Introduzione
Lo studio di muffe e lieviti riveste un’importanza fondamentale per diverse industrie, dai settori alimentare e farmaceutico a quello ambientale e della sanità pubblica. Nel campo della microbiologia, lo studio delle muffe e dei lieviti riveste un’importanza fondamentale per comprendere la biologia e l’ecologia di questi microrganismi. Le muffe e i lieviti possono causare danni gravi alla salute umana e danneggiare i prodotti, pertanto il loro controllo e la loro identificazione accurata sono cruciali.
Microbiologia degli Alimenti: Un Approccio di Base
La microbiologia (dal greco μῑκρος, mīkros, “piccolo”; βίος, bios, “vita” λογία, Logia studio) è una branca della biologia che ha per oggetto lo studio della struttura e delle funzioni dei microrganismi. Si definiscono microrganismi tutti quegli organismi viventi unicellulari, pluricellulari o acellulari non visibili a occhio nudo. Di solito il requisito minimo richiesto per poter osservare un microrganismo è avere a disposizione un microscopio ottico con un ingrandimento di almeno 400x (che però ci consentirebbe di vedere solo i microrganismi di dimensioni maggiori). Solo l’insieme di svariati milioni di individui nei brodi o terreni di coltura danno manifestazioni evidenti ad occhio nudo (torbidità nei liquidi e macrocolonie nei mezzi “solidi”). Sono compresi nella microbiologia virus e prioni anche se non sono considerati esseri viventi. I virus per “esistere” devono infettare una cellula e obbligarla a codificare le sue proteine; sono così piccoli che non sono visibili con il microscopio ottico, abbiamo bisogno almeno di un microscopio elettronico a scansione. I prioni invece sono degli “isomeri conformazionali di una glicoproteina normalmente espressa”. A sua volta la microbiologia può essere divisa in ulteriori branche. La microbiologia si applica in numerosi campi: ambientale, medico, farmaceutico, veterinario, agrario, alimentare, industriale e tanti altri. Nel bene e nel male i batteri e i miceti hanno spesso a che fare con i prodotti alimentari. Già, anche nel bene, perché senza i microrganismi e il loro metabolismo non avremmo a disposizione una marea di prodotti: pane, pizza, birra, vino, gorgonzola, groviera, yogurt, torte, antibiotici… Altro che il famoso slogan “che mondo sarebbe senza Nutella!” (ve lo ricordate?)… Che mondo sarebbe senza microrganismi!
Controllo Microbiologico degli Alimenti
I microrganismi si trovano negli ambienti e nei materiali più diversi, ed è proprio attraverso le analisi microbiologiche che possiamo comprenderne la presenza e il comportamento. Le analisi microbiologiche consentono di rilevare la presenza di microrganismi potenzialmente pericolosi e migliorare la sicurezza dei prodotti alimentari e delle acque.
Obiettivo delle Analisi Microbiologiche
Lo scopo principale di questo tipo di studio è determinare se esista un rischio per la salute umana o animale, e identificare gli elementi che espongono un alimento alla contaminazione, al fine di prevenirli.
Fasi delle Analisi Microbiologiche
Il campionamento delle superfici di lavoro può essere effettuato mediante piastre Petri o tampone. Per l’aria degli ambienti si utilizza il metodo della sedimentazione per gravità su piastre Petri. Inoltre, è comune eseguire controlli sui manipolatori tramite campioni prelevati da mani. Il campionamento degli alimenti destinati alle analisi microbiologiche è l’operazione che consiste nel prelevare un numero determinato di campioni da un lotto, partita o spedizione, al fine di ottenere risultati analitici affidabili.
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Riferimenti Normativi
Un riferimento importante è il Regolamento (CE) n. 2073/2005 s.m.i. della Commissione del 15 novembre 2005, relativo ai criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari. Questo regolamento definisce i limiti accettabili per la presenza di microrganismi patogeni e indicatori, stabilendo anche le modalità di campionamento e le azioni correttive da intraprendere in caso di non conformità. Il regolamento è stato successivamente aggiornato con il Regolamento (CE) n.
Muffe: Caratteristiche, Rischi e Benefici
Le muffe sono organismi di tipo eucariote, costituiti da più di una cellula e appartenenti al regno dei funghi. Le muffe (al singolare muffa) sono degli organismi pluricellulari, visibili anche a occhio nudo, appartenenti al regno dei funghi. Essendo dei funghi, le muffe sono organismi eucarioti. Le muffe viventi sulla Terra sono tantissime: attualmente, gli esperti affermano che le specie di muffe conosciute sono diverse migliaia. In genere, gli esseri umani che contraggono le infezioni da Trichophyton verrucosum vivono a stretto contatto con le categorie di animali sopraccitate.
Piastra petri, terreno DG18. Cerchiata in rosso: una colonia di lieviti. Le muffe sono organismi aerobi obbligati (non possono vivere in assenza di ossigeno), pluricellulari, eucarioti (presentano cioè un nucleo cellulare ben definito e isolato dal resto della cellula tramite una membrana), con dimensioni macroscopiche. Solitamente si riproducono per mezzo di spore. Le muffe hanno una struttura vegetativa chiamata micelio; i lunghi e sottili filamenti delle cellule che costituiscono il micelio sono chiamate ife. L’ifa può essere vegetativa o riproduttiva. Ingrandimento 640x.Il cerchio rosso indica una spora.
È, tuttavia, importante precisare che esistono muffe capaci di sopravvivere senza problemi in ambienti considerati ostili alla vita. Muffe che sopravvivono senza problemi in ambienti molto freddi. Muffe che sopravvivono senza problemi negli ambienti secchi e caratterizzati da siccità. Attraverso le ife, muffe e funghi in generale assorbono le sostanze nutritive. In particolari condizioni ambientali o in altre circostanze, alcune specie di muffe possono diventare dei lieviti. Un individuo dimorfico, quindi, è un soggetto che può presentarsi in due forme differenti.
Micotossine e Vie d'Accesso
Le micotossine sono dei metaboliti secondari, che le muffe e tutti i funghi con proprietà tossiche producono al verificarsi di determinate condizioni ambientali. Generalmente, a consentire l'ingresso delle micotossine nell'organismo umano sono: l'ingestione (della sostanza tossica), l'esposizione cutanea (alla sostanza tossica) e l'inalazione (della sostanza tossica). La via d'accesso all'organismo umano delle muffe con proprietà allergiche è il tratto respiratorio. Altre condizioni che possono favorire lo sviluppo di un'infezione dopo il contatto con una muffa potenzialmente patogena sono il diabete e l'assunzione inadeguata o per lunghi periodi di antibiotici.
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Esempi di Muffe Patogene
Esistono tante varietà di muffe con proprietà tossiche, allergiche o patogene.
- Stachybotrys chartarum: è una muffa nero-verde, che si ritrova molto frequentemente sulla superficie del cartongesso, del cartone, della carta e delle garze. Sull'essere umano, il potere tossico delle sue micotossine dipende da un aminoacido particolare, noto come acido α-amminoisobutirrico. Questo particolare aminoacido, infatti, è in grado di interferire con i canali ionici del potassio e del sodio delle membrane cellulari di cardiomiociti, pneumociti e neuroni. Vie d'accesso al corpo umano: tratto respiratorio, apparato digerente e sistema vascolare.
- Alcune muffe del genere Cladosporium.
- Alcune muffe del genere Alternaria.
- Alcune muffe del genere Penicillium. L'esempio classico è Penicillium notatum.
- Alcune muffe del genere Aspergillus, tra cui il già nominato Aspergillus fumigatus e Aspergillus flavus. Vie d'accesso al corpo umano: tratto respiratorio, apparato digerente e sistema vascolare.
- Penicillium marneffei: è un fungo dimorfico, che causa una micosi sistemica identificata con il nome di penicilliosi e rientrante nella tipologia delle micosi sistemiche dovute a patogeni opportunisti. Vie d'accesso al corpo umano: tratto respiratorio, apparato digerente e sistema vascolare.
- Blastomyces dermatitidis. Vie d'accesso al corpo umano: tratto respiratorio.
- Histoplasma capsulatum: è un fungo dimorfico che causa una micosi sistemica nota come istoplasmosi e appartenente alla tipologia delle micosi sistemiche dovute a patogeni primari. Vie d'accesso al corpo umano: tratto respiratorio.
- Le muffe del genere Trichophyton. Responsabili micosi cutanee (o tigne), le specie più conosciute del genere Trichophyton sono: Trichophyton rubrum, Trichophyton mentagrophytes e Trichophyton verrucosum. Trichophyton rubrum causa una micosi cutanea (o tigna), a livello di piedi, mani, inguine e/o unghie. Trichophyton mentagrophytes è l'agente infettivo responsabile della condizione nota come piede d'atleta. Infine, Trichophyton verrucosum è responsabile di micosi cutanee soprattutto tra cavalli, asini, cani e pecore; solo in rari casi infetta anche l'essere umano. In quest'ultimo, intacca il cuoio cappelluto, determinando alopecia o calvizie.
Muffe Utili
Tra le muffe utili all’uomo in campo alimentare spiccano certamente alcune muffe appartenenti al genere Penicillium: il Penicillium roqueforti, il Penicillium glaucum, il Penicillium camemberti, utilizzate per la produzione di formaggi quali appunto il roquefort, il gorgonzola, il brie, il camembert. Alcune di queste sono utilizzate anche per limitare la contaminazione degli insaccati da parte di muffe indesiderate, che possono aggredire il prodotto in tempi successivi alla sua produzione. Come detto, però, oltre alle muffe utili esistono anche - e sono la maggior parte - le muffe dannose. Dal punto di vista delle patologie correlate, le specie di muffe di maggior interesse sono quelle in grado di produrre tossine (micotossine) o di provocare malattie a carico dell’apparato respiratorio: alcune muffe possono causare anche rinocongiuntivite allergica e asma bronchiale. Possono essere: nefrotossiche (tossiche per i reni), epatotossiche (tossiche per il fegato), mutagene (cioè inducono mutazioni genetiche), immunotossiche, teratogene (cioè producono anomalie o malformazioni nell’embrione), cancerogene. Lo sviluppo di micotossine negli alimenti, come detto, è influenzato da numerosi fattori: condizioni climatiche e geografiche, pratiche di coltivazione e di conservazione, tipo di alimento. Possono svilupparsi sia sulle piante prima del raccolto (contaminazione da campo) sia dopo il raccolto stesso, durante i processi di conservazione (in magazzini, silos ecc.), trasformazione e trasporto. La loro presenza negli alimenti viene contenuta grazie a un capillare controllo delle importazioni dei prodotti provenienti dalle aree geografiche più soggette a contaminazioni (aree tropicali e subtropicali principalmente, ma anche USA). I limiti massimi sono stabiliti nell’Allegato I, parte 2 del Reg. (CE) 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari. Bisogna stare attenti in presenza di temperature tra i 5 e i 35°C, agli ambienti con umidità superiore al 65%, agli alimenti acquosi ricchi di zuccheri e proteine, ad alimenti con valori di pH compresi tra 4 e 8. Effettuare una pulizia del frigorifero a cadenza regolare, guarnizione compresa. Evitare di consumare alimenti che presentano tracce di muffa. Tranquilli, il gorgonzola potete mangiarlo… intendevo tracce di muffa estranea all’alimento. No, non basta togliere la parte visibile: la muffa potrebbe aver contaminato già tutto il resto. Conservare gli alimenti non deperibili quali pasta, riso, farina, ecc in luoghi asciutti. Se al momento dell’apertura della confezione si nota qualcosa di anomalo evitare di consumarli. I cereali “umidi” infatti sono un ottimo substrato per la formazione di muffe e di micotossine (ricordate?
Alternative Naturali Contro le Muffe
Nasce l’esigenza, quindi, di identificare nuovi antagonisti naturali attivi contro le malattie fungine per ridurre le perdite pre- e post-raccolta degli agricoltori, aumentare la sicurezza per i lavoratori e proteggere la salute dei consumatori. I lieviti, infatti, spesso competono tra loro producendo, in modo del tutto naturale, sostanze che uccidono o rallentano la crescita dei loro antagonisti. Uno studio pubblicato recentemente su Frontiers in Microbiology ha valutato il potenziale antagonistico dei lieviti epifiti nei confronti di Botrytis cinerea, Aspergillus carbonarius e Penicillium expansum. Il team di ricercatori ha esaminato il potenziale antifungino di lieviti isolati dalle bucce di uve selvatiche in Georgia, Italia, Romania e Spagna e da uve di vigneti (di tipo organico, biodinamico e convenzionali) in Italia. Gli studiosi hanno isolato 231 ceppi di lievito appartenenti a 26 specie diverse: 20 di essi appartenenti ad 8 specie, hanno mostrato, in vitro, un’azione antagonistica contro tutte le muffe saggiate. Di questi, 18 ceppi provenivano dalle uve selvatiche, suggerendo che le piante selvatiche rappresentano un potenziale serbatoio di microrganismi utili. Il team ha successivamente indagato sui possibili meccanismi utilizzati dai lieviti per inibire le muffe dell’uva, evidenziando che molti dei lieviti analizzati rilasciavano enzimi capaci di digerire la parete cellulare delle muffe, mentre altri liberavano sostanze, come l’acido acetico o il solfuro di idrogeno, che possono portare alla morte le muffe. Precedenti lavori avevano dimostrato che P.kluyveri non interferisce con S.
Lieviti: Caratteristiche e Riproduzione
Altri funghi con proprietà patogene (ma non tossiche o allergiche!) sono i lieviti. Tutti i lieviti, sia quelli patogeni che quelli non patogeni, si caratterizzano per due modalità di riproduzione: la cosiddetta scissione binaria e la cosiddetta gemmazione.
Altri Microrganismi di Interesse Microbiologico
Batteri
I Batteri sono organismi unicellulari, dalle dimensioni di 0,3 - 1,5 micron, con completa autonomia vitale e replicativa.
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- parete cellulare (cell wall): scheletro esterno che conferisce la forma al battere e ne regola l'equilibrio idrico.
- spore: alcune specie batteriche, dette sporigene, sono in grado di trasformarsi in spore. Queste rappresentano una particolare forma di resistenza che consente al battere di sopravvivere anche in un ambiente sfavorevole. Le spore sono poi in grado di germinare, ossia di ritornare alla forma vitale, quando si vengano a trovare in un ambiente nuovamente favorevole.
Virus
I Virus sono organismi subcellulari, con dimensioni dell'ordine dei nanometri (visibili solo al microscopio elettronico). Non sono capaci di vita autonoma, ma necessitano dell'apparato metabolico di una cellula; quindi, per vivere e replicarsi, sono costretti ad infettare un organismo superiore, sia animale che batterico.
- Genoma o core: è la parte centrale del virus, costituita da un acido nucleico, RNA o DNA, che contiene l'informazione genetica. I virus sono gli unici organismi viventi che possono avere un genoma ad RNA.
- Capside: è l'involucro proteico di rivestimento che conferisce la forma al virus.
I virus essendo dei parassiti endocellulari obbligati per replicarsi necessitano dell'apparato enzimatico e metabolico di una cellula. fuoriuscita dalla cellula delle nuove particelle virali: i nuovi virus possono uscire singolarmente per esocitosi, lasciando integra la cellula, oppure possono uscire tutti insieme in seguito alla lisi, e quindi alla morte, della cellula stessa. Epstein-Barr V.
Funghi
Sono organismi eucarioti, unicellulari o pluricellulari, con dimensioni da 20 a 50 volte superiori a quelle della cellula batterica. I funghi possono essere responsabili di diverse patologie che possono interessare l'uomo:
- Micosi superficiali: interessano la cute, gli annessi e le mucose, e possono colpire chiunque.
- M.M.M.M.M. Polmonite, infez. Polmonite, infez.
Protozoi
I protozoi sono microrganismi unicellulari dotati di una struttura cellulare eucariota, più complessa rispetto a quella della cellula batterica e più simile a quella delle cellule animali. I Protozoi sono saprofiti del suolo e delle acque, ma possono anche essere commensali di animali e vegetali. Molte specie di protozoi sono in grado di dare origine ad una forma cistica, che rappresenta una fase del ciclo vitale durante la quale il parassita acquisisce una particolare resistenza a condizioni ambientali sfavorevoli; nella fase cistica non è possibile la replicazione. Molti protozoi sono innocui per l'uomo, ma ve ne sono molti altri che sono in grado di provocare della malattie infettive anche molto gravi; in questa tabella sono elencati i principali protozoi patogeni per l'uomo.
Ricerca sui Miceti nei Materiali Biologici
La ricerca sui miceti, o funghi, nei materiali biologici è una disciplina di grande rilevanza nel campo della microbiologia e delle scienze mediche. I miceti comprendono un vasto gruppo di organismi, tra cui muffe, lieviti e funghi macroscopici come i funghi comuni. La ricerca sui miceti nei materiali biologici si riferisce allo studio della presenza, della distribuzione e dell'attività dei funghi in substrati naturali e artificiale. La diagnosi accurata delle infezioni fungine è cruciale per il trattamento efficace delle malattie micotiche. I miceti possono causare un'ampia gamma di malattie, dalle infezioni superficiali come le dermatofitosi a infezioni sistemiche severe come l'aspergillosi. Studiare i miceti ambientali consente di comprendere il loro ruolo nei cicli biogeochimici, nella decomposizione della materia organica e nella simbiosi con le piante. La fitopatologia funge da strumento per la diagnosi e il controllo delle malattie fungine nelle colture. Identificare tempestivamente i funghi patogeni può prevenire la perdita di raccolti e migliorare la produttività agricola. La prevenzione della contaminazione fungina nei prodotti alimentari è essenziale per garantire qualità e sicurezza. La ricerca sui miceti permette di sviluppare metodi per il controllo della crescita fungina durante la produzione, la conservazione e la distribuzione degli alimenti. I funghi sono utilizzati nella produzione di numerosi composti industriali, dai farmaci agli enzimi industriali. La ricerca sui miceti nei materiali biologici diversi è un campo vasto e interdisciplinare che abbraccia numerosi ambiti delle scienze biologiche e applicate. La comprensione dei miceti e delle loro interazioni con l'ambiente e altri organismi continua ad evolversi, offrendo nuove opportunità per innovazioni scientifiche e tecnologiche.
Metodi Analitici per Muffe e Lieviti
Nel campo dell’analisi microbiologica, è fondamentale comprendere i metodi analitici utilizzati per identificare e quantificare muffe e lieviti. Questi due tipi di microrganismi possono essere responsabili di problemi di salute e contaminazioni alimentari, pertanto è essenziale poter rilevare la loro presenza in modo accurato. La corretta identificazione e quantificazione di muffe e lieviti è cruciale per garantire la sicurezza alimentare e la salute pubblica. Grazie ai metodi analitici sopra citati, è possibile monitorare e gestire in modo efficace la presenza di questi microrganismi negli alimenti, prevenendo possibili contaminazioni e rischi per i consumatori. La sorveglianza ambientale e l’adozione di buone pratiche sono fondamentali per prevenire la contaminazione da muffe e lieviti. Per analizzare la presenza di muffe e lieviti nell’ambiente, sono utilizzati diversi metodi di analisi, tra cui il campionamento ambientale, l’isolamento dei microrganismi e l’identificazione delle specie presenti.
Tecniche di Campionamento e Preparazione
Le tecniche di campionamento devono essere selezionate in base agli obiettivi dell’analisi e alla tipologia di microrganismi da studiare. È fondamentale seguire protocolli accurati per evitare contaminazioni e garantire la validità dei risultati. Inoltre, la corretta preparazione dei campioni è cruciale per ottenere informazioni affidabili sulla presenza e sull’abbondanza delle muffe e dei lieviti nel campione in esame.
Salute e Medicina: Rischi per la Salute Umana
Sulla base dei commenti ricevuti alla guida precedente dovrei partire dalle muffe. Per far sì che questa guida risulti comprensibile a tutti, partirò invece dalle basi della microbiologia. Negli ultimi tempi, forse anche a causa della “crisi”, o forse perché ci bombardano in continuazione con la storia degli sprechi, ho visto sempre più gente condividere nuovi modi alternativi per ridurre gli avanzi e i costi delle bollette. Se poi le due cose coincidono ancora meglio. Visto il successo riscosso dalla guida su TMC e date di scadenza, con questo articolo voglio cominciare una nuova serie di “guide”, sperando di contrastare queste mode spesso pericolose. Proverò ad analizzare gli aspetti della microbiologia degli alimenti, valutando i rischi e i pericoli di ogni categoria (soprattutto dal punto di vista microbiologico), cercando di non annoiarvi troppo.