L'ammonimento di Gesù ai suoi discepoli, "Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!", racchiude un profondo significato spirituale e morale. Questa esortazione, presente nei Vangeli, invita a una riflessione critica sulle insidie dell'ipocrisia, della superbia e della ricerca del potere, esortando a focalizzarsi su un amore autentico e disinteressato.
Il Contesto Evangelico: Una Barca, un Pane e un Avvertimento
Nel Vangelo di Marco, Gesù e i suoi discepoli si trovano in una barca con un solo pane. I discepoli, preoccupati per la mancanza di cibo, vengono ammoniti da Gesù a guardarsi dal lievito dei farisei e di Erode. Questa situazione apparentemente semplice diventa un'occasione per Gesù di impartire un insegnamento cruciale. I discepoli, tuttavia, sembrano concentrarsi sulla dimensione materiale della mancanza di pane, piuttosto che comprendere il significato più profondo delle parole di Gesù.
Gesù, consapevole della loro preoccupazione, li interroga sulla loro incapacità di comprendere, ricordando loro i miracoli della moltiplicazione dei pani. Chiede loro: "Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?".
Il Lievito dei Farisei: Ipocrisia e Apparenza
Il lievito dei farisei rappresenta l'ipocrisia, l'apparenza e una fede basata sull'esteriorità. I farisei, noti per la loro rigorosa osservanza della legge ebraica, spesso si concentravano sull'apparenza esteriore della pietà, trascurando l'importanza di un cuore sincero e di una vera giustizia. Il loro "lievito" è la superbia di chi vuole tracciare il confine della giustizia a costo di mortificare il cuore di Dio.
Questo atteggiamento si manifesta in un desiderio di mettersi in mostra davanti a Dio, disprezzando coloro che non seguono le stesse pratiche o non aderiscono alle stesse credenze. È una forma di superbia spirituale che porta a giudicare gli altri e a considerarsi superiori. Anche i discepoli possono cadere in questa trappola, vivendo una fede basata sull'apparenza e sul giudizio.
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Il Lievito di Erode: Potere e Possesso
Il lievito di Erode simboleggia la superbia del potere, la sete di dominio e la tendenza a piegare l'amore e trasformarlo in possesso. Erode, noto per la sua ambizione e crudeltà, rappresenta un potere che cerca di controllare e manipolare, vedendo in Dio un concorrente.
Questo "lievito" si manifesta in un desiderio di primeggiare, di avere il controllo sugli altri e di utilizzare il potere per i propri fini egoistici. Anche i discepoli, specialmente quelli più ambiziosi, possono essere tentati di cercare il potere e di anteporre i propri interessi a quelli degli altri.
L'Unico Lievito: L'Amore Nascosto di Gesù
Gesù, in contrasto con i lieviti corrotti dei farisei e di Erode, si presenta come l'unico vero lievito. Il suo amore si nasconde, sa attendere che la pasta fermenti, trasformando gradualmente i cuori e le vite di coloro che lo seguono. Gesù sposta l’attenzione su un altro Pane che rende umanamente nutriente ogni pane.
Questo amore si manifesta nella sua umiltà, nel suo servizio agli altri e nella sua capacità di perdonare e accogliere tutti, senza distinzioni. È un amore che trasforma, che guarisce e che dona speranza.
Il Pane Materiale e il Pane Spirituale
I discepoli, preoccupati per la mancanza di pane materiale, non riescono a comprendere che sotto il "pane" c'è un altro "Pane" a sostenerlo e a portarlo a compimento. Il pane materiale sfama profondamente solo se è accompagnato e riempito da un significato che lo umanizzi.
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Gesù invita a spostare l'attenzione dal pane materiale al pane spirituale, al nutrimento che viene dalla fede, dall'amore e dalla comunione con Dio. Nella barca c'è un solo pane, ma c'è anche Colui che ha moltiplicato il pane, Colui che può soddisfare la fame più profonda dell'anima.
Il Lievito come Principio di Cambiamento
Il lievito, nella Bibbia, è una parola forte, simbolo di vita ma anche di contaminazione. È usato per il discorso, l'insegnamento, ma soprattutto come principio di cambiamento del mondo. Nel Nuovo Testamento, lo troviamo come sinonimo del Regno dei cieli. Il riferimento al lievito di Erode e dei farisei ha a che fare con il tipo di regno che il Messia dovrebbe portare sulla terra.
Gesù mette in guardia i suoi apostoli dal non abbracciare le teorie messianiche e apocalittiche, invitandoli a discernere i segni e a non farsi ingannare dai falsi profeti. La tentazione di seguire i lieviti sbagliati è un fenomeno che può ripetersi nelle comunità carismatiche, dove i successi e gli eventi straordinari possono generare interpretazioni errate del destino e del compito del movimento.
Il Lievito e la Parabola della Fermentazione
La parabola della fermentazione, in cui una donna mescola il lievito nella farina, illustra come il Regno dei Cieli si diffonda in modo celato e segreto. Il lievito, una volta mescolato, non è più visibile, simboleggiando come il Regno non attiri l'interesse delle prime pagine dei giornali, ma operi in profondità, trasformando la massa.
La forza attraente e trasformante viene dall'esterno dell'impasto, da Dio direttamente, e la diffusione del Regno è opera di Dio. Al discepolo spetta solo il compito di collaborare nell'annuncio.
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Il Lievito e la Quotidiana Rigenerazione
Il lievito naturale, chiamato "pasta madre", è generatore di nuovo lievito e di nuovo pane. Veniva conservato gelosamente in ogni famiglia, mantenuto in vita con opportuni rinfreschi, perché ogni giorno potesse produrre nuovo pane. "Dacci oggi il nostro pane quotidiano" significa rinnovaci e rigeneraci quotidianamente, o Signore.
Il lievito è una sostanza vivente che cambia il destino di un impasto fatto di semplice acqua e farina. Gesù, "Vero Lievito" nella massa dei credenti, incoraggia gli apostoli a non temere di affrontare il mondo, perché con il suo aiuto la Parola si diffonderà sino ai confini della terra.
Evitare il Lievito Corrotto: Un Amonimento Perpetuo
Gesù invita i suoi discepoli ad evitare il lievito dei farisei e dei sadducei, un monito ribadito anche da San Paolo. Questo significa evitare l'ipocrisia, l'apparenza, la superbia e la ricerca del potere, abbracciando invece l'amore, l'umiltà e il servizio.
San Paolo esorta a togliere via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, celebrando la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. Non solo dobbiamo guardarci dagli altri, ma anche dal peccato che si nasconde in noi stessi.
La Compassione e la Condivisione: Il Vero Segno
Il racconto della seconda moltiplicazione dei pani e dei pesci presente nel vangelo di Marco è inserito all’interno della narrazione del viaggio di Gesù nella Decàpoli, in terra straniera, quasi a dire che alla mensa del Regno di Dio c’è posto per tutti. Gesù mostra compassione per la folla affamata, dimostrando che il suo amore è universale e non conosce confini.
I discepoli, inizialmente preoccupati per la mancanza di cibo, vengono invitati a condividere ciò che hanno, scoprendo che la condivisione porta alla moltiplicazione e alla sazietà. Gesù ordina alla folla di sdraiarsi, richiamando la cena dei giorni festivi, e ringrazia, spezza e distribuisce il pane, compiendo un gesto eucaristico.