L'agricoltura sta vivendo una trasformazione epocale, spinta dalla necessità di conciliare la crescente domanda alimentare con la tutela dell'ambiente. In questo contesto, il "vertical farming" emerge come una soluzione innovativa e promettente, capace di rivoluzionare il modo in cui produciamo cibo. Un esempio virtuoso di questa tendenza è rappresentato da "Chilometro Verde", un'azienda italiana che ha fatto dell'insalata a coltura idroponica il suo core business, puntando su sostenibilità, accessibilità e innovazione tecnologica.
Cos'è il Vertical Farming?
Il vertical farming, o agricoltura verticale, è una pratica colturale che consente di coltivare specie vegetali su più livelli sovrapposti, massimizzando il numero di piante coltivabili a metro quadro. Al contrario dell’agricoltura tradizionale, che prevede lo sfruttamento di terreni agricoli che si sviluppano in orizzontale, il vertical farming sfrutta l’intero volume di coltivazione. Questa tecnica, la cui versione più moderna si è diffusa alla fine del ventesimo secolo, rientra fra le tendenze dell’Agricoltura 4.0 e consente di coltivare i vegetali senza terriccio, anche in ambienti chiusi (indoor vertical farming).
L’agricoltura verticale, infatti, non prevede l’uso di terriccio, e così riduce al minimo il consumo di suolo e permette di gestire nel modo più efficiente possibile tutte le risorse necessarie, come l’ossigeno, l’acqua e la luce, grazie anche all’impiego di tecnologie all’avanguardia.
Tecniche di Coltivazione nel Vertical Farming
All'interno del vertical farming, si distinguono diverse tecniche di coltivazione, tra cui:
- Idroponica: Coltivazione delle piante in acqua, con le radici immerse in una soluzione nutritiva o irrigate con essa.
- Aeroponica: Coltivazione delle piante "in aria", con le radici sospese e nebulizzate con una soluzione nutritiva.
- Acquaponica: Combinazione di idroponica e acquacoltura, in cui l'acqua delle vasche dei pesci viene utilizzata per nutrire le piante, creando un sistema circolare e autosufficiente.
I Vantaggi del Vertical Farming
Il vertical farming offre numerosi vantaggi rispetto all'agricoltura tradizionale:
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- Minor consumo di suolo: Lo sviluppo in altezza consente di coltivare in edifici preesistenti, contribuendo alla riqualificazione urbana e riducendo la deforestazione.
- Ottimizzazione degli spazi: Permette di coltivare in ambienti urbani limitati, avvicinando la produzione al consumatore.
- Riduzione del consumo idrico: Richiede fino al 90% di acqua in meno rispetto all'agricoltura tradizionale, grazie al riciclo dell'acqua.
- Riduzione dell'uso di pesticidi: I vegetali coltivati in ambienti controllati sono più resistenti ai parassiti.
- Produzione a chilometro zero: La vicinanza ai centri urbani limita le emissioni di anidride carbonica legate ai trasporti.
- Coltivazione tutto l'anno: Permette di coltivare diverse specie vegetali in qualsiasi stagione e clima, grazie al controllo delle condizioni ambientali.
- Aumento della sicurezza alimentare: Può fornire cibo a km zero anche nelle aree urbane o in quelle dove l’agricoltura tradizionale è difficile o impossibile.
Kilometro Verde: Un Modello di Successo
L'azienda "Kilometro Verde", fondata nel 2021 a Manerbio, in provincia di Brescia, dall'imprenditore Giuseppe Battagliola, rappresenta un esempio concreto di come il vertical farming possa essere applicato con successo nel settore ortofrutticolo. Coniugando tradizione agricola e innovazione tecnologica, Kilometro Verde offre tutto l'anno ortaggi a foglia pronti al consumo, grazie alla vertical farm inaugurata nel 2023 a Verolanuova.
La Filosofia Produttiva di Kilometro Verde
Kilometro Verde si distingue per la sua filosofia produttiva, che punta a:
- Sostenibilità: Riduzione dell'impatto ambientale attraverso l'uso efficiente delle risorse e la minimizzazione degli sprechi.
- Accessibilità: Offrire prodotti di alta qualità a prezzi accessibili, rendendo l'alimentazione sostenibile alla portata di tutti.
- Innovazione: Sviluppo di tecnologie all'avanguardia per ottimizzare la produzione e migliorare la qualità dei prodotti.
Giuseppe Battagliola ha una linea imprenditoriale chiara: vuole vendere a prezzi relativamente bassi i prodotti alimentari sostenibili. Nel suo caso, l’insalata coltivata con coltura idroponica, cioè senza terra, fuori suolo, con uso (e risparmio) d’acqua e disposizione verticale, al chiuso. Cartellini accessibili significa applicare un prezzo soglia «di circa il 50% in meno al chilo rispetto ai concorrenti».
L'Insalata Petali: Un Prodotto Innovativo
Nella fattoria verticale di Verolanuova, prende vita una straordinaria varietà di ortaggi a foglia pronti al consumo conosciuti come “Petali”. Queste varietà rappresentano il risultato di numerosi anni di ricerca mirata a sviluppare piante adatte a questa forma innovativa di coltivazione. Un aspetto rilevante di questo prodotto è che non richiede alcun lavaggio, evitando così i danni meccanici che potrebbero derivare da questa operazione.
Come chiarito dai promotori del progetto che sfrutta la rivoluzionaria tecnica di coltivazione indoor nota come idroponica, l’insalata Petali nasce da un seme non trattato e da un processo controllato in tutte le sue variabili. Coltivando su più livelli, il vertical farming consente di preservare il terreno e salvarlo dall’impoverimento e la perdita dei suoi minerali.
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Obiettivi Futuri di Kilometro Verde
Battagliola la presiede e ne è azionista di maggioranza (con il 69,7%, il 30,3% è di Ismea). L’azienda (30 dipendenti, con agronomi e ingegneri) è entrata lo scorso maggio nel programma Elite di Borsa Italiana, il percorso per l’accesso delle piccole e medie imprese al mercato dei capitali, e punta in alto: raddoppio della produzione entro la fine del 2025.
«Quest’anno prevediamo di chiudere con ricavi a 6,5 milioni -- dice Battagliola, fondatore nel 1991 con il fratello Domenico dell’azienda La Linea Verde, dove oggi lavora anche il figlio Andrea -. L’obiettivo è raggiungere nel 2025 un fatturato a prezzi costanti di 16-18 milioni e il pareggio di bilancio (nel 2023 la perdita è stata di 2,3 milioni, ndr.), con un margine operativo lordo del 30-33%».
Per raggiungere il risultato Battagliola vuole allargare il perimetro e valuta anche di coinvolgere la grande distribuzione, in futuro, nell’azionariato. «Abbiamo due progetti - dice -. Il primo è una joint venture con una grossa catena distributiva o, in generale, un socio sinergico. L’espansione all’estero prevede infatti una crescita per acquisizioni. «Vogliamo realizzare altre vertical farm, almeno due: una in Europa entro la seconda metà del 2025 e una negli Emirati Arabi o negli Stati Uniti nel 2026-27».
La durata dichiarata è fino a 11 giorni sullo scaffale, «circa il triplo dei concorrenti». Così la distribuzione ha meno scarti. «Questo ci permette di accedere a canali distributivi più alti e difficili - dice l’imprenditore -.
Le Sfide del Vertical Farming
Nonostante i numerosi vantaggi, il vertical farming presenta anche alcune sfide:
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- Costi iniziali elevati: I sofisticati sistemi di areazione, illuminazione, irrigazione e monitoraggio richiedono investimenti significativi.
- Consumi energetici: L'illuminazione artificiale e il controllo del clima possono comportare elevati consumi energetici, che possono essere ridotti con l'uso di fonti rinnovabili.
- Necessità di manodopera qualificata: La gestione di sistemi complessi richiede personale specializzato.
- Limitazioni nelle colture: Solo le colture a crescita rapida e che richiedono poco spazio sono adatte a questo tipo di coltivazione.
- Rischio di attacchi informatici e malfunzionamenti: La dipendenza dalla tecnologia rende vulnerabili gli impianti a eventuali problemi tecnici o attacchi esterni.
Altre Aziende nel Settore del Vertical Farming in Italia
Oltre a Kilometro Verde, altre aziende italiane si stanno distinguendo nel settore del vertical farming:
- Planet Farms: Azienda con sede a Cirimido, in provincia di Como.
- Agricola Moderna: Nata a Milano, ha inaugurato uno stabilimento in provincia di Cremona.
Il Futuro dell'Agricoltura: Vertical Farming e Sostenibilità
Il vertical farming rappresenta una delle soluzioni più promettenti per affrontare le sfide dell'agricoltura del futuro. Grazie alla sua capacità di ridurre l'impatto ambientale, ottimizzare l'uso delle risorse e produrre cibo di alta qualità a chilometro zero, il vertical farming può contribuire in modo significativo alla costruzione di un sistema agroalimentare più sostenibile e resiliente.
La combinazione di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e accessibilità economica, come dimostrato da aziende come Kilometro Verde, rappresenta la chiave per un futuro in cui il cibo sarà prodotto in modo più efficiente, sicuro e rispettoso del pianeta.
Nonostante le sfide ancora da affrontare, il vertical farming si sta affermando come una realtà concreta e in continua evoluzione, capace di trasformare il modo in cui coltiviamo e consumiamo il cibo. Con il giusto investimento in ricerca e sviluppo, e con un approccio orientato alla sostenibilità, il vertical farming può contribuire a garantire la sicurezza alimentare e la salute del nostro pianeta per le generazioni future.