La salsa, un genere musicale e un ballo vibrante e appassionato, è molto più di una semplice forma di intrattenimento. È un linguaggio di espressione, un simbolo di identità culturale e un fenomeno globale che continua a evolversi. Questo articolo esplora la storia, le origini e l'evoluzione della salsa, analizzando le sue radici caraibiche, la sua trasformazione a New York e la sua diffusione in tutto il mondo.
Origini e Radici Caraibiche
Le origini della salsa sono complesse e radicate nella ricca storia musicale dei Caraibi. Tracce delle sue origini possono essere trovate nella cultura musicale di molti paesi del Centro America, in modi e caratteristiche diverse: da Cuba a Puerto Rico, dalla Colombia al Venezuela. La salsa affonda le sue radici nella tradizione africana, importata in America dagli spagnoli attraverso la tratta degli schiavi, e questa radice è molto evidente all'ascolto della musica. Il predecessore più diretto della Salsa è il Son Montuno di Cuba, influenzato sia dalla musica europea che da quella africana, ma il genere prende spunto da altri ritmi, ad esempio il Reggae giamaicano, il Rock americano, il Merengue dominicano e la Cumbia colombiana.
Nella tradizione cubana viene considerata come un rituale di galanteria e corteggiamento in musica. Per altri la Salsa evidenzia il suo carattere tribale nella sua essenza più antica. Essa, infatti discende originariamente dalla tradizione africana. Dall'incontro successivo di tradizioni e culture diverse (africane da una parte ed ispano-europee dall'altra), approdano nel continente americano strumenti, ritmi, canti, religioni, culti. Alla proclamazione dell'indipendenza di Cuba nel 1901, restrizioni mai prima imposte vennero applicate nell'ambito socio- culturale, tra cui quella di suonare i tamburi di provenienza africana. Questo provocò la nascita di formazioni vocali chiamate Coros de Clave, diffondendo la vocalità e testi per canzoni. Queste nuove tendenze si spostarono dalle campagne verso le città ed intanto prendeva sempre più piede una nuova forma musicale: el son.
Predecessore della salsa fu il Casino, ballo da sala cubano molto popolare, nato verso gli anni ’50 da un miscuglio di stili locali e di provenienza europea, finalizzato al divertimento nelle feste, nato in ambito urbano, ma diffuso anche in campagna. Son, Danzon, Contradanza, Casino cubano e Rueda sono solo alcuni degli elementi che contribuiranno alla nascita della salsa così come la conosciamo oggi.
L'Esplosione a New York: Il Barrio Latino e la Fania All Stars
Come è accaduto al Mambo, alla Rumba e alla maggior parte dei ritmi latini, anche la Salsa ha presto varcato i confini cubani per approdare degli Stati Uniti. Qui, intorno agli anni Settanta, grazie all'interazione con altre culture musicali, nasce e si sviluppa la Salsa Metropolitana. Vivace e fantasiosa, meno aristocratica e più vicina alla dura realtà del Barrio, il Quartiere Latino di New York. Questa città diventa terreno fertile per la sua trasformazione, punto di riferimento per artisti latino-americani di diverse provenienze. Il Barrio è popolato da portoghesi, venezuelani, cubani, uruguaiani, colombiani e portoricani, una miriade di culture diverse, ricche di storia e tradizioni musicali. Il Son Cubano trova terreno fertile nella sua metamorfosi e s'incontra con altrettanti ibridi quali il Jazz, il Rhythm'n'blues, la cumbia e la sorella Rumba.
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Intorno agli anni 50 i musicisti portoricani e migrati in Portorico si trasferirono nelle zone di Harlem El Barrio appunto stessa cosa coinvolse Nueva York. Questi musicisti suonavano ritmi tipicamente cubani associati a quelli tipicamente portoricani della Bomba e della Plena, dando così vita ad un nuovo genere musicale che prese il nome di Salsa. Di li a breve la Salsa subì, grazie a musicisti come Eddie Palmieri o Johnny Pacheco anche le influenze di un altro noto genere musicale il Jazz. Per quanto concerne la musica cubana e la salsa anche l’introduzione dei vari strumenti musicali nelle piccole orchestre fu graduale. Inizialmente la salsa era caratterizzata dal suono di tromboni per poi propenderà verso l’aggiunta di altri strumenti a fiato come la tromba. Negli anni settanta Cheo Feliciano ed Hector Lavoe inserirono una sezione di violini, viole e violoncelli: anche gli arrangiamenti vennero modificati diventando strutture musicalmente sempre più complesse.
Un ruolo cruciale in questa esplosione lo ebbe la Fania Records, un'etichetta discografica che riunì alcuni dei più talentuosi musicisti latini dell'epoca. Nel 1973 la Fania Records annunciò quello che avrebbe dovuto essere il concerto più spettacolare nella storia della musica caraibica, presso lo “Yankee Stadium“. In quel concerto, oltre alla partecipazione degli artisti sopra menzionati, sarebbero dovute intervenire anche tutte le Stelle della Fania, ma non appena il concerto ebbe inizio con il brano Conga Bongó, una descarga nella quale si contrapponevano Barretto e Mongo in un tripudio di tumbadoras il pubblico in preda all’euforia e all’entusiasmo si riversò sul terreno dello Stadio invadendolo e creando pericolo all’incolumità degli artisti che si esibivano. Fu così che l’idea di Massucci di realizzare un film con la Fania All Stars in concerto nello Yankee Stadium, rimase disillusa. Ma nonostante questo iportante contrattempo il film venne comunque realizzato creando di fatto un falso storico.
La Fania All Stars non era soltanto un’orchestra formata dai più famosi artisti latino-americani. L’incanto, l’attrazione che rappresentava, oltrepassava il semplice fatto musicale. La sua voce era l’espressione più genuina di quei luoghi pieni di miseria e di povertà infinita, dove si viveva al ritmo sfrenato della grande città; dove lo scarso tempo che si poteva trovare per il riposo era destinato all’unica cosa che manteneva viva ed unita questa gigantesca comunità: la musica delle Antille. Contattarono artisti emergenti: Larry Harlow , Bobby Valentín. L’etichetta Fania, approfittando del crescente interesse verso la musica che produceva, scritturò, da lì a poco, la quasi totalità delle orchestre latine che operavano nella città. Inevitabile sembrò a quel punto creare all’interno dell’etichetta un gruppo formato dai migliori artisti sotto contratto. La prima riunione della Fania All Stars avvenne in un piccolo locale del Bronx, il Red Garter. Fu soltanto una anteprima di quello che sarà il debutto ufficiale dell’orchestra:Lo storico concerto avvenne al Cheetah (Broadway) il 26 agosto 1971. Il 24 agosto del 1973 la presentazione della Fania AlI Stars nello Yankee Stadium di New York. Fra l’entusiasmo dei quarantamila presenti le stelle della Fania cominciarono a suonare, ma il pubblico, nel tentativo di avvicinarsi ai propri idoli, travolse le transenne, servizio d’ordine compreso, ed invase il terreno di gioco.
Nel 1971 entrò ufficialmente a far parte del gruppo entra Celia Cruz. la Fania sottoscrisse un contratto con la potentissima etichetta CBS per la distribuzione dei suoi prodotti a livello internazionale. Le stelle del gruppo si erano nel frattempo ridotte a: Papo Lucca, piano; Ray Barreto, congas; Roberto Roena, bongo; Nicky Marrero, timbales; Bobby Valentín, basso; Johnny Pacheco, flauto e direzione d’orchestra. Ad essi, nel tentativo di conquistare anche un pubblico diverso, si aggiunse Stevie Winwood un prestigioso polistrumentista inglese della vecchia epopea del rock. Nel 1978 l’orchestra pubblicò un altro disco battezzato “Spanish fever”, sull’onda del travolgente successo del film di John Travolta: “Saturday’s night fever”. La Fania All Stars di fatto si trasformerà in un simbolo: l’orchestra di salsa per antonomasia, un autentico punto di riferimento, capace di imprimere una svolta decisiva nella evoluzione di tutta la musica afro-latino-caraibica.
La Controversia sull'Americanizzazione della Salsa
In questo film, i produttori tentarono di svincolare la Salsa dai Caraibi multi-etnici, associandola alla forte migrazione antilliana che in quegli anni consolidava il barrio latino di NY. Infatti secondo il libretto di presentazione del film la popolazione Caraibica emigrando principalmente a New York e mescolando le varie tradizioni ritmiche e musicali consegnò a questa città la paternità di questo ritmo. Il messaggio era forte e inequivocabile: La Salsa nasce in America (Stati Uniti) e non ha vincoli natali con i Caraibi. Il proposito degli impresari era vendere la Salsa al pubblico statunitense come un prodotto americano. D’altra parte, il titolo del film “Salsa” diede la possibilità a molti musicisti americani di utilizzare propiamente questo termine nelle loro produzioni discografiche.
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Quella che venne definita l’americanizzazione USA della Salsa si intensificò nell’anno 1973 quando l’etichetta di Masucci lanciò il disco della Fania All Stars, “Latino-soul-rock”. Il titolo di questo disco, era un assurdo, per l’incongruenza di termini musicali sconnessi che non erano propri della Salsa. Questo ci preannunciava quali erano gli intenti dell’etichetta Fania che attraverso la credibilità della Fania All Stars cercava di legare la musica caraibica con il mondo musicale americano della Pop music. Con questo, ed in solo due 2 anni, la Fania All Stars orchestra di forti radici caraibiche si perse nel mondo della musica internazionale. L’unica canzone che valeva nel disco “Latino-soul-rock” fu El Raton, brano composto e cantato dal maestro del soneo Cheo Feliciano. Pensando che questo brano aveva un arrangiamento con una forte contaminazione di Rock Latino di Carlos Santana, alla chitarra elettrica e percussione cubana, Cheo fu superlativo in quel arrangiamento poco salsero plasmò una magistrale interpretazione sonera. Nel 1975 la Fania lanciò due dischi col titolo “Live at Yankee Stadium” ed il disco della colonna sonora del film “Salsa”, con queste uscite discografiche la Fania si proclamò come la compagnia discografica di Salsa. Nei primi due dischi prodotti, dopo questa premeditata identificazione la Fania falsifica la realtà tentando di coinvolgere il grande pubblico. Questi due dischi della Fania All Stars rappresentarono il ritorno di questa band alla Salsa vera. “Mi Gente” interpretato da Héctor Lavoe, il sonero che segnerà la rotta da seguire per i soneros nel resto della decade, si trasformò nella canzone che consegnerà alla storia Lavoe come solista.
Affinché la salsa potesse farsi realmente milionaria, doveva superare il solo mercato latino, doveva conquistare il pubblico americano per poi spiegare il volo verso il mondo intero. Per ottenere questo scopo, gli impresari dovevano necessariamente cambiare l’immagine della salsa.
Stili e Variazioni Regionali
La salsa non è un monolite musicale, ma piuttosto un genere sfaccettato con diverse varianti regionali, ognuna con il suo sapore distintivo.
Salsa Cubana (Casino): La Salsa Cubana, nota anche come “Casino“, è una vibrante espressione della cultura cubana. Caratterizzata da ritmi vivaci e contagiosi, la musica per la salsa cubana sfrutta strumenti come congas, trombe, e pianoforti. I passi di base della Salsa Cubana sono relativamente semplici ma richiedono coordinazione e ritmo. In gran parte delle scuole d’Europa si balla prevalentemente la salsa cubana, spontanea come genere, non codificate nelle figure prevede dei movimenti di base e dei passi basici composti da aperture e spostamenti che consentono di effettuare le figure in senso circolare. A Legare le figure, una all’altra, troviamo il dile que no, mentre tra i passi basici la martilla (o martillo = martello) con apertura e chiusura rivolta verso il partner, e la posizione chiusa in coppia derivante dalla posizione di ballo sociale “posicìon de baile social”.
Salsa Portoricana: La Salsa Portoricana ha radici profonde nella storia musicale latinoamericana. È un simbolo di gioia, cultura e tradizione. È un mix eclettico di ritmi africani, spagnoli e caraibici, una fusione che riflette la storia complessa di Porto Rico. Artisti come Hector Lavoe e Willie Colón hanno contribuito a definire il genere, portandolo a livelli internazionali. La Salsa Portoricana si distingue per i suoi passi rapidi e movimenti fluidi, che richiedono coordinazione e passione. La Salsa Portoricana è uno stile di ballo salsa che enfatizza la linearità, l’eleganza e il gioco di gambe fluido. È conosciuta per la sua enfasi sul ballo in linea, a differenza della Salsa Cubana che ha più movimenti circolari. Lo stile Portoricano si concentra sulla precisione dei movimenti e sull’interpretazione musicale, spesso eseguito con passi rapidi e complessi. I ballerini utilizzano movimenti lineari e spesso incorporano elementi di jazz e balletto, rendendo questo stile elegante e sofisticato. Festival come il “Puerto Rico Salsa Congress” attirano appassionati da tutto il mondo.
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Salsa Colombiana: Le radici della Salsa Colombiana affondano nella ricca storia musicale del paese. Questo stile si è evoluto grazie alla combinazione di diversi elementi culturali, creando un mix unico che rispecchia la diversità e la ricchezza della Colombia. La Salsa Colombiana ha superato i confini nazionali, conquistando cuori e piedi in tutto il mondo. Questo stile di ballo è diventato un ambasciatore della cultura colombiana, guadagnando popolarità e apprezzamento da un pubblico internazionale che si innamora della sua energia e vitalità. Nota per i suoi passi veloci e movimenti atletici, la Salsa Colombiana è uno stile di ballo ad alta energia. Si distingue per i suoi passi rapidi e il lavoro di piedi intricato, rendendola uno stile spettacolare dal punto di vista visivo. Questo stile è noto per la sua spontaneità e per l’uso di strumenti caratteristici come le claves, il guiro e le maracas. I ritmi incalzanti e i suoni melodici sono l’essenza di questa danza, creando un’atmosfera irresistibile che invita a muoversi e a celebrare.
Salsa Venezuelana: La Salsa Venezuelana, pur essendo meno conosciuta a livello internazionale rispetto ad altri stili latino-americani, ha una storia ricca e affascinante. La nascita della Salsa Venezuelana è stata influenzata da una varietà di fonti musicali e culturali. Il Venezuela, come molti paesi dell’America Latina, ha una storia coloniale che ha portato alla mescolanza di culture indigene, africane ed europee. Nel corso degli anni, la Salsa Venezuelana si è evoluta, incorporando elementi di altri stili di ballo latino come il son cubano, il mambo e il cha-cha-cha. Tuttavia, ha mantenuto alcune caratteristiche distintive, soprattutto nell’enfasi sul romanticismo e sulla fluidità dei movimenti. Oggi, la Salsa Venezuelana continua a essere un elemento importante della cultura venezuelana, celebrata sia a livello nazionale che internazionale. Anche se non è diffusa come la salsa cubana o portoricana, rimane un testimone unico dell’identità culturale e musicale del Venezuela. Negli anni ’80, la Salsa Romantica ha iniziato a emergere come sottogenere, con artisti che mescolavano ritmi tradizionali della salsa con testi più lirici e melodie dolci. Questo stile si focalizza sull’espressione emotiva, con movimenti che raccontano storie di amore e passione, riflettendo le tematiche delle canzoni di salsa romantica. La salsa venezuelana è principalmente un ballo di coppia, dove comunicazione e intesa sono fondamentali. Il passo base si sviluppa con l’uomo che avanza con il piede sinistro mentre la partner indietreggia con il destro. Nella Salsa Venezuelana, ogni passo e movimento è intriso di significato. La danza diventa un linguaggio attraverso cui i ballerini esprimono emozioni e sentimenti.
Salsa di New York e Salsa di Los Angeles: La salsa di New York e la salsa Los Angeles prendono nome dal loro luogo di origine. Per quanto riguarda la Los Angeles e la New York i virtuosismi in una e le acrobazia nell’altra, associati alla velocità esecutiva la rendono più difficile da apprendere.
La Salsa Oggi: Un Fenomeno Globale in Continua Evoluzione
Oggi la Salsa è un fenomeno musicale mondiale che persone, con distinte radici etnico culturali ed economiche, godono e credano tanto nella forma musicale come nel ballo. La salsa, con le sue continue innovazioni e la sua diffusione globale, rimane un pilastro della cultura del ballo.
Il Significato del Termine "Salsa"
Salsa …tutti i ballerini hanno affrontato almeno una volta il discorso sulla definizione della parola “Salsa“. Espressioni come “la salsa è una sola“, “la vera salsa è cubana” oppure “la salsa si chiama così perché include svariati generi musicali” sono diventati ormai dei luoghi comuni.
Il termine “salsa” è qui mutuato dal linguaggio gastronomico e potrebbe significare proprio la mescolanza di stili e di tradizioni musicali diverse.
Per capire bisogna necessariamente partire dal presupposto che la musica, quindi i generi musicali, e la danza sono, come tutte le forme artistiche, in continua evoluzione, dove evolvere non vuol dire snaturare.La prima volta che compare questa parola è nel brano Son Echale salsita di Ignacio Pineiro, nel 1929, con il significato di cucina saporita, con aggiunta di salsa, con la stessa accezione più ampia di quando noi diciamo “aggiungiamo un po’ di pepe”.Ma il termine raggiunge maggiore successo negli Anni Sessanta, con il disco di Cal Tjader Soul souce, un classico del latin jazz, che aveva in copertina una bottiglia di tabasco.Negli Anni Settanta, i dirigenti della Fania All Stars cominciarono ad utilizzare il termine Salsa per definire la musica latina.I latini americani, nel frattempo, avevano iniziato ad usare la parola Salsa per distinguere la loro musica da quella dei bianchi, il Rock, e da quella dei neri americani, il Soul.
La Diffusione Globale
Indubbiamente la Fania vendette bene quello che ormai era un nuovo genere musicale, ma il movimento salsero si diffuse anche grazie alla comunità portoricana di New York, che contribuì a mantenere viva la musica cubana anche dopo la chiusura delle frontiere con l’isola. Paquito D’Rivera, bassista, e Cachao Lopez, sassofonista, tra i massimi esponenti del jazz e della musica cubana di tutti i tempi, hanno dichiarato in un’intervista che un grande merito della diffusione e dell’evoluzione della musica latina e cubana va riconosciuto agli artisti portoricani di New York, i quali la modificarono introducendo elementi musicali dei propri paesi d’origine e le sonorità presenti nella metropoli americana, dando valore alla peculiarità della musica latina.
La popolazione latina si unì parlando una lingua comune, lo spagnolo, e suonando una sola musica (Cubana, Portoricana, Domenicana, Colombiana, Venezuelana, comunque di origine latina). Così recuperarono la loro identità, mischiando tutti i ritmi dell’America Latina, reinterpretando le vecchie sonorità con nuovi arrangiamenti e testi e riutilizzando la lingua spagnola. Alcuni testi, all’insegna della protesta sociale, furono vietati negli USA e frequentemente si verificavano scontri tra la comunità portoricana e la polizia.
La Salsa come Espressione di Identità e Resistenza
Anche la salsa, come la maggior parte dei balli latini, affonda le radici in epoca di schiavitù. Proprio a causa della condizione in cui si trovavano gli schiavi africani nelle colonie, i passi sono semplici e quasi sempre “sul posto”: gli spostamenti sono molto ridotti e vi sono aperture e chiusure a stretto raggio (una gamba ferma e l’altra in avanti o indietro e cambio gamba). Il ballo nasce intanto come una ginnastica per non permettere alle articolazioni di atrofizzarsi, per evitare i crampi e per sciogliere i muscoli sotto tensione a causa di posizioni scomode. Man mano il movimento è divenuto uno sfogo, poi una speranza, infine, accompagnato da note musicali, un vero e proprio respiro, come se danzando potessero assaporare la libertà e la vita. Con l’indipendenza dalle colonie spagnole, la libertà conquistata aveva portato gli ex schiavi a spostarsi soprattutto nei grandi centri alla ricerca di una vita, finalmente, dignitosa. Qui il ritmo e i passi si trasformano, si abbelliscono e diventano vero e proprio “ballo”. Man mano che avveniva l’integrazione dei più svariati popoli e culture, si mescolava anche il ballo ad altri balli e tendenze. La sua natura muta, pertanto, divenendo poliglotta. La capitale della salsa, per anni, è stata New York City. Qui si riversarono la maggior parte degli africani deportati che danzavano al ritmo di quella conosciamo oggi come salsa per sentire vicino il loro Paese. Molti strumenti utilizzati nella salsa, come per esempio la conga, appartenevano infatti solo alla cultura musicale africana fino ad allora. Danzavano per le strade e a loro, spesso, si univano portoricani, colombiani, cubani e indigeni. Ovviamente via via che il raggio di pratica si allargava, molte erano le novità che venivano apportate al ballo e alla musica.
Le Teorie sulle Origini
Riuscire a tracciare una storia della Salsa risulta impresa ardua e difficile. Altre teorie sulle origini della Salsa la vogliono come la sintesi di ritmi a lei precedenti, come il son, la rumba, il mambo, la guaracha.