Fritto Misto: Un Viaggio tra Tradizione e Sapori in Piemonte

Il fritto misto è una specialità culinaria che affonda le sue radici nella tradizione popolare piemontese. Un piatto ricco di storia e di gusto, che varia di paese in paese, di famiglia in famiglia, ma che mantiene sempre un legame profondo con il territorio.

Origini e Storia del Fritto Misto Piemontese

Il fritto misto piemontese nasce dall'antica usanza di non sprecare nulla durante la macellazione casalinga. In un'epoca in cui la carne era un bene prezioso, ogni parte dell'animale veniva utilizzata, dando vita a piatti come questo, che valorizzano le frattaglie e gli scarti. Questa tradizione ha dato origine alla cucina delle frattaglie, con piatti storici come il fritto misto.

Tradizionalmente consumato durante i periodi freddi, il fritto misto era considerato un "piatto della festa", capace di unire sapori dolci e salati in un'unica preparazione. Racconta di stili di vita quasi scomparsi, quando le famiglie allevavano gli animali e li macellavano in casa.

Variazioni e Ricette del Fritto Misto

Nel corso degli anni, la ricetta tradizionale del fritto misto piemontese ha subito diverse variazioni e aggiunte. In molte ricette sono stati aggiunti altri prodotti piemontesi, come l’amaretto, carni miste, verdure. Come spesso accade per le ricette della tradizione, è molto difficile trovare un’unica versione, ma a seconda del territorio ne esistono innumerevoli variazioni, anche a seconda della fantasia, della disponibilità dei prodotti.

La ricetta antica voleva la frittura piemontese costituito dai soli avanzi di macellazione del vitello per la parte “salata”, il famoso quinto quarto, e da qualche pezzo di dolce e frutta, il tutto accompagnato dalle carote saltate in padella, per un antipasto ricco e completo.

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Esiste una confraternita gastronomica per tutelare la ricetta originale del fritto misto alla Monferrina. L’Accademia della Fricia, è nata infatti per non far cadere la tradizione al consumo di questa leccornia che richiede lunghe operazioni di preparazione. La Fricia, secondo le ricerche dell’Accademia, è composta da 15 parti di cui 9 salate, 5 dolci, e 2 accompagnamenti: bistecca di maiale, bistecca di coscia di vitello, salsiccia di suino, filoni, animelle, cervelle, fegato bovino, polmone bovino, granelle, semolino (friciulin), semolino al cioccolato, bignola al cioccolato, mela in pastella, amaretto (in pastella),carote fritte, bagnet verd (bagnetto verde).

Fritto Misto: Un'Esperienza Gastronomica

Per conoscere questo e altri piatti tipici piemontesi, un'esperienza interessante è la Fiera del Rapulé, che di solito si tiene nel mese di aprile a Calosso e ce fa conoscere la curiosa realtà dei “croton”, le cantine e i percorsi sotterranei nei borghi piemontesi. Percorsi e degustazioni sotto terra dove a volte è presente anche il Piccolo Fritto Misto Piemontese. Un altro locale storico è il Ristorante di Crea, a Crea che è appunto anche sede dell’Accademia della Fricia. Come non menzionare nella lista lo storico ristorante alessandrino di Beppe Sardi, ad Alessandria, Il Grappolo? Una testimonianza della cucina storica piemontese che purtroppo però chiude l’attività con la fine del 2017. Da non perdere il fritto misto piemontese del ristorante del Castello di Cavarolo, ricordo poi che in aprile a Torre San Giorgio di solito si tiene la Sagra del Fritto Misto curata dalla Cucina Valle Po di Cardè.

Una Versione "Light" del Fritto Misto

Qui segnalo una versione “light” se così si può dire, del fritto misto piemontese. Usiamo infatti solo la carne di vitello e le sue frattaglie: più delicata e leggera. Oltre alla mela e agli amaretti, puoi provare ad ggiungere anche albicocche secche, fatte rinvenire prima in acqua e poi fritte in pastella.

Ingredienti:

  • 200 g salsiccia
  • 2 mele grandi
  • 12 amaretti
  • 200 g farina + farina q.b.qb
  • acqua frizzante
  • 1 l latte
  • 1 limone scorza grattugiata
  • zucchero a piacereq.b.
  • uovaq.b.

Istruzioni:

  1. Per prima cosa, prepara il semolino, che dovrà avere il tempo poi di raffreddare.
  2. Metti in un pentolino il latte con la scorza grattugiata di un limone e un po’ di zucchero a piacere (a seconda di quanto vuoi dolce il semolino). Quindi versa a pioggia la farina di semola e, sempre mescolando, fai cuocere fino a che avrai ottenuto una crema piuttosto densa.
  3. Versa il tuo semolino in uno stampo rettangolare e fai raffreddare.
  4. Quando il semolino si è raffreddato e rassodato, puoi toglierlo dallo stampo e tagliarlo a quadretti.
  5. Taglia tutta la carne in modo da formare quattro porzioni per tipo; cerca di fare, per ogni tipo di carne, pezzi di dimensioni simili in modo da uniformare il tempo di cottura.
  6. Sbuccia la mela e tagliala a fette.
  7. Sbatti le uova in un piatto
  8. E’ il momento di impanare: passa ogni pezzo di carne e di semolino nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
  9. Fai scaldare in una padella abbondante olio e burro e comincia a friggere i pezzi di carne e semolino impanati.
  10. Prepara una pastella a piacere (ad esempio con farina e acqua frizzante) e immergi le fettine di mela e gli amaretti.

Note:

Fai attenzione a friggere un tipo di ingredienti per volta, per non mescolare i sapori.

La Sagra del Fritto Misto di Torre San Giorgio

Con una tradizione quasi ventennale, Torre San Giorgio è pronta anche quest’anno a proporre la sua sagra dedicata al Fritto Misto. «Abbiamo voluto che questo piatto rappresentasse la festa dedicata al paese, festa che nel tempo è cresciuta meritandosi l’appellativo di sagra. Il Fritto Misto simboleggia, infatti, l’apice del momento di convivialità della macellazione del suino, che un tempo avveniva in quasi tutte le case dei piccoli paesi di campagna. In quei giorni anche gli scarti venivano presi, fritti e mangiati insieme a chi aveva lavorato.

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«Fino a qualche anno fa era una cena servita, poi siamo passati alla modalità self service, più moderna, con fritto misto salato, dolce e pesce, oltre ad alcuni antipasti a base di prodotti tipici tra cui formaggi, battuta di carne e giardiniera.

«Per un piccolo paese è indispensabile. Senza i volontari non sarebbero possibili gli eventi ma nemmeno altre iniziative culturali o sportive. Il fritto misto viene cucinato sul posto da un catering cui ci appoggiamo da sempre, però sono i volontari, tra i quali anche molti giovani, a occuparsi di tutta l’organizzazione e del servizio. Poi ci sono anche quelli che si dedicano alla sicurezza, gestendo la viabilità e i parcheggi.

«Sì, Torre nasce come un Comune basato principalmente su agricoltura e allevamento, ma nel tempo si è trasformato in un polo industriale. Contiamo sul nostro territorio grandi aziende come il gruppo Idrocentro, Bertolotto e Albertengo, più altre tantissime realtà. Abbiamo più persone che lavorano di quante abitano: circa mille occupati con oltre cento aziende, per un paese di 750 residenti. L’agricoltura è quindi passata un po’ in secondo piano, anche se mantiene sempre la sua tradizione. La presenza di queste industrie è estremamente importante: gli imprenditori hanno le radici nel territorio in cui si sviluppano e quando li chiamiamo ci sono sempre, così come noi rispondiamo alle loro richieste e facciamo il possibile per accontentarli.

Torre San Giorgio: Un Paese tra Tradizione e Innovazione

Ma anche l’arte ha il suo spazio, con le opere del pittore Sismonda.

«Tutto è nato da una forte amicizia personale sfociata con il conferimento della cittadinanza onoraria all’artista che, per ricambiare, ci aveva fatto dono dei suoi quadri che rappresentano i Vangeli. Inizialmente erano appesi in municipio, ora stiamo finendo di ristrutturare Casa Bonino, un fabbricato dietro al Comune, e lì le opere troveranno una sistemazione definitiva. Si è trattato di un grande dono che ci lega anche a Racconigi, con cui prevediamo future sinergie per dare il giusto rilievo a quello che Sismonda ci ha lasciato.

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«Abbiamo due spazi verdi di proprietà comunale che intendiamo curare e rendere disponibili. Una è il parco dello Sciu Sal, utilizzato anche dai nostri pescatori, sulla vecchia strada per Scarnafigi, dove si arriva con pista ciclabile attraversando la campagna di Torre San Giorgio. Si tratta di un sito all’aria aperta con una struttura abbastanza ampia che può ospitare momenti di convivialità e che può essere utilizzata in qualsiasi momento.

Il Futuro del Fritto Misto

Sono 20 candeline per questa Sagra che celebra il piatto tipico della tradizione piemontese: il ‘Fritto Misto‘. Torna in scena, o meglio in tavola, il Fritto Misto, con un calendario di appuntamenti per tutti i gusti e tutte le età e ingresso rigorosamente gratuito. In plancia di comando il Comune, guidato dal sindaco Daniele Arnolfo; il coordinamento organizzativo è affidato alla Confraternita del Fritto Misto, capeggiata da Mario Monge. Altra grande novità il gemellaggio nel segno del gusto con le altre eccellenze del territorio. Ospiti della kermesse venerdì 19 aprile la Confraternita della Nocciola di Cortemilia; domenica 21 quella del Gran Bollito di Carmagnola; giovedì 25 gran chiusura con gli Amici della Bagna Cauda di Faule.

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