Le Peggiori Marche di Pasta: Un'Analisi Approfondita

La pasta, pilastro della dieta mediterranea e simbolo della cucina italiana, è un alimento irrinunciabile per molti. Che sia condita con un semplice sugo di pomodoro, un pesto aromatico o un ragù elaborato, un piatto di pasta rappresenta una soluzione pratica, veloce e gustosa. Tuttavia, recenti indagini hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla presenza di pesticidi, in particolare il glifosato, in alcune marche di pasta. Questo articolo si propone di analizzare i risultati di questi test, identificare le marche più a rischio e fornire ai consumatori informazioni utili per fare scelte consapevoli.

Il Glifosato: Un Erbicida Sotto Accusa

Prima di esaminare i risultati dei test, è fondamentale capire cos'è il glifosato. Si tratta di un erbicida classificato come sostanza potenzialmente cancerogena e spesso al centro del dibattito scientifico e normativo. In Italia, nel 2016, è stato emanato un decreto che ha revocato l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti fitosanitari contenenti glifosato. Nonostante ciò, tracce di questa sostanza possono ancora essere presenti nella pasta, a causa dell'utilizzo di grano coltivato in paesi dove l'uso del glifosato è consentito.

Test Sulla Pasta: Cosa Hanno Rivelato

Uno studio condotto nell'aprile 2022 dalla rivista svizzera K-Tipp ha analizzato 18 marchi di pasta, di cui 13 prodotti con grano duro convenzionale e 5 con grano biologico, riscontrando la presenza di glifosato in diversi marchi commercializzati anche in Italia. Tra questi, figuravano Lidl, Divella, Agnesi e Garofalo.

Un'inchiesta condotta da Il Salvagente nel 2018 e aggiornata successivamente, ha evidenziato una situazione preoccupante, con un aumento delle marche di pasta contaminate rispetto al passato. Inizialmente, tracce di glifosato erano state trovate solo in due marche (Lidl e Eurospin), mentre in seguito il numero è salito a sette, coinvolgendo anche Divella, Garofalo, Esselunga, Agnesi e Rummo.

Per questa indagine, i ricercatori si sono concentrati su un particolare formato: le mezze maniche. Ogni campione è stato sottoposto ad analisi laboratoriali, alla valutazione dell’etichetta e infine alla prova d’assaggio. Gli autori del test “bocciano” sostanzialmente solo 2 paste, che ottengono punteggi inferiori al 6, dunque alla sufficienza.

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Le Marche Incriminate e le Loro Reazioni

A seguito della pubblicazione dei risultati dei test, le aziende coinvolte hanno fornito le proprie spiegazioni. Divella ha dichiarato che, pur essendo stata riscontrata la presenza di glifosato, i valori rilevati erano nettamente inferiori ai limiti di legge (0,023 mg/kg contro un limite massimo di 10 mg/kg). Anche Garofalo ha confermato la presenza di glifosato nella sua pasta, ma in quantità "mille volte inferiore al limite di legge".

Tuttavia, è importante sottolineare che anche basse dosi di glifosato possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare per l'equilibrio del microbiota intestinale.

Il Grano Straniero e il Glifosato: Un Legame Sospetto

La presenza di glifosato in marche come Rummo, Garofalo, Divella, Esselunga, Eurospin e Lidl potrebbe essere legata all'utilizzo di grano straniero, in particolare canadese, nella produzione della pasta. Tuttavia, i produttori possono indicare l'origine del grano in etichetta con una generica dicitura "Ue" o "non Ue", rendendo difficile per i consumatori tracciare la provenienza della materia prima.

Un'eccezione è rappresentata dagli spaghetti Agnesi, prodotti con grano 100% italiano, che hanno comunque rivelato la presenza del pesticida, seppur al di sotto dei limiti consentiti. Questo suggerisce che il problema della contaminazione da glifosato non riguarda solo il grano importato, ma può interessare anche la produzione nazionale.

Le Marche Virtuose: Un'Alternativa Sicura

Fortunatamente, i test hanno individuato anche marche di pasta che non presentano tracce di glifosato. Tra queste, spiccano De Cecco e Molisana, che hanno ottenuto il punteggio massimo (10) nelle analisi. Seguono Alce Nero, La marca del consumatore e Coop (9), NaturaSì e Girolomoni (8), Barilla e Voiello (7).

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È interessante notare che De Cecco, una delle marche risultate migliori nei test, ha reso nota l'origine del grano impiegato nella sua pasta: Arizona, California e Canada. Questo dimostra che la provenienza del grano non è l'unico fattore determinante per la presenza di glifosato, ma anche le pratiche agricole adottate dai produttori.

Consigli per un Consumo Consapevole

Alla luce di quanto emerso dai test, è importante che i consumatori siano consapevoli dei rischi legati alla presenza di glifosato nella pasta e adottino alcune precauzioni per limitare l'esposizione a questa sostanza. Ecco alcuni consigli utili:

  • Leggere attentamente le etichette: Verificare l'origine del grano utilizzato nella pasta e preferire prodotti realizzati con grano italiano o biologico.
  • Variare le marche: Non concentrarsi sempre sugli stessi marchi, ma alternare diverse marche per ridurre il rischio di esposizione a sostanze indesiderate.
  • Preferire la pasta biologica: La pasta biologica è prodotta con grano coltivato senza l'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, garantendo un prodotto più sicuro e salutare.
  • Informarsi e confrontare i risultati dei test: Consultare i risultati dei test condotti da riviste specializzate e organizzazioni di consumatori per individuare le marche più virtuose e fare scelte consapevoli.
  • Chiedere trasparenza ai produttori: Incoraggiare i produttori a fornire informazioni chiare e trasparenti sull'origine del grano e sulle pratiche agricole adottate.

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