Sushi e Toxoplasmosi durante la Gravidanza: Cosa Devi Sapere

La passione per il sushi è innegabile, ma durante la gravidanza, molte donne si chiedono se sia sicuro consumare questo piatto giapponese. In particolare, sorge spesso la preoccupazione riguardo alla toxoplasmosi. Questo articolo mira a fare chiarezza, fornendo informazioni dettagliate e basate su evidenze scientifiche per aiutarti a prendere decisioni informate.

Cos'è la Toxoplasmosi?

La toxoplasmosi è una zoonosi causata dall’infezione di Toxoplasma gondii, un protozoo parassita. Nella maggior parte dei casi, l’infezione passa inosservata, manifestandosi con sintomi generici come stanchezza, mal di testa, mal di gola e un senso generale di malessere. Tuttavia, la situazione cambia radicalmente per le donne in gravidanza, poiché la toxoplasmosi rappresenta un rischio significativo per il feto. L’infezione può essere trasmessa dalla madre al bambino attraverso la placenta, con potenziali conseguenze sullo sviluppo del bambino.

Attraverso un semplice prelievo del sangue è possibile verificare la presenza di anticorpi contro il toxoplasma (immunoglobuline IgM e IgG). Se il risultato è negativo, significa che la futura mamma non ha mai contratto l’infezione, e dovrà quindi prendere alcune precauzioni per tutta la durata della gravidanza. Se il risultato è positivo, significa che la donna ha già contratto il toxoplasma ed è dunque immune.

Sushi e Toxoplasmosi: Esiste un Legame?

Contrariamente a quanto si possa pensare, il consumo di pesce crudo, come il sushi, non è correlato alla toxoplasmosi. Il Toxoplasma gondii non si trova nel pesce. I principali veicoli di trasmissione della toxoplasmosi sono carni crude o poco cotte (compresi i salumi) oppure frutta e verdura non lavate.

I Reali Rischi del Sushi in Gravidanza

Il problema principale del sushi (sia in gravidanza che in generale) è il fatto che il pesce è crudo e, proprio per questo motivo, potrebbe nascondere qualche insidia. La cottura è sempre il metodo migliore per distruggere eventuali agenti patogeni (virus e batteri in primis) che potrebbero annidarsi nella carne del pesce e provocare tossinfezioni anche serie. Bisogna ricordare sempre che il sistema immunitario di una donna incinta è più vulnerabile e delicato ed è necessario prendere tutte le precauzioni possibili.

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Anche in questo caso, il ministero della Salute ha messo nero su bianco i pericoli e le raccomandazioni per il consumo di pesce.

  • Pesce crudo, poco cotto, marinato: potenziale veicolo di Listeria monocytogenes e, se non adeguatamente congelato, Anisakis. Consumare dopo accurata cottura.
  • Frutti di mare crudi: potenziale veicolo di Salmonella, virus dell’Epatite A e Norovirus. Consumare dopo accurata cottura.
  • Prodotti pronti per il consumo a base di pesce affumicato: potenziale veicolo di Listeria monocytogenes. Preferibile non consumarli.

Stando a queste precise avvertenze del ministero, si evince che il consumo di sushi in gravidanza non è consigliato. I rischi maggiori sono:

  • Salmonella: batterio responsabile della salmonellosi, una delle infezioni gastrointestinali più comuni.
  • Listeria monocytogenes: anche questo è un batterio, estremamente diffuso nel terreno e nell’acqua.
  • Epatite A: è un virus che può essere davvero molto insidioso. Esistono forme di epatite A fulminanti, rapidamente fatali.
  • Anisakis: è un parassita le cui larve si trovano in diversi pesci. L’infezione è molto diffusa in Giappone, non a caso il Paese con il consumo maggiore di sushi. Studi pubblicati su Clinical Microbiology Reviews (2005) e Parasitology (2012) hanno dimostrato che l’Anisakis simplex, presente nel tratto digestivo di molti pesci marini, può infettare l’essere umano causando anisakidosi.
  • Norovirus: virus che rientra tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute non batteriche.

Abbattimento del Pesce: Un'Importante Misura di Sicurezza

L’abbattimento del pesce è la prima essenziale cosa da fare per rendere il pesce più sicuro. Lo dice chiaramente anche il ministero della Salute che, già da qualche anno, ha imposto ai venditori di esporre un cartello in cui si dice che, per poter essere consumato crudo, marinato o poco cotto, il pesce va congelato per almeno 96 ore a -18°C nel freezer di casa. In alternativa, può essere collocato in un abbattitore (un congelatore professionale) per almeno 24 ore a -20°C. Va precisato che congelazione e surgelazione non sono la stessa cosa. La congelazione, richiesta dal Regolamento CE 853/2004, è il processo che raffredda gli alimenti a una temperatura inferiore a -20°C per un determinato periodo di tempo, come minimo 24 ore o -35°C per almeno 15 ore. La surgelazione, invece, è una tecnica industriale che abbassa rapidamente la temperatura dell’alimento a circa -40°C o meno in tempi brevissimi.

Ma le accortezze vanno anche oltre. Per esempio, il pesce per preparare il sushi andrebbe scongelato in frigorifero, in maniera graduale. Il pesce tolto dal freezer va consumato in giornata e gli eventuali avanzi non si conservano.

Sushi Fatto in Casa vs. Ristorante: Qual è Più Sicuro?

Il sushi “casalingo” è meno rischioso, rispetto a quello mangiato fuori, perché è chiaro che vengono seguita qualsiasi regola, sia di preparazione (abbattimento, lavaggio accurato dei vegetali…) che di igiene (lavarsi molto bene le mani, pulire le superfici e gli utensili utilizzati…). Al ristorante è più difficile avere il controllo di tutto quindi sarebbe meglio evitare. Se però il ginecologo dà il via libera al sushi in gravidanza, scegliete locali rinomati per la loro qualità: meglio spendere qualcosa in più, ma stare tranquille, piuttosto che risparmiare (avete presente gli “all you can eat”? Lasciate perdere) e beccarsi qualche mal di pancia.

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Alternative Sicure: Sushi Cotto e Altre Opzioni

Eccola la soluzione ideale per deliziarsi con il sushi in gravidanza senza il minimo timore per la mamma e il bambino: scegliere sushi cotto! Certo è un po’ un “ripiego”, visto che il sushi per eccellenza è a base di pesce crudo. Ma è il modo migliore se non si vuole correre neanche un piccolissimo rischio.

A livello nutrizionale, il sushi sarebbe perfetto perché il pesce crudo mantiene inalterate alcune caratteristiche di questo alimento. La cottura fa disperdere la maggior parte delle proprietà dei cibi: nel caso del pesce questo avviene per esempio con gli Omega-3, i famosi acidi grassi polinsaturi che fanno così bene alla salute.

Il sushi cotto in gravidanza però toglie ogni dubbio. I ristoranti offrono sempre qualche piatto cotto. Non è decisamente il caso di sashimi e nigiri, veri e propri “trionfi” del crudo. Esistono invece le versioni cotte di hosomaki e uramaki, mentre i futomaki sono sempre impanati e fritti.

Pensare che la cucina giapponese sia solo sushi è come ridurre la cucina italiana alla pizza: un errore che non rende giustizia alla varietà e ricchezza di questa tradizione culinaria. Tra i piatti da provare ci sono il ramen, con il suo brodo saporito e nutriente; il donburi, ciotole di riso con proteine e verdure cotte; la croccante tempura; o l'okonomiyaki, una sorta di pancake salato. Tra i miei preferiti ci sono i Gyoza (provenienti dalla Cina ma riadattati in Giappone), dei ravioli cotti in padella con del ripieno, ad esempio maiale.

Il Ruolo degli Omega-3

Gli omega-3, in particolare l’EPA e il DHA, sono nutrienti essenziali per lo sviluppo del sistema nervoso e visivo del feto. Uno studio pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition (2018) ha evidenziato che un apporto regolare di omega-3 durante la gravidanza contribuisce a migliorare le capacità cognitive e visive del bambino.

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Consigli Pratici e Precauzioni

  • Scegliere Ristoranti Affidabili: Se si decide di consumare sushi al ristorante, è fondamentale scegliere un locale con un'ottima reputazione e standard igienici elevati.
  • Optare per Varianti Cotte: Preferire sushi con pesce cotto, come hosomaki e uramaki cotti, o futomaki impanati e fritti.
  • Preparazione Casalinga: Se si prepara il sushi in casa, assicurarsi di congelare il pesce crudo per almeno 5 giorni a -20°C prima del consumo.
  • Igiene Rigorosa: Lavare accuratamente le mani, le superfici e gli utensili utilizzati per la preparazione del sushi.
  • Evitare Contaminazioni Incrociate: Utilizzare utensili diversi per tagliare verdure e pesce crudo per evitare contaminazioni.
  • Limitare Pesci di Grandi Dimensioni: Evitare il consumo eccessivo di pesci di grandi dimensioni come il tonno, che possono contenere elevate quantità di mercurio.
  • Consultare il Medico: Consultare sempre il proprio medico o ginecologo per ricevere consigli personalizzati sulla dieta durante la gravidanza.

Cosa Fare in Caso di Sintomi

Se dopo aver mangiato sushi compaiono sintomi come nausea, diarrea o dolori intestinali, è opportuno contattare immediatamente il proprio ginecologo.

Conclusione

Si può mangiare il sushi in gravidanza? La risposta tendenzialmente è sì, ma con le giuste precauzioni e accorgimenti. In primis, scegli varianti cotte o vegetariane, affidati a ristoranti che rispettano standard igienici rigorosi e segui le raccomandazioni del tuo medico. Il sushi (inteso come pesce crudo) può far parte della tua dieta in gravidanza, a patto che tu bilanci il piacere del cibo con la sicurezza tua e del tuo bambino. La gravidanza è un momento unico, e con un po’ di attenzione, puoi continuare a gustare i tuoi piatti preferiti in tutta serenità.

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