido dei frantoi oleari (pomace) come additivo nella produzione di mattoni leggeri [4]. Moubarik et al. (2015) hanno studiato le proprietà fisico-chimiche del nocciolo di oliva per il suo potenziale utilizzo nello sviluppo di adesivi fenolo-formaldeide per legno [2]. Valenti et al. (2017) hanno quantificato la disponibilità di sansa di oliva per la produzione di biogas utilizzando un modello GIS [6]. Lacolla et al. (2019) hanno esaminato gli effetti della fertilizzazione minerale e organica con l'uso di sansa di oliva umida sulla resa del grano duro [5].
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