Cosa fa di un dolce un capolavoro di pasticceria? Maestria, estro, ma soprattutto ingredienti d'eccellenza. Emilia Zàini è il cioccolato must degli chef di casa. La storia del cioccolato Emilia Zàini è un racconto affascinante di passione, tradizione familiare e successo imprenditoriale tutto italiano. Un viaggio che inizia nel cuore di Milano nel 1913 e che, attraverso generazioni, continua a deliziare i palati di tutto il mondo.
Le Origini: Luigi Zàini e la Fabbrica di Cioccolato
Era il 23 luglio 1913 quando Luigi Zàini inaugurò a Milano la sua "Fabbrica di cioccolato, cacao, caramelle, confetture e affini". L'azienda si distinse fin da subito per la qualità dei suoi prodotti, gli incarti raffinati e un'eccezionale campagna pubblicitaria. Prima di dedicarsi al cioccolato, Luigi si occupava di importare biscotti e dolciumi dall'Inghilterra, una scintilla che lo trasformò da commerciante a industriale.
La lavorazione del cioccolato in via de Cristoforis procedeva a pieno regime fra gli eleganti incarti dei cioccolatini che riproducevano le linee liberty in voga all’epoca, il fondente da cucina si chiamava semplicemente ‘block’ all’inglese, le caramelle e una eccezionale campagna pubblicitaria lo faceva conoscere in tutta Italia, grazie anche alle figure dipinte a mano che ritraevano personaggi sportivi e dive del cinema.
Olga Torri Zàini: L'Imprenditrice Visionaria
La vita non fu tenera con Luigi, che perse la prima moglie quando i figli erano ancora piccoli. Trovò la felicità con Olga Torri, una donna colta e visionaria che ebbe un ruolo fondamentale nella storia dell'azienda. Dopo la scomparsa di Luigi nel 1938, Olga si ritrovò vedova con quattro figli e la fabbrica da mandare avanti. Senza esitazioni, prese in mano le redini dell'azienda, dimostrando una forza interiore e una determinazione fuori dal comune.
Nonna Olga è stata una di quelle persone che, davanti ai colpi delle disgrazie, reagiva senza domandarsi se ne avesse voglia, come le donne di un tempo era stata educata per affrontare la difficoltà che arrivano nel viaggio della vita. Non parlava di fatica, ma si percepiva la fatica delle decisioni prese in solitudine, essendo per di più donna in quegli anni. Una predisposizione caratteriale e una tempra maturata alle intemperie della vita, da giovane aveva fatto esperienza nella grande drogheria milanese del padre, acquisendo rudimenti che pensava di non dover affinare nella scelta di dedicarsi alla famiglia e ai figli. Un’indole che le vicissitudini hanno fatto emergere, portandola a essere una delle pochissime e fra le prime industriali dell’epoca: “Lei è stata capace, in un momento traumatico sia personale sia aziendale nella scomparsa del marito e del fondatore, di gestire il gruppo tenendolo unito, ha saputo prendere il comando”, sottolinea Luigi.
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Olga Zaini è stata una delle prime imprenditrici milanesi e d’Italia. «Non si perse d’animo neppure quando la fabbrica fu bombardata durante la guerra: in pochi mesi riuscì a ricostruire tutto, con l’aiuto degli stessi dipendenti che prima di ricominciare a produrre cioccolato collaborarono con l’impresa di costruzioni». Non solo, «aveva uno staff dirigenziale femminile. Tanto che un agente che vendeva gli incarti era solito dire «andiamo alla fabbrica dei "tusan”, che significa ragazze in milanese».
Olga si circondò di collaboratrici donne, creando un ambiente di lavoro coeso e collaborativo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica fu distrutta dai bombardamenti, ma Olga non si perse d'animo e la ricostruì rapidamente, coinvolgendo tutti i dipendenti.
Emilia: Un Nome, una Garanzia di Qualità
Il "Block", il cioccolato fondente da cucina che aveva decretato il successo dell'azienda, fu ribattezzato "Emilia" in onore della tata dei figli di Olga Zàini. Emilia non solo si prese cura dei bambini, ma contribuì anche alla creazione di deliziose ricette al cioccolato.
Emilia fu il nome che Olga Zaini diede al già celebre blocco di cioccolato fondente, parte della fortuna di Zaini, che fino ad allora si era chiamato “Block”, un cioccolato straordinario realizzato in modo da poter essere fuso senza latte, così com’era e da impiegare nei dolci.
Oggi, il cioccolato Emilia Zàini è il preferito dai "pasticceri amatoriali" per il suo sapore unico e i pratici formati. Il fondente extra Emilia, confezionato in blocchi da 200 g, 400 g o 1 kg, è ideale per preparare torte, glasse e ganache.
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Gli Anni del Boom e l'Eredità Familiare
Nel 1955, Olga Zàini lasciò la guida dell'azienda ai figli Vittorio e Piero. Gli anni del boom economico videro l'affermazione di un altro prodotto iconico: il boero, distribuito in tutta Italia e promosso con concorsi a premi.
Negli anni '90, Luigi e Antonella Zàini, nipoti di Olga e Luigi, entrarono in azienda, portando avanti la tradizione familiare con uno sguardo al futuro. Oggi, Zàini Spa conta centinaia di dipendenti, esporta i suoi prodotti in 80 Paesi e continua a innovare, mantenendo saldi i valori di qualità e passione che l'hanno contraddistinta fin dalle origini.
Zàini Oggi: Innovazione e Impegno Sociale
Zàini è un’impresa industriale con una lunga storia familiare alle spalle. Una lunga storia quella di Zàini, si diceva, e, soprattutto, una storia costellata di donne. Già al momento del suo atto di nascita, più di cento anni fa, nel lontano 1913, la fortunata impresa di Luigi Zàini vantava un organico composto quasi per la sua metà di donne. Ben ventotto, contro i trentadue uomini. Questo settore dell’industria, quello cioè che si occupava del packaging, era fondamentale. Le confezioni erano il viso con cui i cioccolati e le caramelle firmate Zàini si presentavano al mondo.
Oggi la Zaini Spa vede alla guida Luigi e Antonella Zaini (nipoti di Olga e Luigi), ha centinaia di dipendenti, fattura decine di milioni di euro e vende i suoi prodotti in 80 Paesi. Nel 2013 l’azienda ha compiuto 100 anni e, per celebrarla, è stato realizzato con l’editore Giunti il libro “Luigi Zaini e la fabbrica di cioccolato” insieme a una mostra a Palazzo Romanti con il Patrocinio del Comune di Milano.
Oltre alla produzione di cioccolato di alta qualità, Zàini si impegna in progetti sociali a sostegno delle donne. Con la linea di tavolette "Le Nuove Donne del Cacao", l'azienda supporta l'imprenditoria femminile in Costa d'Avorio, aiutando le donne a ottenere autonomia economica e migliori prospettive per i loro figli.
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La disparità tra uomo e donna in Costa d’Avorio è molto forte, specialmente nelle zone rurali, dove si trovano le piantagioni di cacao. Le donne, oltre a lavorare nelle piantagioni, si occupano di tutti gli aspetti della vita familiare: approvvigionamento di acqua ai pozzi e del cibo, cura dei figli e dei familiari, pulizia delle abitazioni, costruzioni in terra cruda, gestione delle relazioni sociali. È un’Organizzazione no-profit. OBIETTIVO Obiettivo principale del progetto è creare le condizioni perché le donne ivoriane delle famiglie che coltivano il cacao abbiano un reddito che permetta loro una propria autonomia economica e un’accresciuta considerazione in ambito familiare e sociale, oltre che migliori prospettive per i loro figli. SOSTEGNO La nostra azienda sostiene il progetto con l’acquisto di macchinari e la costruzione di luoghi di lavoro idonei. Questo metodo di produzione si basa sulla trasformazione degli scarti del cacao (i gusci essiccati dei frutti) in sapone.
Zàini ha affidato ai fotoreporter italiani Francesco Zizola e Filippo Romano la narrazione del progetto LE NUOVE DONNE DEL CACAO.
Emilia in TV: Una Nuova Campagna Pubblicitaria
Emilia, il blocco di cioccolato fondente Zàini, è protagonista di una campagna pubblicitaria televisiva firmata da Leo Burnett Italia. Lo spot celebra la qualità di un nome che da generazioni ispira la fantasia e la creatività in cucina.
Nello spot ideato da Leo Burnett e in onda sulle reti Mediaset nei mesi di ottobre e novembre, il blocco di cioccolato Emilia diventa una vera e propria fabbrica di dolci: sminuzzato, fuso e lavorato si trasforma ogni volta come per magia. Ogni taglio, una fetta di dolce diverso. Una magia a cui contribuiscono il sound design e la musica di Enrico Ascoli e la regia di Roberto Calvi.
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