Intossicazione da Sushi: Sintomi, Durata e Prevenzione

L'intossicazione da sushi, spesso legata alla presenza del parassita Anisakis o ad altri agenti patogeni, è un rischio da non sottovalutare quando si consuma pesce crudo o non sufficientemente cotto. Questa guida completa esplora le cause, i sintomi, i trattamenti e le misure preventive per proteggersi da questa insidia.

Anisakiasi: l'infezione parassitaria da Anisakis

L'anisakiasi, nota anche come anisakidosi, è un'infezione parassitaria del tratto gastrointestinale causata da nematodi, comunemente chiamati "vermi". Questi organismi, appartenenti alla famiglia Anisakidae, comprendono specie come Anisakis simplex, Pseudoterranova decipiens e Contracaecum osculatum.

Ciclo vitale dell'Anisakis

Gli anisakis adulti risiedono nella mucosa dello stomaco di mammiferi marini. Le uova prodotte vengono espulse con le feci e si sviluppano in larve. Queste larve vengono ingerite da piccoli crostacei, che a loro volta vengono consumati da pesci e calamari. Risalendo la catena trofica, le larve si sviluppano ulteriormente, fino a raggiungere un mammifero marino e ricominciare il ciclo.

Il rischio per l'uomo sorge quando pesci o molluschi contenenti larve vengono pescati e consumati crudi o poco cotti.

Sintomi dell'intossicazione da sushi

I sintomi dell'intossicazione da sushi possono variare a seconda della causa sottostante. Nel caso di anisakiasi, i sintomi possono manifestarsi entro poche ore dall'ingestione di larve di Anisakis.

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Sintomi gastrointestinali

L'infezione gastrica da Anisakis può causare:

  • Dolore addominale, spesso localizzato nella zona dello stomaco
  • Nausea
  • Vomito

L'infezione intestinale, meno comune, può provocare:

  • Febbre
  • Aumento dei globuli bianchi nel sangue
  • Nausea
  • Vomito
  • Diarrea
  • Dolori addominali
  • Emorragie (in rari casi di perforazione della mucosa gastrointestinale)

I sintomi dell'infezione intestinale possono manifestarsi anche a una o due settimane di distanza dall'ingestione.

Anisakiasi ectopica e reazioni allergiche

In rari casi, le larve possono migrare in altre parti del corpo, causando sintomi variabili a seconda dell'organo interessato (anisakiasi ectopica). In alcuni casi, possono manifestarsi reazioni allergiche, come orticaria, congiuntivite o shock anafilattico (forma gastroallergica).

Esiste anche una forma di allergia all'Anisakis che può essere scatenata dalla semplice contaminazione, anche senza la presenza di larve vive, con sintomi come dermatite, asma o congiuntivite.

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Sindrome sgombroide

Un'altra possibile causa di intossicazione da sushi è la sindrome sgombroide, causata dall'ingestione di istamina presente in alcuni tipi di pesce mal conservato (tonno, sgombro, sarde, acciughe). I sintomi compaiono rapidamente (da pochi minuti a 2-3 ore) e includono:

  • Mal di testa
  • Congiuntive arrossate
  • Bocca che brucia
  • Rossore diffuso della cute
  • Orticaria
  • Nausea
  • Vomito
  • Diarrea
  • Dolori addominali crampiformi
  • Difficoltà respiratorie, palpitazioni, ipotensione e ischemia miocardica (nei casi più gravi)

Altre infezioni

Il consumo di pesce crudo può essere associato anche ad altre infezioni batteriche, come quelle causate da Enterobatteri, Salmonella, Bacillus cereus, Vibrio paraheamolyticus, Vibrio vulnificus e Listeria. Queste infezioni possono manifestarsi con sintomi quali vomito, diarrea e, in alcuni casi, febbre elevata.

Durata dell'intossicazione alimentare

La durata di un'intossicazione alimentare varia a seconda dell'agente causale, della quantità di tossine ingerite e delle condizioni individuali. In genere, i sintomi compaiono poco dopo il consumo dell'alimento contaminato e durano da poche ore a qualche giorno, raramente settimane.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi di anisakiasi può essere complessa, poiché i sintomi sono aspecifici e possono essere confusi con altre patologie gastrointestinali. Solitamente, la diagnosi viene effettuata tramite esame endoscopico, che consente anche la rimozione delle larve. Test specifici sono disponibili per le forme allergiche.

Il trattamento principale per l'anisakiasi è la rimozione endoscopica delle larve. In casi gravi, può essere necessario un intervento chirurgico. In alcuni casi, sono stati utilizzati con successo farmaci antiparassitari.

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Per la sindrome sgombroide, il trattamento prevede l'uso di antistaminici.

Prevenzione dell'intossicazione da sushi

La prevenzione è fondamentale per evitare l'intossicazione da sushi. Le seguenti misure sono cruciali:

  1. Congelamento preventivo: La normativa europea prevede l'obbligo di congelamento preventivo del pesce destinato al consumo crudo o marinato. Il congelamento deve essere effettuato a temperature inferiori a -20 °C per almeno 24 ore o a -35 °C per almeno 15 ore. A livello domestico, si raccomanda di congelare il pesce per almeno 96 ore a -18 °C in un congelatore a tre o più stelle.
  2. Cottura adeguata: La cottura del pesce a temperature superiori a 60°C per almeno 10 minuti è efficace per uccidere le larve di Anisakis.
  3. Acquisto consapevole: Acquistare pesce da fornitori affidabili che rispettino le norme igienico-sanitarie e la catena del freddo. Il pesce d'allevamento, proveniente da ambienti controllati, può essere una scelta più sicura.
  4. Manipolazione sicura: Rimuovere le viscere del pesce il prima possibile per ridurre il rischio di migrazione delle larve nei muscoli. Evitare di lasciare a lungo a temperatura ambiente pietanze a base di pesce.
  5. Igiene: Lavare accuratamente frutta e verdura, soprattutto se consumate crude. Seguire le norme igieniche durante la preparazione dei pasti, lavando mani e utensili. Separare i cibi crudi da quelli cotti per evitare contaminazioni.
  6. Informarsi: Prestare particolare attenzione al consumo di prodotti ittici durante i viaggi, informandosi sulle norme in vigore e sul trattamento degli alimenti.
  7. Evitare rimedi inefficaci: L'uso di limone, aceto o altre marinature non è efficace per prevenire l'infezione da Anisakis.

Alimenti da evitare

A scopo preventivo, è consigliabile evitare:

  • Carne cruda
  • Pesce crudo non trattato con abbattitore professionale
  • Uova crude
  • Latte e latticini non pastorizzati
  • Salumi crudi

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