Il cioccolato, amato da molti, è un alimento complesso che suscita spesso interrogativi sui suoi effetti sulla salute. Se da un lato è considerato un peccato di gola, dall'altro il cioccolato fondente, in particolare, vanta proprietà benefiche grazie alla presenza di flavonoidi. Cerchiamo di fare chiarezza sui pro e i contro del consumo di cioccolato.
Il lato positivo: i benefici del cioccolato fondente
Il cioccolato fondente si distingue per l'elevato contenuto di cacao, una miniera di flavonoidi. Questi antiossidanti, presenti anche in alimenti come tè, vino rosso, agrumi e frutti di bosco, sono noti per i loro effetti positivi sull'organismo. La quantità di flavonoidi nel cioccolato fondente si avvicina a quella dei frutti di bosco, considerati alimenti antiossidanti per eccellenza, e sotto il profilo qualitativo rispecchia, con le sue catechine, il potere antiossidante del tè verde.
In genere, maggiore è la percentuale di cacao nella tavoletta, maggiore è la presenza di flavonoidi. Chi desidera beneficiare appieno di queste proprietà dovrebbe quindi orientarsi verso il cioccolato fondente, abituandosi al suo gusto amarognolo e rinunciando alle varianti al latte o al cioccolato bianco, che contengono una percentuale nettamente inferiore di flavonoidi a causa dell'aggiunta di altri ingredienti.
Nonostante sia poco biodisponibile, il cioccolato è una buona fonte di ferro.
Il lato negativo: calorie, zuccheri e controindicazioni
È importante ricordare che i flavonoidi non annullano le calorie dei grassi, che sono presenti in quantità significativa nel cioccolato. Nonostante tutto, i trigliceridi contenuti nel cioccolato fondente di buona qualità non sono da considerarsi del tutto nocivi. Tuttavia, è fondamentale consumare il cioccolato con moderazione. I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) consigliano una porzione media di 30 g, da consumare sporadicamente.
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Il cioccolato è sconsigliato nella dietoterapia di molte affezioni a carico dell'apparato digerente come: gastrite ed ernia iatale associate a malattia da reflusso gastroesofageo (GERD). Questo alimento sembra infatti responsabile di una riduzione della capacità di contenimento dello sfintere esofageo inferiore.
Essendo ricco di ossalato, un antinutriente che complessa il calcio a livello intestinale impedendone l'assorbimento, il cioccolato andrebbe consumato con moderazione da chi soffre di osteoporosi e demineralizzazione ossea.
Esiste una serie di farmaci dotata di moderata interazione con i principi attivi del cioccolato.
Consigli per un consumo consapevole
- Scegliere il cioccolato fondente: Optare per il cioccolato fondente con una percentuale di cacao elevata (almeno il 70%) per massimizzare l'apporto di flavonoidi. A scopo educativo, si consiglia di iniziare con alimenti contenenti percentuali di cacao pari o superiori al 65%, aumentando poi gradualmente tale valore per dare tempo al palato di abituarsi.
- Moderazione: Consumare il cioccolato con moderazione, rispettando le porzioni consigliate.
- Evitare ripieni: Evitare i prodotti contenenti caramello o altri ripieni particolari, perché più dolci, più calorici e più poveri di flavonoidi.
- Attenzione alle condizioni di salute: Chi soffre di particolari patologie (gastrite, reflusso gastroesofageo, osteoporosi) dovrebbe consultare il proprio medico per valutare il consumo di cioccolato.
Il cioccolato e l'umore: un legame complesso
La serotonina è un neurotrasmettitore eccitatorio che, se presente in difetto, causa una riduzione patologica dell'umore. Il cioccolato contiene anche dei principi attivi stimolanti. Questo potrebbe spiegare la sensazione di benessere e appagamento che spesso si prova dopo aver mangiato cioccolato.
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