Lo sciroppo è una forma farmaceutica ampiamente utilizzata, soprattutto nei bambini. Tuttavia, per garantire la sua efficacia e sicurezza, è fondamentale somministrare il farmaco nel modo corretto. Questo articolo fornisce una guida completa su come assumere e somministrare lo sciroppo, rispondendo anche alla domanda "dopo aver preso lo sciroppo si può bere cosa?".
Introduzione
L'assunzione di farmaci, soprattutto per i bambini, richiede attenzione e precisione. Gli sciroppi, in particolare, necessitano di una somministrazione corretta per evitare inefficacia o effetti indesiderati. Questa guida esplora le modalità corrette di somministrazione, le interazioni con cibi e bevande, e le precauzioni da adottare.
Come somministrare correttamente lo sciroppo
Utilizzo degli strumenti di misurazione
Solitamente, per somministrare uno sciroppo a un bambino piccolo, si utilizza una siringa graduata (senza ago!). Molti sciroppi sono già dotati di siringhe con indicazioni della dose in milligrammi o in ml, o addirittura del peso del bambino. È fondamentale non confondere le unità di misura e ricontrollare la prescrizione del pediatra in caso di dubbi.
A seconda dell'età, si può utilizzare la siringa graduata o il cucchiaino dosatore incluso nella confezione.
Tecniche di somministrazione
- Bambini piccoli: Inserire la punta della siringa (senz’ago!) nello spazio tra la guancia e la gengiva e premere dolcemente sullo stantuffo, in modo da fare uscire un po’ di liquido. Tenere la bocca del bambino chiusa per qualche secondo, finché non lo deglutisce.
- Bambini più grandi: Coinvolgere il bambino nella preparazione, concordando le modalità di assunzione: gusto (chiedere al farmacista se ci sono diversi gusti), orari (compatibilmente con le indicazioni del pediatra), siringa o cucchiaino, prima o dopo mangiato (salvo indicazioni specifiche del pediatra), eventuale aggiunta di qualcosa per rendere l’assunzione più gradevole (se il farmaco lo consente).
Cosa fare in caso di difficoltà
- Se il bambino non apre la bocca, premere gentilmente ma fermamente sul mento verso il basso o con due dita sulle guance, quel tanto che sia sufficiente per inserire la punta della siringa.
- Se il bambino si rifiuta di assumere lo sciroppo, provare a somministrarlo insieme a piccole quantità di qualcosa di dolce (un succo, dello yogurt, del gelato) o dal gusto particolarmente forte (che possa quindi “coprire” il gusto dello sciroppo), o a far succhiare prima al bambino un cubetto di ghiaccio (o del ghiaccio tritato o un ghiacciolo: il freddo riduce la sensibilità delle papille gustative).
- In caso sia necessario tenere fermo il bambino, farlo con decisione ma senza aggressività, magari facendosi aiutare da un parente o una persona decisa e sicura.
Posizione corretta
La posizione più indicata per somministrare uno sciroppo o altro farmaco in forma liquida è di far sedere il bambino in posizione eretta o semi seduta. Evitare di somministrare il farmaco quando il bambino è sdraiato.
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Dopo aver preso lo sciroppo si può bere cosa?
Dopo aver deglutito lo sciroppo, si può bere acqua o altri liquidi. Tuttavia, è importante considerare le possibili interazioni tra farmaci e bevande, come spiegato nel dettaglio nel prossimo paragrafo.
Interazioni tra farmaci e bevande
Il tipo di liquido o di bevanda con cui si assume il farmaco può influenzarne l'attività. Ad esempio, il succo di pompelmo può modificare l'attività di alcuni farmaci, interferendo con gli enzimi che li metabolizzano. In questi casi, la concentrazione del farmaco nel sangue può superare quella prevista, causando potenziali effetti tossici. Questa interazione riguarda alcuni farmaci usati per il cuore e la pressione alta (calcio-antagonisti), l'antiistaminico terfenadina, il triazolam (un farmaco sedativo), e la ciclosporina (utilizzata nei pazienti trapiantati). Pertanto, è consigliabile evitare l'assunzione di farmaci con succo di pompelmo.
Se si desidera mascherare il sapore sgradevole di un farmaco, il succo di arancia può essere una buona alternativa, ma è importante ricordare che succhi di frutta e bevande acide in generale non vanno usati se si devono assumere alcune penicilline. In nessun caso vanno usate bevande alcooliche.
Assunzione di farmaci e pasti: cosa sapere
L'assunzione di farmaci in relazione ai pasti è un aspetto cruciale. I farmaci assunti per bocca vengono assorbiti a livello intestinale. Le compresse o le capsule, una volta ingerite, vengono dapprima disintegrate nello stomaco affinché il farmaco possa essere liberato (questa fase non è necessaria per formulazioni liquide come gocce, sciroppi o prodotti solubili). Fanno eccezione le formulazioni gastroresistenti, che liberano il farmaco direttamente nell'intestino.
In generale, assumere un farmaco a stomaco vuoto consente una più rapida comparsa dell'effetto atteso. Il cibo, infatti, può interferire con i farmaci in diversi modi. I liquidi accelerano il passaggio attraverso lo stomaco, riducendo l'intervallo di tempo tra l'assunzione del farmaco e la comparsa dei suoi effetti. I cibi solidi, al contrario, rallentano lo svuotamento gastrico e diminuiscono la velocità (e a volte anche la quota) di assorbimento di alcuni farmaci. Questo effetto è più accentuato con cibi molto caldi, viscosi e ricchi di grassi.
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Tuttavia, in alcuni casi è preferibile assumere farmaci a stomaco pieno per ridurre l'irritazione della mucosa gastrica, come nel caso degli antiinfiammatori non steroidei (FANS). In altri casi, l'assunzione lontano dai pasti è consigliata perché il farmaco potrebbe essere sensibile all'acidità gastrica e inattivarsi se il transito attraverso lo stomaco è rallentato.
Esempi specifici di interazioni cibo-farmaci
- Tetracicline: L'assorbimento di questo antibiotico è ostacolato dal calcio presente nel latte e nei latticini (ma anche dal ferro, dall'alluminio e dal magnesio).
- Chinoloni: L'assorbimento di questi antibatterici è ostacolato dalla presenza di ferro negli alimenti e negli integratori minerali.
- Nitrofurantoina, Griseofulvina, Spironolattone: Questi farmaci sono meglio assorbiti se assunti a stomaco pieno.
- ACE-inibitori: Tra questi farmaci per la pressione alta e l'insufficienza cardiaca, solo il captopril deve essere assunto a stomaco vuoto.
Interazioni con integratori e alimenti specifici
I pazienti in trattamento con anticoagulanti orali devono prestare attenzione a non introdurre quantità elevate di alimenti ricchi di vitamina K, perché questa vitamina antagonizza l'effetto del farmaco.
Chi assume antidepressivi MAO-inibitori deve evitare alimenti ricchi di tiramina, come formaggi fermentati, vini rossi, birre, aringhe marinate, insaccati, fegato di pollo e manzo, estratti di lievito, cioccolato, caffè e fave.
Alcool e farmaci: un'accoppiata pericolosa
L'accoppiata alcool-farmaci è imprevedibile e pericolosa e andrebbe sempre evitata. Questo suggerimento diventa un vero e proprio divieto quando si assumono farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (tranquillanti, antidepressivi, antiistaminici), in quanto l'alcool ne potenzia gli effetti sedativi. L'assunzione di alcool con determinati farmaci come il metronidazolo, alcune cefalosporine e la griseofulvina può causare arrossamento del volto e del collo, vomito, mal di testa e palpitazioni.
Consigli specifici per i bambini
Quando si somministrano farmaci ai bambini, è fondamentale prestare particolare attenzione. È sempre meglio chiedere consiglio al pediatra, anche per farmaci da banco, soprattutto se il bambino ha meno di 2 anni o se è la prima volta che usa quel medicinale. I bambini possono assorbire, modificare ed eliminare i farmaci in modo diverso rispetto agli adulti, e l'azione benefica e gli effetti indesiderati possono variare.
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Prima della somministrazione
- Leggere attentamente il foglietto illustrativo, controllando il principio attivo e le possibili interazioni con altri farmaci.
- Seguire attentamente le indicazioni sull'età, la dose, il numero di volte al giorno e la durata della terapia.
- Calcolare la dose in base al peso e all'età del bambino.
- Agitare bene il flacone prima di ogni somministrazione, soprattutto per gli antibiotici in sospensione.
Durante la somministrazione
- Essere pazienti, fermi e usare la fantasia per rendere l'esperienza meno spiacevole.
- Coinvolgere il bambino, spiegando perché è importante prendere la medicina e chiedendo le sue preferenze.
- Chiedere al medico o al farmacista se il farmaco può essere mischiato con un succo di frutta o somministrato con qualcosa di dolce.
- Somministrare il farmaco lentamente per evitare che vada di traverso o che provochi tosse.
Dopo la somministrazione
- Chiamare il pediatra se il bambino dovesse avere mal di pancia, vomito, diarrea, macchie sulla pelle o se è particolarmente irrequieto o sonnolento.
- Tenere un diario dei farmaci somministrati.
Consigli per gli anziani
Nei pazienti anziani, lo svuotamento dello stomaco può essere rallentato e l'alimentazione può essere scadente o non equilibrata. Pertanto, è importante prestare particolare attenzione alle interazioni tra farmaci e cibo e seguire attentamente le indicazioni del medico o del farmacista.
Conservazione dei farmaci
Controllare sul foglietto illustrativo le istruzioni su come il farmaco va conservato (in frigo? In luogo fresco e asciutto? Al riparo dalla luce?). Controllare che lo sciroppo rimanente sembri essere sufficiente per completare la terapia. Non gettare alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici, ma chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più.