Introduzione
Il platano, spesso confuso con la banana, è un frutto esotico dalle molteplici sfaccettature, un pilastro dell'alimentazione in diverse regioni tropicali del mondo. Questo articolo esplorerà a fondo il platano, dalla sua coltivazione alle sue proprietà nutrizionali, fino alle innumerevoli modalità in cui viene cucinato e apprezzato.
Platano: Un Frutto, Molti Nomi e Molte Varietà
Il platano appartiene al genere Musa, lo stesso delle banane, ma si distingue per le sue dimensioni maggiori e il sapore meno dolce, soprattutto quando non è completamente maturo. Originario del Sud-est asiatico, in particolare di Filippine, Australia e Indonesia, il platano si è diffuso in America Latina, nei Caraibi e in Africa, diventando un alimento base in molte di queste culture.
Oggi nei Caraibi ne esistono 11 specie diverse e sono parte integrante della dieta base degli abitanti. In ogni pasto c’è sempre il platano!
Coltivazione e Utilizzo delle Diverse Parti della Pianta
La pianta del platano, originaria della Malesia, viene coltivata principalmente in Ecuador, Costa Rica, America Latina e Australia. La sua versatilità non si limita al frutto: le foglie, tagliate a strisce e intrecciate, vengono utilizzate per realizzare borse e stuoie, per l’imballaggio e, in alcuni casi, le più fini per fare le cartine per sigarette.
Platano vs. Banana: Un Confronto
All’apparenza molto simili, platano e banana vengono spesso tra loro confusi, ma in realtà si tratta di due tipologie di frutta diversa. La differenza principale risiede nel contenuto di amido, più elevato nel platano, e nel sapore, meno dolce rispetto alla banana.
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I Tre Stadi di Maturazione del Platano
Il platano si presenta in tre stadi di maturazione, ognuno con caratteristiche e utilizzi specifici:
- Platano verde: L'interno è sodo e leggermente acerbo, la polpa è dura e croccante, e ricorda la consistenza della patata. È perfetto da consumare cotto (fritto, bollito, al forno, al vapore).
- Platano giallo: Mediamente maturo, può essere consumato sia crudo che cotto.
- Platano nero: A maturazione avvenuta, gli amidi si trasformano in zuccheri. Può essere consumato anche crudo, la consistenza ricorda la banana. Dal gusto dolce, intenso e persistente, è perfetto anche da abbinare a cibi salati.
Il gusto del platano varia a seconda del grado di maturazione. Acerbo, ricorda molto quello delle patate, ecco perché viene prevalentemente cotto. Si conserva in luogo fresco per circa 2/3 settimane.
Proprietà Nutrizionali e Benefici del Platano
Il platano è un alimento molto nutriente dalle numerose proprietà benefiche. Contiene oltre il 65% di umidità ed è una buona fonte di vitamine, soprattutto A, B e C. Grazie ai nutrienti sopra descritti, il platano vanta numerose proprietà benefiche.
Il Platano nella Cucina Caraibica e Mondiale
Il platano è un ingrediente fondamentale nella cucina caraibica, dove viene utilizzato in una varietà di piatti dolci e salati. Nei Caraibi, accanto al riso, base fondamentale dei pasti, c’è la manioca, che ne rappresenta un’ottima fonte amidacea. Altro vegetale molto importante nell’alimentazione caraibica è l’Igname, conosciuto anche come Yam, coltivato per via dei tuberi ricchi di amido. E ancora, quasi a noi sconosciuto, c’è il taro o malanga, un piccolo tubero globulare. Vegetale molto usato ai Caraibi è il frutto dell’albero del pane, il cui frutto è commestibile.
Il platano può essere preparato in diversi modi: spesso viene affettato e fritto in olio (si usano i frutti molto maturi per accentuare la dolcezza finale del fritto), lo si può anche bollire, poi sbucciare e servire con burro o aggiungerlo a una zuppa. Anche cotto al forno è molto apprezzato: viene sbucciato, messo in una pirofila con burro e zucchero e cotto finché non diventa morbido e marrone. In alcune isole lo sbucciano, ne tagliano una estremità e lo farciscono con formaggio grattugiato prima di arrostirlo.
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Ricette con il Platano: Un Viaggio nel Gusto
I modi per poter consumare e cucinare il platano sono davvero tanti. Ecco alcune ricette popolari:
Platano fritto: È molto semplice: basta sbucciarlo e tagliarlo a fettine e friggerle nell’olio bollente fino a quando non diventano dorate, quasi marroni.
Platano caramellato: Sbucciare i platani e tagliare delle rondelle di circa 1 centimetro. In una padella sciogliere il burro, quindi unire il platano e rosolare per bene. Aggiungere metà zucchero a pioggia e poi lo zucchero rimanente. Bagnare con il rum.
Purè di platano: Far bollire il platano (circa 15 minuti). Una volta cotto, va sbucciato, tagliato a tocchetti e schiacciato per ottenere una purea. Unite latte, burro e formaggio - secondo la vostra ricetta preferita di purè - e servite come contorno.
Polpette di platano: Anche per questa ricetta il platano deve essere bollito (circa 15 minuti). Una volta cotto, va sbucciato, tagliato a tocchetti e schiacciato per ottenere una purea. A questo punto, con l’impasto base ottenuto, potete liberare la fantasia e scegliere quale tipo di polpette volete realizzare.
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Torta di platano: Far bollire i platani per 10 minuti, immergerli in acqua fredda e sbucciarli. Una volta lessato, la sua polpa la si può amalgamare a farina, burro, zucchero (e qualsiasi ingrediente più vi ispiri) per creare una torta al platano morbida e golosa.
Il Platano nel Mondo: Produzione e Disponibilità
I maggiori produttori di platano sono Uganda, Sud e Centro America, Filippine, Indonesia, Australia e Africa Centrale. In Italia lo si trova nei negozi etnici, nei piccoli market africani e in alcuni supermercati soprattutto delle grandi città. Rappresenta il frutto esotico più consumato al mondo.
Altri Ingredienti e Tradizioni Culinarie dei Caraibi
Oltre al platano, la cucina caraibica è ricca di altri ingredienti e tradizioni culinarie uniche. Ad esempio, con il succo estratto dalla manioca si produce il cassarep (un conservante per carni) usato per preparare il pepperpot, uno stufato squisito fatto solo con carne, aromi e cassarep. Molto usati sono anche i cuori di palma (palmitos), specialmente nella Repubblica Dominicana. In ultimo citiamo la maranta: pianta erbacea tropicale,coltivata sull’isola di Saint Vincente e in altri pochi luoghi al mondo. Dai grossi rizomi si ricava un amido detto arrow-root, molto digeribile, particolarmente adatto all’alimentazione dei neonati.
Nell’alimentazione caraibica si fa largo uso di spezie, incrementato con l’arrivo dei lavoratori indiani, i quali hanno contribuito a diffondere anche l’utilizzo del curry. Attualmente la Giamaica detiene il primato mondiale nell’esportazione di pepe della Giamaica (Pimenta dioica). Tutte le spezie sono prodotte nelle diverse isole dei Caraibi, per cui si tratta di produzioni di particolare pregio perché prodotte e consumate sul posto.
La frutta più usata nei Caraibi è quella tipicamente tropicale, per cui si assiste a un grande uso di banane, ananas, mango, noce di cocco, papaya, avocado, guava, lime ecc., utilizzata sia tal quale che come ingrediente di moltissime ricette (es. Black Pineapple ad Antigua e Saba Spice sull’isola di Saba). Gli oli usati per condire le preparazioni caraibiche sono quello di arachidi, di palma e di cocco. Latte, latticini, formaggi e burro sono poco diffusi perché la popolazione non apprezza particolarmente tali prodotti.