San Giovanni in Persiceto, situata nella pianura bolognese, è un tesoro nascosto, celebre per un biscotto dalla vivace tonalità gialla: l'Africanetto. Questo delizioso prodotto, realizzato esclusivamente con tuorli d'uovo e zucchero, affonda le sue radici nella storia locale e, dalla fine dell'Ottocento, ha conquistato il palato di estimatori illustri, ottenendo recentemente riconoscimenti che ne tutelano l'originalità e il legame indissolubile con il territorio.
Le origini degli Africanetti: Una storia di tradizione e innovazione
La storia degli Africanetti inizia ufficialmente nel lontano 1872, quando Francesco Bagnoli, proprietario di un biscottificio fondato a San Giovanni in Persiceto nel 1860, crea quelli che inizialmente battezza come "Biscotti zabaglione secco Bagnoli". Questa novità culinaria viene accolta con entusiasmo e tramandata di generazione in generazione, in particolare dal nipote Ferdinando Bixio Bagnoli. Dopo la scomparsa del suo ideatore nel 1884, Ferdinando assume la guida dell'azienda e promuove il prodotto a livello internazionale, ottenendo premi e riconoscimenti prestigiosi tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento.
La Regina Madre Margherita di Savoia, particolarmente affezionata a questi biscotti, omaggia Bagnoli con un gioiello prezioso. In segno di gratitudine, Ferdinando decide di dedicare i dolci all'illustre cliente, ribattezzandoli "Biscotti Margherita". Solo a partire dal 1908 compare ufficialmente il nome "Africanetti", come testimonia un documento che menziona "il Gran Prix all’Esposizione Internazionale di Londra per i rinomati Biscotti Margherita (Africanetti)".
Un'altra versione sulle origini: Il ruolo di Giacomo Melò
Secondo la ricostruzione di Massimo Zambonelli, scrittore ed esperto di storia persicetana, il vero ideatore dei biscotti sarebbe stato Giacomo Melò, nel 1893. Si narra che Bagnoli sia entrato in possesso della ricetta, forse acquistandola. Un ulteriore impulso al successo del prodotto si deve a Emilia Rusticelli, detta Mimì, che rilevò l'attività nel 1939 e la gestì fino al 1978, quando l'esercizio passò ai coniugi Rita Bozzoli e Francesco Buldrini, che l'hanno portato avanti fino al 2008, nella stessa sede di via Guardia Nazionale.
Africanetti: Un nome legato alla storia coloniale
Il nome "Africanetti" evoca inevitabilmente il colonialismo italiano in Africa, un'epoca che oggi viene riletta con uno sguardo critico, lontano dall'entusiasmo espansionistico del tempo. Tuttavia, persistono alcune incertezze sull'origine precisa del nome. Mentre la versione ufficiale lo attribuisce al successo delle esportazioni in Africa orientale, una ricostruzione più approfondita, proposta dal periodico locale Borgo Rotondo (maggio 2014), lo collega alle prime guerre coloniali italiane, in particolare a quella in Eritrea (1885-95). Documenti militari dell'epoca attestano richieste di forniture durante le due guerre mondiali, spedizioni che, presumibilmente, verso l'Eritrea si effettuavano già nell'ultimo decennio dell'Ottocento. In quegli anni, l'Africa e il fascino dell'esotico stimolavano la creatività dei pubblicitari italiani, influenzando anche la scelta dei nomi di diversi prodotti alimentari.
Leggi anche: Esplosione di Sapori: Borgo Fritto
Un successo internazionale: Gli Africanetti conquistano il mondo
Nel corso degli anni, gli Africanetti hanno conquistato il palato di numerose personalità di spicco a livello internazionale, tra cui il Re del Siam (attuale Thailandia), il Duca di Genova, il Conte di Torino, il Presidente della Repubblica dell’Honduras, la Corte del Montenegro, il Duca D’Orleans, oltre a Case di Salute e Ospedali civili e militari. Ferdinando Bixio Bagnoli, abile uomo d'affari e tessitore di relazioni, seppe sfruttare le sue conoscenze altolocate come forma di pubblicità, mantenendo queste importanti commesse per decenni. In tempi più recenti, i biscotti sono stati richiesti dalle case reali di Svezia, Spagna e Danimarca, da Lady Diana e da presidenti degli Stati Uniti come Ronald Reagan e Bill Clinton.
La ricetta tradizionale e i luoghi dove gustarli
Come si legge sul sito del Comune di San Giovanni, "l'Africanetto di Persiceto è un biscotto dal colore giallo vivo, ottenuto dall’amalgama di tuorli d’uovo e zucchero finemente lavorati, che viene poi cotto in forno a temperatura moderata in appositi stampi. A cottura ultimata, i biscotti risultano cavi al loro interno, dalla superficie esterna friabile e interna più morbida".
Nonostante la chiusura dello storico biscottificio e pasticceria, la tradizione di questi piccoli lingotti dorati è sopravvissuta. Nel 2004, gli Africanetti sono stati inseriti nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) dell'Emilia-Romagna. Nel 2020, il Comune ha ottenuto la registrazione del marchio “Africanetto di Persiceto - Africanàtt ed San Zvân” e, dal novembre 2023, è stata riconosciuta la Denominazione comunale (De.Co.). L’amministrazione comunale ha concesso gratuitamente l’uso del marchio a cinque attività aderenti al disciplinare: Forno Massari, Forno delle Sorelle Bongiovanni, Magic Pasticcio, Forno Cocchi e Antica Drogheria Bergamini, facilmente riconoscibili grazie a una vetrofania esposta all’esterno dei locali. In passato, anche altri pasticceri persicetani producevano gli Africanetti, tra cui Astorre Bompiani, datore di lavoro della giovane Emilia Rusticelli.
Africanetti: Un simbolo delle feste e un abbinamento perfetto
Gli Africanetti sono i protagonisti indiscussi delle feste persicetane: il 24 giugno, giorno del patrono, la fiera di settembre e il periodo del carnevale storico, un'altra istituzione locale risalente al 1874, ma anche di eventi importanti e cerimonie come matrimoni, battesimi, comunioni e cresime. Questi biscotti, la cui zona di produzione è limitata al territorio del Comune di San Giovanni in Persiceto, possono essere venduti sfusi o confezionati in apposite scatole da 16 pezzi, rilegate con nastro e sigillo e riportanti le caratteristiche effigi.
Per esaltarne il sapore unico, si consiglia di abbinare gli Africanetti a un vino che ne regga la dolcezza e si sposi con la rotondità del tuorlo d'uovo. Un Marsala dolce rappresenta un'ottima scelta, oppure, per rimanere nel contesto regionale, un passito a base di Albana o Malvasia di Candia.
Leggi anche: Eccellenze Veronesi: Pronto Pizza Borgo Trento
Oltre gli Africanetti: Alla scoperta dei tesori di San Giovanni in Persiceto e dintorni
San Giovanni in Persiceto non è solo la patria degli Africanetti, ma offre anche altre attrattive degne di nota.
San Pellegrino Terme: A breve distanza, si trova San Pellegrino Terme, una località che unisce paesaggi naturali incantevoli con affascinanti strutture in stile Liberty. Da non perdere il Casinò Municipale, un esempio di architettura di inizio Novecento ricco di opere d'arte, e le Grotte del Sogno, visitabili con una guida esperta.
Dossena: A circa 30 minuti da San Pellegrino Terme, Dossena è un pittoresco paese montano famoso per il suo ponte tibetano, il più lungo della Lombardia, che regala una vista spettacolare sulla valle.
Bergamo: Una meta imperdibile è Bergamo, in particolare Città Alta, con le sue stradine medievali, i palazzi storici e le piazze incantevoli come Piazza Vecchia. Da qui, una funicolare conduce al Castello di San Vigilio, che offre una vista mozzafiato sulla città. In centro, si possono ammirare il Teatro Donizetti e la Pinacoteca Accademia Carrara.
Castel San Pietro Romano: Arroccato sulla cima del Monte Ginestro, Castel San Pietro Romano è un borgo gioiello dalle antichissime origini, dominato dalla Rocca dei Colonna, un'imponente fortezza medievale recentemente restaurata e riaperta al pubblico. Passeggiare per Castel San Pietro Romano è come fare un tuffo nel passato, ammirando monumenti, reperti archeologici e capolavori dell'arte seicentesca. Questo borgo, dalla spiccata autenticità, è stato fonte di ispirazione per illustri maestri del Neorealismo Italiano, diventando il set di importanti film del secondo dopoguerra.
Leggi anche: Un'esperienza di gusto autentico da Borgo Pizza
Dove soggiornare: Un'oasi di relax nel cuore della natura
Per un soggiorno all'insegna del relax e della tranquillità, si può optare per un B&B ospitato in un casale in pietra situato sulla cresta più alta del Monte Arzillo. Questa struttura offre appartamenti indipendenti arredati con cura, dotati di bagno privato e di ogni comfort, un luogo ideale per riconnettersi con la natura.