Liquore di Arquebuse: Un Elisir Tradizionale Italiano

Introduzione

Il liquore di arquebuse rappresenta un tesoro della gastronomia italiana, un distillato dal sapore unico e dalla storia affascinante. Ottenuto dalla macerazione delle foglie di tanaceto in alcool etilico, questo liquore casalingo si distingue per il suo gusto inebriante, deciso e balsamico, capace di donare una piacevole sensazione di freschezza. Oltre al suo sapore distintivo, l'arquebuse è apprezzato per le sue proprietà digestive, rendendolo un ottimo digestivo da gustare dopo i pasti.

Origini e Storia

La ricetta dell'Arquebuse affonda le sue radici nel 1857, quando Frate Emanuele, membro dell'ordine dei Fratelli Maristi, creò un distillato dalle potenti virtù officinali, battezzandolo "Eau d'Arquebuse". In origine, la ricetta comprendeva una varietà di erbe aromatiche oltre al tanaceto, tra cui menta, salvia, genepì, iperico, limone, issopo e camomilla.

Le prime notizie certe sul liquore arquebuse si rintracciano in Francia, vicino a Lione, nella casa madre dei frati Maristi (una congregazione di religiosi laici fondata da San Marcellino Champagnat), sul fiume Gier. Qui nel 1857 frate Emanuele, studiando le virtù delle erbe officinali, compose un distillato, cui diede il nome di "Eau d'Arquebuse", probabilmente per l'uso che si faceva del prodotto per curare le ferite prodotte dagli archibugi.

Questa notizia fu riportata dal frate Martino Tilia, membro della congregazione dei frati Maristi, il quale scrisse che "Un nostro fratello, Emanuele, esperto conoscitore delle virtù terapeutiche delle erbe, mise a punto un distillato che doveva servire alla cura dei confratelli malati, riunendo in una sapiente formula le proprietà benefiche di 34 erbe aromatiche, e arrivando così alla definizione di una ricetta (segreta) di un gradevole e profumato liquore digestivo". Fratel Emanuele preparò per la prima volta il distillato "miscelando con attenzione essenze e sapori - prosegue fratel Martino - e curando in particolare il metodo di invecchiamento in botti di rovere per almeno quattro anni, affinché le proprietà aromatiche e mediche delle piante potessero concentrarsi al meglio nel liquore". Fratel Martino prosegue nel suo scritto, ricordando che il governo francese "richiese il prodotto per inviarlo ai soldati impegnati nelle colonie, come primo rimedio interno ed esterno per la cura delle ferite prodotte dagli archibugi dei nemici: da lì venne il nome di Arquebuse de l'Hermitage".

Nel 1903 i frati Maristi, a causa delle leggi anticlericali, furono costretti a lasciare la Francia e si stabilirono in Italia, a Carmagnola, dove ripresero la distillazione dell'arquebuse, fondando, nel 1913, la distilleria San Giuseppe, dentro le mura del loro monastero. Il liquore prodotto dai frati a Carmagnola ebbe subito grande successo in Italia. Nel 1927 sorsero e iniziarono a diffondersi le imitazioni, tanto che, dopo appena tre anni, a causa dell'elevato numero di contraffazioni, il nome "arquebuse" fu dichiarato di dominio pubblico.

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Il Tanaceto: Ingrediente Chiave

Il tanaceto (Tanacetum vulgare) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, nota per le sue proprietà benefiche. Ricco di proprietà rinfrescanti, astringenti, insetticide e febbrifughe, il tanaceto è stato tradizionalmente utilizzato come rimedio casalingo per alleviare diversi disturbi. In passato, veniva impiegato anche per alleviare il mal di denti, grazie alle sue proprietà antidolorifiche e antibatteriche.

Le foglie di tanaceto sono molto frastagliate ed hanno un colore verde acceso, ricordano in parte le foglie della felce per la loro forma piumata. Al tatto risultano leggermente ruvide e al naso emettono un odore intenso, erbaceo e canforato. Il tanaceto viene usato con estrema moderazione a causa della presenza di tujone, una sostanza che in alte concentrazioni può risultare tossica. In passato era impiegato per insaporire frittate, liquori e conserve. Tradizionalmente al tanaceto venivano attribuite molte proprietà benefiche: digestivo, antinfiammatorio, vermifugo e persino emmenagogo (cioè in grado di stimolare il ciclo mestruale).

Usi del Tanaceto

  • Uso culinario: Le foglie del tanaceto possono essere utilizzate per aromatizzare e insaporire i piatti.
  • Medicina tradizionale: In alcune tradizioni erboristiche, il tanaceto è stato utilizzato per trattare una serie di disturbi, tra cui mal di testa, problemi digestivi e disturbi mestruali.
  • Repellente per insetti: L’odore pungente del tanaceto è noto per respingere alcuni insetti, come le mosche.

È importante notare che il tanaceto contiene composti chimici, come il tujone, che possono essere tossici in grandi quantità.

Alcool Alimentare: Un Ingrediente Fondamentale

L’alcool alimentare è un ingrediente necessario alla preparazione di molti liquori fai da te, come per l’arquebuse, dunque vale la pena descriverne le caratteristiche e gli usi. In primis va specificata la differenza tra l’alcool alimentare e l’alcool denaturato, un altro prodotto di uso comune. La differenza risiede nel trattamento, che per l’alcool alimentare è di norma naturale, in quanto basato sulla fermentazione di soluzioni zuccherine. Per quanto concerne il denaturato, l’alcool viene - in aggiunta - sottoposto a un procedimento che lo rende imbevibile. Dunque, l’alcool denaturato è destinato all’uso esterno, mentre l’alcool alimentare è destinato al consumo. In genere quest’ultimo viene impiegato per la produzione di liquori, soprattutto per quelli di rapida preparazione o che prevedono l’impiego di alimenti che non fermentano. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di immergere e far riposare l’ingrediente principale nell’alcool alimentare per un certo periodo di tempo, e aggiungere successivamente un normale sciroppo di zucchero.

Ricetta Tradizionale del Liquore di Arquebuse

Ecco una ricetta tradizionale per preparare il liquore di arquebuse in casa:

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Ingredienti:

  • 500 ml di alcool 90°
  • 20 grammi di foglie fresche di tanaceto
  • Zucchero
  • Acqua

Preparazione:

  1. Pulite bene le foglie di tanaceto e sistematele in un vaso di vetro con coperchio.
  2. Unite l’alcol e lasciate macerare per dieci giorni, mescolando leggermente gli ingredienti una volta al giorno.
  3. Passato il tempo stabilito, fate sciogliere lo zucchero nell’acqua portando a bollore per due/tre minuti.
  4. Fate raffreddare lo sciroppo e versatelo nel vaso con l’alcol e le erbe.
  5. Fate riposare per un pomeriggio o comunque tre/quattro ore.
  6. Setacciate la miscela ottenuta con una garza fine, per eliminare ogni parte della pianta.

Come Gustare e Valorizzare l'Arquebuse

Il distillato chiamato Arquebuse, particolarmente apprezzato quando servito freddo, si rivela essere una bevanda estremamente rinfrescante e dissetante, perfetta per essere gustata durante tutto l’anno, ma ancor più gradita nelle calde giornate estive. La sua compagnia è sempre gradita, poiché questo liquore fai-da-te è in grado di stupire piacevolmente gli ospiti. Il suo profumo avvolgente affascina i sensi, mentre il suo sapore, forte ma al tempo stesso fresco e delizioso, conquista il palato di chiunque lo assaggi.

Il liquore arquebuse è buono così come si trova, ma può essere valorizzato ulteriormente. Tradizionalmente, come abbiamo visto, si compone di una miscela di erbe aromatiche tra cui spicca il tanaceto, che gli conferisce un sapore unico e leggermente balsamico. In alcune ricette artigianali si tende a far macerare le erbe per periodi più lunghi, o a usare distillati di qualità superiore per esaltare gli aromi naturali delle piante. Ma valorizzare l’arquebuse significa anche presentarlo in modo adeguato. Per l’occasione vi consiglio di bicchierini da digestivo a temperatura ambiente, magari in un contesto che richiami le sue origini botaniche del liquore, come una tavola rustica con elementi naturali. L’arquebuse può fungere da digestivo ma anche come protagonista di aperitivi dolci. In quest’ultimo caso vi consiglio di valutare attentamente i dolci di accompagnamento. A tal proposito vi consiglio dei dolci secchi come i cantucci alle mandorle, o dei biscotti speziati che non coprono l’aroma del liquore. Ma si sposano bene anche le crostate con marmellate di agrumi o fichi. Chi cerca un abbinamento più raffinato può optare per dei cioccolatini fondenti ripieni di ganache aromatizzata con lo stesso liquore, così da creare una continuità di gusto.

Arquebuse: Tra Storia e Leggenda

Parliamo dell’arquebuse e sappiamo si tratti di un distillato nato in Francia, grossomodo tra Lione e il dipartimento delle Alpi del Rodano, a partire dalla fine del Settecento. È probabile sia nato in qualche monastero, tipo quello di Saint-Chamond, 35mila abitanti alle spalle del fiume Gier. Qui, nel terzo centro abitato della Loira dopo Saint-Étienne e Roanne, regione in cui nel 1955 nacque il pilota Alain Prost, si trovava la congregazione dei fratelli maristi. E dal 1893 si trovava pure la distilleria dei fratelli maristi, nella periferia di Lione, a Saint-Genis-Laval. Producono qui l’arquebuse fino al 1902, quando la congregazione viene espulsa dalla Francia per via della decisione della Repubblica francese di togliere ai cattolici l’educazione giovanile. Del resto, nel 1905, il primo ministro Émile Combes vara la legge sulla definitiva separazione tra Stato e Chiesa e il carattere laico del Quadrilatero transalpino. Che succede? I fratelli maristi lasciano la Francia, si rifugiano in Italia - a Carmagnola, nel vicino Piemonte - e solo nel 1926 compiranno il percorso inverso fino a Saint-Genis-Laval. Lasciarono in eredità al Piemonte la ricetta del loro liquore, l’arquebuse, e ai piemontesi il compito di tramandarla.

Arquebuse è il liquore, arquebus è il termine inglese per archibugio, hacuebuche in francese. Dall’antica arma da fuoco - etimologicamente non sarebbe inglese, né francese, ma tedesca: Haken Büchs, "bocca da fuoco a uncino" - c’è una storia interessante sul perché il liquore abbia preso proprio il suo nome. Pare infatti che la gradazione alcolica dell’arquebuse fosse utile a disinfettare le ferite da archibugio, o in alternativa - sempre per la gradazione - restituisse allo stomaco una sensazione particolarmente forte, come appunto lo scoppio di un colpo di archibugio. Parimenti, l’arquebuse farcisce storie di medicine casalinghe pseudoscientifiche: ne si sostengono proprietà astringenti e febbrifughe, una sorta di antidoto al mal di testa. In campagna, si utilizzava come antiparassitario. Ma il tanaceto ha controindicazioni: pare abbia proprietà abortive e tossiche, e per questo la medicina non ha finora approvato il suo utilizzo.

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