Dolci Pensieri a Parma: Storia, Arte e Sapori di una Città Ducale

Parma, città emiliana fondata dagli antichi romani nel 183 a.C., si presenta come una macchina del tempo, adornata da eleganti palazzi e suggestive sculture, trasportando visitatori e viaggiatori attraverso le diverse epoche storiche che ne hanno plasmato la planimetria, l'architettura e le belle arti.

Dalle Origini Romane alle Signorie

Istituita come colonia dell'Urbe lungo la Via Emilia, Parma divenne presto un importante snodo strategico, con una struttura quadrata che racchiudeva un teatro, un anfiteatro e un ponte di pietra sul torrente. Con il declino dell'Impero Romano, il vuoto di potere fu colmato da Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi, portando con sé poche forme di civiltà e molte faide tra le diverse famiglie coinvolte.

La storia di Parma dalle "signorie" agli scioperi agrari d'inizio Novecento rivela come il ruolo della nobiltà abbia contribuito sia alla cura dell'aspetto gastronomico che allo sviluppo artistico della città. L'era delle Signorie e dei Ducati, iniziata nel XIII secolo, coinvolse importanti famiglie come i Correggio, gli Este, i Visconti e gli Sforza. Nel 1545, il Ducato di Parma e Piacenza divenne dominio dei Farnese che, nei circa 200 anni di governo, lasciarono la loro impronta indelebile edificando il complesso della Pilotta. Il Ducato passò quindi a Don Carlos di Borbone, mentre con l'annessione al Regno d'Italia nel 1860, Parma cessò di essere capitale ed i territori ducali furono incorporati al Regno di Sardegna. Nel tumultuoso inizio del XX secolo, Parma fu epicentro di significativi eventi, tra cui gli scioperi agrari del 1908 e le barricate del 1922.

Piazza Duomo e il Battistero di Antelami

L'esplorazione dei beni culturali parmensi può iniziare da Piazza Duomo, sede del celebre Battistero di Parma. La fama della trecentesca struttura in stile romanico è inscindibile dal visionario corredo scultoreo di Benedetto Antelami, che decora l'edificio dall'esterno all'interno. Le raffigurazioni spaziano dal ciclo di formelle con fantasiosi animali allegorici ai portali intarsiati da scene bibliche come l'Adorazione dei Magi. Le lunette interne mostrano la Fuga in Egitto di Re Davide, mentre il famoso Ciclo dei Mesi sul loggiato tributa le maestranze legate alle stagioni. Lo Zooforo lungo il basamento, uno dei cicli di sculture più importanti grazie a 75 formelle e 4 virtù (Castità, Carità, Fede e Speranza), merita di essere ammirato con particolare attenzione.

Costruito a partire dal 1196 sotto l'attenta supervisione di Antelami e con innata armonia estetica, il Battistero di Parma è un'opera grandiosa, i cui lavori furono interrotti fino al 1249 a causa delle ostilità politiche che impedirono l'arrivo del marmo di Verona. L'edificio fu completato e consacrato nel 1270, sancendo il passaggio architettonico dallo stile Romanico a quello Gotico.

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Il Duomo e gli Affreschi del Correggio

Una volta usciti dal Battistero, la vicina Cattedrale (o Duomo) di Parma rilancia l'incanto visivo con la cupola dell'Assunzione della Vergine affrescata dal Correggio. L'opera, realizzata tra il 1526 e il 1530, si distingue per la prospettiva illusionistica. Il Correggio fu in questo senso precursore della pittura prospettica e, secondo gli storici dell'arte, tra i dettagli più significativi dell'affresco spiccano le vesti di Maria dipinte per enfatizzare il senso del movimento.

Teatro Regio: Lirica e Dibattito Pubblico

Parte integrante della storia locale è anche il Teatro Regio. Amato dal direttore d'orchestra Arturo Toscanini e dal compositore Giuseppe Verdi, il Teatro Regio ha una forte identità collegata alla tradizione musicale, alla lirica e al dibattito popolare. Commissionato da Maria Luigia d'Asburgo-Lorena per elevare sia il proprio status che l'offerta culturale della cittadina emiliana, il teatro ha ospitato in passato un pubblico che discuteva attivamente delle opere nel dialetto locale. Tra le tante curiosità che caratterizzano la storia del luogo, c'è il passaggio segreto di Maria Luigia.

Complesso della Pilotta: Biblioteca Palatina e Teatro Farnese

La visita ai beni culturali di Parma non sarebbe completa senza dedicare qualche ora al Complesso della Pilota e quindi alla Biblioteca Palatina, fondata nel 1761 da Filippo di Borbone. Lo spazio conta circa 800.000 volumi ed un'ampia collezione di manoscritti, documenti e testi inerenti a storia e cultura locale, italiana ed europea. La Palatina occupa un'ala del complesso monumentale e fino al XIX secolo la biblioteca fu epicentro delle attività collezionistiche ed intellettuali del palazzo.

Usciti dalla Biblioteca Palatina, è tempo di scoprire il Teatro Farnese. Considerato il fiore all'occhiello del Complesso Monumentale della Pilotta, l'emiciclo a ferro di cavallo progettato da Gian Battista Aleotti per Ranuccio I Farnese fu completato nel 1628 in occasione delle nozze tra Odoardo Farnese e Margherita dè Medici. Costruito nella vecchia sala d'armi ed illuminato da grandi lampadari e da più di 2.400 fonti luminose, il teatro annovera gradinate in legno, stucco e finto marmo. Parzialmente ispirato al Teatro Olimpico di Vicenza di Andrea Palladio, lo spazio ha ospitato nel corso dei secoli scenografici spettacoli tra cui la famosa naumachia (battaglia navale) con la cavea riempita d'acqua.

Galleria Nazionale: Tesori Artistici

L'ultima meraviglia appartenente al Complesso della Pilotta è la Galleria Nazionale. Tra i principali capolavori del museo spiccano la "Testa di donna" attribuita a Leonardo da Vinci, varie opere di Guercino e Tintoretto ed il "Ritratto di Paolo III Farnese" di Sebastiano del Piombo.

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Sapori Parmigiani: Tra Tradizione e Innovazione

Parma è universalmente riconosciuta per la sua eccellenza culinaria. Dal centro storico alle campagne circostanti, il parmense è un rinomato tempio della buona cucina. Tra i ristoranti consigliati dalla Guida MICHELIN spicca Al Vedel, specializzato nella produzione artigianale del culatello (con stagionatura di 16, 26 o 38 mesi) e che propone piatti come il “gran lesso, le deliziose lumache bourguignonne ed i tortel dols”. Un'altra sosta consigliata dagli ispettori è il Bib Gourmand Romani, ubicato all'interno di una tipica casa colonica di campagna, con tanto di ampio giardino e bottega di prodotti alimentari. L'insegna, dall'atmosfera tradizionale, accoglie gli ospiti in sale ricolme di cimeli e decorazioni, mentre la cucina del territorio "non ama rivisitazioni e ricerche esotiche", soffermandosi invece sui classici sapori locali.

Un'altra meta da non perdere nei pressi di Parma è la Trattoria Antichi Sapori in località Gaione. Aperto sin dal Dopoguerra, l'indirizzo è oggi uno dei più apprezzati Bib-Gourmand della Guida MICHELIN, in cui cordialità, atmosfera familiare e "le ottime proposte incentrate sulle specialità del territorio" mettono d'accordo viaggiatori gourmand e pubblico locale. Qui l'accoglienza del patron Davide Censi è un valore aggiunto e tra i piatti cult dell'insegna ci sono tortelli erbetta o alla zucca, riso con cipolla e pepe nero, punta di vitella al forno e fricassea di faraona arrostita.

Biasetto: Un'Eccellenza Pasticcera

Dopo una giornata a visitare la città di Padova tra musei, basiliche e locali storici, una sosta da Biasetto è d'obbligo. Biasetto è un posto molto elegante, con camerieri molto attenti e professionali. Le aspettative non vengono deluse, e si trova personalità nell'assaggiare la pasticceria di Biasetto. Tutti gli ordini fino al 23 dicembre, verranno evasi dal 27 dicembre.

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