Gnocco Fritto Piacentino: Un Viaggio nel Gusto della Tradizione Emiliana

Lo gnocco fritto è un antipasto tipico dell’Emilia Romagna, uno dei comfort food preferiti da molti. Questa specialità, con le sue varianti locali, rappresenta un vero e proprio simbolo della cucina emiliana. In particolare, lo gnocco fritto piacentino si distingue per il suo legame con i salumi tipici della zona, come la coppa piacentina DOP, il salame piacentino DOP e la pancetta piacentina DOP.

Un Piatto, Mille Nomi: Alla Scoperta delle Varianti Regionali

Il gnocco fritto è conosciuto con nomi diversi a seconda della zona dell'Emilia in cui viene preparato. A Bologna, ad esempio, si chiama crescentina, mentre a Parma è noto come torta fritta. A Ferrara, invece, si gusta il pinzino, e nella bassa piacentina si parla di chisolino. Queste varianti, pur mantenendo la stessa base, presentano delle peculiarità che le rendono uniche.

  • Crescentina Bolognese: Arricchita con olio extravergine, lievito di birra e latte tiepido, ha generalmente una forma quadrangolare e viene fritta in padella con lo strutto in ebollizione.
  • Torta Fritta Parmense: Tradizionalmente servita con una spolverata di zucchero come dessert, si abbina perfettamente alla spalla cotta di San Secondo.
  • Pinzino Ferrarese: Caratterizzato da fori sulla superficie e forme circolari o rettangolari, risulta sfogliato, ricco di bolle e fragrante.
  • Chisolino Piacentino: Fritto nello strutto o nell'olio extra vergine d’oliva, è ideale da farcire con i salumi tipici della zona e da accompagnare con un Colli Piacentini Bonarda DOC frizzante o un Lambrusco.

Le Origini Storiche: Un Viaggio nel Tempo

Le origini del gnocco fritto risalgono a un periodo storico precedente alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, verosimilmente legate all’arrivo dei longobardi nella penisola nel 568 d.C. Furono proprio le popolazioni germaniche a importare l’ingrediente principale nella preparazione del gnocco fritto: lo strutto. La cucina dei longobardi era ricca di carni animali, e lo strutto veniva ricavato dal tessuto adiposo dei suini per realizzare un pane povero ma nutriente, diventando un alimento fondamentale per i contadini.

La Ricetta dello Gnocco Fritto Piacentino: Tradizione e Semplicità

La ricetta dello gnocco fritto piacentino prevede ingredienti semplici e genuini. Ecco una possibile variante:

Ingredienti:

  • 500 gr di farina di grano tenero tipo 0 (W 260)
  • 50 gr di strutto
  • 70 ml di acqua liscia
  • 150 ml di acqua gassata
  • Olio extra vergine d’oliva o strutto per friggere
  • Sale q.b.
  • 8-10 g di lievito di birra (opzionale)
  • 80 ml di latte (se si usa il lievito)
  • 1 pizzico di zucchero (se si usa il lievito)

Preparazione:

  1. Sciogliere il lievito: Se si utilizza il lievito, scioglierlo nel latte e acqua tiepida con un pizzico di zucchero.
  2. Impastare: Disporre la farina a fontana su una spianatoia o in una ciotola capiente (o nella ciotola della planetaria). Aggiungere lo strutto (ammorbidito se si usa il lievito), il sale e i liquidi (con il lievito sciolto, se utilizzato). Impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
  3. Lievitazione (se si usa il lievito): Formare una palla con l'impasto e farla riposare in una ciotola coperta con pellicola fino al raddoppio del volume (circa 1-2 ore). Se non si usa il lievito, l'impasto lieviterà lentamente grazie all'acqua gassata; ogni 30 minuti circa, rimpastare e far riposare di nuovo per circa due ore.
  4. Stendere la pasta: Riprendere l'impasto e stenderlo su una spianatoia infarinata fino ad uno spessore di pochi millimetri (circa 2-6 mm).
  5. Tagliare: Con una rotella o un coltello, ricavare delle losanghe, rombi o rettangoli.
  6. Friggere: Scaldare abbondante olio o strutto in una padella o friggitrice. Friggere pochi gnocchi alla volta fino a doratura, girandoli per cuocerli uniformemente.
  7. Scolare e servire: Scolare gli gnocchi fritti su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Salare a piacere e servire caldi, accompagnati da salumi e formaggi tipici piacentini.

Consigli per una Frittura Perfetta:

  • Utilizzare olio o strutto ben caldo (circa 180-190°C).
  • Non friggere troppi gnocchi contemporaneamente per evitare di abbassare la temperatura dell'olio.
  • Se lo gnocco non si gonfia, la sfoglia potrebbe essere troppo spessa.
  • Per una frittura più leggera, utilizzare lo strutto.

Abbinamenti: Un'Esplosione di Sapori Emiliani

Lo gnocco fritto alla piacentina si abbina perfettamente con i salumi tipici della regione, come la coppa piacentina DOP, il salame piacentino DOP e la pancetta piacentina DOP. Può essere accompagnato anche da formaggi freschi come lo squacquerone di Romagna DOP, la robiola di Castel San Giovanni o la crescenza. Per un aperitivo o uno spuntino, si consiglia di abbinare lo gnocco fritto con un Colli Piacentini Bonarda DOC frizzante o un Lambrusco.

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Gnocco Fritto Dolce: Una Golosa Alternativa

Per i più golosi, esiste anche la variante dolce del gnocco fritto, ripieno di Nutella o altre creme spalmabili. Questa versione, proposta anche da Dispensa Emilia, è un modo originale per concludere un pasto o per concedersi un peccato di gola.

"Lo" o "Il" Gnocco Fritto? Un Dilemma Linguistico

In Emilia, spesso si usa l'articolo "il" davanti a "gnocco fritto" nella forma colloquiale, anche se le norme grammaticali della lingua italiana imporrebbero l'uso dell'articolo "lo" davanti al gruppo consonantico "gn". Questa consuetudine è legata alla lingua gallo-italica, che utilizza un unico articolo determinativo maschile per ogni cosa.

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