Marmellata Bruciata: Rischi per la Salute e Consigli per la Prevenzione

La cottura è un processo essenziale per garantire la sicurezza microbiologica e migliorare la digeribilità degli alimenti. Tuttavia, le alte temperature possono innescare la formazione di composti indesiderati, come l'acrilammide, una sostanza potenzialmente dannosa per la salute. Questo articolo esplora i rischi associati al consumo di alimenti cotti ad alte temperature, con un focus specifico sull'acrilammide e sul botulismo nelle conserve fatte in casa, fornendo consigli pratici per ridurre l'esposizione a tali pericoli.

Acrilammide: Cos'è e Come si Forma

L'acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente in alcuni alimenti amidacei durante i processi di cottura ad alte temperature, come la frittura, la cottura al forno, la grigliatura e la tostatura. Questo composto si genera a partire dalla reazione tra l'asparagina, un amminoacido presente in molti alimenti, e gli zuccheri riducenti come glucosio e fruttosio. La temperatura critica per la formazione dell'acrilammide è superiore ai 120°C.

Alimenti a Rischio

Gli alimenti in cui si forma più facilmente l'acrilammide includono:

  • Patate: specialmente fritte, al forno o trasformate in snack. La concentrazione di asparagina e zuccheri riducenti nelle patate è influenzata da fattori come la varietà, le condizioni del suolo, la fertilizzazione e lo stoccaggio. Le patate fritte rappresentano in assoluto il cibo maggiormente a rischio per l’ingestione di acrilammide. Le crocchette di patate e le patate al forno contribuiscono, anche se in misura minore, e poi ci sono gli snack fritti e le patatine in sacchetto, anche se queste essendo lessate prima che fritte contribuiscono in misura minore rispetto alle patatine “appena fritte”.
  • Caffè: l'acrilammide si forma durante la tostatura dei chicchi.
  • Prodotti a base di cereali: come pane, pizza, biscotti, torte e fette biscottate. Nelle farine integrali, l'elevato contenuto di asparagina può aumentare la produzione di acrilammide. Del pane in generale è responsabile la crosta, la parte esterna, che a volte è carbonizzata, in particolare nei prodotti fatti in casa.
  • Frutta secca tostata: mandorle, arachidi, pistacchi e castagne.
  • Prugne e datteri essiccati: e una particolare varietà di pere essiccate, la Weichspeckbirnen.

Rischi per la Salute

L'acrilammide è classificata come una sostanza genotossica e potenzialmente cancerogena per l'uomo (classe 2A dallo IARC), in quanto ha dimostrato di indurre il cancro nei ratti. L'esposizione prolungata all'acrilammide può danneggiare il DNA, aumentando il rischio di sviluppare tumori.

Studi epidemiologici hanno suggerito una correlazione tra il consumo di acrilammide e l'incidenza di alcuni tipi di cancro, come il tumore all'endometrio e alle ovaie nelle donne. Tuttavia, i risultati di questi studi sono spesso contrastanti e ulteriori ricerche sono necessarie per confermare tali associazioni.

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Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, non esiste una dose di acrilammide al di sotto della quale non ci siano rischi, poiché qualsiasi livello di esposizione a una sostanza genotossica può potenzialmente danneggiare il DNA.

L’EFSA ha stabilito come quantità di acrilammide considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica 0,017 microgrammi/Kg che per una persona adulta di 60 kg equivale a 1 microgrammo al giorno presente in 1 grammo di patatine chips marroncine, in 3 grammi di patate fritte o al forno brune e in 4 grammi di biscotti dalla superficie marroncina.

Regolamentazione e Misure di Attenuazione

Nonostante le preoccupazioni sulla potenziale pericolosità dell'acrilammide, nel 2017 la Comunità Europea ha emanato il Regolamento UE 2017/2158, che stabilisce le misure di attenuazione dei livelli di acrilammide in alcuni prodotti alimentari, fissandone i livelli di riferimento. Tuttavia, alcuni esperti ritengono che i livelli stabiliti dal regolamento siano superiori a quelli considerati sicuri dall'EFSA.

Consigli per Limitare la Produzione di Acrilammide

Per ridurre l'esposizione all'acrilammide, è possibile adottare alcuni accorgimenti durante la preparazione e la cottura degli alimenti:

  • Scegliere materie prime a basso contenuto di zuccheri e asparagina.
  • Evitare cotture prolungate ad alte temperature.
  • Preferire metodi di cottura che riducano la formazione di acrilammide, come la cottura a vapore. Se si cucina al forno, la presenza del vapore riduce la formazione dell’acrilammide, quindi il modo più sicuro per preparare le patate al forno è cuocere con il 25% di vapore a 150-160 °C. Sarà sufficiente inserire un pentolino pieno d’acqua sul fondo del forno per ottenere il medesimo risultato.
  • Non tostare eccessivamente il pane o altri prodotti da forno.
  • Tagliare le patate in pezzi più grandi prima di friggerle.
  • Conservare le patate in un luogo fresco e asciutto, ma non in frigorifero.
  • Nel caso del caffè, scegliere una tostatura forte e arabica 100%, ed evitare il caffè solubile.
  • Limitare il consumo di alimenti trasformati e fritti.
  • Aggiungere tè verde in foglie o curcuma nell’impanatura delle cotolette. Da evitare invece la cannella, che ne aumenta la formazione. Inoltre, utilizzare lieviti acidi, come il lievito madre, e non quelli basici aiuta a ridurre la produzione di acrilammide.

Botulismo Alimentare: Un Rischio Nascosto nelle Conserve Casalinghe

Il botulismo è una grave intossicazione causata dalle tossine prodotte dal batterio Clostridium botulinum, un microrganismo anaerobico che si trova comunemente nel suolo e nelle acque. Il botulismo alimentare si verifica quando si consumano alimenti contaminati da queste tossine, spesso a causa di una conservazione impropria.

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Cause e Prevenzione

Le conserve fatte in casa, in particolare quelle sott'olio e non, carne o pesce in scatola e salumi, rappresentano un rischio significativo di botulismo alimentare se non vengono preparate e conservate correttamente. Il Clostridium botulinum può crescere in ambienti a basso contenuto di ossigeno e produrre tossine pericolose.

Per prevenire il botulismo alimentare, è fondamentale seguire rigorose procedure di igiene e conservazione:

  • Lavare accuratamente gli alimenti prima della conservazione.
  • Utilizzare contenitori sterilizzati e sigillati ermeticamente.
  • Seguire scrupolosamente le ricette e i tempi di cottura raccomandati per le conserve.
  • Acidificare gli alimenti conservati, ad esempio aggiungendo aceto o succo di limone.
  • Conservare le conserve in un luogo fresco e asciutto.
  • Evitare di consumare conserve con odore, colore o aspetto alterato, o con il coperchio rigonfio.

Sintomi e Intervento

I sintomi del botulismo alimentare possono manifestarsi da 18 a 36 ore dopo l'ingestione di alimenti contaminati e includono:

  • Nausea, vomito e diarrea
  • Visione offuscata o doppia
  • Difficoltà a deglutire o parlare
  • Secchezza della bocca
  • Debolezza muscolare
  • Paralisi respiratoria

In caso di sospetto botulismo alimentare, è essenziale consultare immediatamente un medico o recarsi al pronto soccorso. Il trattamento prevede la somministrazione di antitossina botulinica e, in alcuni casi, il supporto respiratorio.

Marmellata Fatta in Casa: Attenzione al Botulino

Buongiorno dottore sono preoccupata. La scorsa settimana ho fatto la marmellata e questa mattina aprendo un barattolo ho sentito un po' di gas uscire ma non ci ho fatto caso. L'abbiamo mangiata io e mio figlio. Sono passate 20 ore, oltre forte ansia sto bene. In caso contrario si corre il rischio di incorrere nel botulismo. L’intossicazione si manifesta a distanza di molte ore dall’ingestione del cibo contaminato. I primi sintomi della tossina sono spesso sottovalutati perché lievi, come nausea, diarrea, vomito, dolori addominali. In genere l’allarme scatta in una seconda fase quando si presentano i sintomi neurologici che riguardano i nervi cranici: secchezza della bocca, difficoltà a deglutire o parlare, offuscamento visivo, difficoltà a mettere a fuoco, ptosi della palpebra, che cioè non si riesce a sollevare.

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Nel caso specifico della marmellata fatta in casa, è importante tenere presente che il botulino di solito non si sviluppa nelle marmellate, in quanto l'elevata quantità di zuccheri che contengono, ne ostacolano la crescita. Per cui può stare tranquilla. Tuttavia, è sempre consigliabile prestare attenzione a eventuali segni di deterioramento, come odore o aspetto alterato, e di non consumare il prodotto in caso di dubbi.

Gentile paziente vorrei precisare la differenza tra il botulino e la muffa. Il botulino è un batterio che può essere presente negli alimenti conservati non correttamente e si presenta qualche volta anche con alterazione di odore e sapore, ma spesso è associato al rigonfiamento o deformazione del contenitore dell'alimento a seguito di formazione di gas prodotto dal batterio. La muffa è invece un fungo presente in molti alimenti in presenza di umidità, è associata alla degradazione del prodotto e alla produzione di micotossine. Tuttavia le muffe presenti nelle marmellate potrebbero non essere associate a pericolose micotossine perchè lo zucchero presente nell'alimento legandosi alle particelle di acqua ne impedirebbe la formazione.

Altri Rischi Associati alla Cottura ad Alte Temperature

Oltre all'acrilammide, la cottura prolungata ad alte temperature può favorire la formazione di altre sostanze potenzialmente dannose, come:

  • Idrocarburi policiclici aromatici (IPA): si formano durante la combustione incompleta di materiali organici, come carne e pesce alla griglia. Alcuni IPA, come il benzopirene, sono classificati come cancerogeni.
  • Ammine eterocicliche (AEC): si formano durante la cottura di carne e pesce ad alte temperature. Alcune AEC hanno dimostrato di essere cancerogene negli animali da laboratorio.
  • Prodotti finali di glicazione avanzata (AGE): si formano quando gli zuccheri reagiscono con le proteine o i grassi durante la cottura. Gli AGE possono contribuire all'invecchiamento cellulare e aumentare il rischio di malattie croniche.

Additivi Alimentari: Un'Analisi dei Rischi e Benefici

Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte agli alimenti per prolungarne la conservazione, preservarli da contaminazioni microbiche e decomposizione, e migliorarne il sapore, il colore e la consistenza, in particolare nei cibi industriali.

Classificazione e Funzioni

Gli additivi si classificano in base allo scopo per cui si utilizzano:

  • Conservanti: rallentano la proliferazione di microbi.
  • Antiossidanti: prevengono l'irrancidimento.
  • Coloranti, addensanti, emulsionanti, dolcificanti ed esaltatori di sapidità: migliorano le caratteristiche sensoriali e la consistenza degli alimenti.
  • Antiagglomeranti: facilitano la lavorazione degli alimenti.

Valutazione della Sicurezza

Tutti gli additivi a uso alimentare subiscono un lungo processo di valutazione della loro sicurezza. In Europa, la valutazione viene effettuata dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e gli additivi autorizzati sono identificati dalla lettera E seguita da un numero.

Nitrati e Nitriti: Un Caso Particolare

I nitrati e i nitriti sono utilizzati come conservanti e aggiungono sapore e colore alle carni lavorate. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato i nitrati e i nitriti ingeriti come probabilmente cancerogeni per gli esseri umani (Gruppo 2A).

I nitrati e i nitriti di per sé non sono cancerogeni, ma possono andare incontro, sia a causa dell’azione del metabolismo sia attraverso la cottura, a una serie di trasformazioni chimiche che li convertono in N-nitrosammine, composti che sono invece considerati cancerogeni.

L’assunzione alimentare prolungata di grandi quantità di nitriti è associata a un aumento del rischio di sviluppo del cancro allo stomaco e all'esofago. Andrebbero quindi evitati o fortemente ridotti i cibi contenenti nitrito di potassio (E249), nitrito di sodio (E250), nitrato di sodio (E251) e nitrato di potassio (E252), presenti soprattutto nella carne in scatola, negli insaccati e nelle carni lavorate.

Alluminio negli Alimenti: Un Rischio da Considerare

Il rilascio di particelle di alluminio dai materiali a contatto con gli alimenti dipende da diversi fattori, come la modalità d’uso, la composizione dell’alimento, la temperatura e il tempo di conservazione. L’alluminio è uno degli elementi più diffusi in natura ed è un metallo leggero, contenuto anche in prodotti di consumo come alcuni deodoranti, dentifrici, prodotti di make up e farmaci.

Interferendo con diversi processi biologici, l'alluminio può indurre effetti tossici in diversi organi e sistemi, soprattutto in caso di accumulo nell'organismo. L’alluminio è solubile sotto l’influenza di acidi o sale. Per questo motivo, i comuni imballaggi che troviamo sugli scaffali come lattine per bevande, coperchi per yogurt e contenitori in alluminio per il succo di frutta sono dotati di rivestimenti che impediscono il trasferimento di ioni di alluminio.

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