L'opera "Mangia Spaghetti", pubblicata in Italia tre anni fa da Laterza, ha suscitato un'eco notevole, ricevendo elogi persino dal quotidiano francese "Liberation". Questo successo assume un significato particolare, considerando la proverbiale attenzione dei francesi alla propria tradizione culinaria. L'influenza di figure come Le Goff, che ha espresso ammirazione per il lavoro congiunto di due studiosi di spicco della cultura alimentare italiana, potrebbe aver contribuito a questo riconoscimento. Oppure, la solida identità gastronomica italiana, supportata da numerosi studi, ha reso impossibile ignorarla.
L'Identità Gastronomica Italiana: Oltre le Cucine Regionali
Giuseppe Prezzolini, in un suo articolo del 1954, si interrogava: "Che cosa è mai la gloria di Dante a confronto con quella degli spaghetti?". Le Goff sottoscriveva questa affermazione, evidenziando l'esistenza di una precisa identità gastronomica italiana, che in precedenza molti studiosi francesi avevano riduttivamente negato, preferendo parlare di cucine regionali prive di un denominatore comune. Lo storico, noto per i suoi studi socio-antropologici sul Medioevo, riconosce "primati" alla cucina italiana, tra cui la definizione dei criteri della gastronomia moderna a partire dal Quattrocento, l'invenzione della pasta e l'introduzione di nuove tipicità come pomodori, verdure e melanzane, elementi caratteristici della cucina "povera" in contrapposizione con quella aristocratica di derivazione catalana e francese.
Riconoscimento Internazionale e Analisi Approfondita
"Le Monde", nella recensione firmata da Jean-Claude Ribaut, suggerisce ristoranti parigini dove gustare piatti italiani, mentre "Liberation" ricorda il trionfo dei cuochi italiani nell'Europa rinascimentale. Nel libro di Capatti e Montanari, questo trionfo è affiancato da un'analisi dello sviluppo della tradizione gastronomica italiana: l'invenzione della salsa di pomodoro, le varietà di pasta, il rifiuto delle spezie e dell'agrodolce. La tradizione è interpretata in rapporto al contesto sociale, economico e politico, fino alla formazione di una cucina borghese che esalta le tradizioni regionali e i prodotti tipici, tra cui spaghetti e pizza. L'opera fonde cultura e gastronomia, suscitando l'interesse anche dei più convinti sostenitori della superiorità gastronomica francese.
Parallelismi e Riflessioni: Il Cibo come Identità Culturale
Il libro "Mangia Spaghetti" offre spunti per riflettere sul ruolo del cibo come elemento identitario e culturale. Un esempio interessante è offerto dal cinema, dove il cibo spesso assume significati simbolici profondi. Nel cinema di Martin Scorsese, il cibo è intimamente legato al milieu mafioso dei suoi "bravi ragazzi" ma anche il segno distintivo di rituali e liturgie. In "Mangiaspaghetti", Valerio Costanzia ripercorre la filmografia del cineasta italoamericano, invitando il lettore a sedersi a tavola con lui, a pranzare con i suoi personaggi e a scoprirne ricette e rituali.
Oltre l'Iconicità: La Pasta tra Cinema e Realtà
Nell'epoca dell'iperbole, tutto sembra diventare "iconico", un termine che rischia di svuotare di significato oggetti e tradizioni. Prendiamo la pasta, piatto iconico italiano: scene cinematografiche che la raccontano, come quella degli spaghetti in "Miseria e nobiltà" e dei maccheroni in "Un americano a Roma", sono diventate talmente note da risultare insignificanti. Totò e Alberto Sordi litigano con la pasta lunga, evidenziandone le qualità materiali e i significati identitari.
Leggi anche: "Pomodori Verdi Fritti al Caffè di Whistle Stop": trama e personaggi
Totò, nel film "Miseria e nobiltà", interpreta un personaggio poverissimo che, di fronte all'abbondanza di spaghetti, cerca di conservarli in tasca, dimostrando una scarsa comprensione del valore e della natura del piatto. Alberto Sordi, in "Un americano a Roma", impersona un giovane affascinato dalla cultura americana che, di fronte a un piatto di maccheroni preparato dalla madre, esprime il suo rifiuto, per poi cedere alla tentazione e divorare la pasta.
Queste scene, pur nella loro comicità, rivelano un rapporto complesso con il cibo e con l'identità culturale. La pasta, simbolo dell'italianità, viene al contempo esaltata e messa in discussione, evidenziando le contraddizioni e le tensioni che caratterizzano la società italiana.
Il Cibo come Esperienza Condivisa e Identità Locale
Il cibo non è solo nutrimento, ma anche esperienza condivisa e identità locale. In una trattoria bolognese, si possono osservare coppie che chiacchierano bevendo Lambrusco, food blogger che fotografano i piatti e turisti che osano chiedere gli "spaghetti alla bolognese". A pochi isolati da lì, un uomo si imbatte nel Duomo di Bologna e decide di entrare, attratto dallo sguardo misericordioso della Madonna di San Luca, simbolo della città. Questi elementi, apparentemente slegati, si intrecciano in un racconto che celebra la ricchezza e la complessità della cultura italiana.
Critiche e Stereotipi: L'Italia Vista con Occhi Stranieri
Il film "Mangia prega ama" offre uno sguardo sull'Italia attraverso gli occhi di una turista americana, un'immagine che rischia di cadere in stereotipi e banalizzazioni. Roma viene descritta come una città caotica e sensuale, dove si mangia sempre all'aperto e si mugugna di piacere mentre si assaporano i cibi. Napoli viene ridotta a pizza e mandolino.
Questa rappresentazione, pur nella sua leggerezza, solleva interrogativi sul modo in cui l'Italia viene percepita all'estero e sul rischio di ridurre la sua ricchezza culturale a cliché turistici.
Leggi anche: Spaghetti alla Bolognese: Un Classico Italiano
Leggi anche: Colazione perfetta con Pancake Bimby