La Cottura Passiva della Pasta: Pro, Contro e Come Risparmiare Energia in Cucina

La cottura della pasta è un gesto quotidiano per milioni di persone in tutto il mondo, un simbolo della cultura italiana. Tuttavia, con l'aumento dei costi energetici e la crescente consapevolezza ambientale, è diventato importante riconsiderare le nostre abitudini culinarie, cercando metodi più efficienti e sostenibili. Tra questi, la cottura passiva della pasta sta guadagnando popolarità come alternativa al metodo tradizionale. Questo articolo esplora i vantaggi e gli svantaggi di questa tecnica, offrendo consigli pratici per un'implementazione efficace.

Cos'è la Cottura Passiva della Pasta?

La cottura passiva della pasta è una tecnica che prevede di spegnere il fuoco dopo pochi minuti di ebollizione e lasciare che la pasta si cuocia nel calore residuo dell'acqua. Il metodo consiste nel portare l'acqua a ebollizione, solitamente tra i 70-75°C, aggiungere la pasta, attendere che l'acqua riprenda il bollore per un paio di minuti, quindi spegnere il fuoco. A questo punto, la pentola viene coperta con un coperchio e la pasta continua a cuocere per il tempo indicato sulla confezione.

Questa tecnica non è una novità. Già nel 1700, Benjamin Thompson, uno dei fondatori della termodinamica, aveva notato che il cibo cuoce non tanto perché l'acqua bolle, ma perché rimane calda a lungo. Oggi, chef stellati come Davide Oldani, del Ristorante D'O, 2 Stelle Michelin e Stella Verde Michelin, la consigliano per il suo impegno nella cucina sostenibile. Anche il premio Nobel Giorgio Parisi ha suggerito questo metodo per risparmiare energia.

Vantaggi della Cottura Passiva

I vantaggi principali della cottura passiva sono legati al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di CO2. Secondo una stima di Pastai Italiani di Unione Italiana Food, ridurre il tempo in cui i fornelli restano accesi può portare a un risparmio fino al 47% tra energia elettrica ed emissioni di CO2.

  • Risparmio energetico: Spegnere il fuoco dopo i primi minuti di cottura riduce significativamente il consumo di gas o elettricità. La rivista Altroconsumo ha calcolato che, utilizzando la cottura passiva per cucinare la pasta 24 volte al mese, si possono risparmiare circa 2 metri cubi di gas all'anno.
  • Riduzione delle emissioni di CO2: La cottura passiva può ridurre le emissioni di anidride carbonica fino all'80%, escludendo la fase di ebollizione dell'acqua, che è identica per tutti i sistemi di cottura, come affermato da Barilla.
  • Minor necessità di supervisione: Una volta coperta la pentola, non è necessario mescolare o controllare costantemente la pasta.
  • Sostenibilità: Oltre al risparmio energetico, la cottura passiva contribuisce a ridurre l'impatto ambientale complessivo della preparazione della pasta.

Svantaggi e Considerazioni

Nonostante i numerosi vantaggi, la cottura passiva presenta anche alcuni aspetti da considerare:

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  • Tipologia di pasta: La tecnica è più indicata per formati di pasta cavi, come rigatoni, penne e mezze maniche, che permettono all'acqua di circolare. Meno consigliati sono spaghetti e linguine.
  • Tempi di cottura: È preferibile utilizzare pasta con tempi di cottura brevi, idealmente non superiori ai 12 minuti, per garantire che l'acqua mantenga una temperatura sufficiente per cuocere la pasta.
  • Qualità della pasta: Se la qualità della pasta non è elevata, il risultato potrebbe essere meno soddisfacente.
  • Uniformità della cottura: Alcuni chef mettono in dubbio la resa, ritenendola poco compatibile con le esigenze della ristorazione, in quanto i formati di pasta più spessi o con tempi di cottura lunghi potrebbero risultare meno uniformi.

Come Ottimizzare la Cottura Passiva

Per ottenere risultati ottimali con la cottura passiva, è importante seguire alcuni accorgimenti:

  • Utilizzare la giusta quantità di acqua: Cibo360 suggerisce di usare non più di 1 litro di acqua per 100 g di pasta, ma si può scendere a 1 litro per 150 g.
  • Coprire la pentola: Coprire la pentola mentre si scalda l'acqua accelera l'ebollizione e riduce il consumo di energia.
  • Versare la pasta al momento giusto: Buttare la pasta appena l'acqua inizia a bollire (quando appaiono le prime bollicine sul fondo della pentola).
  • Utilizzare pentole adatte: Scegliere pentole con fondo spesso, realizzate in materiali come acciaio inox multistrato, ghisa smaltata o alluminio pesante, che assicurano una buona inerzia termica.
  • Utilizzare un coperchio aderente: Assicurarsi che il coperchio chiuda bene per trattenere il vapore. Un coperchio pesante o con bordo in silicone è l'ideale.
  • Isolare la pentola: Nei minuti di riposo, isolare la pentola con una coperta da cucina o una borsa termica aiuta a trattenere meglio il calore, soprattutto con i cereali integrali o in ambienti freddi.
  • Tostare i cereali: Nel caso dei cereali, tostare a secco in padella per qualche minuto prima di versare l'acqua intensifica il profumo, migliora la tenuta alla cottura e riduce il rischio che si sfaldino.

La Cottura Passiva: Un Metodo Antico Rivisitato

La cottura passiva non è una novità assoluta. Come riportato da Agnesi, il metodo era stato messo a punto a metà degli anni '60 da Vincenzo Agnesi, che proponeva di usare poca acqua (1,2 litri per 500 g di pasta) e di mettere la pasta nella pentola insieme all'acqua fredda. Questo sistema è tornato in voga grazie all'invito a risparmiare energia.

Barilla ha persino pubblicato su Instagram filmati, interviste e tabelle che affiancano i tempi di cottura tradizionali a quelli della cottura passiva. La regola generale è di calcolare, dopo i primi due minuti di ebollizione della pasta con il gas acceso, un periodo con il gas spento pari al tempo di cottura indicato sulla confezione.

L'Importanza di Piccoli Gesti Quotidiani

Anche un piccolo gesto quotidiano come preparare un piatto di pasta può fare una grande differenza. Se tutti gli italiani seguissero questi accorgimenti, il risparmio aumenterebbe esponenzialmente. Secondo Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai Italiani, con un consumo medio di 23.5 kg pro-capite di pasta, ogni italiano arriverebbe a risparmiare in un anno fino a 44,6 chilowattora, 13,2 chili di CO2e e 69 litri di acqua.

Uno studio Unione Italiana Food / Istituto Piepoli ha rilevato che solo 1 italiano su 10 non usa il coperchio per accelerare l'ebollizione dell'acqua. Tuttavia, tre italiani su quattro utilizzano ancora almeno 1 litro d'acqua per ogni 100 grammi di pasta, e 9 italiani su 10 tengono il fuoco acceso fino a cottura completata. C'è ancora molto spazio per migliorare le nostre abitudini e adottare pratiche più sostenibili.

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Cottura Passiva e Processi Fisici

Durante la cottura passiva, avvengono diversi processi fisici:

  • Diffusione dell'acqua: Si verifica la trasmissione di calore e la reidratazione della pasta.
  • Denaturazione delle proteine: Le proteine della pasta, principalmente il glutine, si denaturano tra i 60 e gli 80 gradi.
  • Gelatinizzazione: L'amido presente nella pasta subisce un processo di gelatinizzazione, rendendola più digeribile.

Contrariamente a quanto si crede, non sono necessari 100 gradi per cuocere la pasta. Ne bastano 80, il che rende la cottura passiva un metodo efficace per risparmiare energia senza compromettere la qualità del piatto.

Ulteriori Consigli per Risparmiare Energia in Cucina

Oltre alla cottura passiva, ci sono altri modi per risparmiare energia in cucina:

  • Utilizzare il bollitore: Per portare a bollore l'acqua della pasta, utilizzare un bollitore elettrico, che richiede meno tempo rispetto alla tradizionale pentola sul gas.
  • Sfruttare il calore residuo: Dopo aver spento il forno, lasciare raffreddare il cibo al suo interno con lo sportello chiuso.
  • Utilizzare pentole a pressione: Le pentole a pressione riducono i tempi di cottura e il consumo di energia.
  • Cucinare in modo efficiente: Pianificare i pasti e cucinare porzioni adeguate per evitare sprechi alimentari.

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