Il Galeone del Cioccolato: Storia, Tesori e Tradizioni

Il Galeone del Cioccolato evoca un mondo di sapori, arte e sensazioni uniche, un viaggio attraverso la storia e la passione per il cioccolato. Un'esperienza che coinvolge i cinque sensi, tra aromi inebrianti e prelibatezze irresistibili.

La Storia del Galeone e il suo Legame Indissolubile con il Cioccolato

Sul Galeone viaggiano deliziosi tesori, opere d’arte e di gusto che regalano sensazioni uniche. Prelibate forme di cioccolato sono, da sempre, oggetto del desiderio di grandi e piccini che, sulla terra ferma, attendono con ansia l’arrivo del Galeone con i suoi aromi coinvolgenti, i sapori dolci e amari. I maestri pasticceri lavorano ininterrottamente per non deludere le aspettative e, nel corso dei loro viaggi, selezionano il cacao più buono e i migliori ingredienti per elaborare ricette più golose e decorazioni nuove. Il cacao secco, il burro di cacao e lo zucchero si fondono riscaldati dalla passione di questi artisti del cioccolato e danno vita a forme originali, dal gusto intenso e inimitabile, capaci di coinvolgere i cinque sensi. Bianco, al latte e fondente, con e senza nocciole: i tesori di cioccolato del Galeone sono un piacere a cui nessuno può resistere, gioia per gli occhi e delizia per il palato, da regalare a chi si ama o da degustare in relax, in compagnia di un buon libro o di un bicchiere di cognac.

Il Galeone del Cioccolato nasce dall’impegno e dalla passione di artigiani con grande esperienza nel campo dolciario. Le antiche tradizioni che rendono il cioccolato prelibato e genuino vengono reinterpretate in una realtà dinamica e moderna, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie adeguate agli standard e alle normative sanitarie. La genuinità degli ingredienti e gli innumerevoli controlli sulle fasi di produzione garantiscono al consumatore la massima qualità. Il Galeone del Cioccolato rifornisce costantemente prestigiosi negozi dolciari, pasticcerie selezionate e bar storici in tutta Italia.

Ingredienti e Preparazione: L'Arte dei Maestri Cioccolatieri

I maestri pasticceri del Galeone sono veri artisti del cioccolato. Durante i loro viaggi, selezionano il cacao più pregiato e gli ingredienti migliori per creare ricette sempre più golose e decorazioni innovative. Cacao secco, burro di cacao e zucchero si uniscono, scaldati dalla loro passione, per dar vita a forme originali, dal gusto intenso e inimitabile.

Un'Esplosione di Gusti e Forme: I Tesori del Galeone

Bianco, al latte, fondente, con o senza nocciole: i tesori di cioccolato del Galeone sono un piacere irresistibile. Gioia per gli occhi e delizia per il palato, perfetti da regalare o da gustare in un momento di relax.

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Il Cioccolato e l'Olio d'Oliva: Un Abbinamento Inaspettato

«E’ una sperimentazione che viene da lontano, dagli anni in cui con il compianto Tommaso Vitale, che continuo a ritenere uno dei massimi esperti e conoscitori del mondo dell’olio, si disquisiva, tra una conversazione ed un assaggio, degli abbinamenti possibili: Olio e mozzarella e, per estensione, Olio e ricotta ma anche Olio e panna cotta. Per giungere al prodotto finale c’è voluto tempo. L’accostamento si era rivelato sin dall’inizio straordinario. In attesa dell’avvio della commercializzazione, il Cioccolatino all’Olio di Oliva “Ravece” sarà una delle chicche riservate, alla prossima riapertura, ai clienti della luxury country house “Il Mulino della Signora” di Sturno, un raro bacio della buonanotte per chi ama sognare.

Torino e il Cioccolato: Un Legame Storico

Ci voleva un imprenditore belga (non ce l’hanno fatta le istituzioni) per aprire un Museo del Cioccolato a Torino, in quella che è storicamente riconosciuta la capitale del cibo italiana. Inaugura proprio oggi, sotto i portici di via Sacchi e poco lontano dalla Stazione di Porta Nuova, il Choco Story: il primo museo italiano del cioccolato belga e l’ultimo della dozzina aperti in giro per il mondo (Bruges, Parigi, Praga, Uxmal, Bruxelles, Valladolid, Beirut, Colmar Pruhonice, Playa del Carmen, Lourdes) dal belga Eddy Van Belle. Il volto dietro aziende come Belcolade e Puratos, per intenderci, con un giro d’affari di tre miliardi l’anno, 10 mila dipendenti e una sfrenata passione per il cioccolato. E così, in collaborazione con Francesco Ciocatto e Stefania Berigotti, dal 2020 titolari della pasticceria Pfatisch, il Choco Story prende forma proprio a partire dai vecchi laboratori di questo locale storico d’Italia che custodiscono un patrimonio unico: macchinari di inizio Novecento delle ditte tedesca Dresda e svizzera Buehler ancora perfettamente funzionanti.

Choco Story: Un Viaggio nel Tempo e nel Gusto

«Rompicacao, mélangeur, conche piane, forno e impianto di raffreddamento, raffinatrice a cinque cilindri» spiegano Clara e Gigi Padovani giornalisti torinesi coinvolti nella realizzazione del progetto e tra i massimi esperti della storia del cioccolato a cui hanno dedicato numerosi libri. Con una task force che ha coinvolto anche la pinerolese Chiriotti Editore, fondatrice nel 1978 della più autorevole rivista di pasticceria italiana, nonché detentrice di un museo dedicato all’arte dolciaria da cui provengono forme, stampi e cimeli esposti al Choco Story torinese, il Museo del cioccolato prende forma. Oltre mille metri quadrati dedicati alla visita e alla storia del cibo degli dei che partono dalla coltivazione del cacao e dal mondo Maya e Atzeco per condurci a Torino attraverso il galeone spagnolo guidato da Hernan Cortés (qui dotato di carte nautiche e di vedetta che annuncia l’arrivo nel Nuovo Mondo) che nel Cinquecento trasporta il cacao in Occidente. Sarà questo ad arrivare, a fine secolo, in forma di cioccolata in tazza per opera della famiglia Savoia proprio in quella che diverrà (dal 1861 al 1865) la prima capitale d’Italia. La importa da Madrid il duca Emanuele Filiberto di Savoia (1528-1580) generale di eserciti spagnoli sotto Carlo V. Con il matrimonio tra Caterina, figlia di Filippo II di Spagna e il duca Carlo Emanuele I, figlio di Emanuele Filiberto, la nuova bevanda conquista i salotti di Torino e, poco per volta con il passare del tempo, anche il popolo. E il museo interattivo con audioguide in cinque lingue e percorsi pensati anche per i bambini, si focalizza sulla storia del cioccolato in città con figure chiave come quella della Madama Reale Giovanna Battista di Savoia Nemours che nel 1678 concede a Giovanni Antonio Ari la licenza per commercializzare la cioccolata calda o di Paul Caffarel che a inizio Ottocento crea il primo impasto solido di cioccolato da cui nascono il gianduja e i gianduiotti (i primi cioccolatini al mondo a essere incartati, oggi riconosciuti con il marchio Igp) a cui si lega la storica figura di Gianduja, maschera del carnevale torinese, il cui costume originale è esposto all’interno del museo. Un viaggio nel tempo attraverso oltre 700 cimeli tra cui la tazza «tremolante» ideata per consumare la cioccolata nei viaggi in carrozza, quella denominata “baffi” ideata nei secoli scorsi per permettere agli uomini di bere la bevanda degli dei senza, appunto, sporcarsi i baffi o ancora la cioccolatiera «egoista» dedicata ai single dell’epoca.

Pfatisch: Un'Icona Torinese che Guarda al Futuro

«Quando nel 2020 ho rilevato Pfatisch - spiega Francesco Ciocatto - ho fin da subito capito che la chiave del successo stava nel valorizzare la Storia di questo luogo iconico e sviluppare nuove idee per proiettarlo nel futuro. A Torino da anni si parlava di creare un museo dedicato al cioccolato e io avevo il sogno di poterlo realizzare qui. Questa antica pasticceria esiste da più di 100 anni e conserva tutto il fascino originale della concezione iniziale di Gustavo Pfatisch, compresi i suoi antichi macchinari ancora oggi perfettamente funzionanti ma che fino a oggi erano accessibili ai soli addetti ai lavori. La mia idea però - prosegue - era quella di andare oltre la storia e le peculiarità di un locale storico: occorreva innovare, rendere accessibile il dietro le quinte del cioccolato e trovare il modo di coinvolgere il pubblico attraverso l’intrattenimento e le esperienze sensoriali. L’incontro con Eddy Van Belle ha fatto si che tutto questo divenisse realtà. Dalla nostra sinergia è nata l’idea di creare qualcosa che a Torino ormai non poteva più mancare: il Museo del Cioccolato e del Gianduja è quindi l’inizio di una nuova grande avventura che porta il nome di Choco Story». Avventura storico degustativa che termina proprio all’interno di Pfatisch, la storica pasticceria inaugurata nel 1915 come confetteria in via Gioberti dal maestro di origine bavarese Gustavo Pfatisch che nel 1921 trasferì l’attività nella sede attuale di via Sacchi 42, all’interno dell’edificio Liberty firmato dall’architetto Pietro Fenoglio, in pieno stile Art Déco. Il locale venne ampliato nel 1926 e nella ghiacciaia venne sistemato un laboratorio completo per la produzione del cioccolato, a partire dalla fava di cacao tostata a carbone: laboratorio con macchinari unici fabbricati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, proprio quelli oggi in mostra nel Museo. Fiore all’occhiello della pasticceria sono l’intramontabile torta nata agli inizi degli Anni Sessanta, il Festivo, composta da due dischi di meringa al cacao farciti di crema chantilly al cioccolato e ricoperti da granella al cioccolato (guarnita dal caratteristico ciuffo di cioccolato sfoglia) e la pasticceria salata con ottanta tipi diversi di salatini freschi: i rinomati canapés, premiati come i migliori d’Italia. Il Choco Story Torino è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17; biglietto intero a 12 euro.

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