La Pasqua in Abruzzo è una festa profondamente sentita, un momento di unione familiare e di celebrazione delle tradizioni culinarie che si tramandano di generazione in generazione. I dolci pasquali abruzzesi sono un elemento centrale di questa celebrazione, con ricette che variano da zona a zona e che riflettono le usanze di ogni famiglia. Questo articolo vi guiderà alla scoperta di alcuni dei dolci pasquali più iconici dell'Abruzzo, svelandone le peculiarità e le storie che li accompagnano.
Il Fiadone: Un Classico con Mille Volti
Il fiadone è un dolce tipico della Pasqua abruzzese, noto per la sua versatilità e per le numerose varianti che si possono trovare in diverse zone della regione. Il fiadone dolce presenta differenze peculiari da zona a zona. Solitamente il formaggio prediletto per la sua realizzazione, almeno nel chietino, è la caciotta frentana. Il fiadone dolce perfetto si presenta umido, con la consistenza spugnosa e il sapore fresco e delicato. I fiadoni sono piccoli fagottini ripieni di formaggi tipici della tradizione culinaria pasquale abruzzese. Come tutti i piatti della tradizione, anche i fiadoni hanno diverse varianti e ogni paese li prepara in modo diverso. Il loro ripieno di formaggi li rende adatti ad essere condumati come pietanza salata, ma anche dolce con una spolverata di zucchero a velo prima di servire. Ottimi da soli, i fiadoni si abbinano perfettamente anche a marmellate e confetture.
Per preparare i fiadoni, si inizia impastando gli ingredienti fino a ottenere un panetto elastico e omogeneo. Si prendono i formaggi semi stagionati (di capra, di pecora e di mucca) e si grattugiano. Si stende l'impasto e si ricavano tanti cerchi con un coppapasta di diametro di 10 cm. Si spennellano i fiadoni con l'uovo sbattuto e si cuociono in forno a 180°C per 20 minuti.
La Pizza di Pasqua: Un Lievitato Profumato
Dolce diffuso in buona parte della regione, in particolare nel teramano e nell’aquilano, la pizza di Pasqua è un lievitato dalle tante varianti, e che di base contempla nell’impasto anice, canditi e uvetta. Per sembianze può ricordare un panettone, in quanto soprattutto nel teramano assume forma cilindrica, mentre nell’aquilano ricorda, per aspetto, il classico filoncino di pane. Tradizione vuole che sia preparata il venerdì Santo, così da far lievitare e riposare l’impasto almeno due giorni.
L’impasto viene realizzato all’interno della classica mesa del pane. Tra gli ingredienti irrinunciabili: lievito madre, lievito di birra (per conferire un tocco di “brio”), patate, uova, farina, zucchero, strutto, anice, uvetta, un po’ di cannella e scorza di limone. La lievitazione è lunga e delicata, tanto che un tempo era necessario alzarsi la notte e posizionare il braciere sotto la mesa, così da dispensare calore e “aiutare” l’impasto a crescere. Quest’ultimo a lievitazione raggiunta viene “porzionato” in panetti lasciati nuovamente riposare: appena pronti, con il “pugno chiuso” al centro della pasta, si va a conferire la tipica forma “a ciambella”, quindi si spennella la superficie con il tuorlo d’uovo, si decora a piacimento e si inforna. In passato si era soliti “incorporare” anche le uova, simbolo di prosperità. La pigna, rigorosamente cotta nel forno a legna, una volta pronta è particolarmente brunita sulla superficie esterna. Al taglio presenta una consistenza compatta e sprigiona un profumo inconfondibile.
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Pupe e Cavalli: Dolci Simboli di Augurio
Preparazione stilizzata, a forma femminile e/o di cavallo, diffusa in tutta la regione; ha una tradizione antichissima e una ricetta che ogni famiglia custodisce e tramanda di generazione in generazione. Originariamente era considerato il dolce che le famiglie dei futuri sposi si scambiavano in segno di approvazione prima del matrimonio: allo sposo toccava la pupa, alla sposa il cavallo. Con il tempo la tradizione non è andata persa, ma destinatari dell’ambito dono sono diventati i bambini. Consuetudine vuole che le nonne ancora oggi, il giovedì di Pasqua, preparino le pupe e i cavalli per i nipoti.
Il dolce ha tante varianti: c’è quella di semplice pasta frolla, quella dove alla pupa e al cavallo vengono incorporate, come simbolo di amore e prosperità, le uova; poi ci sono le versioni decorate con la ghiaccia reale o all’acqua, e persino quelle di “pasta nera”, ottenute con un impasto morbido e compatto caratterizzato da una considerevole presenza di mandorle e cacao, mentre per la glassa entra in scena il cioccolato. Si avvicina la Pasqua e da me si realizzano le pupe ed i cavalli che si donano ai bambini della famiglia, o i cuori e le campane. Esistono sia come dei classici biscotti a forma di donna e di cavallo, che a base di farina di mandorle o mandorle e ricoperti di cioccolato.
La Scarsella di Pescocostanzo: Un Tesoro Nascosto
Pressoché sconosciuta oltre i confini del borgo di Pescocostanzo, la scarsella è un dolce ricco e sostanzioso: un involucro di pasta frolla che custodisce al suo interno un corposo ripieno ottenuto con tre diversi formaggi: primo sale, caciotta vaccina e pecorino.
La Pigna: Un Rito Antico
Tradizionalmente preparata la domenica delle Palme, per molte famiglie è legata al rituale del rametto di ulivo posizionato sulla stufa: se la fogliolina restava incolume senza bruciare, si poteva procedere alla preparazione della pigna, in caso contrario toccava rinunciare.
Soffioni Abruzzesi Dolci: Una Delizia al Limone
I soffioni abruzzesi dolci sono un dolce tradizionale con frolla friabile e ripieno di ricotta di mucca, uova e limone. IL SOFFIONE è una ricetta tipica del chietino un dolce a base di ricotta profumata al limone raccolta in una base di simil frolla una vera delicatezza.
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Cuori e Campane Glassati: Un Dono d'Amore
Cuori e campane glassati ricetta di Pasqua abruzzese, che si realizzano per gli amici e i fidanzati e si donano il giorno di Pasqua.
Usanze Pasquali Abruzzesi: Un Mix di Sacro e Profano
In Abruzzo la Pasqua e la pasquetta sono molto sentiti. A casa mia per la Pasqua, mamma ci preparava le uova da benedire e poi dopo la messa, tornavamo a casa e mangiavamo i dolci pasquali che ci preparava lei o la zia Rita, che spesso ci regalava le pupe per le bimbe ed i cavalli per i maschietti (trovi due varianti nella raccolta). Le ricette variano da zona in zona, ed anche in base alle usanze di famiglia. Inoltre per la colazione pasquale in Abruzzo, si mangiano anche i dolci tipici tradizionali, ed i salati, come la pizza di Pasqua da mangiare con i salumi ed i fiadoni. Molto dipende anche della usanze di famiglia, di solito i salati vengono mangiati più nelle campagne, perché fanno una colazione intorno alle 10/11, dopo la messa mattutina e poi pranzo tardi e dura a lungo. Infatti diventa quasi un pasto unico tra pranzo e cena, perché poi molti arrostiscono.
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