Il Museo della Figurina di Modena: Un Viaggio nella Storia della Grafica e del Costume

Il Museo della Figurina di Modena rappresenta un unicum nel panorama museale italiano, un vero e proprio gioiello dedicato all'arte grafica e alla storia del costume attraverso l'affascinante mondo delle figurine. Nato nel 2006 grazie alla straordinaria collezione di Giuseppe Panini, fondatore dell'omonima azienda insieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto, il museo offre un percorso espositivo che spazia dalle origini della figurina fino alle produzioni più moderne, documentando l'evoluzione di questa forma di comunicazione pubblicitaria e il suo impatto sulla società di massa.

La Nascita del Museo e la Donazione al Comune di Modena

Giuseppe Panini, appassionato collezionista di stampe, raccolse nel corso degli anni centinaia di migliaia di piccole stampe a colori. Nel 1986, questa straordinaria collezione divenne un museo all'interno dell'azienda stessa. Nel 1992, Giuseppe Panini, in accordo con l'azienda e il Comune di Modena, decise di donare la raccolta alla sua città, eletta capitale mondiale della figurina, e quindi sede naturale di un museo che ne potesse documentare le origini e lo sviluppo fino ad arrivare alle più moderne tecniche di produzione. Questa donazione ha reso possibile la creazione di un museo che oggi custodisce un patrimonio di circa 500.000 esemplari, di cui solo una parte è esposta al pubblico.

La Collezione: Un Patrimonio di Inestimabile Valore

Il patrimonio del Museo della Figurina è costituito da circa 500.000 esemplari, di cui solo una parte è in mostra. Fra questi figurano nuclei di grande rarità come le serie Liebig, edite fra il 1873 e il 1975 dall'omonima società produttrice dell'estratto di carne; questo gruppo comprende i bozzetti, le prove di stampa e le pietre litografiche. Migliaia sono poi le figurine dei grandi magazzini parigini "Au Bon Marché" e di altre aziende produttrici, le cigarettes cards ottocentesche statunitensi, le scatole di fiammiferi, le carte di caramelle, i calendarietti da barbiere ed altre rarità che, nel complesso, rappresentano un insostituibile archivio documentario per la storia della grafica e della comunicazione pubblicitaria.

La raccolta del museo riunisce accanto alle figurine propriamente dette, materiali affini per tecnica e funzione: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti, album pubblicati dalle ditte per raccogliere le serie o creati per passatempo dai collezionisti e molti altri materiali ancora.

Il Percorso Espositivo: Un Viaggio Attraverso la Storia della Figurina

Si accede alla sala espositiva salendo al secondo piano di Palazzo Santa Margherita, dopo aver attraversato un suggestivo “tunnel delle meraviglie”. Lo spazio è allestito con sei espositori, concepiti come grandi album da sfogliare, grazie agli otto sportelli laterali estraibili. La sala espositiva è allestita con sei 'armadi' espositori, concepiti come album da sfogliare, ognuno dedicato ad un tema specifico. A ogni espositore corrisponde un tema specifico correlato agli altri, ma in sé completo, scandito da stampe e oggetti originali, per un totale di 2.500 pezzi, parte del patrimonio del museo, costituito da circa 500.000 esemplari di figurine e materiali affini. Il visitatore può trovare così un inedito punto di vista sulla storia e il costume degli ultimi 150 anni.

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Il percorso di visita è articolato e segue l’evoluzione dell’arte della figurina attraverso le epoche, a partire dai suoi antecedenti storici.

Gli Antecedenti: Le Origini Iconografiche della Figurina

La prima tappa presenta incisioni d’epoca, matrici originali e riproduzioni di una serie di immagini a stampa che hanno influenzato l’iconografia delle figurine. Questa sezione è un vero e proprio tuffo nella storia. Propone incisioni d’epoca, matrici originali e duplicazioni di immagini a stampa che hanno influenzato e fatto la storia delle illustrazioni delle figurine. Le figurine apparvero in Europa già dal XV secolo e, all’epoca, venivano impresse seguendo le tecniche della xilografia e della calcografia. In questa sezione si possono ammirare incisioni riprodotte ed accuratamente selezionate tra le più antiche ed importanti della storia, a partire da quelle più antiche a tema religioso, per arrivare a quelle laiche odierne, in un interessante excursus attraverso le figurine a tema satirico e cronachistico. Si parte addirittura dal XV secolo quando, le prime stampe, venivano impresse con le tecniche della xilografia e della calcografia e avevano carattere prettamente religioso.

La Cromolitografia: La Rivoluzione nella Stampa a Colori

La seconda tappa introduce la scoperta della figurina moderna, diffusasi in maniera massiccia nella seconda metà dell’Ottocento grazie a un metodo di stampa destinato a rivoluzionare il mondo delle arti grafiche: la cromolitografia. Qui inizia la scoperta della figurina moderna, diffusasi in maniera massiccia nella seconda metà dell’Ottocento grazie a un metodo di stampa destinato a rivoluzionare il mondo delle arti grafiche: la cromolitografia. I segreti della nascita delle figurine e della loro immensa diffusione, soprattutto nel periodo che parte dalla metà dell’Ottocento, non avranno più segreti. In questa sala si potrà scoprire il metodo di stampa, la cromolitografia appunto, che portò ad una vera e propria rivoluzione in termini di arti grafiche. Nonostante la tecnica dell’incisione permettesse già di ottenere delle immagini policrome di un certo pregio e con la tecnica dell’acquerello a mano si potessero realizzare delle ottime stampe a mano, è con la cromolitografia che fu possibile creare un enorme numero di immagini di qualità, con la possibilità di sfruttare una gamma cromatica notevolmente ampliata e una precisione fino ad allora impensabile, a basso costo. In questa sezione è possibile approfondire l’arte cromolitografica attraverso la visione di fogli di stampa e bozzetti.

La Nascita e la Diffusione: La Figurina come Strumento Pubblicitario

La terza tappa introduce finalmente il visitatore nel vero e proprio universo della figurina moderna. Introduce finalmente il visitatore nel vero e proprio universo della figurina moderna. Forse non tutti sanno che la nascita e la fortuna delle figurine ebbero origine in Francia, durante il periodo della Rivoluzione Industriale. A quei tempi, le figurine svolgevano il compito di veicolare dei messaggi pubblicitari, erano prodotte in gruppi da sei o dodici figurine ed erano accumunate da uno stesso soggetto. Oggetto dalla diffusione massiccia, legato indissolubilmente alle nuove esigenze pubblicitarie portate dalla Rivoluzione Industriale, le figurine ottocentesche consistevano in piccole stampe a colori che recavano messaggi pubblicitari. Venivano date in omaggio da negozi e grandi magazzini per invogliare i loro clienti a tornare. Regalate da negozi e grandi magazzini, il loro scopo principale era quello di invogliare i clienti a tornare per i loro futuri acquisti. E l’escamotage funzionò così bene che le litografie dell’epoca cominciarono a produrre sempre più figurine associate ad un brand specifico, lasciando in alcuni casi degli spazi bianchi sulle stesse in cui i negozi potevano inserire messaggistica ad hoc, immagini sull’attività e altro ancora. Le sottosezioni di questa tappa compiono un vero e proprio excursus attraverso l’arte della produzione Europea con un percorso che parte dalla Francia e passa attraverso la Svizzera, la Germania e l’Italia.

La Liebig: Un Caso di Successo Legato alle Figurine

La quarta tappa è interamente dedicata alla storica azienda Liebig che non produsse solo figurine, ma un’enorme quantità di gadget ed oggetti stampati, quali menù, segnaposti, sottobicchieri, calendari e molto altro. Avete presente quell’azienda produttrice di estratto di carne, marchio storico della gastronomia in cucina? Ebbene, è proprio questa la realtà cui si deve un apporto importantissimo alla storia delle figurine, visto l’incredibile volume di business creato proprio unitamente ai famosi cartoncini stampati. L’azienda Liebig divenne famosa anche per la produzione di figurine, ma non solo: dai gadget agli oggetti stampati, dai calendari ai segnaposto, la Liebig fece dell’immagine stampata uno dei suoi migliori cavalli di battaglia.

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Non Solo Figurine: Un Universo di Oggetti da Collezione

E infatti l’allestimento prosegue traghettando il visitatore nell’universo affine e parallelo al modo della figurina: etichette di ogni genere, fascette di sigari, chiudilettera, scatole di fiammiferi, biglietti da visita. Con l’avvento della cromolitografia e il boom di produzione di immagini stampate, si prospettò all’uomo dell’Ottocento l’incredibile possibilità di “viaggiare” per Paesi sconosciuti ed affascinanti, di conoscere animali esotici, di sognare di mondi e cose lontanissimi dalla propria realtà quotidiana. Tutto nell’Ottocento si adorna di cromolitografie dai colori brillanti e vivaci ed ogni cosa diventa oggetto di raccolta. Visto l’enorme potenziale delle immagini a colori e la loro rapida e fortunata diffusione, moltissime aziende cominciarono ad operare attività di pubblicizzazione dei loro prodotti proprio tramite le figure. Nacquero così etichette di ogni foggia e colore, scatole di fiammiferi, biglietti da visita.

La Figurina Moderna: Dallo Sport ai Cartoni Animati

L’ultima tappa conduce all’epoca contemporanea: nel dopoguerra l’Italia si ritrova sofferente e sconfitta, il collante che servirà agli italiani per ritrovare energia e pacificazione sarà lo sport. L’ultima sezione di questo meraviglioso Museo è dedicato alla figurina così come la intendiamo oggi. Cosa portò un semplice pezzettino di carta colorato ad avere, ancora oggi, una fortuna così sfacciata? Nel dopoguerra, l’Italia rialzava la testa da una cocente sconfitta e una delle pochissime cose che ancora teneva unito il nostro Paese era lo sport. Con quest’attività e grande passione a fungere da collante, dal calcio al ciclismo, la figurina moderna si inserisce di diritto come raccoglitrice di sogni. E si svincola quasi definitivamente da tutti gli altri prodotti. Si prepara così il terreno per la nascita di una produzione appositamente dedicata alle figurine così come noi le conosciamo. Da quel momento in poi, la famiglia Panini emergerà in maniera dirompente nel settore, andando ad imprimersi, con i suoi magnifici album pieni di disegni e immagini colorate, nella memoria di tutte le piccole nuove generazioni. Quest’ultima area del Museo permetterà a grandi e piccini di scoprire il ruolo della figurina come gioco, le figurine non solo legate al calcio, ma ad altre discipline, le figurine legate a fumetti e cartoni.

Mostre Temporanee

Accanto all'esposizione permanente, una vetrina di 12 metri ospita le mostre temporanee, dedicate ad argomenti sempre diversi: dalla fantascienza alla réclame, dai miti astrologici alla biodiversità, dalle fiabe agli habitat animali. Ogni mostra presenta centinaia di figurine, proiettate anche sul maxi schermo della sala e accompagnate da testi di approfondimento.

Informazioni Utili per la Visita

Il Museo della Figurina è aperto dal mercoledì al venerdì, dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 19.30. Il sabato, la domenica e i festivi è aperto con orario continuato, dalle 10.30 alle 19.30. Giorni di chiusura: lunedì e martedì. L’ingresso è gratuito. La durata media della visita è di circa un'ora e mezza.

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