Introduzione
La "guerra delle salsicce" è un termine coniato dai media britannici per descrivere la disputa commerciale tra il Regno Unito e l'Unione Europea (UE) riguardante l'applicazione del Protocollo sull'Irlanda del Nord, parte dell'accordo di Brexit. Questo protocollo, pensato per evitare un confine fisico tra la Repubblica d'Irlanda (uno stato membro dell'UE) e l'Irlanda del Nord (parte del Regno Unito), ha creato una frontiera doganale nel Mare d'Irlanda, portando a tensioni economiche e politiche.
Il Protocollo sull'Irlanda del Nord: Origini e Obiettivi
Dopo il divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea, sono emerse questioni irrisolte che hanno portato a tensioni comunitarie in Irlanda del Nord. Per preservare la pace irlandese, mantenendo aperto il confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord (come previsto dagli Accordi del Venerdì Santo), e per tutelare il mercato unico europeo all’indomani di Brexit, Bruxelles e Londra hanno sottoscritto un protocollo che di fatto prevede la creazione di una frontiera interna al Regno Unito, tra l’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna.
Il Protocollo sull'Irlanda del Nord è stato concepito per raggiungere un equilibrio tra diversi obiettivi chiave:
- Mantenere la pace: Proteggere l'Accordo del Venerdì Santo, che ha posto fine a decenni di conflitto in Irlanda del Nord, evitando la reintroduzione di un confine fisico tra le due Irlande.
- Salvaguardare il mercato unico europeo: Garantire che l'UE possa controllare le merci che entrano nel suo mercato unico, evitando che merci non conformi o non sicure vi accedano attraverso l'Irlanda del Nord.
- Evitare una frontiera terrestre: Prevenire la necessità di controlli doganali e di frontiera sulla terraferma irlandese, che potrebbero danneggiare l'economia locale e riaccendere tensioni politiche.
La Creazione di una Frontiera nel Mare d'Irlanda
Avendo spostato il confine del mercato unico nel mare d’Irlanda, ora le merci in arrivo a Belfast dal resto del Regno sono soggette a controlli doganali e fitosanitari. La conseguenza sono ritardi, penurie nei supermercati e difficoltà burocratiche. E, soprattutto, il timore da parte di molti nordirlandesi di veder messa in discussione la loro identità britannica.
Questo approccio ha portato a nuove sfide e controversie, tra cui:
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- Controlli doganali e fitosanitari: Le merci che si spostano dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord sono soggette a controlli, creando ritardi e costi aggiuntivi per le imprese.
- Timori sull'identità britannica: Alcuni unionisti in Irlanda del Nord temono che il protocollo mini la loro identità britannica e li allontani dal resto del Regno Unito.
- La "guerra delle salsicce": Le norme UE che vietano l'importazione di determinati prodotti di origine animale dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord hanno portato a dispute specifiche, come quella riguardante le salsicce e altre carni trasformate.
La "Guerra delle Salsicce": Un Simbolo delle Tensioni Post-Brexit
Il termine "guerra delle salsicce" si riferisce specificamente alle dispute sull'applicazione delle norme sanitarie e fitosanitarie dell'UE alle merci che si spostano dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord. In particolare, l'UE vieta l'importazione di carni refrigerate e trasformate dalla Gran Bretagna, il che significa che prodotti come le salsicce britanniche non possono essere venduti in Irlanda del Nord a meno che non siano congelati.
Questa questione è diventata un simbolo delle tensioni più ampie tra il Regno Unito e l'UE riguardo al protocollo, con entrambe le parti che si accusano a vicenda di rigidità e mancanza di flessibilità.
Negoziati e Impasse
Dopo mesi di negoziati infruttuosi, il ministro britannico David Frost ha definito ‘insostenibile’ la situazione e criticato la rigidità europea, suggerendo a Bruxelles di “usare il buonsenso” per trovare “soluzioni pragmatiche e non cercare di imporre regole attraverso sofismi giuridici”. Gli ha replicato, dalle colonne del Telegraph, il vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic scrivendo che Bruxelles e Londra devono “cantare lo stesso inno” quando si tratta di Irlanda del Nord e avvertendo che l’Ue “ha dimostrato flessibilità, ma non esiterà ad agire repentinamente, con fermezza e risoluzione” se il governo britannico continuerà a non rispettare il Protocollo sull’Irlanda del Nord.
Le negoziazioni tra il Regno Unito e l'UE per risolvere le controversie sul protocollo sono state difficili e spesso infruttuose. Entrambe le parti hanno espresso frustrazione per la mancanza di progressi e hanno accusato l'altra di non essere disposta a scendere a compromessi.
Alcuni dei punti chiave di disaccordo includono:
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- Controlli doganali: Il Regno Unito chiede una riduzione significativa dei controlli doganali sulle merci che si spostano dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord, mentre l'UE insiste sulla necessità di controlli per proteggere il suo mercato unico.
- Ruolo della Corte di giustizia dell'UE: Il Regno Unito si oppone al ruolo della Corte di giustizia dell'UE nel risolvere le controversie relative al protocollo, mentre l'UE insiste sulla necessità di un meccanismo di risoluzione delle controversie indipendente.
- Clausola di salvaguardia (articolo 16): Il Regno Unito ha minacciato di invocare l'articolo 16 del protocollo, che consente a entrambe le parti di sospendere unilateralmente alcune disposizioni in caso di difficoltà economiche, sociali o ambientali. L'UE ha avvertito che l'attivazione dell'articolo 16 avrebbe gravi conseguenze per le relazioni tra il Regno Unito e l'UE.
Il Ruolo degli Stati Uniti
Intanto, a poche ore dal suo primo viaggio in Europa, il presidente americano Joe Biden ha fatto sapere, attraverso un’intervista concessa alla Bbc dal suo consulente per la sicurezza Jake Sullivan, “di essere molto preoccupato che l’Accordo del Venerdì Santo che garantisce la pace in Irlanda del Nord sia a rischio”. Secondo l’emittente britannica, Biden chiederà agli altri leader, durante il fine settimana, di lavorare per proteggere il patto che sancì la fine dei ‘troubles’, il ventennio di guerra civile irlandese che causò circa 3mila vittime.
Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per le tensioni in Irlanda del Nord e hanno esortato il Regno Unito e l'UE a trovare una soluzione negoziata. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha radici irlandesi, ha sottolineato l'importanza di proteggere l'Accordo del Venerdì Santo e di evitare qualsiasi azione che possa minare la pace e la stabilità nella regione.
Possibili Soluzioni e Prospettive Future
Nonostante le difficoltà, sono state proposte diverse soluzioni per risolvere le controversie sul protocollo. Alcune delle opzioni includono:
- Accordi veterinari: Frost proporrà un’intesa sugli standard veterinari per sbloccare il commercio di cibo e, appunto, carne macinata.
- Limitazione dell'accesso delle merci provenienti dall'Irlanda nell'UE: In un tentativo disperato per uscire dall’impasse - riferisce Politico - funzionari e diplomatici starebbero discutendo una soluzione di emergenza che implicherebbe una limitazione e maggiori controlli all’accesso delle merci provenienti dall’Irlanda nell’Ue.
- Flessibilità da parte dell'UE: L'UE potrebbe offrire alcune concessioni sui farmaci e sulle quote di importazioni in cambio dell'entrata in vigore del protocollo.
- Rinegoziazione del protocollo: Il Regno Unito ha chiesto una rinegoziazione completa del protocollo, ma l'UE ha finora resistito a questa richiesta.
Il futuro del protocollo sull'Irlanda del Nord rimane incerto. È chiaro che è necessario trovare una soluzione che soddisfi sia il Regno Unito che l'UE, protegga la pace in Irlanda del Nord e salvaguardi il mercato unico europeo.
Conseguenze Economiche e Sociali
La creazione di una barriera doganale nel mare d’Irlanda ha avuto conseguenze anche nelle vendite online. Con acquirenti nordirlandesi che hanno riscontrato settimane di ritardi nella consegna di merci provenienti dal Regno Unito o hanno fatto l’amara scoperta che i rivenditori semplicemente non riforniscono più la loro zona. Intanto, dall’uscita del Regno Unito dall’unione doganale e dal mercato unico a 27, il 1° gennaio 2021 gli scambi commerciali con la Ue sono bruscamente diminuiti. Dopo un iniziale crollo (-40,7% delle esportazioni verso l’Ue e -29% delle importazioni dall’Ue tra dicembre 2020 e gennaio 2021), la bilancia commerciale sta recuperando, ma secondo gli economisti è ben lontana dal raggiungere i livelli pre-Brexit.
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Le tensioni derivanti dal Protocollo sull'Irlanda del Nord hanno avuto un impatto significativo sull'economia e sulla società della regione. Le imprese hanno dovuto affrontare nuove sfide burocratiche e costi aggiuntivi, mentre i consumatori hanno subito ritardi nelle consegne e una riduzione della disponibilità di alcuni prodotti.
Inoltre, le tensioni politiche hanno portato a proteste e disordini, alimentando il timore di un ritorno alla violenza settaria.
Le Divisioni Interne all'Irlanda del Nord
“Siamo con le spalle al muro e abbiamo bisogno di vedere un accordo tra Ue, Dublino e Londra che non faccia di noi carne da macello” spiega un unionista intervistato dall’Irish Times, “perché questo potrebbe portare alla violenza. Stiamo vivendo una situazione che ci allontana da Londra e ci mette di fatto in un’Irlanda unita economicamente. E le persone per strada sono tutt’altro che contente”.
Il Protocollo sull'Irlanda del Nord ha esacerbato le divisioni interne alla regione, con gli unionisti che si oppongono fermamente al protocollo e i nazionalisti che lo sostengono come il modo migliore per proteggere la pace e la stabilità.
Alcuni unionisti chiedono l'abolizione completa del protocollo, mentre altri sono disposti a prendere in considerazione modifiche che riducano al minimo il suo impatto sull'economia e sull'identità britannica dell'Irlanda del Nord.
I nazionalisti, d'altra parte, sostengono che il protocollo è necessario per proteggere i legami economici e politici dell'Irlanda del Nord con la Repubblica d'Irlanda e con l'UE.
Il Referendum sull'Unificazione Irlandese
“Boris Johnson ha firmato il protocollo di intesa sull’Irlanda del Nord quale parte integrante del compromesso su Brexit. Non ha voluto seguire il modello proposto da Theresa May che di fatto teneva tutto il Regno Unito dentro il Mercato Unico. Le conseguenze gli erano ben note: controlli ‘doganali’ nei porti dell’Irlanda del Nord. L’Ue non può permettere revisioni unilaterali degli accordi da parte di Johnson. Un referendum per riunificare le due Irlanda entro il 2025. È questo l’obiettivo del partito repubblicano irlandese che fu l’organo politico dell’Ira. Allora era guerra con Londra, ora sarebbe quasi certamente guerra civile con la parte della popolazione nord irlandese silo britannica. La presidente del partito nazionalista Mary Lou McDonald ostenta sicurezza: «Se si andrà al voto vinceremo con un ampio margine», riferisce La Stampa. L’Inghilterra di Boris Johnson che impone l’uscita di tutta la Gran Bretagna dall’Unione europea, e ora le altra nazioni del regno, Scozia per prima ma anche il Galles e ora l’Irlanda del Nord, meditano di lasciare Londra agli inglesi e di scegliere l’Unione col continente. «Vogliamo una riforma costituzionale ordinata, pacifica e democratica, non il disordine della Brexit», la ‘guerra delle salsicce’ ad esempio, tra Unione europea e Londra. Quel gran pasticcio di Brexit che sta creando grandi problemi nell’isola attualmente divisa, spingendo tutta l’economia del Nord e di Belfast e un sempre maggior riferimento con l’Irlanda repubblicana europea e con Dublino.Poi la sintesi politica forse troppo semplificata: «È nostra ferma convinzione che il decennio in cui viviamo sarà cruciale e vedrà lo svolgersi del referendum sulla riunificazione del nord e del sud», ha affermato McDonald in una videoconferenza con la stampa straniera.
La questione del Protocollo sull'Irlanda del Nord ha riacceso il dibattito sulla possibilità di un referendum sull'unificazione irlandese. Alcuni nazionalisti sostengono che il protocollo ha reso l'unificazione più attraente, in quanto consentirebbe all'Irlanda del Nord di rimanere all'interno del mercato unico europeo.
Gli unionisti, d'altra parte, temono che un referendum sull'unificazione possa portare alla fine dell'Irlanda del Nord come parte del Regno Unito.
La possibilità di un referendum sull'unificazione irlandese rimane una questione controversa e politicamente carica.