Il metadone cloridrato è un farmaco analgesico oppioide utilizzato per il trattamento del dolore severo e per la gestione della dipendenza da oppioidi. Questo articolo fornisce una panoramica completa sulle indicazioni terapeutiche, la posologia, le controindicazioni e le precauzioni associate all'uso di metadone cloridrato sciroppo.
Introduzione
Il metadone cloridrato è un principio attivo appartenente al gruppo degli analgesici oppioidi, farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale per alleviare il dolore. È disponibile in diverse formulazioni, tra cui lo sciroppo, ed è utilizzato sia per il trattamento del dolore cronico che per la terapia di disassuefazione da oppioidi come l'eroina. Il "Metadone Cloridrato Molteni" è un esempio di farmaco contenente metadone cloridrato.
Indicazioni Terapeutiche del Metadone Cloridrato Sciroppo
Il metadone cloridrato sciroppo è indicato principalmente per:
- Trattamento del dolore severo: Il metadone è utilizzato per alleviare il dolore cronico e severo che non risponde adeguatamente ad altri analgesici, inclusi gli antinfiammatori non steroidei (FANS), i corticosteroidi e gli oppioidi deboli.
- Trattamento della dipendenza da oppioidi: Il metadone è impiegato nella terapia di disintossicazione e mantenimento per pazienti dipendenti da oppioidi come l'eroina. Questo trattamento aiuta a ridurre i sintomi di astinenza e a prevenire la ricerca compulsiva di droghe.
Trattamento del dolore
Il metadone è efficace nel controllo del dolore severo, ma il suo uso deve essere attentamente monitorato a causa del rischio di dipendenza e tolleranza. La posologia deve essere regolata in base alla gravità del dolore e alla risposta del paziente. In alcuni casi, può essere necessario superare la dose usuale raccomandata, specialmente in pazienti che sono diventati tolleranti all'effetto analgesico dei narcotici.
Trattamento della dipendenza da oppioidi
Il metadone viene somministrato quotidianamente sotto controllo medico come parte di un programma di trattamento per la dipendenza da oppioidi. Un ciclo di trattamento di disintossicazione non deve superare i 21 giorni e non può essere ripetuto prima di 4 settimane dalla conclusione del ciclo precedente. Inizialmente, una dose di 15-20 mg di metadone può essere sufficiente per sopprimere i sintomi di astinenza. Questa dose può essere aumentata, solitamente fino a 40 mg al giorno, in soggetti dipendenti da elevate quantità di oppioidi. La dose viene stabilizzata per 2-3 giorni, per poi essere gradualmente diminuita.
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Terapia di mantenimento
Se il metadone viene somministrato per più di tre settimane, il trattamento è considerato terapia di mantenimento. Questa terapia è indicata per consumatori di oppioidi con dipendenza comprovata e stabilizzata, quando precedenti interventi multidisciplinari non hanno dato risultati positivi. La terapia sostitutiva con metadone può abolire la ricerca compulsiva di eroina e dominare lo stato di ansia del tossicodipendente.
Posologia e Modo di Somministrazione
Il metadone cloridrato sciroppo è destinato esclusivamente alla somministrazione orale e non deve essere iniettato. La posologia deve essere individualizzata in base alle esigenze del paziente e sotto stretto controllo medico.
- Sollievo dal dolore: La dose media per gli adulti varia da 5 a 20 mg, una o più volte al giorno, secondo le indicazioni del medico.
- Trattamento della tossicodipendenza da oppioidi: La dose iniziale è di solito di 15-20 mg al giorno, che può essere aumentata fino a 40 mg al giorno in base alla risposta del paziente.
- Trattamento di mantenimento: Le dosi raccomandate variano dai 50 ai 120 mg al giorno, a seconda del grado di tolleranza e della capacità di metabolizzare il farmaco.
Nei pazienti anziani, la dose iniziale deve essere ridotta e somministrata con cautela.
Controindicazioni
L'uso di metadone cloridrato è controindicato nelle seguenti condizioni:
- Ipersensibilità al metadone o ad altri eccipienti del farmaco.
- Stipsi grave.
- Cardiopatie organiche.
- Compromissione grave della funzionalità epatica e renale.
- Diabete non compensato.
- Porfiria.
- Allattamento.
- Ipotensione.
- Ipertensione intracranica.
- Traumi cranioencefalici.
- Attacco asmatico acuto.
- Broncopneumopatie croniche ostruttive.
- Insufficienza respiratoria.
- Cuore polmonare.
- Ipovolemia.
- Gravidanza (salvo in casi specifici).
Il metadone non è raccomandato come analgesico nei bambini a causa della mancanza di dati sufficienti per stabilire un dosaggio sicuro ed efficace.
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Avvertenze e Precauzioni
L'uso di metadone cloridrato richiede particolare attenzione e monitoraggio. Ecco alcune avvertenze e precauzioni importanti:
- Farmacodipendenza: Il metadone può provocare dipendenza fisica e psichica. Deve essere prescritto e somministrato con la stessa cautela adottata per la morfina.
- Interazione con altri depressori del sistema nervoso centrale: L'uso concomitante di metadone con altri analgesici narcotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, sedativi ipnotici, antidepressivi triciclici e alcool può causare depressione e sedazione profonda o coma.
- Rischio di sedazione e depressione respiratoria: La prescrizione concomitante di metadone con benzodiazepine o altri medicinali sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali non sono possibili trattamenti alternativi. I pazienti devono essere attentamente monitorati per segni di depressione respiratoria e sedazione.
- Lesioni craniche e aumentata pressione intracranica: Il metadone può aumentare la pressione del liquido cerebrospinale, peggiorando il decorso clinico di pazienti con lesioni craniche.
- Asma e altre affezioni respiratorie: Anche dosi terapeutiche usuali di metadone possono ridurre gli stimoli respiratori e aumentare le resistenze delle vie aeree, fino all'apnea.
- Affezioni addominali acute: La somministrazione di metadone può confondere la diagnosi e il decorso clinico in pazienti con affezioni addominali acute.
- Effetto ipotensivo: Il metadone può causare ipotensione grave in soggetti ipovolemici o in trattamento con farmaci come la fenotiazina o anestetici.
- Insufficienza surrenale: Gli analgesici oppioidi possono causare insufficienza surrenale reversibile.
- Ipoglicemia: È stato osservato ipoglicemia in caso di sovradosaggio di metadone o aumento del dosaggio.
- Prolungamento dell'intervallo QT: Durante il trattamento con metadone, sono stati riportati casi di prolungamento dell'intervallo QT e torsione di punta, particolarmente ad alte dosi (> 100 mg/die).
- Uso degli antagonisti dei narcotici: La somministrazione di antagonisti dei narcotici in pazienti dipendenti può scatenare una sindrome acuta di astinenza.
- Pazienti a rischio particolare: La dose iniziale deve essere ridotta nei pazienti anziani, debilitati, con ipotiroidismo, morbo di Addison, ipertrofia prostatica o stenosi uretrale.
Interazioni Farmacologiche
Il metadone può interagire con numerosi farmaci, alterandone l'efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali. È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci in uso prima di iniziare il trattamento con metadone.
Alcune interazioni significative includono:
- Inibitori della glicoproteina P: Farmaci come chinidina e verapamil possono aumentare le concentrazioni seriche di metadone.
- Induttori dell'isoenzima CYP3A4: Farmaci come barbiturici, carbamazepina, fenitoina e rifampicina possono indurre il metabolismo epatico del metadone, riducendone l'efficacia.
- Inibitori dell'isoenzima CYP3A4: Farmaci come claritromicina, eritromicina, fluconazolo e itraconazolo possono aumentare la concentrazione di metadone.
- Antiretrovirali: Il metadone può interagire con farmaci per il trattamento dell'HIV, come didanosina, stavudina e zidovudina, alterandone le concentrazioni plasmatiche.
- Acidificanti urinari: L'uso di acidificanti urinari come il cloruro di ammonio può aumentare la clearance renale del metadone.
- Antagonisti oppioidi: Farmaci come naloxone e naltrexone possono bloccare l'azione del metadone e provocare sindrome d'astinenza.
- Agonisti/antagonisti oppioidi: Farmaci come butorfanolo, nalbufina e pentazocina possono bloccare parzialmente l'analgesia e la depressione respiratoria causate dal metadone.
- Farmaci sedativi: L'uso concomitante di metadone e farmaci sedativi come le benzodiazepine aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte.
Effetti Indesiderati
L'uso di metadone cloridrato può causare diversi effetti indesiderati, tra cui:
- Effetti indesiderati molto comuni:
- Senso di vuoto alla testa
- Vertigini
- Sonnolenza
- Nausea
- Vomito
- Sudorazione
- Ipotensione ortostatica
- Altri effetti indesiderati:
- Euforia o disforia
- Debolezza
- Mal di testa
- Insonnia
- Agitazione
- Disorientamento
- Disturbi visivi
- Bocca secca
- Perdita dell'appetito (anoressia)
- Stitichezza
- Problemi alla cistifellea
- Rossore al viso
- Bradicardia (rallentamento dei battiti cardiaci)
- Palpitazioni
- Svenimento e sincope
- Ritenzione urinaria o difficoltà ad urinare
- Ritenzione di liquidi (edema)
- Perdita del desiderio sessuale (libido) e/o impotenza sessuale
- Prurito, orticaria e altre reazioni cutanee
- Prolungamento dell'intervallo QT e torsione di punta (raro)
In caso di sovradosaggio, possono verificarsi depressione respiratoria, sonnolenza estrema, miosi (restringimento delle pupille), flaccidità muscolare, cute fredda e viscida, bradicardia e ipotensione. Nei casi più gravi, possono sopraggiungere apnea, collasso circolatorio, arresto cardiaco e morte.
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Uso in Gravidanza e Allattamento
Il metadone è controindicato in gravidanza a causa dei possibili effetti sullo sviluppo fetale. Tuttavia, in alcuni casi, il medico può decidere di attuare un trattamento di mantenimento con metadone in donne tossicodipendenti gravide, qualora sia evidente l'incapacità di sospendere l'uso di eroina. Tale trattamento deve essere protratto fino al termine della gravidanza a dosaggi tendenzialmente stabili, allo scopo di evitare la comparsa di sintomi di astinenza nella madre e nel feto.
Il metadone viene escreto nel latte materno a bassi livelli. L'allattamento al seno durante il trattamento con metadone deve essere valutato attentamente dal medico, considerando i benefici per la madre e i potenziali rischi per il neonato. Le donne che allattano al seno devono essere informate della necessità di monitorare il neonato per eventuali sintomi di sedazione e difficoltà respiratorie.
Conservazione
Il metadone cloridrato sciroppo deve essere conservato nella confezione originale, ben chiuso e al riparo dalla luce. Dopo la prima apertura dei flaconi multidose, il medicinale deve essere utilizzato entro un periodo di tempo limitato (2 mesi per la soluzione a 1 mg/ml e 8 mesi per la soluzione a 5 mg/ml). Trascorso tale periodo, il medicinale residuo deve essere eliminato.
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