Il lievito, un microorganismo unicellulare della specie Saccharomyces cerevisiae, è un ingrediente fondamentale nell'industria alimentare, in particolare per la panificazione e la produzione di bevande alcoliche. La sua ricca composizione nutrizionale, che include vitamine del gruppo B, minerali e proteine, lo rende anche un integratore alimentare popolare. Tuttavia, l'effetto del lievito sulla glicemia, specialmente per chi soffre di diabete, richiede un'analisi approfondita.
Cos'è il Lievito di Birra?
Il lievito di birra è un insieme di funghi microscopici che si riproducono per gemmazione. Esistono diverse varietà, ma il Saccharomyces cerevisiae è il più comune. Viene utilizzato per far lievitare gli impasti, conferendo loro sofficità e volume grazie alla produzione di anidride carbonica durante la fermentazione degli zuccheri. Oltre all'uso in cucina, il lievito di birra è disponibile anche come integratore alimentare in diverse forme: polvere, scaglie, liquido o compresse. Sul mercato è possibile acquistare diverse tipologie di lievito di birra (fresco, secco, istantaneo, in scaglie).
- Lievito secco: viene essiccato in modo rapido e a bassa temperatura. Il lievito essiccato conserva intatti tutti i fattori nutrizionali del lievito fresco, mentre vengono inattivati gli enzimi e la capacità fermentativa.
Composizione Nutrizionale del Lievito di Birra
Il lievito di birra è una fonte eccellente di nutrienti essenziali:
- Vitamine del gruppo B: Tiamina (B1), Riboflavina (B2), Niacina (B3), Acido Pantotenico (B5), Piridossina (B6), Biotina (B7), Acido Folico (B9) e Cobalamina (B12) (quest'ultima presente solo nel lievito di birra arricchito).
- Minerali: Cromo, Selenio, Potassio, Magnesio, Ferro, Zinco.
- Proteine: Contiene tutti gli amminoacidi essenziali.
- Fibre: Utili per la regolarità intestinale.
Questa ricca composizione nutrizionale conferisce al lievito di birra diverse proprietà benefiche per la salute. Il selenio è invece molto importante per il corretto funzionamento della tiroide ed espleta una preziosa azione antiossidante. Il lievito di birra è una fonte alimentare naturale di nucleotidi. L’integrazione di nucleotidi ha il potenziale per aumentare la resistenza e il recupero post allenamento negli atleti. Il lievito di birra contiene anche litio, un elemento tradizionalmente usato per curare i disturbi dell’umore.
Lievito di Birra e Glicemia: Un'Analisi Dettagliata
L'effetto del lievito di birra sulla glicemia è un argomento complesso e non sempre ben compreso. È fondamentale distinguere tra l'uso del lievito di birra nella panificazione e il suo consumo come integratore alimentare.
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Lievito di Birra nella Panificazione e Glicemia
Quando il lievito di birra viene utilizzato nella panificazione, la sua azione principale è quella di fermentare gli zuccheri presenti nella farina, producendo anidride carbonica e alcol. Questo processo contribuisce alla lievitazione dell'impasto e alla formazione della struttura alveolare del pane. In presenza di ossigeno, invece, si ottiene la produzione prevalente di anidride carbonica; all’interno degli impasti glutinati, quest’anidride carbonica rimane intrappolata tra le maglie proteiche del glutine. Tuttavia, il pane stesso, soprattutto se preparato con farine raffinate, può avere un impatto significativo sulla glicemia. Il problema principale non è tanto il lievito, quanto il tipo di farina utilizzata e gli altri ingredienti presenti nell'impasto, come zuccheri aggiunti o grassi. Infatti, i carboidrati contenuti nel pane vengono rapidamente digeriti e assorbiti, causando un aumento della glicemia.
Il tipo di lievito utilizzato (lievito di birra o lievito madre) può influenzare leggermente l'indice glicemico del pane. Il lievito madre, grazie alla sua fermentazione più lenta e alla presenza di batteri lattici, può contribuire a ridurre l'indice glicemico del pane rispetto al lievito di birra. Questo è dovuto al fatto che la fermentazione con lievito madre modifica la struttura dei carboidrati, rendendoli meno facilmente digeribili e assorbibili.
Lievito di Birra come Integratore Alimentare e Glicemia
Quando consumato come integratore alimentare, il lievito di birra può avere effetti diversi sulla glicemia, a seconda della quantità assunta e delle caratteristiche individuali di chi lo consuma. È importante considerare che il lievito di birra contiene cromo, un minerale che svolge un ruolo importante nel metabolismo del glucosio. Il cromo agisce come cofattore dell'insulina, l'ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue. Aiuta l'insulina a legarsi ai recettori cellulari, facilitando l'ingresso del glucosio nelle cellule e riducendo così la glicemia. Il cromo è utile per migliorare la tolleranza al glucosio in pazienti affetti da diabete di tipo II o iperglicemia, favorendo la normalizzazione glicemica attraverso l’aumento della sensibilità all’insulina.
Alcuni studi suggeriscono che l'integrazione di cromo può migliorare il controllo glicemico nelle persone con diabete di tipo 2. Tuttavia, è importante sottolineare che la quantità di cromo presente nel lievito di birra può variare a seconda del prodotto e che l'effetto sulla glicemia può essere modesto. Inoltre, l'assunzione di integratori di cromo dovrebbe essere sempre supervisionata da un medico, in quanto dosi eccessive possono causare effetti collaterali.
D'altra parte, il lievito di birra contiene anche carboidrati, sebbene in quantità relativamente basse. Questi carboidrati possono contribuire ad un leggero aumento della glicemia, soprattutto se consumato a stomaco vuoto. Pertanto, è consigliabile assumere il lievito di birra durante i pasti, in modo da rallentare l'assorbimento dei carboidrati e ridurre l'impatto sulla glicemia.
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Benefici Potenziali del Lievito di Birra per i Diabetici
Nonostante le considerazioni sull'impatto glicemico, il lievito di birra può offrire alcuni benefici potenziali per le persone con diabete, grazie alla sua ricca composizione nutrizionale:
- Apporto di vitamine del gruppo B: Le vitamine del gruppo B svolgono un ruolo importante nel metabolismo energetico e nel funzionamento del sistema nervoso. Le persone con diabete spesso presentano carenze di queste vitamine, a causa della dieta restrittiva e dell'uso di alcuni farmaci. L'integrazione di lievito di birra può aiutare a colmare queste carenze.
- Apporto di cromo: Come già accennato, il cromo è un minerale essenziale per il controllo glicemico. Il lievito di birra può fornire un apporto di cromo, anche se in quantità variabile.
- Effetto prebiotico: Il lievito di birra contiene fibre che possono agire come prebiotici, favorendo la crescita di batteri benefici nell'intestino. Un microbiota intestinale sano può contribuire a migliorare il controllo glicemico e la sensibilità all'insulina. Le caratteristiche simbiotiche del lievito di birra possono renderlo un aiuto efficace per prevenire la diarrea.
Oltre ad abbassare il colesterolo, il lievito di birra può migliorare la salute del cuore abbassando la pressione sanguigna. Le elevate quantità di potassio, magnesio e calcio presenti nel lievito di birra possono spiegare questa riduzione della pressione sanguigna.
Consigli per i Diabetici sull'Uso del Lievito di Birra
Se sei diabetico e stai considerando di utilizzare il lievito di birra, è importante seguire questi consigli:
- Consulta il tuo medico: Prima di iniziare qualsiasi integrazione, consulta il tuo medico o un dietologo. Saranno in grado di valutare la tua situazione specifica e consigliarti sulla dose appropriata e sulla sicurezza del lievito di birra nel tuo caso.
- Monitora la glicemia: Controlla regolarmente i tuoi livelli di zucchero nel sangue, soprattutto quando inizi ad assumere il lievito di birra. Questo ti aiuterà a capire come il lievito di birra influisce sulla tua glicemia e ad aggiustare la dose di conseguenza.
- Scegli prodotti di qualità: Opta per lievito di birra di alta qualità, preferibilmente biologico e non arricchito con zuccheri o altri additivi.
- Assumi il lievito di birra durante i pasti: Questo aiuterà a rallentare l'assorbimento dei carboidrati e a ridurre l'impatto sulla glicemia.
- Non superare le dosi raccomandate: Segui attentamente le istruzioni riportate sulla confezione del prodotto e non superare le dosi raccomandate. Non superare la dose giornaliera raccomandata.
- Presta attenzione alle interazioni farmacologiche: Il lievito di birra può interagire con alcuni farmaci, come gli antidepressivi MAO inibitori e farmaci per il diabete. Informa il tuo medico se stai assumendo farmaci.
- Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO - MAO Inibitori): questi includono farmaci come tranilcipromina, selegilina e isocarbossazide, usati per il trattamento della depressione. La grande quantità di tiramina nel lievito di birra può scatenare una crisi ipertensiva se l’integratore viene assunto assieme agli IMAO.
- Meperidina: questo è un antidolorifico narcotico.
- Farmaci per il diabete: il lievito di birra può ridurre la glicemia.
Consultare il proprio medico prima di assumere lievito di birra in caso di gravidanza o allattamento.
Alternative al Lievito di Birra per i Diabetici
Se sei diabetico e preferisci evitare il lievito di birra, ci sono diverse alternative che puoi considerare per ottenere i nutrienti di cui hai bisogno:
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- Alimenti ricchi di vitamine del gruppo B: Carne magra, pesce, uova, legumi, verdure a foglia verde, cereali integrali.
- Alimenti ricchi di cromo: Broccoli, fagiolini, patate, cereali integrali, carne magra.
- Integratori di vitamine del gruppo B e cromo: Se hai difficoltà ad ottenere una quantità sufficiente di questi nutrienti attraverso l'alimentazione, puoi considerare l'assunzione di integratori specifici, sempre sotto la supervisione di un medico.
- Lievito alimentare inattivo: Questa è un'alternativa al lievito di birra, ma non ha le stesse proprietà probiotiche.
Controindicazioni e Possibili Effetti Indesiderati
Il lievito di birra presenta anche diverse controindicazioni che occorre tenere presenti:
- Alcune persone potrebbero essere intolleranti al lievito alimentare. Sembra che questa intolleranza sia più comune nei soggetti con malattia infiammatoria intestinale (IBD), come il morbo di Crohn.
- Tra i principali effetti indesiderati ascrivibili all’assunzione di lievito di birra si ricordano flatulenza, meteorismo, crampi addominali e diarrea. Se presenti, questi effetti collaterali hanno il più delle volte carattere transitorio e tendono a regredire spontaneamente; di solito si tratta di un fenomeno dovuto al generoso apporto di fibra e ai cambiamenti in atto a livello della flora intestinale.
- Sessantacinque madri (11%) che assumevano il lievito di birra hanno riferito di aver avuto una reazione avversa, più comunemente aumento di peso, crampi allo stomaco, secchezza delle fauci e nausea.
- Più in generale, l’assunzione di lievito di birra in presenza di condizioni patologiche o se si sta seguendo una terapia farmacologica è consigliata soltanto sotto controllo del medico che, conoscendo approfonditamente il quadro clinico del paziente, saprà dare i migliori consigli.
- Sebbene sia rara, l’allergia al lievito esiste e in caso di manifestazioni allergiche occorre sospendere l’assunzione immediatamente.
- Anche in caso di malattie infiammatorie intestinali è, in genere, consigliato evitare di assumere lievito di birra in quanto potrebbe peggiorare la sintomatologia.
- Per quanto riguarda gli integratori, per via dell’assenza di dati sulla sicurezza a lungo termine è consigliabile evitarne l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.
Interazioni Farmacologiche
Il lievito di birra può andare ad interferire con alcuni medicinali, pertanto prima di consumarlo occorre tenerne conto:
- Alcuni prodotti a base di lievito di birra possono contenere litio, per cui l’assunzione contemporanea con farmaci a base di litio può aumentare i livelli della sostanza nell’organismo, con il rischio di sviluppare effetti indesiderati soprattutto in caso di uso prolungato.
- La presenza di tiramina rende potenzialmente controindicato anche l’uso insieme ai farmaci antidepressivi della classe degli inibitori delle monoamino-ossidasi, poiché l’uso combinato può causare un aumento significativo della pressione arteriosa.
- Il lievito di birra può interferire con la glicemia, e qualora si utilizzino farmaci per controllarla si può andare incontro a ipoglicemia.
Come Usare il Lievito di Birra
Il lievito di birra può essere utilizzato in diverse forme, che prevedono modalità di impiego distinte. In particolare, ne esistono due varianti principali: fresco in panetto e secco in granuli.
- Il lievito di birra fresco contiene cellule vive attive e richiede una fase di scioglimento in acqua o latte tiepido insieme a un pizzico di zucchero, utile ad avviare la fermentazione batterica. È pensato per impasti che lievitano fuori dal forno.
- Il lievito di birra secco è l’equivalente essiccato del lievito fresco. Ha una conservazione più lunga ed è pronto all’uso, ma va “attivato” direttamente nell’impasto mescolandolo alla farina con una piccola quantità di zucchero. Un grammo di lievito secco corrisponde a tre grammi di lievito fresco.
A cosa serve il lievito di birra in cucina?
Il lievito di birra in cucina serve a favorire la lievitazione degli impasti grazie all’attività dei microrganismi che fermentano gli zuccheri presenti nella farina. Questi fermenti hanno, infatti, bisogno di nutrimento, umidità, aria e calore per svilupparsi. Nell’impasto trovano l’ambiente adatto per moltiplicarsi e produrre gas, che a sua volta permette al panetto di aumentare di volume.
Il lievito fresco viene in genere utilizzato per pane, focacce, brioche e altri prodotti che richiedono lievitazioni “esterne” al forno. Il lievito secco, al contrario, viene mescolato direttamente alla farina e può essere conservato più a lungo.
Il lievito di birra come integratore
Il lievito di birra può essere utilizzato anche come integratore. A esso vengono attribuite diverse possibili funzioni, tra le quali:
- Supporto alla salute della pelle, dei capelli e delle unghie.
- Aiuto nel riequilibrio della flora intestinale.
- Possibili effetti positivi sul metabolismo, in particolare grazie al contenuto di beta glucani.
Come sostituire il lievito di birra?
Sostituire il lievito di birra è possibile, poiché esistono diverse alternative che permettono comunque di ottenere impasti lievitati. In particolare esistono due opzioni, che sono anche le più utilizzate: l’uso del lievito madre oppure la combinazione di cremor tartaro e bicarbonato di sodio. Il lievito madre è un agente naturale che permette di preparare pane, pizza e dolci a lunga lievitazione, conferendo una struttura morbida e donando un sapore caratteristico. Il suo utilizzo richiede una certa pazienza, poiché la produzione domestica prevede diversi giorni di “rinfreschi” e una gestione praticamente costante.
Per chi vuole sapere come sostituire il lievito e preferisce una soluzione più rapida, il cremor tartaro attivato dal bicarbonato è un’altra alternativa utile. Si tratta di una reazione immediata, che non necessita dei tempi lunghi caratteristici della lievitazione “tradizionale”. Questa combinazione è utile per impasti che richiedono una crescita rapida e può essere incorporata direttamente nella miscela degli ingredienti secchi.
In alcune preparazioni salate, come pizze e focacce, è possibile anche sfruttare la schiuma della birra, preferibilmente non pastorizzata e torbida. L’aggiunta graduale della birra può favorire una lievitazione leggera, pur modificando il sapore finale dell’impasto, motivo per cui non è una scelta adatta a tutti.
Lievitazione Naturale e Indice Glicemico
Negli ultimi anni, si è assistito a un rinnovato interesse per la lievitazione naturale, in particolare per la produzione di pane con lievito madre. Questo metodo di lievitazione, utilizzato fin dall'antichità, offre diversi vantaggi rispetto all'uso del lievito di birra, soprattutto in termini di impatto sulla glicemia e sulla salute intestinale.
Uno studio condotto dal prof. Antonio Capurso e dal prof. Cristiano Capurso ha dimostrato che il pane a lievitazione naturale ha un indice glicemico notevolmente più basso rispetto al pane bianco o ottenuto con altro tipo di lievito. L'indice glicemico (IG) è un numero da 0 a 100 assegnato a un alimento che è indicativo del relativo aumento di livelli di glucosio nel sangue dopo due ore dopo che il cibo è stato consumato. Il carico glicemico (GL) è un valore che indica quanto rapidamente una determinata porzione di cibo eleva i livelli di glucosio nel sangue. Prende in considerazione sia la quantità di carboidrati presenti nella porzione sia la velocità con cui aumentano i livelli di glucosio nel sangue (GL = GI × carboidrati / 100).
Secondo le tabelle di riferimento internazionali degli indici GI e GL, valori inferiori a 55 sono definiti bassi, tra 56 e 69 moderati e valori superiori a 70 sono considerati alti. Il pane di grano a lievitazione naturale rientra quindi tra gli alimenti a basso indice glicemico. Questo è dovuto alla fermentazione più lenta e alla presenza di batteri lattici nel lievito madre, che modificano la struttura dei carboidrati, rendendoli meno facilmente digeribili e assorbibili.
Inoltre, il pane a lievitazione naturale incide positivamente sul rischio di malattie cardiovascolari per la sua influenza su colesterolo e trigliceridi e previene lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, tra cui quello al seno, quello dell’apparato gastrointestinale, quello alla prostata. Questo tipo di pane, lasciato lievitare per sette/otto ore e poi sfornato, contiene tutte le sostanze nutritive presenti nei cereali integrali. Oltre alle proteine di alta qualità e agli acidi grassi essenziali, fornisce vitamine e minerali. Apporta infatti vitamina E, vitamina B1, B6, B12, tiamina, niacina, folato, ribofavina, potassio, zinco, ferro, magnesio, selenio, calcio, fosforo e manganese.
Maturazione e Lievitazione: Differenze Fondamentali
È importante distinguere tra maturazione e lievitazione, due processi distinti che influenzano la qualità e la digeribilità degli impasti.
- Maturazione: è il tempo in cui i processi chimici di idrolisi enzimatica, all’interno dell’impasto, trasformano gli amidi complessi e le proteine in zuccheri più semplici e amminoacidi. Maggiore è il tempo in cui si fa riposare un impasto prima di cucinarlo, maggiore sarà la presenza di amminoacidi e glucosio liberi. Si ottiene una pizza più leggera, più digeribile e profumata, ma anche con un più alto indice glicemico perché la maturazione favorisce la predigestione per idrolisi di una parte degli amidi.
- Lievitazione: è l’azione dei lieviti che abbiamo introdotto nell’impasto e che si nutrono sia degli zuccheri contenuti naturalmente nelle farine che degli zuccheri prodotti durante la maturazione dall’idrolisi degli amidi. La lievitazione da origine alla fermentazione alcolica i cui prodotti sono anidride carbonica ed alcol etilico (che volatilizzerà del tutto durante la cottura).
Il concetto di maturazione è legato al concetto di alta digeribilità degli impasti. Si intende la scissione per idrolisi dell’amido delle farine con conseguente formazione di carboidrati più semplici, certamente più digeribili delle lunghe catene di amido ma anche più dannosi.
L’indice glicemico rappresenta la velocità con cui aumenta la quantità di glucosio nel sangue dopo l’assunzione di un determinato alimento. Maggiore è l’indice glicemico di un alimento, più veloce sarà l’azione dell’insulina nel trasportare il glucosio nelle nostre cellule che lo utilizzeranno come carburante. Se lo zucchero raggiunge le cellule velocemente e se non lo si utilizza facendo subito un’intesa attività fisica, esso si trasforma in riserva di zucchero ed in grasso di deposito. Più rapidamente entra lo zucchero dal sangue alle nostre cellule, più velocemente rimarremo di nuovo senza zuccheri nel sangue e partirà dal cervello un segnale di fame.
Alimenti Fermentati e Glicemia: Un Legame Complesso
Gli alimenti fermentati sono prodotti attraverso un processo in cui microrganismi come batteri, lieviti o muffe convertono gli zuccheri e altri composti in acidi organici, gas o alcool. La fermentazione è un processo che riduce significativamente l'indice glicemico di molti alimenti. Durante questo processo, batteri e lieviti trasformano zuccheri semplici come glucosio e lattosio in acidi organici, diminuendo il contenuto di carboidrati facilmente digeribili.
Gli alimenti fermentati possono influenzare la glicemia attraverso diversi meccanismi:
- Riduzione dell'indice glicemico: la fermentazione altera la struttura dell'amido, rendendolo meno digeribile e contribuendo a una riduzione dell'assorbimento dei carboidrati e alla prevenzione di rapidi picchi glicemici. Questo effetto è particolarmente evidente nel pane a lievitazione naturale, dove la fermentazione complessa, operata da lieviti e batteri lattici, trasforma parte dell'amido in amido resistente.
- Miglioramento della salute metabolica: gli alimenti fermentati possono introdurre probiotici che favoriscono un microbioma intestinale sano, migliorando la digestione, l'assorbimento dei nutrienti e riducendo potenzialmente i picchi glicemici. I probiotici possono anche contribuire a ridurre l'infiammazione intestinale, un fattore spesso associato alla resistenza all'insulina e al controllo glicemico compromesso.
- Influenza sugli ormoni dell'appetito: gli alimenti fermentati possono influenzare ormoni che regolano l'appetito, aiutando a controllare la fame e, di conseguenza, l'assunzione calorica.
- Effetti dell'acido acetico: studi clinici hanno dimostrato che il consumo di aceto con i pasti può ridurre le concentrazioni di glucosio nel sangue e migliorare le risposte insuliniche. Questo effetto è attribuito principalmente a due meccanismi di azione: rallentamento dello svuotamento gastrico e inibizione dell'attività delle amilasi digestive.
Tuttavia, è importante considerare che non tutti gli alimenti fermentati hanno un basso indice glicemico. Fattori come il tipo di carboidrati iniziali, la durata e il tipo di fermentazione, e la presenza di zuccheri finali possono influenzare l'impatto glicemico di un alimento fermentato. Ad esempio, nel caso delle fermentazioni enzimatiche operate dal fungo Aspergillus oryzae, noto come Koji, gli enzimi prodotti, come le amilasi, scindono gli amidi in zuccheri semplici, che possono innalzare l'indice glicemico se non vengono ulteriormente fermentati da batteri lattici o lieviti.
Dieta e Prevenzione del Diabete: Consigli Utili
Un nuovo studio italiano, chiamato "InterAct", ha coinvolto oltre 24mila persone in otto nazioni europee per studiare come fattori genetici e stile di vita (in particolare dieta e attività fisica) interagiscano tra loro nello sviluppo del diabete tipo 2. L'obiettivo è rispondere alla domanda se sia possibile prevenire l’insorgenza del diabete attraverso il cibo.
La dottoressa Rosalba Giacco, Primo Ricercatore presso l’Unità di Nutrizione Umana e Metabolismo dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione CNR di Avellino, ha commentato alcuni dei risultati dell’InterAct e ha illustrato lo stato dell’arte delle conoscenze in tema di prevenzione del diabete attraverso la dieta:
- Moderazione calorica: è molto importante non esagerare nel consumo di calorie; ciò significa preferire alimenti a basso contenuto calorico, rispetto a quelli ad alta densità di calorie.
- Frutta e verdura: devono fare la parte del leone nella dieta. Da preferire vegetali a foglia verde (es. spinaci, cardi, indivia, etc.) e ortaggi quali quelli a radice (es. carote, radicchio, barbabietole, etc.).
- Carboidrati: vanno preferiti quelli che non provocano grandi escursioni glicemiche quali legumi e pasta (alimenti a basso indice glicemico); da limitare invece quelli ad elevato indice glicemico, quali pane e pizza. Un ‘trucco per abbassare l’indice glicemico dei cibi (ad es. il pane e i cereali da prima colazione) è quello di addizionarli con beta-glucano o glucomannani, fibre idrosolubili viscose. In alternativa, si può cercare un forno che faccia il pane come quello della nonna, cioè con la fermentazione acida.
- Carne: la carne, in particolare carne rossa e insaccati, aumentano il rischio di diabete. Per questo è bene consumarla con grande parsimonia, portandola a tavola non più di 2-3 volte la settimana. Meglio, invece, le carni bianche (pollo, tacchino, coniglio).
- Pesce: il pesce rimane un alimento utile per la salute, in quanto ricco di acidi grassi omega-3, importanti perché consentono di tenere a bada i livelli di lipoproteine ricche in trigliceridi (VLDL) nel sangue ed hanno un effetto protettivo nei confronti delle aritmie cardiache.
- Latte e latticini: un più alto consumo di derivati del latte fermentato (es. yogurt e formaggi freschi fermentati) sembra essere efficace nella prevenzione del diabete.
- Uova: da consumare con moderazione: non più di 1-2 volte a settimana.
- Bibite e soft drink: consumare un soft drink zuccherato al giorno fa aumentare il rischio di diabete del 20%.
- Tè e caffè: i consumatori abituali di quantità moderate di caffè e tè sono protetti, rispetto ai non consumatori, dal rischio di contrarre il diabete di tipo 2.
- Alcol: in piccole quantità, pari a 10-20 grammi al giorno (l’equivalente di 1-2 bicchieri di vino) può ridurre un po’ il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete. Da vietare assolutamente ai ragazzi e alle donne in gravidanza, oltre ovviamente a chi è affetto da alcune patologie.